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Le BiELLE RECENSIONI
Banda Improvvisa, Daniele Sepe e Auli Kokko: “Lesamoré”

Musica per Banda improvvisa con l'improvvisata di un genietto
di Leon Ravasi

Massì, confessiamolo! Quando c'è di mezzo Daniele Sepe attendersi il colpo di genio è quasi obbligatorio. Il nostro genietto napoletano preferito (da quando Maradona si è ritirato dal calcio giocato) ancora una volta inventa magia a colpi di sassofono, ma soprattutto di testa, giocando, assieme al''inseparabile e bravissima Auli Kokko, con la Banda Improvvisa. Ma qui Sepe non è da solo a giocare: innanzitutto c'è l'affascinante storia di questa banda ... e poi c'è il repertorio.

La Banda Improvvisa, ossia la premiata Filarmonica G. Verdi di Loro Ciuffenna (Arezzo), cinquanta elementi dai dodici ai settant'anni, diretta dal clarinettista Orio Odori, che è anche l’autore del repertorio, fin dal 1984 e quindi "ristrutturata" fino a farne uno dei più incredibili, energetici e ridondanti ensemble della musica da piazza, da banda, per l'appunto, esprime attraverso gli oltre cinquanta musicisti, più un buon numero di ospiti che nobilitano le parti solistiche, una grande carica e voglia di suonare insieme. Già due anni fa, riprendendo suggestioni provenienti da ogni dove, dalla musica popolare, dai ritmi balcanici, dal jazz alle musiche etniche e con l’inserimento di basso elettrico e batteria (Arlo Bigazzi al basso e Paolo Corsi alla batteria), la Banda aveva dato alle stampe il primo disco, "Pratomagno" (sempre edito da Materiali sonori), dieci canzoni più tre brani multimediali a cui aveva già partecipato lo stesso Sepe.

Quella che però, due anni fa, era stata solo una collaborazione, si concretizza questa volta in una vera e propria co-produzione. Anche perché Sepe e Kokko portano al progetto dal proprio repertorio la metà dei brani. Viene riproposta "Serenata alla Carpinese" dal precedente lavoro, unita alla "Pizzica" e a "Lacrime 'e condannate". Inoltre suona come un tributo postumo a Matteo Salvatore la sua "Padrone mio", che invece è stata incisa prima della sua scomparsa, questa estate. Un attenzione particolare va poi prestata alla traccia che dà il titolo all'album, ossia "Lesamorè" che assembla un brano di Brassens, "Les amoreux" che, storpiato dà il titolo all'album, poi "Te Voglio Bene Assaje", un tradizionale latinoamericano, e sortite nella musica classica (Shostakovic) e nelle colonne sonore ("Dottor Zivago").

Oltre a mettere a disposizione il loro repertorio Daniele e Auli partecipano alle restanti composizioni originali della Banda ("Valzer", la canzone che costituisce un po' la “firma” della banda "Ulixes", un classico come "Kocani" e una pizzica)., innestando ulteriore vigore ai brani e a un progetto che, come quasi tutti quelli che coinvolgono Sepe, resta in bilico costante tra impegno e divertimento. Con curiosi effetti spiazzanti, perché, se un attimo prima ti trovi ad Arezzo e ne sei sicuro, il tempo di scivolamento di un brano, da un solco all'altro e di colpo sei sbalzato nei Balcani o a Napoli o in Francia o in un altro improbabile altrove. E tutto a cavallo del volume di fuoco sonoro garantito da una banda di 50 elementi, la cosiddetta "Pratomagno Social Club" dove, oltre ad Odori ha le mani in pasta anche una vecchia volpe come Giampiero Bigazzi che costituisce il secondo corno del progetto.

Il disco, in parte formato dalla registrazione dal vivo dei concerti del 2003 a Pontassieve, Firenze e Frosinone, contiene anche in questo caso una traccia multimediale, con un'intervista a Orio Odori in cui viene raccontato il progetto Banda Improvvisa, un progetto che ha anche una rilevanza sociale, perché coinvolge l'intero paese nella sua realizzazione, con Giampiero Bigazzi come intervistatore d'eccezione. Alla banda è stato dedicato, peraltro, anche un libro fotografico: "50 angeli musicanti sospesi su un cielo di note" di Lucia Baldini con i contributi di personaggi svariati come Cofferati o Piero Pelù, Gianni Maroccolo o Syusy Bellucci, oltre che Sepe, Bigazzi e Odori. Anche il libro è edito da Materiali Sonori.

Insomma, se non c'è da gridare al miracolo, c'è però da seguire con attenzione questo ritorno al fenomeno delle bande o delle grandi orchestre (multietniche come Piazza Vittorio o meno) o almeno agli ensemble numerosi. Come se fosse indicativo della ritrovata voglia di fare musica tutti insieme. Non so a voi, ma a me tante persone insieme che suonano hanno sempre messo allegria... "Quando la banda passò / volevo dire di no / ma la mia regazza era lì / e allora dissì di sì" (a sfumare)

Banda Improvvisa con Daniele Sepe e Auli Kokko
"Lesamoré"
Materiali sonori - 2005
in edicola, nelle "Feltrinelli" o nei negozi di dischi


Ultimo aggiornamento: 23-11-2005

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