| Un
ritorno con Garbo ... che ritorno non è
di Luca Bartolini
Sarebbe
facile cominciare a parlare del disco di Garbo e parlarne come del
disco che segna il ritorno sulla scena dell' artista che rappresenta
la storia della new wave italiana, scritta attraverso lavori che
hanno lasciato il segno e che recano i titoli di "A Berlino...Va
Bene", "Scortati", "Fotografie", "Manifesti".
Sarebbe facile parlare di un ritorno con tutte le belle frasi che
corredano i discorsi di questo tipo. Sarebbe facile ma non sarebbe
esatto.
Perché Garbo dalle scene non è mai uscito, nel 1997
ha fondato un movimento insieme ad Isabella Santacroce e ad altri
scrittori come Niccolò Ammaniti, Enrico Brizzi, Aldo Nove
ed altri; il Nevroromanticismo, un movimento filosofico e letterario
che esprime l'inquietudine di vivere. Nel manifesto del Nevroromanticismo
c'è scritto: "Sono struggenti e spietati. Sono carnali
e inorganici. Hanno patito le parole dell'universo. Quelle della
pubblicità e quelle della letteratura. Canzonette, poemi,
telegiornali, bibbie, settimane enigmistiche. Li hanno definiti
in mille modi. Trash, splatter, cannibali. Ma sono nevrotici. Sono
romantici."
Ma non sarebbe
esatto parlare di ritorno soprattutto perché Garbo non ha
mai smesso di fare dischi. Quindi
l'unico senso che possiamo dare alla parola ritorno associato al
nome di Garbo è il ritorno dell'attenzione nei suoi confronti
.
Ritorno di
attenzione confermato dal fatto che la Emi Music Il 16 aprile 2004
ha deciso di ripubblicare i suoi primi 3 album ("A
Berlino...Va Bene", "Scortati", "Fotografie").
Ritorno di attenzione meritato e necessario a giudicare dalle dichiarazioni
esplicite da parte di alcune nuove leve affermatisi negli ultimi
anni, come Morgan e Subsonica,
che parlano di Garbo come un maestro.
Ritorno di
attenzione innegabilmente figlio (almeno in parte) anche del revival
degli anni '80 che stiamo vivendo in questo periodo e che Garbo
ha commentato così in un'intervista di poco tempo fa: "Molti
lo vedono come revival, probabilmente, molti sparano addosso agli
anni Ottanta perché ritenuti di plastica, ma non capisco...
Tutti i periodi potrebbero essere definiti "di plastica"
perché ogni stagione artistica ha le sue cose vere e le sue
cose finte. A mio avviso questo recupero, che coinvolge anche l'immagine
e la moda, è figlio di un grande buco nero: se avverti un
vuoto, la prima cosa che fai è guardarti alle spalle per
capire cosa c'era prima, a monte. Ci deve essere una continuità:
io, ad esempio, non mi sento affatto "sparito" e poi "recuperato",
ho sempre proseguito per la mia strada".
Da queste parole si capisce bene come Garbo non sia mai corso dietro
alle mode, sapendo bene che avere o no l'attenzione del grande pubblico
e lo spazio adeguato sui mezzi di informazione (soprattutto se non
si fa un genere di musica "nazionalpopolare") è
soprattutto una ruota che gira; e lui in fondo non è mai
sembrato preoccuparsene troppo. Del resto un'artista che ci racconta
di "…Parlare poco e ascoltare il tempo/ pensare al
mio rumore/ muovermi poco e sentire il ritmo… "
,non ce lo vediamo proprio a rincorrere il consenso del pubblico
della canzonetta della domenica pomeriggio.
Questo nuovo
lavoro esce comunque con la meritata attenzione e attesa intorno
a se. Gialloelettrico sarà nei negozi dal
2 settembre (edito da Discipline / Venus Distribuzione), è
stato preceduto dal singolo "Onda elettrica"
che dal 4 luglio è in rotazione nelle emittenti radiofoniche
nazionali, mentre il video sempre dello stesso brano, è stato
consegnato alle emittenti televisive musicali a partire dal 19 luglio
2005. Il soggetto, la sceneggiatura e la regia sono di Graziano
Molteni.
Hanno partecipato apparendo nel video molti amici di Garbo e sono:
oltre lo stesso Garbo, Carlo Bertotti (Delta V), Luca Urbani (Soerba/01/Deleyva),
Andy (Bluvertigo), Davide "Boosta" Dileo (Subsonica),
Debora Villa, Ramon Brazzarola (OttantaHz/Discipline), Jo-Anna Cassino,
Angelo Bellandi (Ovophonic), Roberto Monti (El Coyote), Mattia Amadori
(Olo production). Con la collaborazione appunto di Graziano Molteni
(regia), Max De Ponti, Mattia Amadori, Graziano Molteni (operatori
di ripresa), Vito Di Domenico, Angelo Zani (tecnici di produzione),
Wanda Gobbi (assistente di produzione), Graziano Molteni, Vito Di
Domenico, Max De Ponti (montaggio). (E' possibile vedere il video
del singolo "Onda elettrica" il link al video è
in homepage di Yahoo musica nella sezione novità.)
Nel singolo "Onda elettrica", Garbo ci dice, con versi
senza dubbio autobiografici, che vorrebbe "…appartenere
a un'onda elettrica e nuova per riuscire a spostare le mie idee
e i miei modi, io vorrei appartenere a un'onda elettrica e nuova
che riesce a spostare le tue idee e la moda…" ed
è quasi automatico pensare a una parentela tematica con "Centro
di gravità permanente" (anche se formalmente
chiedono due cose opposte si ha poi l'impressione che, l'onda elettrica
e il centro di gravità, siano solo due vie che servono per
arrivare allo stesso "punto") del suo amico Franco Battiato
(con il quale Garbo ha collaborato in una tournee del 1981 ai tempi
del suo primo album "A Berlino… Va bene" e dell'album
la "La voce del padrone" dell'artista
catanese).
Perfetti e sorprendenti gli archi della ballata elettroacustica
"Forse", un pezzo semplicemente stupendo,
sono solo ai primi ascolti e per ora sembra la migliore traccia
del disco. Nella decadente "Io non miglioro"
si ritrova l'artista che aveva accostato (stiamo parlando del 1984
quando Garbo vince il premio della critica al Festival di Sanremo
con il brano "Radioclima" tratto dall'album "Fotografie"
edito da Emi), Sanremo e dandysmo alla David Sylvian. Mentre "Andarsene"
è scritta a sei mani con Morgan
e Luca Urbani dei Soerba.
Qualche mese fa a una domanda riguardante il suo nuovo progetto
musicale Garbo aveva risposto così:"E' geniale!
Stavolta ho superato me stesso, davvero! E' un percorso nella mia
vita di tutti giorni. Pura elettronica, non c'è nessun elemento
fisico, c'è anche del noise, anche se fondamentalmente stiamo
parlando di dieci buone canzoni pop." Garbo diceva di
aver superato se stesso, poteva sembrare un'esagerazione ma non
lo è; se ancora non si fosse capito stiamo parlando di un
disco davvero bellissimo. Provare per credere…
Garbo
"Gialloelettrico"
Discipline - 2005
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aggiornamento: 01-09-2005 |