| Follia,
ma c'è del metodo. Metodo ... ma c'è follia!
di Moka
La
prima volta che ho sentito Simone Cristicchi (e inevitabilmente
è stato nel tormentone su Biagio Antonacci (a proposito:
ma chi è?!!??)) ho pensato : "ecco uno pronto per il
"non parleremo di ..." su Bielle. A sorpresa poi, giorni
dopo, mi chiama il big boss e mi fa: "che ne dici di parlare
di Cristicchi? C'è del metodo in quella follia! E, se ascolti
bene, le musiche non sono così tanto buttate via come farebbe
un Pino Marino o un albero di castagne qualunque!". E così
eccomi a percorrere le impervie strade di e-mule, per grattar via
quello che si può di Cristicchi. E si può tanto! Non
c'è solo il disco, con tutte le canzoni, compresa la traccia
fantasma, ma ci sono anche altri brani. E l'impressione è
confermata: c'è della follia in quel metodo!
Simone Cristicchi è un bancario che gioca a fare lo spostato
o è uno spostato che gioca a fare il bancario che gioca a
fare lo spostato? Guardate la copertina del disco qui a fianco.
Cosa ne dite? La seconda, vero? La seconda. Concordo. Anche perché
oltre alle canzoni del disco, gli altri suoi brani rispondono ai
bei titoli di "Autistico", "Elettroshock",
"Bastonaci" e altri titoli tranquillizzanti dello
stesso tipo. Diciamo che dalle prime impressioni, confortate da
chi l'ha visto dal vivo, Cristicchi sembra un po' uno Jannacci
degli esordi: clown lunare, ma con una bella incertezza su dove
finisca il clown e dove inizi il lunare.
Presenza
anomala sul palco con tanto di chitarra in una mano e valigetta
che non molla mai nell'altra (ma cosa conterrà?); sembra
capitato in scena per caso. Ma poi non è così. E'
vero che c'è del metodo. Il disco "Fabbricante
di canzoni" (devo ricordarmi che in fin dei conti
sono qui per quello) è una sorta di "meta-disco",
il disco che immagina se stesso cantante e che riflette sulle difficoltà
intrinsiche dell'accesso alla produzione e, soprattutto, alle misteriche
strade della promozione.
Antagonista è qui la voce del Dj della classica radio, l'addetto
alle playlist che prima suggerisce al manager dell'artista di fargli
dare una svolta "leggera", puntando sulle canzoni per
l'estate (e la canzone puntualmente arriva: "Ombrelloni",
una gustosissima presa per il culo dei tormentoni estivi: dopo il
bel coretto di uò-uò-uà, parte il ritornello:"L'ombrellone
te lo ficco nel culo / e il gelato te lo spiaccico in faccia / questa
sabbia te la tiro negli occhi / e poi ti prendo a calci lungo la
spiaggia / con la sdraio ti ci spezzo la schiena / e ci piscio sulla
tua abbronzatura / ora ingurgita la tua crema solare / prima che
ti affoghi in questo schifo di mare"), poi di fronte a
nuove insistenze del manager "Rifacciamo il testo? Cambiamo
l'intro iniziale che magari non va bene", sbotta "Mah,
secondo me potreste proprio cambiare artista, questo non ce la fa,
non ce la fa proprio". "Come non ce la fa? Mettiamo un
gioco di cassa in quattro così stacchiamo, eh?". "Senti
Claudio, te lo devo dire proprio in faccia? A me Cristicchi, questo
Cristicchi, mi fa cagare!" ("Fabbricante
di canzoni").
Ma
non è finita qui con la meta canzone: a parte tutto il testo
di "Fabbricante di canzoni": "Io sono un fabbricante
di canzoni / un artigiano di successi radiofonici / Che scalano
classifiche di vendita, / curo con dovizia di particolari il suono
della cassa, del rullante, / la presenza della voce sopra un ritmo
martellante, / sovraccarico di suoni, pressoché manipolati
/ ... / Intro, strofa, strofa, ponte, ritornello, ritornello, /
intro, strofa, ponte, ritornello, senti quant’è bello"
e tutto "Vorrei cantare come Biagio":
"Vorrei vestirmi come Biagio Antonacci / Vorrei convivere
con Biagio Antonacci / Se fin da piccolo il mio mito era Jim Morrison
/ Con Rambo e Rocky, adesso è solo Biagio Antonacci".
A parte tutto questo c'è la ghost track, la traccia fantasma,
dove (e te pareva!) canta un vero fantasma: "Rufus",
il cantante che non è mai riuscito a incidere un disco: "Buonasera
mi presento mi presento sono Rufus / vivo dentro questo corpo da
un mesetto fa / sono lo spirito risorto di un cantautore morto senza
aver venduto un disco senza casa discografica / ... / inopportuno
come un rutto in alta società / ... / quel nostalgico romantico
di un Cristicchi l'ho cacciato". A sufficienza per capire
che il ragazzo "o ci è o ci fa" alla Bugo, ma non
è uno da prendere sottogamba. O meglio, sì, è
da prendere esattamente sottogamba, per ridere, ma a denti stretti.
Per completare l'opera, Cristicchi ci rifila il colpo gobbo: una
vera canzone d'autore, "Questo è amore",
suonata al pianoforte con accompagamento di archi e cantata assieme
a Sergio Endrigo: "Amore se tu avessi un sorriso a ore
/ come la donna del prestigiatore / forse ti amerei di più
/ o in due ti taglierei / come fa l'illusionista / che poi rimette
tutto a posto". E appena entra la voce di Endrigo è
un'emozione forte. Il brano prende e avvince, ma è serie
e clamorosamente "fuori fuoco" rispetto al resto del disco.
Non a caso è messa in conclusione. Canzone a cinque stelle!
Il resto, anche i brani più "sciocchi" come "La
filastrocca della Morlacca", è tutto musicalmente molto
curato (echi di Capossel, Bregovic e Balcani dentro la Morlacca)
e i testi spesso sembrano dei rap cantati con una serie lunghissima
di rime baciate, ma mai casuali e quindi tuttaltro che stupide (nemmeno
in "Stupidowski" che pure non mi scalda
più di tanto). "L'isola" è
un altro brano quasi serio, nonostante "c'era il sole / c'era
il mare / c'era tutto quello che si potrei desiderare / e poi c'eri
tu", ma riesce a metterci dentro gli ulivi cullati dal Meltemi,
il Retsina, il sirtaki, l'insalata greca, Fabio, "le facce
consumate antiche dei vecchietti di un paese bianco".
Altro brano da non trascurare.
Simone Cristicchi, in una divertente autobiografia riportata sul
suo sito, dichiara debiti di passione con "esemplari dotati
di un eccelso impianto cerebrale" come Franco Battiato, Ivano
Fossati, Giorgio Gaber, Nick Drake, Lucio Battisti, Jeff Buckley,Vinicio
Capossela, Syd Barrett, De André, Paolo Conte, Sergio Endrigo,
Chico Buarque e Caetano Veloso. A favore degli ultimi due nel disco
ci sta "A samba" du Tusculanu, spassosa.
Cristicchi è uno sconosciuto, anche se ora emerso (e Antonacci
l'ha fatto davvero cantare al Palalottomatica, come Simone chiedeva
nella sua canzone, davanti a 10.000 fans adoranti), che però
a 28 anni ha fatto incetta di importanti riconoscimenti tra cui
il Premio Siae per la migliore canzone d'autore (1998), il Cilindro
d'Argento premio per cantautori emergenti nell'ambito del Festival
dedicato a Rino Gaetano "Una casa per Rino, (2003) e, quest'anno,
Premio Recanati (Musicultura). Ma siamo sicuri che lo abbiamo capito?
Non lo so. Per questo me lo ascolterò ancora non in "Studentessa
universistaria", suo secondo hit, per dire, ma in "Ponza",
dove declama: "Ponza Ponza/ l'isola della Patonza / Pensa
che a Ponza / ho incontrato una stronza / mentre andavo a pesca
/ mi si è rotta la lenza / sono andato al pontone (?) per
un aperitivo / ho comprato un Mojito / m'hanno spellato vivo. /
Pensa che Ponza / sono andato in vacanza / mi son preso una sbonza
/ mi è partita la danza / sono andato in pescheria / ma era
una gioielleria / e mentre guardo il mare ho una canzone che mi
ronza / Ponza ponza / l'isola della patonza / Ponza Ponza / l'isola
che non ti abbronza / ma ti sbianca per i prezzi che ci ha".
Simone
Cristicchi
"Fabbricante di canzoni"
BMG - 2005
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aggiornamento: 25-10-2005 |