Disco
introvabile, geniale ma ... inesistente!
di Leon Ravasi
Eh
sì. Questa volta mi prendo uno sfizio... Parlarvi di un disco
che non esiste! No, non è come al solito un disco che si
fa fatica a trovare (ma più si fa fatica più si prova
gioia, secondo un vecchio adagio). Qui potete fare tutta la fatica
che volete, ma il disco, semplicemente non c'è. Potete provare
solo a corrompere Francesco Senni, voce e autore dei Caffé
Sport Orchestra, perché ve ne masterizzi uno della sua privatissima
collezione. Sì, il gruppo che fuoriesce dai solchi è
"Caffè Sport Orchestra". I tempi della registrazione
sono poco successivi o contemporanei a quelli del disco del Chihuahua.
Un tentativo per fissare brani che, altrimenti, con le lunge pause
indotte, potrebbero anche scivolare via. Ma signori, munitevi di
tutta la vostra "calma sombrera" e venite ad ascoltare.
Geniale!
Sono
troppo partecipe per esprimere un giudizio critico razionale e uniforme.
A me i Caffè Sport Orchestra fanno sangue
e vorrei sposarmeli tutti! Uno dopo l'altro. Ma in assenza di vincoli
matrimoniali, mentre suppliamo con un bel Pacs, lasciatemi condividere
i miei sorrisi ed i miei piaceri con tutti voi. Questa sciamannata
orchestra, che si disfa, si riforma, si disfa ancora, fatica a ritrovarsi
tutti insieme, ma quando si ritrova è in grado di uscire
con canzoni sempre più belle. Bisognerà pensare una
casa comune per tutti questi casi da Bielle: un po' lacrimosi, ma
tanto tanto edificanti.
Francesco
Senni, questo autunno rispondeva così alla mia richiesta
di informazioni sulle attività della banda, una lettera piena
di quella malinconica ironia che si trova anche nei solchi dei suoi
dischi: "è proprio cosi,siamo stati
abbandonati alle fatalità dalla nostra etichetta... Una serata
memorabile quindi,qualche data da turista sul lungommare, la partecipazione
alle selezioni del premio Recanati, una decina di canzoni nuove
(se hai un recapito ti faccio sentire qualcosa) e tanta voglia di
stampare al più presto. Siamo grandi e un po rampanti, tra
lavori stagionali,master lezioni e bambini nuovi con mutuo annesso,è
sempre più difficile stare insieme,poi arrivano mail come
la tua... Grazie Leon per il tuo entusiasmo!"
Avevo un recapito e il cd masterizzato è arrivato. Ha anche
un titolo "... e pensare che son venuto solo per comprare
1 pesce spada" e una scaletta fatta di otto canzoni.
"Qualche nuova + 2 cover ed uno special. In attesa che
..." trovo scritto sulla copertina. In attesa che ci siano
le condizioni per fare un disco nuovo, o un concerto, o qualsiasi
altra cosa che faccia sentire a un gruppo l'orgoglio di essere vivi.
Nel frattempo, la prima considerazione è che i Caffé
Sport Orchestra sono in gara per vincere la gara per i titoli più
lunghi mai pensati per i dischi. Sulla falsariga dei film della
Wertmuller degli anni '70 ("Mimì metallurgico, ferito
nell'onore", "Travolti da un insolito destino nell'azzurro
mare d'agosto", "Film d'amore e d'anarchia ovvero: stamattina
alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza"). Ecco
i CSO sono su quest'onda e, peraltro, le loro musiche starebbero
benissimo sotto i migliori film della Wertmuller.
Ma
parliamo di qualità, lasciando per ultime le due cover: iniziamo
con un "Avorio splendido" (scintillante zanna
d'elefante) che in un colpo solo chiama in causa Paolo
Conte e i Sulutumana, ritmo, gioco e ricordi. Caratteristica è
la voce di Senni, moderatamente roca ed altamente espressiva, con
questo sottofondo di saudade felliniana, sempre temperata da uno scatto
di ironia, da un sorriso, da un gioco ("il mio bicchiere
è mezzo pieno o mezzo vuoto / non ho ancora deciso"
canterà in "Dagli oblò delle lavatrici a gettone").
Coinvolgente è la musica degli altri Caffé Sport, ensemble
numeroso che allinea almeno sette persone, tra fiati, ritmica e strumenti
vari. Una piccola orchestra jazz che ha mandato a memoria gli standard
di calypso e tropical music degli anni '50, da Xavier Cugat, espicitamente
citato nel primo disco, fino al revival di Buena Vista Social Club
e alla riscoperta del calypso di questi ultimi anni.
Il
secondo brano, "Appassionata",
coniuga spunti napoletani con ricordi di Spagna. Dove c'è
una lei il cui "passo è una marcia che risuona di
trombe spagnole". Mentre "i gerani sono solo
la scusa di un lungo discorso". Insomma è una canzone
"Appassionata, appassionatamente / si muovano i felini
all'ombra del vulcano acceso". "E i tuoi vestiti
riposano sui fili / e Napoli ci guarda vestita come Sandokan / sorride
il golfo amanti sospirate che forse un giorno passa e non ritornerà
mai più. E pensare che sono venuto solo per comprare un pesce
spada e adesso mi godo l'esotico stupore di questo miracolo di strada".
E' una chicca assoluta che è impossibile non imparare
subito a cantare e a seguire tenendo il ritmo. Se si distribuissero
le stelle come fiocchi di neve, questa canzone varrebbe dodici stelle!
"Dagli
oblò delle lavanderie a gettone" è
la storia di un "rimpianto avvelentato" con i
ricordi che "addolciscono l'amarezza quando è l'ora
dei bilanci". Partiamo da un Natale tradizionale, di regali
e di Babbo Natale,
mutande rosse, file alle casse e "il peso della neve che
schiaccia il cuore di chi resta da solo". Triste. Come
sono tristi quasi tutte le canzoni sul Natale. Tristi ma calde.
E questa va di diritto a fare poker tra "Natale" di De
Gregori, "Natale fuoricorso" di Max Manfredi e "Fairytale
of New York" dei Pogues
"El
perro y la luna" è la quarta canzone.
Bellissima anche questa. Storia di un cane che guarda "un
quarto di luna che brilla lassù e che sorride a questi occhi
di cane che credono sempre all'amore". Canzone che si
intitola come un quadro di Didier Lourenco che riporto qui di fianco.
Brillante la coda che segue che diventa uno "Special
cubano" brevissimo ma di immediata digestione.
Come un sorso di rum, ma di quello buono.
E
dopo il cane abbiamo i gatti. Anzi gli "Aristogatti".
Perché il brano che segue è "Tutti
quanti vogliono fare jazz" dal famoso film Disney.
Un divertissement di grande qualità e coinvolgente come tutto
quello che i CSO mettono oggi sul piatto assieme al loro pesce spada,
cani, gatti e animali vari. Per uno che ha amato questa canzone
quando è uscita (ebbene sì, ero ancora bambino! Anch'io
sono stato bambino, una volta :-)) e l'ha riamata ascoltandola coi
figli è ancora una riscoperta tutta da godere, dopo avere
ascoltato, sempre quest'anno, anche la versione country di Michelle
Schocked. Grande!
Ma
non è finita: la canzone più bella arriva adesso.
E non a caso la mettiamo anche negli audio
da scaricare per rendersi
conto di quanto sono bravi questi CSO: "San Lorenzo".
"Il vento disegna le sue onde estive su un mare di grano /
le nuvole e il sole si guardan perplessi / e sembrano sputacchi
di un treno / la secca del fiume ha svelato i segreti che il freddo
d'inverno dimentica / e i pendolari son già tutti al mare
/ e siam qui da soli io e te. / Le cicale fan rumore nel silenzio
/ per non farci vedere / mentre il campanile tocca stanco il vespro.
Io non ho paura se il prete non ci vedrà tornare / voglio
starti vicino fin quando / anche lì'ultima stella vedremo
cadere. / Galleggiano le lucciole e sembrano stelle / a milioni
a danzare per noi. Ituoi desideri forse sono i miei / mentre cadono
giù. / La pioggia di sogni ha bagnato il tuo viso / di luce
che brilla dagli occhi / Stringimi forte che ho freddo e paura ...
di perderti". Ah, che bello! Che apertura di sogni e di
immagini. Una chitarra, una voce e pochissimi altri tocchi strumentali,
La canzone d'amore! Quella che tutti vorremmo avere scritto!
Chiude "Dedicato", cover da Fossati.
Ed è perfetta. Grande versione da tenersi stretta. Insomma
sono solo 29' e29" (complimenti a chi ha calcolato i tempi!)
ma non c'è nulla da perdere o da gettare! Cercate I Caffè
Sport Orchesttra ovunque suonino e costringeteli a farvi dare il
disco! In attesa che ...
Caffé Sport Orchestra
"... e pensare che son venuto solo per comprare 1 pescespada"
Autoprodotto - 2005
Impossibile da trovare
Ultimo
aggiornamento: 16-12-2005 |