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Le BiELLE RECENSIONI
Claudia Bombardella : "Paesaggi Lontani"

Un biglietto per viaggiare verso "Paesaggi lontani"
di Leon Ravasi

La prima recensione del 2006 è ... per un disco del 2004. Coraggio, ne abbiamo fatte di peggio. Ad esempio ignorare colpevolmente bravi autori come Massimo Liberatori e dare troppo spazio a Ligabue. Ne abbiamo fatte di peggio anche perché Claudia Bombardella e il suo Ensemble e il discorso "Paesaggi Lontani" vivacchiano in prima pagina "Sotto la paglia" da ormai più di un anno. Ma visto che il disco è bello e che volevamo parlarne bene, aspettavamo un momento di pausa per poterlo mettere in copertina come "recensione della settimana". Il tempo è passato e la copertina non si è quasi mai liberata. Adesso stanno per uscire Capossela, Fossati, De Gregori, Nannini, Caparezza, Castelnuovo, Basile etc etc etc ... il momento per parlarne non può essere che ora. Il primo "imperdibile" del 2006 è stato scritto e inciso nel 2004!

Non è un disco semplice "Paesaggi Lontani", non è di facile ascolto e nemmeno facilmente definibile, ma, come ormai abbiamo imparato tutti, quando un disco non è immediatamente riconducibile a una categoria specifica è quasi sempre garanzia di qualità. E qui le qualità, è meglio dirlo subito, ci sono. Claudia Bombardella non è una debuttante e il suo disco è tuttaltro che un'insieme chitarra-e-voce da folksinger americana: la signora, oltre a cantare, suona disinvoltamente clarinetti, fisarmonica, e sax baritono (quello enorme, grande quasi quanto lei). E assieme a lei suona un vero Ensemble con violino (Gloria Merani), violoncello (Fabio Burchietti), chitarra, fisarmonica, mandolino (Samuele Venturin) e contrabbasso (Massimo Pinga). Escluso quest'ultimo, tutti gli altri contribuiscono anche alle voci.

Aggiungiamo che il disco è stato registrato dal vivo al Teatro del Sale-Cibreo di Firenze (un posto meraviglioso!) dal 25 al 29 febbraio 2004 e che contempla 16 pezzi, ma uno di questi è una suite in 5 movimenti. Tutti i testi e le musiche sono di Claudia Pasetti Bombardella, tranne in due casi dove si tratta di testi tradizionali ("La novia" e "A la una") e in un altro caso dove la musica consta di un'improvvisazione di Filippo Burchietti. Cosa vi aspettereste ora? Un disco di musica classica? Di musica da camera? Di musica colta? Certo, c'è di tutto questo un po', ma c'è anche molto altro.

Lungi da me dirvi che si tratta di disco facile! Non lo è. Poi ognuno dà il valore che vuole al termine "facile". Bombardella è impegnativa, va seguita con attenzione, il disco va ascoltato tutto di seguito e non contiene "hit" particolari, nè si presta ad un ascolto random assieme ad altre centinaia di proposte differenti. Bisogna "scegliere" di ascoltarla, ma è una scelta di cui non ci si dovrebbe pentire.

Claudia racconta così il proprio disco: "Questo lungo lavoro di composizione attraversa gli ambiti musicali e culturali più vari, con lo stesso spirito con cui i popoli nomadi raccolgono il loro percorso di vita, l'essenza della cultura delle genti con le quali entrano in contatto, integrandola nelle proprie tradizioni. Le composizioni si muovono dentro ai vari stili popolari in un disegno più ampio che comprende anche una sorta di "rigore classico" della musica colta. Non a caso la scelta di mischiare strumenti popolari con quelli usati nella musica colta".

E se pensate che tutto ciò sia più pesante della corazzata Potemkin nella vulgata fantozziana, vi sbagliate voi almeno quanto si sbagliava Fantozzi! Non siamo certo davanti a un lavoro epocale, ma di sicuro di fronte a un'opera con le caratteristiche adatte, con le "stimmate" quasi della canzone d'autore. Di canzone in canzone cambia il clima musicale (dalla ballata francese, alle ritmiche balcaniche, dal canto popolare alle improvvisazioni di violoncello) , cambia la lingua (dal francese al sefardita, all'ungherese, all'italiano, al tedesco, all'armeno, fino a un testo tradizionale zingaro), ma rimane intatta la tensione di chi crede nel percorso che sta compiendo e che ci sta invitando a compiere con lei.

Niente a che fare con le koiné mediterraneee così in uso, né, in senso stretto col viaggio, ma voci di culture che dialogano con altre culture, storie fatte di atmosfere dove le diverse sonorità delle lingue utilizzate suonano come strumento aggiuntivo. "Historia d'un souvenir" e "Las esuegras" hanno un piglio particolare, ma difficile da dimenticare è anche la lunga "Ninna nanna" (6'36"). Il disco intero è molto lungo (1h 16'25"), sfruttando al massimo il minutaggio concesso dal "padre" del cd Akio Morita per ascoltare per intero la Nona sinfonia di Beethoven, secondo quanto narrano le agiografie.

Quantità non è quasi mai sinomino di qualità e, forse, anche qui qualcosa si poteva risparmiare sul minutaggio, ma complessivamente resta una musica molto intensa ed avvolgente che ti porta, con sfumature differenti, dentro avventure di nebbie e di noce moscata. Non per tutti, ma per quelli a cui piace esplorare paesaggi aperti, dai mari in tempesta del nord alle colline toscane, dalle stoppie bruciate del deserto alla isole nel mare, alle montagne innevate. Un biglietto per viaggiare verso "Paesaggi lontani".

Claudia Bombardella
"Paesaggi Lontani"

RadiciMusic Records - 2004
Sul sito Radicimusic

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Ultimo aggiornamento: 03-01-2006

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