| L'esordio
dell'improbabile trio reggiano
di Leon Ravasi
Marco
Panattoni e' bravo. E ovviamente non trova un cane che gli faccia
fare un disco. Ho tra le mani questo "progetto di cd"
che risale al febbraio 2001 dove, assieme a Marco (pianoforte e
voce), suona una band di cinque elementi, piu' Freddy Bertelli all'armonica
e la Banda musicale di Porcari. L'impasto musicale che ne esce,
fortemente impregnato da un hammond che da' un tono "vintage"
al tutto, assomiglia ad alcune cose di Capossela.
Sotto tutto un'anima di tango, sensuale e calda al servizio di parole
mai banali e di storie da ascoltare. Come tutti coloro che cercano
di emergere dal sottobosco musicale, Marco ha partecipato (e vinto)
un concorso, Ma non uno da poco: il Premio Ciampi. A cui lui, lucchese,
ha partecipato con una cover del grande livornese (e chissa' quanto
gli deve essere costato in termini di campanilismo!): "Il vino",
resa in una versione superba, notturna, mazzata, fumosa, piacevolmente
estenuata, quasi "fane'". Ma con Ciampi il contatto e'
tutto li'.
Dal punto di vista del cantato, della voce, il modello forse e'
piu' Francesco Guccini, a cui lo possono avvicinare la mole e una
certa tendenza ai toni scuri della voce (il gruppo di Marco nasce,
non a caso, cantando blues), ma anche la capacita' di raccontare
storie piccole e personali che crescono a metafora del vivere, ("Mischiami
l'anima e rompimi il collo/ portami al fine ma lasciami sveglio/
siediti o mare stammi vicino / che voglio sognare fino a mattina".
"Assaggiare la pioggia appena che nasce/ e per il tempo rimasto
tra i nostri bicchieri/ noi di brinda cosi' viene fuori/ urla, tempesta,
fulmini, esplosioni/risate accese, scoregge di barboni" - L'ombra
nel letto, molto alla Paolo Conte). Insomma ascendenze nobili, buone
canzoni e, ovviamente, neanche un contratto discografico.
per informazioni paco10@tin.it
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aggiornamento: 21-07-2001 |