| In
equilibrio tra suoni e visioni
di Lucia Carenini
Curiosa
copertina ha l’ultimo lavoro del LaCrus. Ghirigori, zigzag,
punti dritti e un garbuglio di filo rosso si si intersecano su una
tela di lino beige. Per chi ha qualche esperienza di taglio e cucito
ricorda quei pezzini di stoffa che si piegano a fisarmonica e s’infilano
sotto l’ago della macchina da cucire quando la si ripone.
Toh, anche questo è piegato a fisarmonica... Il libretto
si allunga infatti da una parte con cuciture e ghirigori che fanno
da sfondo ai testi e dall’altra porta un inedito racconto
breve intitolato – guarda un po’ – "Infinite
possibilità" a firma di Leonardo Colombati e ispirato
alle liriche delle canzoni.
Un racconto che arriva a ribadire – se
non bastasse il fatto che il titolo è la citazione da un'opera
teatrale di Oscar Milosz - i profondi legami del duo-trio milanese
con la letteratura. Il filo rosso potrebbe invece servire a portare
alla terza componente di questo lavoro: l’immagine. Sì,
perché con “Infinite possibilità”
i La Crus tornano ad esplorare uno dei loro territori collaterali
preferiti, quello della video arte.
Al cd è infatti allegato un dvd contenente 10 clip in cui
il gruppo in collaborazione con il regista EURO 18,81
(Prezzo di listino EURO 20,90ha “ri-sonorizzato” 10
cortometraggi provenienti dall’archivio del Film Festival
di Milano e scelti perché le immagini evocate dalle
canzoni potevano in qualche modo coincidere con quelle mostrate
dai clip, anche se le storie sono diverse. “Uno dei criteri
– ha spiegato Alex Cremonesi ai Pomeriggi
del Club Tenco, durante la presentazione del cd - è stata
anche la corrispondenza del ritmo narrativo e della durata del clip.
Oltre naturalmente alla concessione delle liberatorie dagli autori,
perché abbiamo naturalmente dovuto togliere il sonoro originale
e tagliare e rimontare qualcosa. La maggior parte dei registi si
ha aderito all’operazione, ma alcuni non hanno accettato,
così abbiamo dovuto rinunciare in particolare a tre lavori
che sarebbero stati perfetti”.
Ma di cosa si parla nel disco? Come nel loro primo album omonimo,
non si può dire che ci sia un tema preciso. Sembra quasi
che il lavoro della premiata diitta Cremonesi-Giovanardi
segua una sorta di consapevole e programmatico go with the stream.
Concetto che viene espresso benissimo in una frase di “Giorni
migliori” che appunto recita “aspetterò/
la leggerezza dei giorni migliori/ aspetterò / sicuro di
trovare le parole/ per questo mio romanzo/ che io non voglio scrivere
ma vivere”. Così fianco a fianco con intrecci
poetici e scenari metaforici convivono percorsi esistenziali e tematiche
sociali.
Dal punto di vista musicale c’è sicuramente meno elettronica
rispetto ai lavori precedenti. Rimane il rigore di base, ma alle
chitarre e programmazioni di Cesare Malfatti si
uniscono Luca Saporiti al basso e alle chitarre
e Leziero Rescigno, che suona un po’ di tutto,
dalle batterie al piano Fender Rhodes, dale tastiere alle corde.
E il calore in più si sente.
Da parte sua Joe sperimenta diversi registri di
canto alzando di qualche tono le sue atmosfere baritonal-confidenziali
e andando a sperimenrtare dal sussurrato al soffiato al quasi-falsetto,
al “grattugiato”. E l’insieme ne guadagna.
Rimane da capire se l’operazione infinite possibilità
ossia il collage tra canzoni e corti scritti autonomamente e uniti
per associazione abbia funzionato fino in fondo. In alcuni casi
sì, in altri il collegamento risulta un po’ più
forzato. Resta però da vedere cosa combineranno I La Crus
con questo materiale nelle performance dal vivo. Probabilmente delle
belle.
LaCrus
Infinite possibilità
Warner - ottobre 2005
CD Audio+DVD Video
18,81 - 20,90 euro
Nei negozi di dischi e su internet
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aggiornamento: 13-11-2005 |