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Le BiELLE RECENSIONI
Zoldester: "Se"

Melodie come spifferi
di Lucia Carenini

Il cd si presenta bene: digipack curatissimo legato con uno spaghino e libretto dei testi corredato da foto concettuali: dalla giostrina plasticosa dai colori caramella della copertina, all'astronauta che esplora terra (un pavimento di graniglia), fuoco (il bruciatore di un fornello a gas), acqua (lo scarico di un lavandino e dei cubetti di ghiaccio), aria o meglio lo spazio (un pianeta-mela sul quale sta appiccicato a testa in giù trattenuto da una qualche forza di gravità).
Sono buone anche le referenze degli Zoldester: Fabrizio Panza – autore dei brani, voce e chitarra acustica - e Francesco de Napoli – che del progetto ha curato grafica e immagini, ma presumo abbia qualche altro ruolo - arrivano entrambi dai Quarta Parete. Lo stesso Panza dice di cercare, per mezzo delle canzoni, di “capire tutto ciò che mi circonda… mi commuove”.
Ma come sarà la musica?


In bilico tra il pop ben fatto e un rock acustielettrico modello Afterhours, Cristina Donà o Baustelle, per capirci, la musica è sicuramente di buona qualità.
Le melodie sono pulite e talora un trio di archi, canti e controcanti impreziosiscono il già folto tappeto intessuto da Antonio Tuzza alle chitarre, Agostino Scaranello al basso e Giuseppe Grondona alla batteria.

I testi sono dolceamari, si parla di amore, di quotidianità condita con un pizzico di introspezione e di denuncia. Zoldester non ha gli occhi rivolti verso il proprio ombelico, insomma, ma si guarda anche intorno e prova a spiegare cosa vede. "E' una prigione scura / puoi darle il nome di città / ha il volto deturpato / e ti controlla".

I brani si dividono in due filoni, ballad acustiche agrodolci e pezzi più rock-elettrici. Nel primo filone spiccano "Ninna nanna della fine" – accattivante e in qualche modo battistiana, da Battisti della Formula 3, la successiva "Dicevo di sì", che segue invece uno stile più carmenconsoloso in bilico tra suoni anglosassoni e canzonetta nostrana e la delicata e surreale "Si avvicina il cielo" con la sua bella immagine “Piove / si avvicina il cielo”.
Convincono meno i pezzi appartenenti al secondo filone, tranne forse "Attraverso", con il suo rock-blues sottolineato dalle chitarre noise di Niki Ferrara.

Questo, in sintesi il disco d’esordio di Zoldester. Poco meno di trenta minuti di musica liscia, curata, senza sbavature.
Ora aspettiamo le conferme.


Zoldester
"Se"

Cadaveri e papere - Novembre 2005
Nei negozi di dischi

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Ultimo aggiornamento: 22-11-2005

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