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Le BiELLE RECENSIONI
Marco Levi: "Un fiume blu (Demo)

Trame tenui e delicatezza di tocco, in un demo gentile che si fa ascoltare
di Giorgio Maimone

Marco Levi scrive:
Buongiorno Giorgio
sono Marco Levi, ci siamo incontrati mercoledì al Matatu.
Volevo cortesemente chiederle se ha trovato il tempo di ascoltare i miei provini, per sapere cosa ne pensa, anche un breve cenno.
Grazie

Giorgio risponde:
No, Marco. Mi sono venuti per le mani dieci minuti fa, ma non ho ancora avuto tempo di ascoltarli. D'altra parte non ho ancora ascoltato il nuovo cd di Claudio Lolli ... Stai tranquillo che arrivo, con calma, ma arrivo. Ho saputo che sul cd ti ha dato un commento positivo Massimo Bubola.

Va beh, dai, li sentiamo in diretta assieme: tanto sono solo 8 pezzi. Parte "Un fiume blu". Le mie saranno proprio sensazioni tirate giù al volo. Buona atmosfera, un vago ricordo di Giorgio Laneve, Mario Castelnuovo o del primo Claudio Rocchi (nomi che ti diranno poco). Si sente la giovane età, ma questo non è uno svantaggio, tutt'altro. Il testo scorre bene. Bella canzone: tre stelle ***. Passiamo a "Il tuo paese": l'atmosfera cambia un po', ma non tanto. "il comune dove lavorava tuo padre" è troppo lunga per la frase musicale. L'inciso ha forza e carattere. C'è una somiglianza fortissima nella tua voce che ancora non mi viene in mente. Comunque si tratta di un cantautore di molti anni fa. Pezzo non banale quattro stelle ****.

Il terzo brano è "Elis Regina" e già l'idea di dedicare una canzone a questa grande cantante vale mezzo punto in più. Soprattutto perché è un'idea non banale e poi perché Elis Regina, conosciuta anche come "uragano" o "peperoncino" era un grande personaggio e una bella donna. Unico dubbio, secondo me non è cubana, ma brasiliana :-)) (E' nata infatti a Puerto Alegre sotto il segno dei pesci nel 1945 ed è morta nel 1982). Errore veniale. La canzone vale quattro stelle e mezzo ****1/2.

"Dolce Fantasia" mi convince meno: un po' di maniera. Si sente De Gregori (quello della pecora), ma con un po' meno disperazione. Ecco, forse è proprio il primo De Gregori la voce che più mi veniva in mente! Carina, diciamo, ma dopo "Elis Regina" mi aspettavo di più. D'altra parte non si può volare sempre alti... Diciamo due stelle e mezzo **1/2, ma d'altra parte venire per quarti è difficile per tutti! Invece, invece "I miei giorni", quasi locasciullana, ha una delicatezza di tocco e un cuore vagamente country che mi conquista. C'è qualcosa della dolcezza di Donovan. Mi sa che, arrivato a metà disco, sei troppo in gamba, quindi dovrò rendere più stringenti i miei criteri di valutazione :-)). Mi piace la successione stringente delle frasi e il ritmo altalenante che sembra sempre chiudere la strofa, salvo riaprirla e spostare la fine sempre un attimo più in là. Qui ci scappano le cinque stelle *****.

"Felicie", il primo pensiero è: "Oddio, speriamo che non ci sia lo strafalcione!". Non c'è. Il termine è un nome che va letto alla francese. Tenue e delicata, come tutto il resto. Forse troppo tenue (e poi ho appena stretto i cordoni delle valutazioni). Quindi due stelle: **. "Topo di strada", teniamo conto anche che ci arrivo dopo venti minuti di Marco Levi e di totale immersione nella tua musica. Quindi, tutto considerato, si difende bene: il testo usa metafore originali o comunque mai troppo consunte dall'uso. "Non mi tradire con ogni gatto che bazzica nel rione" è una frase molto carina, ma la delicatezza e la passione per la musica gentile non ti fanno certo difetto. Ritorniamo alle tre stelle iniziale e aggiungiamoci mezzo punto per il puro piacere dell'ascolto: ***1/2.

Chiudiamo con "Occhi di bottiglia": è il brano più mosso (e forse andrebbe per questo anticipato nella scaletta). Va bene: c'è un movimento e un piglio più rock che varia il clima globale di un disco, forse un po' troppo timido nel rischiare di staccarsi dalla strada conosciuta. Però, diciamolo subito, funziona il disco e funziona anche questo brano. Dai, chiudiamo con quattro stelle, sia per la canzone, sia come giudizio globale per il demo. La partenza mi sembra interessante. Tieni conto però che è solo un primo ascolto, per giunta in diretta e senza avere sotto mano i testi. Che, semplici o meno, questo lo appureremo, sanno comunque stare (tranne l'esempio citato) dentro le misure della musica.

Marco Levi ha una ventina d'anni e vive a Milano (o dintorni). Non so altro di lui, se non che l'ho incontrato al Matatu e mi ha piazzato il suo demo in mano. L'immagine che vedete qua sopra non è la copertina del demo. L'ho scelta io, dal titolo del primo brano, anche per non mettere l'immagine di "Cd-R Verbatim!" E nemmeno il titolo è suo: ho usato una vecchia abitudine del vinile, di dare all'album il titolo del primo brano. Ah, sì: ha partecipato a Hyde Park al Mantova Musica Festival di quest'anno. Il demo vale: se vi capita, ascoltatelo dal vivo.


Marco Levi
"Il fiume blu"

Demo - 2005
Non in vendita

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Ultimo aggiornamento: 06-11-2005

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