Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.


Scarica le canzoni per la pace
 














 
Le BiELLE RECENSIONI
Gitanes: "Demo"

Trame tenui e delicatezza di tocco, in un demo gentile che si fa ascoltare
di Leon Ravasi

E' un demo senza nessuna indicazione sopra. Nemmeno i titoli dei pezzi. Nessuna copertina (quella qui a fianco non fa quindi fede), nessun titolo del demo, insomma: niente di niente. Si sa qualcosa del gruppo da un foglietto che accompagnava il nudo dischetto. Si tratta dei Gitanes, gruppo di Alba (Cn), formato da Luigi Allerino alla voce, Giancarlo Abaldo alla batteria, Stefano Antona al basso, Marco Castrone e Manuele Ferrero alle chitarre, Fabio Ratto alla fisarmonica e Stefania Cavaliere al flauto.

Hanno pure un sito (www.gitanes.it, miracolosamente ancora libero come dominio!) "il sito - dicono - in cui potrete soddisfare tutte le vostre curiosità riguardo a uno dei gruppi emergenti più inutili degli ultimi anni". Ma non è vero! Pubblicità ingannevole. Come quella delle sigarette. Peraltro bisogna dire che le Gitanes, intese come sigarette, hanno per me sempre vinto la palma del prodotto graficamente meglio presentato nel campo del fumo. Ma, per farla breve, i Gitanes non vendono fumo. Anzi, non vendono niente, perché sul sito non c'è minimamente scritto come fare per procurarsi qualcosa di loro. Pare che nel 2003 sia uscito un cd autoprodotto dal titolo "Fol(k)?" con evidente gioco di parole tra "fol" ("scemo" in piemontese) e musica folk.

L'ambito in cui agiscono i Gitanes è infatti quello della musica folk, ma un folk rivisitato e imbastardito che ricorda i lavori dei Gang del tempo di "Storie d'Italia" o i Modena City Ramblers di "Riportando tutto a casa". Sul demo a mia disposizione ho due canzoni in italiano, che aprono le danze, e che raccontano episodi della guerra partigiana, seguiti da tre brani in dialetto piemontese, di cui almeno uno è un tradizionale già sentito.

L'insieme è molto gradevole. In particolare sono interessanti le due canzoni in italiano, sicuramente originali, ma anche nei brani tradizionali il ritmo resta alto, il divertimento pure e la voglia di muovere le gambe a ritmo non ci abbandona. Gruppo abituato a suonare in piazza e a scatenare danze, si direbbe. Sarà anche la verità? Il sito, come al solito non ci aiuta. Occorre procedere di sponda.

La prima canzone parla di Felice Cascione, un personaggio che, a suo modo è leggenda. Narra la storia che Cascione, medico di Imperia e che dovrebbe essere famoso anche solo per aver scritto il testo della celebre canzone partigiana "Fischia il vento", durante la guerra catturò con il suo gruppo di partigiani due fascisti, ma non li volle uccidere, nonostante il suo gruppo fosse di parere diverso. Ma lui, "U' megu", il medico, non riesce non a considerare i brigatisti neri come uomini e a venire a meno al suo mestiere da medico: "Ho studiato venti anni per salvare la vita di un uomo – dice Cascione - e ora voi volete che io permetta di uccidere? Teniamoli con noi e cerchiamo di fargli capire". Fatto sta che uno dei due riesce a scappare, dopo essere stato curato, rifocillato e coperto per circa un mese. Torna con una pattuglia di alcune centinaia di nazifascisti per dare la caccia ai partigiani che l'hanno salvato. Cascione resta ferito nell'attacco, rifiuta ogni soccorso e tenta di coprire il ripiegamento dei suoi uomini. Ma due di loro non se la sentono di abbandonarlo e tornano indietro: Emiliano Mercati e Giuseppe Castellucci incappano nei fascisti. Mercati sfugge alla cattura, ma Castellucci, ferito, è selvaggiamente torturato perché dica dov’è il comandante. Cascione, quasi agonizzante, sente i lamenti del suo uomo seviziato, si solleva da terra e urla: "Il capo sono io!". Viene crivellato di colpi.

Su questa bella storia i Gitanes hanno composto una bella canzone. Una ballata ritmata dall'incedere epico ed importante, con una capacità di narrare storie del passato che richiama alle mente i lavori più recenti degli Yo Yo Mundi. Nulla di esagerato, una vena di scrittura matura e il dono di rendere quasi cinematografiche le vicende, già per altro interessanti di per loro.

La seconda canzone parla invece di quello che potrebbe anche essere una sorta di "leggenda" piemontese: il giovane bandito Domenico Stella che rubava ai ricchi per dare ai poveri e soprattutto per togliere al Re di Torino. Una sorta di Robin Hood probabilmente ottocentesto e qui (seconda bella canzone), molto breve peraltro, il clima evocato punta più verso i Modena o i Luf, anche per la preponderanza della fisarmonica e per il tono da canto popolare che permea il brano.

Chiudono il breve demo a mia disposizione (16'08") tre brani popolari: il primo si intitola "Il genovese", un canto tradizionale che dovrebbe appartenere alla zona del pinerolese, anche se altre fonti lo fanno risalire alla zona genovese. Anche in questo caso ottima la resa, sia musicale che nel canto. E' il brano più lungo con i suoi 4'02" e una lunga coda strumentale finale.

Segue un altro tradizionale che credo si chiami "O ciao ciao ciao Maria Carlina", uno di quei brani che lo ascolti e ti si attacca dentro come avesse delle zampette proprie. Assolutamente da danzare sull'aia. Come fa a rifiutarmi questo ballo signorina? Potrei adontarmi ... oppure sudare come un pazzo.

Ma anche l'ultimo brano l'abbiamo sentito decine di volte, anche in altre versioni, forse dai Gufi, forse da Nanni Svampa. Si chiama "La Femna biunda" e nella versione dei Gitanes è contagiosa per allegria e come invito alla socialità. Con un testo davanti poi, provare a seguire il ritornello, pronunciato a cento allora può essere una bella sfida.

Insomma un buon demo che sollecita la voglia di aspettare il disco nuovo, ora in fase di registrazione e pronto per il 2006 o di andare a cercare il vecchio "Fol(k)?". Se vi piacciono la Bandabardò, i Folkabbestia, i gruppi che abbiamo già citato e il combat rock in generale i Gitanes devono entrare tra i vostri interessi. Qui sotto la band in azione.


Gitanes
"Demo"

Demo - 2005
Ai concerti

Ascolti collegati

Ultimo aggiornamento: 29-11-2005

HOME