| Un
esordio ricco di promesse
di Leon Ravasi
E'
un esordio. E come tale contiene tutto il bene e tutto il male che
si può pensare degli esordi. Ma in questo caso il bene vince.
Fin dal primo disco, un demo autoprodotto con 10 pezzi, i Fragil
Vida prendono le distanze dalla "musica che gira intorno",
riuscendo a costruire un progetto musicale che dà immediatamente
l'impressione che sotto ci sia la sostanza di cui sono fatte le
idee. Anche se in alcuni momenti sembrano ancora innamorarsi troppo
delle loro immagne riflessa allo specchio (diciamo che si sente
che sono bravi e loro lo sanno), immediatamente dopo un colpo d'ala,
uno scarto di ironia, un soprassalto di genialità ci fanno
capire che "Allez enfants!" è il degno predecessore
di quell'opera più matura che sarà poi "Musicanti
di cristallo".
Il riferimento più immediato
dal punto di vista musicale è il jazz da big band, ma non
sono aliene le contaminazioni etniche, per quanto moderate, mentre
ben presente è la componente di cantabilità che rimanda,
in un certo senso alla tradizione delle canzoni italiane delle origini.
Possiamo aggiungere anche una piccola stilla di ironia spesso presente
e un gioco disincantato che affascina, dentro la trama di testi
molto curati, ancora acerbi in qualche passaggio, ma incamminati
su una lunga strada dritta e per nulla ripida che porta verso la
canzone d'autore.
Volessimo fare dei paragoni immediati con gruppi affini, come i
Sulutumana (ma potremmo citare tranquillamente i Figli di Iubal
o la Piccola Bottega Baltazar e persino, in questo caso, i corregionali
Caffè Sport Orchestra di Francesco Senni) potremmo facilmente
riconoscere le somiglianze, ma anche mettere in risalto le differenze.
Dalla loro, come valore aggiunto, i Fragil Vida hanno questa decisa
dimensione teatrale che li spinge, unico gruppo, per quanto mi risulti,
a tenere un attore (Gianluca Galletti) in pianta
stabile nella formazione del gruppo.
Sul piano negativo, invece
la voce di David Merighi non può per ora competere col magnetismo
di quella di Giambattista Galli (peraltro splendidamente sostenuto
da Michele Bosisio) nei Sulutumana, mentre la competenza musicale
e strumentale del gruppo di Canzo e dintorni è superiore,
come pure l'eclettismo nelle forme musicali utilizzate. Come capostipite
di entrambi si può identificare una certa tendenza della
poetica di Paolo Conte (non tutto. L'esotismo, ad esempio, non prende
altrettanto).
Però la miscela che emerge da "Allez enfants"
è senz'altro intrigante: "La canzone di Chiara",
"Minuetto" e "L'organino" almeno di
primo impatto hanno qualcosa in più delle altre, ma è
difficile fare una scaletta di priorità tra brani che hanno
tutti qualcosa da offrire, chi solo in bozza e chi in struttura
più compiuta.
Fragil
Vida
"Allez Enfants"
Autoprodotto, 2002
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aggiornamento: 02-05-2005 |