| Solo
per chi non ha orecchie "usa e getta"
di Renzo X
Cambio
di direzione per i cinque Finch , diversamente dal precedente album
"What it is to burn" uscito per la Drive-thru , questo
album è molto più cattivo e aggressivo , dimenticatevi
il vecchio cantato semplice del precedente full lenght, in questo
nuovo cd il cantato si intrica tra parti molto più studiate
e difficili , gridati isterici e fortemente malati non disperdendo
la melodicità che comunque fa parte dei finch da sempre.Il
sound, in sostanza, è stato totalmente stravolto: si è
generalmente indurito e - a prima vista - ha perso quell'irresistibile
appeal melodico, pop oserei dire, di cui faceva fieramente sfoggio
nel lavoro precedente.
Le strutture mostrano una discreta complessità e le atmosfere
sono certamente più cupe, pressoché inaccessibili
per le orecchie usa e getta dei kids di oggi. Intendiamoci: non
sto affatto tessendo le lodi del gruppo oltre il dovuto, né
tantomeno cercando di convincervi di chissà quale capolavoro
"Say Hello To Sunshine" sia. Dico solo che nel forgiare
un giudizio ci vorrebbe più pazienza, più onestà
intellettuale, ed un bagaglio d'esperienza maggiore. Perché,
altrimenti, quando prevale la fretta e/o mancano le "basi culturali",
poi in giro si possono leggere cose tipo che i Finch si sarebbero
ammorbiditi (?!) e resi più accessibili (?!) per piacere
alle ragazzine tredicenni… Per carità. Può non
piacere, ma questo è tutto meno che un tentativo di arruffianarsi
il target attualmente più appetitoso (che è quello
dello scream-pop, appunto), e chi ha un minimo di buon senso lo
percepisce all'istante.
Provo a spiegarmi ancora meglio: "Say Hello To Sunshine"
non è niente di speciale, vale a dire che è un disco
di moderno hard rock di buona fattura o poco più, come ce
ne sono stati e ce ne saranno altri, ma è sicuramente meglio
di un altro inutile album fatto di ridicole urla belluine e di melodie
banali. Ricetta che al momento pare sia molto più in voga
di qualsiasi proposta crossover/a lternative… Dunque, almeno
il coraggio andrebbe premiato.
Fermo restando che ad un'analisi più approfondita ci si accorge
che qui c'è più del semplice coraggio. Il solo limite
dell'album è la sua eccessiva lunghezza (quattordici pezzi
in un'ora circa), che potrebbe generare un pizzico di noia se consumato
per intero. Preso un po' alla volta, invece, dà il meglio
di sé. La produzione di Jason Cupp (eh sì,
stavolta alla consolle non c'è Mark Trombino)
è più che decente ma forse manca di quell'ulteriore
kick heavy che sarebbe stato meglio osare in un lavoro simile.
Per il resto, nulla da eccepire: le canzoni ci sono, e la loro (grande)
qualità sta nel farsi scoprire con il passare dei giorni,
poco a poco. Nei momenti più smaccatamente rock, non rari,
mi vengono in mente i Juliana Theory di "Love",
e ciò - almeno per quanto mi riguarda - non è poco.
Il penultimo capitolo, la caotica e frenetica "The
casket of Roderick Usher", cita addirittura i Dillinger
Escape Plan, ma è un episodio abbastanza isolato
e il cui significato è ancora da decifrare. Forse in futuro
le cose saranno più chiare, ma per adesso va rubricato come
un esperimento estemporaneo. Inoltre, il nuovo batterista, l'ex
Counterfit Marc Allen, sostituisce con misura,
senza strafare ma con puntualità, il dimissionario Alex Pappas
(andato via in un clima polemico). Ed infine, lasciatemelo dire,
per quanto può contare, l'artwork è splendido.
Sviscerato ciò che doveva essere sviscerato dal punto di
vista tecnico, a questo punto è tutto un problema di prospettive.
E di aspettative. Se vi mettete a sentire questo disco con in testa
"What It Is To Burn" attendendovi qualcosa
di non molto diverso, allora non c'è storia. Non c'è
la minima possibilità che possa piacervi né incuriosirvi
in alcun modo. Se, invece, vi ci porrete dinanzi come fareste al
cospetto di un foglio bianco - e, importante, non avete eccessivi
pregiudizi verso certo crossover, di quello che andava forte fino
a qualche anno fa - allora "Say Hello To Sunshine" comincerà
a crescere con gli ascolti e a mostrare una band che ha imboccato
la strada che, con tutta probabilità, inconsciamente avrebbe
sempre voluto imboccare fin dall'inizio.
Per altre info
sulla band e concerti: www.finchmusic.com
voto:7.5/10
Finch
"Say hello to sunshine"
Drive-Thru - 2005
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aggiornamento: 03-10-2005 |