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Le BiELLE RECENSIONI
Camillo Cromo: "Musica onirica per film immaginari"

Applausi durante il film! Ho chiuso gli occhi e sognato
di Giorgio Maimone

Capita a volte, entrati al cinema, di chiudere gli occhi e, anche resistendo agli inviti insistenti di Morfeo, iniziare a sognare, lasciandosi cullare dalle musiche insinuanti che provengono dallo schermo. E pian piano, sognando (o forse dormendo, o magari vivendo, di perifrasi in perifrasi come il bradipo sugli alberi) un nuovo film ti si forma dietro gli occhi. Altri colori, altre scene, altri personaggi e persone. Si dorme, si sogna, si pensa sulla base di musiche e delle luci filtrate del film che pian piano scorre. I Camillo Cromo ci hanno regalato un sogno. Hanno tolto le immagini e lasciato la musica e la musica, signori, fa sognare!

Certo che deve esser fatta bene, ma questo è il caso. Il cd che ho in mano è un autoprodotto in bustina di plastica, ma le immagini che lo accompagnano sono bei disegni e le informazioni essenziali ci sono tutte: i Camillo Cromo sono Alberto Becucci, fisarmonica; Matteo Bennici, contrabbasso; Enrico Chiarini, clarinetto; Francesco Masi, tromba e flicorno; Rodolfo Sarli, Trombone e basso tuba e Gabriele Stoppa, batteria. Becucci firma tutte le musiche che non sono tradizionali e "Minor Checco" che è di Masi. Le parole non le firma nessuno in quanto non ci sono. Inoltre c'è l'indirizzo del sito e da lì veniamo a sapere che il gruppo viene da Firenze, che si è formato nel 2003 e che sono partiti sonorizzando due cortometraggi. Di tappa in tappa sono arrivati al disco.

E il disco che gira pigro sul lettore ci manda sentori felliniani ed echi bregoviciani, rimandi di jazz, New Orleans anni '30, l'orchestra del Titanic, il pianista sull'oceano, ma anche la classe e la nitidezza di suono dei Madredeus in "Lisbon Story" di Wim Wenders e la rarefazione e gli echi di valzer immaginari di qualche film francese in bianco e nero. Massì! Anche sotto un Maigret d'annata ci starebbero bene. Che musica fanno? L'abbiamo detto: musica da film. Ma il film non c'è! Oddio, come facciamo? Lo ripeto: chiudiamo gli occhi. O apriamoli su un bel libro. O guardiamo immagini scegliendole con cura. Loro ci danno la colonna sonora. A noi spetta sfruttarla al meglio.

Sul sito, comunque, ci stanno due esempi di cortometraggi abbinati ai suoni: lo spassoso "Troppo caldo per Birillo" (come è facile immaginare Birillo è un cane. San Bernando nello specifico. Da cui il caldo.) e Camillocromo. Il primo si vede come filtrato attraverso un carciofo e il secondo non parte nemmeno. Ma se vi riuscisse di vederli sono molto piacevoli. Pensati bene e con sotto questa calata toscana (nei corti la voce c'è!) che tanto bene si interseca con le immagini. E' solo un'idea, ma ben fatta e carina da morire. Il cane, ad esempio, è descritto così: "con questa sua caraibica lentezza, quasi un ciclista d'altri tempi: un Baronchelli da giardino".

I singoli brani parlano ognuno un linguaggio sui proprio. E così abbiamo la dolcezza intrisa di pioggia di "Vino annacquato", triste fin dal titolo e dal ritmo che ricorda quelle mattine a novembre con gli schizzi di pioviggine che ti bagnano il viso o la suadente "Mariannina" che parte lenta come un risveglio che fatica ad ingranare, transita citando o ricordando il citabile (c'è dentro di tutto) e si conclude colorandosi di samba, includendo "Brazil". Ci sonbo poi i giri di basso che introducono "Minor Checco" o "Buco in uno" oppure la tristezza senza contorni di "Fine stagione". O infine la gioia sapida di "Rumbassalire".

Ma che ne parlo a fare? Magari queste canzoni sono così solo nel film immaginario che mi sono scritto per i miei occhi, dietro i miei occhi, esattamente dove risuonano le ultime note di questa orchestrina da post-diluvio universale, da oltre-bomba, da post-war generation. L'orchestrina che suona in fondo a un bar di Le Havre, in un alba di nebbia, mentre le navi nel porto iniziano ad allenare le sirene verso l'America.

Sono i Camillo Cromo, non cambiano colore, nonostante richiamino nel nome il mitico camaleonte di Altan, coetaneo della Pimpa (di cui dovrebbero riproporre la musica da qualche parte, come sigla introduttiva). E sono un bel regalo per la stagione che va a finire. Cercateli nel sito. Visto che sono bravi nei negozi non ci stanno.


Camillo Cromo
"Musica onirica per film immaginari"

Autoprodotto - 2005
Sul sito

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Ultimo aggiornamento: 18-10-2005

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