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BiELLE
Film |
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| Mangiate
la pizza, non fate la guerra |
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cartone di Forestieri è una favola di pace e buon cibo Intendiamoci, non è che in “Totò sapore e la magica storia della pizza” non si faccia largo uso del computer, soprattutto per le animazioni 3D, per dare profondità prospettica alle scene, per creare i movimenti più complessi. Ma l’accuratezza del “prodotto” finito non cancella quel simpatico quid di “artigianalità” che c’è dietro. “Totò sapore” porta la firma di Maurizio Forestieri, staccatosi dal sodale Enzo D’Alò per proporre, per questo Natale, un prodotto tutto suo e, praticamente, in contemporanea con il regista de “La freccia azzurra”. Non solo. Entrambi i film (quello di D’Alò è “Opopomoz”) sono ambientati a Napoli, seppur in epoche diverse. Che si tratti di semplice coincidenza, di “spionaggio industriale”, di idem sentire, sta di fatto che Partenope è il teatro delle due sfide nostrane lanciate a “Nemo” e “Sinbad”. Protagonista della storia è il giovane e scanzonato Totò Sapore, che vorrebbe diventare cuoco per sfamare tutta la città, ma che può solo tenerne su il morale con la sua allegria. Un’allegria che risulta insopportabile alla strega Vesuvia (indovinate dove dimora). Come fare a spegnerla? Nulla si può togliere a chi nulla ha, così la megera pensa bene di dare a Totò un’effimera gloria, facendogli dono di pentole magiche che lo portano addirittura a diventare cuoco di corte, per poi sottrargliele quando più ne avrebbe bisogno. Scatenando addirittura una guerra contro la Francia. Il cast si avvale quali doppiatori di nomi eccellenti del mondo dello spettacolo partenopeo, quali Lello Arena, che dà voce a un tozzo e più che mai strampalato pulcinella, Francesco Paolantoni, che sfodera alcuni dei suoi personaggi per dar vita alle pentole magiche, Mario Merola, servo di Vesuvia col pallino della recitazione e Pietra Montecorvino, responsabile delle stridule urla della strega del vulcano. Ancor più d’eccellenza le musiche, affidate ai fratelli Bennato (Edoardo ed Eugenio), che mischiano i rispettivi mondi sonori per rendere al meglio le atmosfere del golfo, contribuendo alla riuscita di una piccola storia edificante, a dimostrazione che c’è ancora un po’ di posto per le favole. In fondo un messaggio non solo di pace, ma anche di attenzione al cibo genuino, nella speranza (espressa proprio da Edoardo Bennato) che trionfi sempre su fast food e dintorni. |
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aggiornamento: 03-01-2004 |
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