Stefano Rosso


Stefano Rosso (col bicchiere in mano) con un biellista vent'anni fa

Alcuni accordi delle canzoni di Stefano Rosso


Non gioco piu'

( Una breve traccia di questa canzone la puoi trovare qui)

Letto 26
( Una breve traccia di questa canzone la puoi trovare qui)

La luna che guardava
due matti ad ascoltare
l'amico che cantava
quel caro vecchio frac
e il vicolo era stretto
la poverta' era grande
buttandosi dal letto
qualcuno disse basta

E fra gli artisti e le puttane
nei caffe' turno di notte
noi da buoni vecchi ladri
rubavamo frasi fatte

La la la pallina gira e va
ma il croupier lui dice "Rien va plus"
la la la lasciatemi giocar
ma mi fanno segno d'aspettar

E un libro di poesie
rubo' i pensieri miei
e un impegnato ambiguo
rubo' l'ingenuita'
le scarpe sono strette
come la poverta'
ma con un cacciavite
smantelli una citta'

E la casa popolare
con una medaglia d'oro
fra i tuoi panni stesi al sole
cavaliere del lavoro

La la la pallina gira e va
ma il croupier lui dice "Rien va plus"
la la la lasciatemi giocar
ma mi fanno segno di aspettar

E il medico di guardia
che sta al pronto soccorso
mi dice che il collega
e' urgente piu' di te
poi al cinema dossier
col caso Matteotti
che ho visto gia' sei volte
lui si commuovera'

E la storia e' stata scritta
certo col sangue dei vinti
e qualcuno l'ha gia' detto
ma c'e' ancora chi ci scrive
e ci veste una canzone
per far prendere coscienza
evitando cosi' i rischi
di cantare e prender fischi

La la la pallina ferma sta
e il croupier non dice "Rien va plus"
la la la fortuna vuoi tentar
mi dispiace ma non gioco piu'.

(Prima parte)

Via della Scala Ŕ sempre la
e io dal letto 26
malato di pazienza sto
e aspetto chi non torna pi¨
Ŕ un ragazzino magro che
cantava sempre insieme a me
e morý un giorno che non so
e i suoi bei sogni mi lasci˛

E Biancaneve Ŕ ancora lÓ
Ŕ un po' invecchiata ma che fa
le mele non le mangia pi¨
forse i ragazzi gi¨ del bar
ricordo tanto tempo fa
veniva a scuola insieme a me
la guerra giÓ non c'era pi¨
e poi non c'eri neanche tu

La brillantina e via cosý
si incominciava il Lunedý
ad invidiare quello che
aveva un libro da studiar
diceva non ti serve a niente
la scuola non ti servira'
e invece io tra quella gente
capivo un po' di veritÓ

La mariujana ti fa male
il Chianti ammazza l'anemia
i miei compagni li ho lasciati
ho preferito andare via
cosý ho comprato un giradischi
uno di quelli che non va
per non dar noia a quel vicino
che non riesce a riposar

Ho conosciuto tante donne
cattive, oneste e senza etÓ
a tutte ho dato un po' qualcosa
con tanta generositÓ
a lei, mia madre, i dispiaceri
mentre a mia moglie dei bambini
al primo amore i sentimenti
i baci e l'acne giovanile

Via della Scala Ŕ sempre lÓ
e io dal letto 26
in chiudo gli occhi e penso a te
ti sento e invece non ci sei

Colpo di stato

E tra gente che gesticola con le armi
e tra i nuovi santi illuminati al neon

sta nascendo un nuovo tipo di ideale

quello yankee tipo "fatelo da voi"

E tra scioperi d'autonoma estrazione
lo studente che si interroga da sè

sta covando forse la rivoluzione

mentre la signora bene prende il the

Colpo di stato
ma che colpo se lo stato qui non c'è

colpo di stato

e qui intanto farà il colpo del caffè

L'altra sera ha detto la televisione
si rafforzerà la polizia perchè

ha confuso infine il capo protezione

beh, non vorrei che poi colpissero anche me

Mentre tu che spingi poi di aver paura
l'ignoranza è nelle cose che non sai

e cerca insomma tu di farti una cultura

dieci e un libri rilegati e letti mai

Colpo di stato
ma che colpo se lo stato qui non c'è

colpo di stato

metti la benzina e il colpo prende a te

E c'è chi fa l'estremista per prudenza
chi comanda rappresaglie e lui non c'è

chi riempie di farina la credenza

chi fa guerra blaterando nei caffè

Poi c'è chi cercando la rivoluzione
ha trovato infine le comodità

chi confonde il pranzo con la colazione

chi confonde la salute con l'età

E da migliaia d'anni non cambia la storia
Giulio Cesare, Cavour testa pelata

e il copione ormai lo san tutti a memoria

e è la solita, non cambia la menata

Colpo di stato
ma che colpo se lo stato qui non c'è

colpo di stato

vai allo stadio? Aspetta, vengo insieme a te

Letto 26
(Seconda parte)

Via della Scala stava lÓ
ed io dal letto 26
sognavo la mia libertÓ
cercando fra i ricordi miei
se adesso vado per il mondo
mi guardi tanto strano tu
ma sono sempre un vagabondo
che ha in tasca cento lire in pi¨

La vecchia fuori dal portone
non la cercare pi¨, non c'Ŕ
e i fiori fuori al mio balcone
sono appassiti e sai perchŔ
la vita, sai, non Ŕ una foto
ma Ŕ l'attimo che se ne va
e insieme porta via i colori
e porta via la veritÓ

E la cultura Ŕ un ideale
e il sogno Ŕ quasi giÓ realtÓ
ma il pane Ŕ sempre senza sale
e non Ŕ poi felicitÓ
se quando torni a casa stanco
ti butti a letto e chi c'Ŕ, lei
c'Ŕ lei che aspetta giÓ da tanto
e non sa ancora tu chi sei

Si parla tanto di violenza
di  compromessi e libertÓ
di consumismo e di coscienza
proletariato e paritÓ
ma sul 28 ogni mattina
si assale dietro e poi si va
e ognuno cerca di far prima
e resta in piedi chi ci sta

Ho conosciuto tanti matti
cattivi onesti e senza etÓ
cantanti, preti, lavapiatti
e quanti amici, chi lo sa
ma il piu' simpatico e il pi¨ bello
l'ho visto al cesso a un piano-bar
dentro a uno specchio, e io con quello
tutta la notte gi¨ a parlar

Via della Scala Ŕ sempre la
e adesso al letto 26
qualcuno sta inventando un sogno
o sta crepando, chi lo sa

Odio chi

Odio chi va al mare la domenica, io neanche il lunedi
odio chi va a spasso con la moto mentre io rimango qui

odio chi ha il proiettore in casa per veder film svedesi

odio chi si compra un'automobile una volta ogni sei mesi

Odio chi compra i calzoni come i miei ma a molto meno
odio chi quand'è che parto sta a fregarmi il posto in treno

odio chi ha una bella moglie che gli smania delle voglie

e siccome l'ha il mio amico, cosa faccio e che le dico?

Odio chi prende a calci i cani e a casa ha il pesciolino in vasca
odio chi si sposa e da una mano al cuore e l'altra sulla tasca

odio chi continua a raccontarmi che si è fatto la casetta

ma così..."mangiare poco e stare attento ad ogni sigaretta"

Odio chi va a messa la domenica e poi picchia i figli
chi in finestra sta a sparlare mentre sta innaffiando i gigli

odio chi mi dice quando che mi incontra per le scale

"non ti vedo tanto bene, ma che c'hai, ti senti male?"

Odio chi sta sempre a raccontarmi tutti i film prima visione
odio chi fa sciopero perchè l'ha detto la televisione

odio chi è un tipo serio solo quando sta telefonando

odio chi mentre sganascia un pollo "poverino il terzo mondo"

Odio chi fischia a un concerto, chi impazzisce per la moda
odio chi ha il passato incerto e chi ha il gatto senza coda

odio chi ha un miliardo in banca o un futuro senza rischi

chi è tranquillo sulla panca e chi non compra i miei dischi

Una storia disonesta
grazie a Franco trovi il MIDI cliccando qui

si discuteva dei problemi dello stato
si andò a finire sull'hascish legalizzato
che casa mia pareva quasi il parlamento
erano in 15 ma mi parevan 100
io che dicevo beh ragazzi andiamo piano
il vizio non è stato mai un partito sano
e il più ribelle mi rispose un po' stonato
e in canzonetta lui polemizzò così

che bello
2 amici una chitarra e lo spinello
e una ragazza giusta che ci sta
e tutto il resto che importanza ha?
che bello
se piove porteremo anche l'ombrello
in giro per le vie della città
per 2 boccate di felicità

ma l'opinione - dissi io - non la contate?
e che reputazione dite un po' - vi fate?
la gente giudica voi state un po' in campana
ma quello invece di ascoltarmi continuò

che bello
col pakistano nero e con l'ombrello
e una ragazza giusta che ci sta
e tutto il resto che importanza ha?

così di casa li cacciai senza ritegno
senza badare a chi mi palesava sdegno
li accompagnai per strada e chiuso ogni sportello
tornai in cucina e tra i barattoli uno che....

che bello
col giradischi acceso e lo spinello
non sarà stato giusto si lo so
ma in 15 eravamo troppi o no?
e questa
amici miei è una storia disonesta
e puoi cambiarci i personaggi ma
quanta politica ci puoi trovar

"IO E IL SIGNOR ROSSO" (1980)

1. Quando partì Noè
2. Ma dove andiamo

3. Banjorosso

4. L'italiano

5. Per male che gli vada

6. Grazie a Dio

7. Milano

8. Quarant'anni

9. Quello che mi resta

10. Metro's rag

QUANDO PARTI' NOE'

Quando partì Noe
portò via gli animali

salvò due vecchi amici

tre giunte comunali

quando partì Noe

con tutti i familiari

sei chili di caffè

due uffici immobiliari

E allora?
E allora accadde che quando Noè partì

- conosco un deputato -...ah si?

- in chiesa sono stato -...ah si?

e allora accadde che quando Noè partì

le case popolari le han lasciate tutte lì

Quando partì Noè
c'erano i nuvoloni

la moglie di Gegè

con tutti i lumaconi

quando partì Noè

vendevano gli ombrelli

biscotti per il the

e ferro da coltelli

E allora?
E allora accadde che quando Noè partì

- oh, guarda che ti ammazzo! -...ah si?

- attento sono pazzo -...ah si?

e allora accadde che quando Noè partì

l'idraulico "mannaggia a'morte"

l'ha lasciato lì

Quando partì Noè
mamma che confusione

come quando ritardano

i treni alla stazione

quando partì Noè

il furbo con gli occhiali

lui lo fregò lo sciopero

degli aereoportuali

E allora?
E allora accadde che quando Noè partì

- Addio mia bella Napoli

Sorrento e Mergellina -

e allora accadde che quando Noè partì

- fate passà 'o lione

uè dottò vuole mai?

Quando partì Noe
portò via gli animali

salvò due vecchi amici

tre giunte comunali

quando partì Noe

con tutti i familiari

sei chili di caffè

due uffici immobiliari

E allora accadde che quando Noè partì
portò via un dirigente

due sindaci e un curato

e allora accadde che quando Noè partì

gli incartamenti

la casa i nastri

la pratica Tozzi

lo scandalo Fassi

la torta da pasti

la fuga negli USA

l'indagine è chiusa...

MA DOVE ANDIAMO?

Ce ne andiamo tutti quanti verso il mare
chi sorride è perchè nuvole non ha

chi ha trovato nel gommone l'avventura

chi è nudista per natura

e chi nudo non ce l'ha

Ce ne andiamo tutti quanti verso il sole
quando piove si fa finta che non c'è

quando tuona - beh, pazienza, c'è la guerra -

ma la verità sta in terra

non cerchiamola lassù

Ma dove andiamo senza ombrello quando piove
scarpe bucate sogni dentro al TV

ci hanno fregato la maestra, il prete e mamma

che ci ha sempre detto - Calma!

sei piccino e non hai età -

Ce ne andiamo tutti quanti con i soldi
per comprarci un posto meglio di chissà

ma compriamo in fondo solo dei ricordi

che chiamiamo poi esperienza

per scusarci dell'età

Ce ne andiamo tutti quanti per amore
ma l'amore, strana cosa, dove sta

quello mio io l'ho confuso con le donne

c'è chi veglia e c'è chi dorme

chi telefono non ha

Ma dove andiamo senza ombrello quando piove
scarpe bucate sogni dentro al TV

ci hanno fregato la maestra, il prete e mamma

che ci ha sempre detto - Calma!

e non toccarti sempre là! -

Ce ne andiamo tutti senza bicicletta
per la fretta di arrivare poi chissà

e per strada ci lasciamo una gran fetta

proprio quella benedetta

che nessuno mangerà

Ma dove andiamo senza ombrello quando piove
scarpe bucate sogni dentro al TV

ci hanno fregato la maestra, il prete e mamma

che ci ha sempre detto - Calma! -

e quel cornuto di papà.

L'ITALIANO

Vent'anni all'estero da minatore
oppure in galleria come editore

scudetti in mezzo, buon meridionale

se ammazzo in Africa son coloniale

se ammazzo austriaci son patriota

canto da sempre non conosco nota

Piaccio alle nordiche, specie svedesi
cambio governo quasi ogni sei mesi

sono cattolico per adozione

e l'hobby invece è la rivoluzione

mio figlio un giorno sarà calciatore

per il momento è in terza dalle suore

Ma cosa guardi, cosa c'è di strano?
Chi sono dici? Beh, sono italiano

son stato il solo a perdere la mano

sia col tedesco che l'americano

ma se mi chiedi chi fu Garibaldi

uno che nacque presto e morì tardi

ma cosa guardi, cosa c'è di strano?

Chi sono dici? Beh, sono italiano

Siam tutti preti, navigatori
figli di 'gnotta e grandi cantautori

mamma è una santa, le altre da bordello

se perde il Napoli faccio un macello

se trovo un portafogli perchè è vecchio

tv a colori e pane dentro al secchio

siam diplomatici, laici, estremisti

frutteti-asmatici e poi femministi

di calcio tecnici, d'amor maestri

figli di parroci in gite campestri

del cruciverba siamo i pensatori

quattro infermieri, centosei dottori

Ma cosa guardi, cosa c'è di strano?
Chi sono dici? Beh, sono italiano

son stato il solo a perdere la mano

anzi, il pallone con il coreano

son stato il solo a vincere la guerra

sia con la Svizzera che l'Inghilterra

ma cosa guardi, cosa c'è di strano?

Chi sono dici? Beh, sono italiano

Da vivo sono un po' menefreghista
da morto invece son nazionalista

specie se ho nomina da deputato

da giornalista a volte pensionato

ma la domenica problemi grossi

segna Giordano, segna Paolo Rossi

Ma cosa guardi, cosa c'è di strano?
Chi sono dici? Beh, sono italiano

son stato il primo a perdere la mano

sia col tedesco che l'americano

confesso, è vero, ma non è finita

prossima vittima è l'ora proibita

ma cosa guardi, cosa c'è di strano?

Chi sono dici? Beh, sono italiano

PER MALE CHE GLI VADA

Non so se avete fatto caso ai cani per la strada
quando si annusano cercando poi chissà

giocano alla vita e poi per male che gli vada

tornano indietro, tanto un altro passerà

per male che gli vada, un altro passerà

per male che gli vada, un altro passerà

Non so se avete fatto caso a tutti quei bambini
che riempiono le strade e le scarpette

quando il tramonto è al sole e fa varcare i suoi confini

e il buio riempie i loro giochi e le piazzette

per male che gli vada quel sole tornerà

per male che gli vada quel sole tornerà

Non so se avete fatto caso a tutti quei vecchietti
che si ricaricano col sole e con le chiese

quelli che fanno sogni di due ore, poveretti

e dalla vita adesso pagano le spese

per male che gli vada non li vedremo più

per male che gli vada li salverà Gesù

Non so se avete fatto caso a certi governanti
che vorrebbero salvare la nazione

purtroppo è vero, di problemi ce ne sono tanti

primo fra tutti c'è la loro colazione

per male che gli vada invecchieranno là

per male che gli vada ingrasseranno là

Non so se avete fatto caso a chi vive lontano
non per vacanza, certo per lavoro duro

che nutrono con poco i sentimenti e con la mano

tengono il ferro per forgiare pane scuro

per male che gli vada non torneranno più

per male che gli vada non torneranno più

E avete fatto caso infine ai figli della guerra
scambiati da chi vende ferro, fuoco e rame

quelli che da lontano fanno sogni sulla Terra

lanciando grida dall'oceano della fame

per male che gli vada ma chi ci pensa più

per male che gli vada chi li ricorda più

GRAZIE A DIO

Grazie Dio se anche oggi sono qua
e se ancora ho voglia di cantare

quello che mi viene in mente scrivo

e se ancora sono vivo

grazie con sincerità

grazie per le gioie che mi hai dato

per le voglie che ho sciupato

non hai certo colpa tu

grazie per la musica ed il vino

e quei fiori al mio giardino

certo ce li hai messi tu

Grazie per i giorni da bambino
quando c'era nonna lì vicino

e si andava insieme a far la spesa

si faceva un salto in chiesa

grazie, ma chi ci va più?

Grazie per la scuola e per i sogni

per le idee senza padroni

Topolino e Alì Babà

certo li ho confuse coi bisogni

ma le facce da ladroni

le ritrovo sempre qua

Grazie per i giorni ad occhi aperti
grazie per gli amici, quelli veri

per i sentimenti ancora incerti

diventati poi sinceri

grazie forse un po' all'età

grazie per i debiti d'amore

per chi canta il suo dolore

per la mamma e per papà

grazie per le donne in malafede

per l'inferno e chi ci crede

per chi è triste e non lo sa

Grazie dei nemici più accaniti
che anche loro in fondo son serviti

per esempio cosa ti fa male

come un letto d'ospedale

tanto bene non ti fa

grazie per le sere coi parenti

per le botte in mezzo ai denti

da chi non sente pietà

e grazie per i sentimenti belli

perchè in fondo sono quelli

la mia sola libertà

Grazie Dio se anche oggi sono qua
e se ancora ho voglia di cantare

quello che mi viene in mente scrivo

e se ancora sono vivo

grazie con sincerità

grazie per le gioie che mi hai dato

per le voglie che ho sciupato

non ne hai certo colpa tu

e grazie per la musica ed il vino

e quei tigli al mio giardino

certo ce li hai messi tu

MILANO

Mi ricordo un pugno d'anni fa
per lavoro venni su a Milano

e qui dentro mi è rimasta un po'

ma che strano

Frequentavo piazza Gramsci e lì
incontrai Teresa, e si capisce

con l'idea una volta e poi la cosa

finisce

Ma finisce a cena con la pizza
a incrociare coi problemi il vino

e anche il Duomo allora sembra un po'

piccolino

E finisce che da una pensione
tu ti trasferisci e poi un mattino

ecco ti ritrovi a far la spesa

con Teresa

Lei non piange fame quasi mai
sempre in tasca pronti due gettoni

e un pacchetto di sospiri

per i polmoni

Io qui invece non ce la fò più
e poi questa neanche è casa mia

meno male manca un mese e poi

si va via

Ma finisce che non parti più
non lo dici ma così è più vero

e anche il Duomo torna più imponente

e più austero

Ma finisce che non parti più
che i tuoi sogni erano esagerati

che le sante guerre le han rubate

i crociati

Mi ricordo un pugno d'anni fa
per lavoro venni su a Milano

e ci ho sempre visto pochi gatti

che strano

E finisce che ti trovi al sole
con tuo figlio che segue un pallone

mentre sotto i baffi il Duomo ride

sornione

E finisce che la vita è là
dove al tua mano si è posata

dove ti ritrovi a far la spesa

con Teresa

Mi ricordo un pugno d'anni fa
per lavoro venni su a Milano

e mi dissero - brutta città -

ma che strano

QUARANT'ANNI

Quarant'anni all'equatore
quarant'anni in Canada

li ho vestiti da signore

con le mani in povertà

li ho passati con gli amici

oppure solo come un cane

quarant'anni a cercar funghi e a mangiar pane

Quarant'anni spesi bene
quarant'anni spesi male

giocatore di pallone

sopra un letto d'ospedale

primattore sulla strada

comico di varietà

mi han fregato due semafori e l'età

E solo adesso che mi dici amore mio
sento che dentro i panni miei ci vivo proprio io

e solamente adesso che mi dici amore mio

sereno guardo avanti e vedo finalmente Dio

Quarant'anni da cantante
con il diavolo alle spalle

quarant'anni commediante

cacciatore di farfalle

nei giardini di quartiere

lungo i viali di Paris

quarant'anni a stringer denti e a dire sempre si

Quarant'anni un po' poeta
quarant'anni un po' bugiardo

sotto un tetto senza meta

su un tappeto da biliardo

fra filosofi di vino

pensatori da caffè

ho cercato forse quello che non c'è

E solo adesso che mi dici amore mio
sento che dentro i panni miei ci vivo proprio io

e solamente adesso che mi dici amore mio

tranquillo vado avanti e sento finalmente Dio

Quarant'anni in sala attesa
quarant'anni sopra un tram

a Trastevere di notte

e a far botte ad Amsterdam

a pregare i santi in chiesa

quelli che la chiesa da

quarant'anni a far casino e libertà

E solo adesso che mi dici che è finita
l'inverno gela i vetri e il freddo spacca le mie dita

ma solamente adesso che mi dici che è finita

adesso arriva inverno e la mia rondine è partita

E solo adesso che mi dici che è finita
l'inverno gela i vetri e il freddo spacca le mie dita

e solamente adesso che mi dici che è finita

adesso arriva inverno e la mia rondine è partita

QUELLO CHE MI RESTA

Tre figli, due capelli bianchi, colpa di caffè
e gli anni sono belli se la voglia ancora c'è

come quando fuori piove e l'acqua innaffia da compagna

ma tu pensi che è già Maggio e non ti frega se ti bagna

Son stato musicista fin dai tempi della culla
son stato sempre in vista e infine non ho visto nulla

come quando giochi a carte per comprarti una Lambretta

come chi si illude e parte, come chi vive di fretta

Oh, mio Dio son passati già tanti anni
quanta confusione in testa, quanta voglia dentro i panni

oh, mio Dio, ecco quello che mi resta

tanta voglia dentro i panni, tanta confusione in testa

Tanti anni e una cultura da studente di quartiere
tanti anni di paura sotto un paio di bandiere

come quando papà muore e lascia lacrime agli eredi

ma per gli altri salta un numero e tu quasi non ci credi

Tanti anni a cercar pane dentro gli occhi della gente
tanti anni come un cane per trovarti in mano niente

come quando fai l'amore e senti il mondo nella mano

poi vivi nel ricordo che ti fa un po' da ruffiano

Oh, mio Dio son passati già tanti anni
quanta confusione in testa, quanta voglia dentro i panni

oh, mio Dio, ecco quello che mi resta

tanta voglia dentro i panni, tanta confusione in testa

E adesso sulla pelle qualche segno di un acciacco
e adesso con mio figlio che già pensa a darmi scacco

come quando aspetti il santo ma è passata già la festa

c'era tutto, c'era tanto, ma tu prendi quel che resta

Tanti anni a esser sincero, li ho pensati un po' a me stesso
tanti anni e il sogno vero l'ho bruciato, lo confesso

come quando freghi tutti, scappi avanti e prendi il volo

ma non puoi gustarne i frutti perchè ti ritrovi solo

Oh, mio Dio son passati già tanti anni
quanta confusione in testa, quanta voglia dentro i panni

oh, mio Dio, ecco quello che mi resta

tanta voglia dentro i panni, tanta confusione in testa

 

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