Pierangelo Bertoli

 



"EPPURE SOFFIA" (1978), CGD


Eppure soffia
C’era un tempo
La bala
Sera di Gallipoli
Non vincono
Cristalli di memoria
Per dirti t’amo
Racconta una storia d’amore
Prega Crest
Povera Mary
È nato si dice
Due occhi blu

EPPURE SOFFIA
[Pierangelo Bertoli - A.Borghi]
(puoi trovare una traccia audio qui)

E l'acqua si riempie di schiuma il cielo di fumi
la chimica lebbra distrugge la vita nei fiumi
uccelli che volano a stento malati di morte
il freddo interesse alla vita ha sbarrato le porte

un'isola intera ha trovato nel mare una tomba
il falso progresso ha voluto provare una bomba
poi pioggia che toglie la sete alla terra che è vita
invece le porta la morte perché è radioattiva

Eppure il vento soffia ancora
spruzza l'acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie

Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale
ha dato il suo putrido segno all'istinto bestiale
ha ucciso, bruciato, distrutto in un triste rosario
e tutta la terra si è avvolta di un nero sudario

e presto la chiave nascosta di nuovi segreti
così copriranno di fango persino i pianeti
vorranno inquinare le stelle la guerra tra i soli
i crimini contro la vita li chiamano errori

Eppure il vento soffia ancora
spruzza l'acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie

eppure sfiora le campagne
accarezza sui fianchi le montagne
e scompiglia le donne fra i capelli
corre a gara in volo con gli uccelli

Eppure il vento soffia ancora!!!

PER DIRTI T'AMO
[Pierangelo Bertoli - A. Borghi]


Avrei voluto dedicarti una canzone
con le parole della televisione
tutti quei fiori e quei discorsi complicati
che al cine fanno nei locali raffinati.
Ma mi sembra di commettere un reato
perché per dirti che sono innamorato
perché per dirti cosa penso in fondo al cuore
non c'è motivo che mi finga un grande attore.
Per dirti t'amo, amo te, bastava solo che guardassi intorno a me
per dirti ti vorrei sposare, è giusto dirlo, dirlo in modo naturale.
Non voglio chiuderti in nessun mondo fatato
e non ho voglia di tornare nel passato
io so, potremmo avere il mondo nelle mani
se siamo forti e fiduciosi nel domani.
Avremo un posto dove andare a lavorare
e avremo figli da allevare e da curare
e tanto amore tanta gente come noi
e avremo un mondo, un mondo nuovo intorno a noi.
Per dirti t'amo, amo te, bastava solo che guardassi intorno a me
per dirti ti vorrei sposare, è giusto dirlo, dirlo in modo naturale.
La vera vita non si alleva in una serra,
chiedo il tuo amore, che è nutrito dalla terra,
perché è cresciuto con la pioggia e con il sole
e sa capire anche queste mie parole.
Per dirti t'amo, amo te, bastava solo che guardassi intorno a me
per dirti ti vorrei sposare, è giusto dirlo, dirlo in modo naturale.

C'ERA UN TEMPO
[A. Bertoli - A. Borghi]


C'era un tempo che i miei occhi
non vedevano che te,
c'era un tempo che dormivi accanto a me
senza pensare io credevo tu potessi dedicare
la tua vita solo a me.
Eri bellissima,
quando mi amavi.

Non ho mai capito bene
come fosse cominciato,
so soltanto che sei tu che l'hai voluto,
certo però, non era un caso tu volessi far cambiare
l'operaio ch'era in me.
Non ti bastavano
le mie canzoni.

Dicevi che l'amore
è una strada senza uscita,
ho spostato le frecce ai crocicchi della vita;
la strada si distende
e mi porta ad andar via
non c'è posto per l'amore nel tuo mondo di magia.

C'era un tempo che parlavi
della forza del destino,
degli ostacoli che getta sul cammino,
ma io non ho creduto alle leggende che tuo nonno
ti cantava intorno al fuoco;
non sono stato al giuoco,
non ho accettato.

C'era un tempo che credevo
che il tuo amore fosse vero,
ma il tuo amore è troppo chiuso tra te e me,
perché non sai capire che la gente può morire
senza aver amato te;
com'è difficile
farti capire.

Dicevi che son pazzo
perché amo la gente,
mille anni più saggia è invece la mia mente;
chiarisco tutto quanto
pensando ai miei ricordi:
avevi troppo amore nei tuoi dannati soldi.

Voglio stare in questo mondo,
dare un senso alla mia vita,
e riempirla di sorrisi nuovi e veri,
così non posso più restare a fingere l'amore
che non c'è tra te e me:
non è possibile
restare insieme.

RACCONTA UNA STORIA D'AMORE
(P.Bertoli - M.Dieci)

Ho scritto una storia d'amore perche' mi portasse fortuna
la solita storia melensa, un lui, una lei e la luna
avevo con me la chitarra, decisi cosi' di cantarla
il canto si alzo' pigramente, qualcuno grido' di piantarla.

Ma certo, tu canta alla luna, coi gatti randagi e rognosi
racconta di stupide fole e lascia che il mondo riposi
Riposi di pace artefatta da gente che succhia il sudore
racconta che il mondo e' felice, che importa la gente che muore?

Racconta che lei era bella non dire che esiste il dolore
non dire che siamo sfruttati, racconta una storia d'amore
e dopo nascondi la testa perche' non arrivi una voce
distogli i tuoi occhi dal mondo, ignora la bestia feroce

Non dire di quanti bambini avranno una vita da cani
non dire che siamo milioni, e abbiamo soltanto le mani
racconta stucchevoli storie di principi ad otto cilindri
nascondi miseria e violenza, insabbia, nascondi, dipingi

Dipingi di storie marziane perche' sulla Terra e'diverso
il popolo lotta e lavora e tante battaglie ha gia' perso
ha perso, incassato e riparte, tu li' col tuo pezzo di carta
ma ad ogni battaglia si schiera chi sta da una parte o dall'altra

Se mai ti dovesse colpire la luce di un bel sentimento
se un giorno dovesse arrivarti la voce portata dal vento
allora persino la luna avrebbe un suo giusto decoro
invece di spandere nebbia racconta di me che lavoro

invece di spandere nebbia racconta di me che lavoro

LA BALA
[A. Bertoli - A. Borghi]


Perché vot gnirm a dir che ten'er menga tè
ormai i al san già tot ch'et ve seimper con quel lé
at tto vesta anca me
ma te et cuntenua dir che ten'er menga tè
e che la geint la perla perché l'an sa csa fer
perché l'an sa csa fer

Tem vo dir cle una bala
ch'im han cunte una bala
tem vo dir cle una bala
cle propria una bala
ma me la me bala a la ciap con dal vein.

A me amn'inporta gnint se te durant al de
tvo ander a fer l'amour con quel ch'et per a te
csa vot c'minporta a me
ma an gnirem menga a dir che ten'er menga te
perché tal se che el bale em piesen gnianch un po'
em piesen gnianch un po' e po'
po' ai count mei me che te.

Tem vo dir cle una bala
ch'im han cunte una bala
tem vo dir cle una bala
cle propria una bala
ma me la me bala a la ciap con dal vein.

PREGA CREST
[A. Bertoli - M. Dieci]


Quand a ieren cech a salutev'n i nostr amig
S'ieren fiô de sgnaur o fiô ed puvret an feva gnint
Se ti incountr ades chit ven a sbater cauntra al nes
Dam a meint a me se at deg cle seimper mei chet tes.

Quest al dgiva seimper al padroun dla nostra ca
Che non c'era posto nella loro società
Per chi andeva in gir col pes de dre per al paeis
Che non c'è decoro per nessuna povertà.

Prega, prega Crest perché an te faga piò pener
Giost sal t'impedes ed continuer a ragiuner.

Quand a rincaseva da la festa in societee
Con la testa pina ed chi descours gia consumee
Con la voia ed pianser l'ignoransa e i bas umaur
Ed chi quater gat ch'is'illudeven deser sgnaur

Che per tot la sira iven fat i intelletuee
Sensa mai acorsres dneser eter che muntee
Sensa mai capir deser ste fat come chi can
Che lour i vren veder a pianger e tendrel man.

A pregheva Crest perché an men fesa piò pener
Giost ch'al m'impedesa ed continuer a ragiuner.

Se per mas andeven a la novena per pregher
Et serchev un post un banch per pseires insnucer
Per tgnir fed a Crest cal dis che tot a sam uguee
Soul i sgnour in cesa i gan i post già riservee.

Se it insegnen a scola che a sam tot umanitee
Che c'è un solo padre e che tot a sam uguee
Lour i volen dir che ein tot uguee chi è uguel a lour
E che i operai i deven soul preger al sgnour.

Prega prega Crest perché an te faga piò pener
Giost sal t'impedesa ed continuer a ragiuner.

Se con tota la posa chi gan seimper seta al nes
Lour is seinten fort piò fort che mè ma in tot i ches
Chissà che paura che disaster che impresioun
Quand a sram a stof e andram a veder chi ha ragioun.

Quand a ieren cech e a saluteven i nostr amig
S'ieren fio de sgnour o fio ed puvret an feva gnint
Ma giorno verrà che i turnaran dedsà dal fos
Quand i sran supli con piò ed du meter ed tera ados.

Prega prega Crest perché an te faga piò pener
Giost sal t'impedes ed continuer a ragiuner.

SERA DI GALLIPOLI
[Degola - A. Borghi]

Cosi è passata la domenica
sul mare sugli scogli, fino a che
il sole non si è
deciso ad andar giù,
sulla pelle ci rimane il sale del mare.

Giriamo le vie di Gallipoli
Rolando, Sandro ed io in libertà,
liberamente qui possiamo stare noi,
soli tra le vecchie mura bianche di calce.

Porto di pescatori e gente povera
che invecchia sull'uscio di una sola stanza,
che mai sarà di questo nostro restare insieme?
Sandro, quando finirà la nostra attesa?
Quando, chetato il mare,
senza più una parola,
le spalle curve, andremo in cerca della luna.

Scalzi giocano a calcio sulla strada
bambini che crescono solo per andarsene,
che mai sarà di questo nostro restare insieme?
Rolando, quando ce ne andremo tutti via di qua?
Quando, chetato il mare,
senza più una parola,
le spalle curve, andremo in cerca della luna.

Un volto appare ad una finestra, ed è
un volto senza sesso e senza età;
amici, amici miei, dev'essere così
scorderemo il nostro stare insieme di adesso.

POVERA MARY
[A. Bertoli - A. Borghi]


Senza più uno sguardo se ne andò,
e quel lontano giorno ormai
non lo potrai scordare tu,
lo hai negli occhi sempre più;
fu da quel dì che la bambina che era in te,
senza problemi, né perché,
si è ritrovata abbandonata donna ormai.

Povera Mary, che n'è stato dei rosai?

Passò qualche tempo ed arrivò
la nuova vita nata in te,
chiudesti al mondo gli occhi tuoi
per dedicarti solo a lei;
il nome che le hai dato lo portò
e mai un momento lo lasciò,
tua figlia vive per la madre che c'è in te.

Povera Mary, sono triste e penso a te!

Poi la tua bambina si sposò
e il cuore in gola ti arrivò,
dalla finestra il cielo è blu,
per una volta hai vinto tu;
bussano alla porta, chi sarà?
un brigadiere?, che vorrà?,
"Lei è la madre? C'è sua figlia morta, sa?"

Povera Mary, di te adesso che sarà?

Vecchia, stanca, lacera tu sei,
ma torni ancora quando puoi
nel cimitero, da colei
che è stata tutti i sogni tuoi;
sola verso casa tornerai,
e mentre torni penserai:
"Un altro giorno in meno,
vado verso lei!"

Povera Mary, sto piangendo e penso a te.

 

NON VINCONO
[A. Bertoli - M. Dieci]


Ben altro che pace e lavoro ci hanno portato
davanti alle fabbriche schierano il carro armato
e radono al suolo le case ed i forni del pane
perché tutto un popolo in lotta patisca la fame.

È guerra tra il cane che sfrutta e l'uomo sfruttato
è guerra tra il porco che inganna e l'uomo ingannato
è guerra tra il popolo schiavo che soffre e patisce
e il cane che affama ed opprime e il dolore sancisce
eppure qualcuno ha creduto alla pace coi lupi
e adesso ci stanno opprimendo e rendono i tempi più neri e più cupi.

Se oggi nessuno ha timbrato è perché non serviva
e nelle galere han portato chiunque reagiva
peccato che il tempo sia stato fissato da loro
invece che nascere prima dal nostro lavoro.

Nei campi nessuno ha guardato se il tempo è cattivo
nei prossimi giorni il sereno non porterà cibo
ma stacca dal chiodo il tuo pezzo di sano potere
se il tempo è fissato da loro non stare a sedere
non vincono, non vinceranno, non hanno domani
la forza è nel puntello impugnato da oneste fortissime mani.

Il prossimo fuoco sarà ravvivato da noi
nel posto nel tempo e nel modo fissato da noi
nessuno potrà soffocarlo diventerà immenso
mi sembra già di vederlo se solo ci penso
non vincono, non vinceranno, non hanno domani
la forza è nel puntello impugnato da oneste fortissime mani.

È NATO, SI DICE
[Pierangelo Bertoli - A. Borghi]

Natale! Natale! Natale!

Allora è arrivato Natale, Natale la festa di tutti,
si scorda chi è stato cattivo, si baciano i belli ed i brutti
si mandan gli auguri agli amici, scopriamo che c'è il panettone
bottiglie di vino moscato e c'è il premio di produzione.

Astro del ciel, pargol divin, mite agnello re…
Natale! Natale! Natale!

C'è l'angolo per il presepio e l'albero per i bambini
i magi, la stella cometa e tanti altri cosi divini
i preti tirati a parata la legge racconta che è onesta
le fabbriche vanno più piano, insomma è un giorno di festa.

Astro del ciel, pargol divin, mite agnello re…
Natale! Natale! Natale!

È festa persino in galera e dentro alle case di cura
soltanto che dopo la festa la vita ritornerà dura
ma oggi baciamo il nemico o quelli che passano accanto
o l'asino dentro la greppia Natale il giorno più santo.

Astro del ciel, pargol divin, mite agnello re…
Natale! Natale! Natale!

CRISTALLI DI MEMORIA
[A. Bertoli - A. Borghi]


Neve bianca cadi piano
apri spazi dentro me
coi tuoi fiochi di cristallo
nei ricordi senza età.

Freddi fuochi fra le tende
perché e come non si sa
solo immensi campi bianchi
stai tranquilla tornerò.

Sotto il cielo siamo in tanti
dormi con la libertà
su quei monti per due anni
sai tra poco tornerò.

Nei ricordi senza età
tra vittoria e schiavitù
tra un ritorno, il pianto, il riso
neve bianca scendi giù.

DUE OCCHI BLU
[A. Bertoli - M. Dieci]


Due occhi blu,
la luna e tu,
e tu lì che mi guardi;
poi la realtà
di un'altra età,
e tu che adesso parti;
io piangerò,
poi scorderò,
continuerò la vita.

Tu
chissà come
stai via da me?
Chi ti scalderà,
chi sarà
insieme a te, chi lo sa?
Chi riposerà
al mio posto con te?

Chi saprà mai
dove sarai
con chi stai ora e come?
Con chi vivrai,
dove sarai,
sarai felice alfine?
E passerà
l'eternità
e poi verrà la fine,
una realtà
di eternità
che ha visto la sua fine.

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