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BiELLE
Film |
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| L'"Amore senza confini" di chi lotta per le vite di chi
sta peggio |
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| Un viaggio in tre tappe nelle sofferenze di tutto il mondo
attraverso gli occhi di un medico votato al sacrificio e della donna che
si innamora di lui Montando l’espressione da buona samaritana sconvolta da drammi altrui e conservando la propensione al viaggio di “Croftiana” (Lara) memoria, nell’arco di poco più di due ore visita Somalia, Cambogia e Cecenia radiografandone le rispettive tragedie al seguito del fascinoso dottor Nick Callahan (Clive Owen). Proprio il lato “documentaristico” di questo “Amore senza confini”, ennesima ottusa trasformazione di un titolo straniero (l’originale è “Beyond borders”) è quello più interessante, insieme all’euro su ogni biglietto che verrà devoluto all’iniziativa per i bambini africani”Latte per la vita”. L’occhio di Martin Campbell è assai meno incline ai pietismi di quanto non lo siano quelli della sua protagonista Sarah Jordan (la Jolie, appunto), ricca moglie di un bamboccione che, da quel poco che si capisce, pare avere troppo pelo sullo stomaco e poco spirito di sacrificio per essere un vero benefattore. La signora Jordan viene toccata al cuore dall’irruzione di un arrabbiatissimo dottor Campbell (gli hanno tagliato dei fondi) proprio al parti per il suo matrimonio. Decide allora di partire per la Somalia, un’esperienza che la segnerà per sempre, spingendola, al suo ritorno a Londra, a lavorare per l’Onu. Al loro primo incontro in Africa
vengono solo gettati i semi dell’amore che tra i due sboccerà
in futuro, che dal titolo e dal manifesto sembra il perno del film e,
per fortuna, non è. Il lavoro della Jordan la porterà a
incrociare di nuovo i destini di Campbell in Cambogia e, infine, sarà
per salvarlo che si spingerà fino in Cecenia. Ultima avventura
dall’inatteso finale e dal prevedibilissimo post-finale.
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Ultimo
aggiornamento: 12-02-2004 |
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