Pierangelo Bertoli

 



SEDIA ELETTRICA (1989)
1.Figlio di un cane*
2.Mio figlio
3.Suonando la chitarra
4.La verità
5.Una strada
6.Chissà perché
7.Improvvisamente
8.Voglio vivere
9.Nuvole

*Testo di Luciano Ligabue(omissis)

Mio figlio
(P.A.Bertoli-G.Brandolini)


Mio figlio dovrà essere un guerriero
Un duro nell'azione e nel pensiero
Se vorrà farsi forza un posto al sole
Dividerà i pensieri e le parole

Dovrà tenersi in mente che il governo
per dieci anni scatenò un inferno
Lanciò una guerra santa ai terroristi
Così salvo ministri e giornalisti

A lui potrà sembrare anche incredibile
Ma la paura annulla l'impossibile
Ma manette tutto questo andava in porto
La mafia grufolava dal suo orto

E sparse per l'Italia tanti morti
che ancora non riusciamo a farci i conti
Al massimo si sentono belati
Ma non ho ancora visto i carri armati

Le vittime son gente che non conta
Discuteremo il tema un'altra volta
Mio figlio avrà un futuro da sparviero
Se vorrà stare vivo per davvero

Dovrà guardare avanti e non voltarsi
e soprattutto non dovrà bucarsi
E tutto verrà avanti com'è scritto
sui testi del mercato e del profitto

Si allargherà la forza dell'impresa
La mafia è un organismo ad alta resa
Se un giorno soffrirà di solitudine
Poi finirà per farci l'abitudine

E più ci penso più mi sento male
Nemmeno ci si sogna di cambiare
Future abilità, speranze umane
Riuscire a galleggiare sul letame

Da sopra alle montagne del potere
Ognuno adesso ha al caldo il suo sedere
Si nutrono sospetti, poco importa
Si archivierà il problema un'altra volta….

Suonando la chitarra
(P.A.Bertoli-G.Stasolla-G.Di Marco)


La chitarra cerca un punto in trasparenza chiaro da seguire
E tra le pieghe del suono le parole sanno farsi sentire
Per finire poi dove il canto le lascia cadere
Traducendo i pensieri insegnandomi a cominciare
Chissà perché non so tacere e questo è quanto
Non so vestirmi da commediante
Sarà il rispetto che ho verso di me
So che non cambierei questi accordi per un marcio potere
Sono sceso dal treno quando ho visto chi sta in motrice
E mi addormento e dormo a faccia ben distesa
Per poi svegliarmi libero da guardie e cortigiani
E vivo bene con me adesso, non sono in cerca di me adesso
Non ho bisogno di conti ben nascosti in un cassetto
E mi addormento e sogno primavere in fiore
Sciacalli nei serragli e cani alla catena
E ognuno sembra com'è se stesso
E cresce forte di sé lo stesso
I mercenari ed i falchi sradicati dalla scena
Vista da qui la gente è in colpa, non sa cambiare
Per l'illusione di un altro tango
Sciupa la vita che ha dentro di sé
Piangeranno poi quando il ballo starà per finire
Schiavi senza pensiero di una stella che non ha luce
E mi addormento e dormo a faccia ben distesa
Per poi svegliarmi libero da guardie e cortigiani
E vivo bene con me adesso, non sono in cerca di me adesso
Non ho bisogno di conti ben nascosti in un cassetto
E mi addormento e sogno primavere in fiore
Sciacalli nei serragli e cani alla catena
E ognuno sembra com'è se stesso
E cresce forte di sé lo stesso
I mercenari ed i falchi sradicati dalla scena.
La verità
(P.A.Bertoli)

La verità tra te e me si arricchirà di volti suoi
Diventerà quello che poi ti sembrerà nuova realtà
E scorderai la verità
Raccoglierò un sorriso e un po' di nostalgia
Coltiverò ricordi di poesia
Non ci saranno spine o qualche frase in più
E non saprò nemmeno se eri tu
Chi parlerà di te e di me
Si specchierà in sogni suoi
Li canterà senza di noi
Li sfiorirà, li cambierà
E nascerà la verità.
Una strada
(P.A.Bertoli-F.Urzino)


In un mattino tiepido mi siederò in un prato
E tornerò giorno per giorno nel passato
E solcherò le rapide della mia fantasia,
dei giorni di poesia

E sarò consapevole che la mia testa strana
sognava un mondo senza figli di puttana
Un mondo senza deboli con essere pensanti
Padroni della vita, un mondo senza santi

Spenderò attentamente la mia sincerità
Parlerò di rivolta con caparbietà
Seguirò, traccerò un sentiero ovunque sia
Una strada forse buia, forse, ma mia
Supino lungo un argine ricorderò gli amici

E quanto fossimo distanti dai nemici
Per poi trovarci fragili ai trucchi dei bugiardi
Ma poi le cose cambiano e tutto lascia il segno
E impari l'arte del cinismo e del contegno

E credi di essere libero, diverso tra gli eguali
Che il mondo ha un'altra faccia da sotto i tuoi stivali
Spenderò attentamente la mia sincerità
Parlerò di rivolta con caparbietà

Seguirò, traccerò un sentiero ovunque sia
Una strada forse buia, forse, ma mia
Sì, sono stato giovane e privo di esperienza
E ho amato molto la parola intelligenza

Capace di una favola dove una vita vale
In termini di vita e non di capitale
Il tempo non è un giudice, non è nemmeno onesto
È solo un modo per finirla troppo presto

Ognuno vive attimi che cerca di fermare
Con reti di egoismo in un immenso mare
Spenderò attentamente la mia sincerità
Parlerò di rivolta con caparbietà

Seguirò, traccerò un sentiero ovunque sia
Una strada forse buia, forse, ma mia.
Chissà perché
(P.A.Bertoli)
Ritornavo a casa già poco convinto
Da una di quelle serate che non contano niente
Mi saltò in mente chissà perché di prendere su e di venire da te
Quando fui arrivato innanzi al tuo uscio
Mi sentii nel fegato come un colpo
Da dentro dicevi:"Ti amo te"
Ma quel te non ero io
Vorrei sapere cosa è stato
Cos'è che in me era cambiato
Vorrei sapere cosa ti ho fatto
Da farmi un male che neanche a un gatto
Gli avrei voluto dire che tu sbagliavi
Che era un'altra cosa che cercavi
Avrei voluto fiaccarvi le ossa
Buttarvi giù la casa, sputarvi addosso
Vorrei sapere cosa è stato
Cos'è che in me era cambiato
Vorrei sapere cosa ti ho fatto
Da farmi un male che neanche a un gatto
Ti avrei voluto fare qualcosa di male
Farvi un rutto, malaugurarvi un temporale
Volevo dirvi, volevo fare
E invece sono stato solo capace di piangere.


A turneva a cà già poc convint
Da ona ed ch'el sered ch'in caunten gnint
Am saltè in meint chi sa perché
Ed ciaper so al du ed gnir da te
Quand a fò arivee inans al to òs
Am sintè in dal fedeg come un stos
Da deint'r ed giv"Ti amo te"
Ma c'al te lè annera menga me
A vrev saveir cusa le stee
Cus'è che in me l'era cambiee
A vrev saveir cusa a to fat
Da fer'm un mel che gnanc a un gat
A gavrev vlu dir che et te sbagliev
C'lera un eter quel che te et serchev
A iavrev vlu fiacher'v i os
Buter zò la cà spuder'v ados
A vrev saveir cusa le stee
Cus'è che in me l'era cambiee
A vrev saveir cusa a to fat
Da fer'm un mel che gnanc a un gat
A t'avrev vlu fer qualcosa ed mel
Fer'v un rot zurer'v un temporel
A vliva dir a vliva fer
E inveci a saun stee saul daun'd'gnuler.

Improvvisamente
(P.A.Bertoli-L.Bonaffini)

Davanti a una finestra con gli occhi spesi ancora male
Caduti dalla testa lungo il viale
Cercando un fiore se si desta a se il mattino vale
Il passo coraggioso che mi ha fatto alzare
Sorriso solitario rivolto a un vetro senza sole
Solleverà il sipario di là dalle parole
Per date di calendario e assenze di colore
La vita in fondo è solo una teoria di ore
E qualche volta un gesto ci sorprende improvvisamente
E qualche volta un volto ci cattura e la lotta è dura
Esplode poi di colpo questa voglia di vivere
E siamo nudi contro la paura
Domani un altro viaggio e la mia stella è già caduta
Non trovo più il passaggio
La strada è sconosciuta
Mi sento serio, giusto, saggio
Però l'ho già perduta la finta sicurezza che da una faccia muta
A volte rido forte ma spesso piango un po' più piano
Per le carezze corte che ho allungato invano
Ma non richiuderò le porte
Se perdo la tua mano
I nostri cuori storti sono tutto quel che siamo
E qualche volta un gesto ci sorprende improvvisamente
E qualche volta un volto ci cattura e la lotta è dura
Esplode poi di colpo questa voglia di vivere
E siamo luci in una notte scura
E già non è più niente la paura.


Voglio vivere
(P.A.Bertoli-G.Brandolini)


Vengo cantarti questo blues per rafforzare quel che dico
Senza pretese di politica come si parla ad un amico
Sarà che canto per mestiere e non per ordin del cielo
Che in questo mondo voglio vivere
Vivere vivere ma vivere davvero
Ti arrenderai - Non è vero
Ti perderai - Non è vero
Soffocherai - Non è vero
Là fuori tutti fingono e danno segni di pazzia
Da sempre si nascondono per non pensare ridono contenti d'esser stupidi
In mezzo a tanta compagnia
Col loro modo comodo di dire sempre sì
A mani nude sono qui ma tu non devi pensar male
Mi ero fermato sulla soglia un po'
Ma scalpitavo per entrare e ricordavo la tua bocca
E le mie mani sul tuo seno e insieme a te volevo vivere
Vivere vivere ma vivere davvero
Là fuori tutti fingono e danno segni di pazzia
Da sempre si nascondono per non pensare ridono contenti d'esser stupidi
In mezzo a tanta compagnia
Col loro modo comodo di dire sempre sì
E come vedi sono qui per dare corpo ai desideri
Per riprovare a costruire ancora com'è già stato fino a ieri
Con queste frasi senza trucchi, con questo canto di straniero
Voglio vederci insieme e vivere, vivere, vivere ma vivere davvero
Ti perderai - Non è vero
Ti arrenderai - Non è vero
Soffocherai - Non è vero
Io voglio vivere, vivere ma vivere davvero.
Nuvole
(P.A.Bertoli-M.Negri)


Il passo già indeciso
Vacillano i suoi piani
I resti di un sorriso, tremore nelle mani
Un grido silenzioso esce dai suoi occhi accesi
Un buio luminoso di fuochi mai pretesi
Adesso che la guarda sembra debba rifiatare
E poi la voce tardò e non vuole ritornare
Un muro di capelli biondi sta tra il suono e la parola
Gli spezza il suo coraggio in erba e lo ricaccia in gola
Sta fermo lì immutabile dove vive solo dentro al suo pensiero
Stretti tra le dita sogni di felicità
Nuvole di vita, dense di una forza che non ha
Da domani cambierà, favola infinita
Dove la sua mente tornerà
Le curve dei suoi fianchi, la fantasia lo chiama
Ma il dubbio lo riporta dentro
Lei forse non lo ama
Infine tutto è fermo ancora
Solamente il giorno muore
Poi lei con aria dolce sceglie:"Andiamo a far l'amore"
Sta fermo lì immutabile dove vive solo dentro al suo pensiero
Stretti tra le dita sogni di felicità
Nuvole di vita, dense di una forza che non ha
Da domani cambierà, favola infinita
Quando la sua stella brillerà
Sogni di felicità, nuvole di vita
Quando la sua stella brillerà.


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