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BiELLE
Film |
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| Carte tutte da decifrare in questa "Rivincita
di Natale" |
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| Pupi Avati torna sulle tracce di uno dei suoi film più
belli, dando nuovo spazio e prospettive agli stessi personaggi diciassette
anni dopo E magari, ancora, amare il poker. Che, per entrare "dentro la partita", non guasta. Avvertenza numero due: "Regalo di Natale" resta più bello,splendidamente autoconclusivo. Irripetibile. Però il suo seguito non delude. Pupi Avati riesce a far digerire presto l'imprevedibile arricchimento di Franco Mattioli (Diego Abatantuono), che sulle prime fa un po' storcere il naso e che avevamo lasciato completamente rovinato sul tavolo da gioco dal giocatore professionista avvocato Santelia (Carlo Delle Piane). E Franco, saputa della malattia di Lele Bagnoli (Alessandro Haber) si precipita a organizzare la rivincita che attende da una vita: quella della partita del Natale 1986. A colui che lo aveva tradito, Ugo Cavara (Gianni Cavina) tocca il compito di convincere l'avvocato (viscido ancor più di quanto lo ricordavamo nei suoi inesistenti rapporti con le donne) a giocarla. Il quinto della partita, Stefano Bertoni (George Eastman), è presto coinvolto. Ma quanto può essere interessante, per un pokerista, giocare "a carte scoperte", dato che l'incauto spettatore pensa ormai di sapere tutto di tutti i personaggi in scena? Ed è lì che ci sbagliamo. Avati le carte le ha mischiate per bene ancora una volta. E l'esito della partita (che comincia prima, ben prima che i cinque si siedano al tavolo) è tutt'altro che scontato. L'indizio rivelatore arriva solo all'ultima mano. Certo è che questa volta Franco non ha alcuna intenzione di farsi prendere alla sprovvista. Eppure, come ci mostra Avati in finale, almeno uno dei suoi calcoli sperava proprio di averlo sbagliato. Rimarrà un uomo ricco? Questo preferiamo non svelarlo, ma certamente resta immensamente solo. Il regista bolognese è riuscito in quello che non riesce quasi mai: ricreare un'alchimia. E se i vertici non sono di nuovo toccati (la fotografia più sgranata di quindici anni fa, per esempio, affascinava di più), non si può dire che gli alambicchi del maestro abbiano prodotto merce di scarto. Anzi. Speriamo, però, che non ci riprovi una terza volta...riuscirci ancora,forse, sarebbe troppo anche per le sue forze. |
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aggiornamento: 29-01-2004 |
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