Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.

 













Pagina Rossa (red page)

BASTA BASTA!!!!!
(red)

Filastrocche di nuvole che origliano curiose
dalla mia finestra kitch di cristallo giapponese
e cavalcano gli uccelli inebriati dall'amore
la bestemmia di un bambino li riporta alla realtà.

Il mio struzzo non voleva neanche uscire quella sera
le domande come lampi gli annacquavano il caffè
e poi fischi e fischi ancora verso il limbo della terra
e una farfalla laureata nel cantare l'onniscienza

E "non me ne frega un cazzo" suona un po' come una beffa
riportato in un contesto senza la parola amore
e risalgono i salmoni sulla faccia di mia nonna
e dal re dei norvegesi sta partendo un'invettiva

 Basta, hai finito di lasciarti calpestare?
 Il cervello si e' lasciato abbindolare da un sorriso
 e la scatola di fango che si mangia una grancassa
 basta basta basta basta basta basta basta basta

Scivolando dentro un filobus di linea per lo spazio
travolgendo albini apatici e depressi perché è freddo
brulicavo un aforisma lungo i piazzali della vita
sopra un mucchio di containers che puntavano i cannoni

la vernice della macchina che si immagina splendente
e i guardoni che si impiccano per il mio poco abbindolare
Elvis Presley che si illumina cucendomi un bottone
ha portato un pesce strano con il cielo sulle orecchie

si baciavano nascosti dal mio fegato alla frutta
e riuscivano lo stesso a impedirmi di mangiare
colazione col telefono ed un pieno di benzina
"Ciao figliolo" e poco dopo qualche chilo di speranza

 Basta andare lungo il fiume con una pietra nelle mani
 per vedere nuovi mondi che non credo sian lontani
 questo valzer me lo metto per un anno nella tasca
 basta basta basta basta basta basta basta basta

Dentro al bagno c'e' Kasparov che mi sfida ad arroccare
forse gli offriro' una birra e lo spingero' nel magma
la sirena che cantava "Let it be" si e' fatta suora
travolgendo avvisi mistici di brutte ricorrenze.

E Gimondi che pedala mi ricorda ancora e sempre
che non essere un alieno non e' poi sta bella cosa
dipendente dalle gradazioni alcoliche di Giugno
e schiavo prematuro del progresso in quanto morte

Superfici che mi aspettano saranno un cimitero
in cui mettere le scarpe ed arruolarsi nei marines
quel che basta e' solo un attimo di caldo e di silenzio
e si tira ancora avanti verso un'altra primavera

 Basta aver finito il pianto e cominciare a cavalcare
 sono il circo dei misteri che si annida sulla via
 e per l'ultimo balletto saro' pronto ad una tresca
 basta basta basta basta basta basta basta basta
 basta basta basta basta basta basta basta basta
 basta basta basta basta basta basta basta basta

BOLOGNA LA NERA (audio)
(red)

Mi sveglio sul tardi ed il cielo è un signore distinto
la faccia che snobba lo specchio è un sudario dipinto
non bevo caffè, non ho voglia di niente di caldo
il tempo si getta alle spalle ricordi colore smeraldo

Giornata borghese, le fabbriche sbuffano morte
e per quel mendicante gitano si chiudon le porte
ascolto una musica, dolce dottrina pagana
la vita di un vecchio ragazzo si tiene lontana

Come un orologio aspetto il calar della sera
la radio spietata descrive insistente Bologna la nera
e quell'illusione di pace con rabbia smarrita
il baratro incombe lasciando una strada infinita

 Finestra di tempo non farmi vedere domani
 la faccia di vento che avevo mi chiama da incroci lontani
 e corre una macchina e muore il mio passo straniero
 la radio continua a dipinger Bologna di nero

Disteso sul letto piangendo sul mio portafogli
ragiono di vecchie promesse e dei soliti sbagli
mi sono ubriacato anche ieri di vino e parole
da quella finestra di tempo non filtra la luce del sole

Bologna di nero dipinta cornice al mio giorno
ristagnano vecchi rancori e mi ronzano intorno
non era un mistero che sarei dovuto scappare
la radio continua il suo lento e ineffabile urlare

Distratto di nuovo dal tempo rimetto la pelle
che mi ero tenuto da parte per notti più belle
e il sangue che lento fluisce ogni giorno nel mondo
mi spinge a ballare coi gatti un accenno del mio girotondo

 Finestra di tempo che ti apri soltanto domani
 ricorda di fare paura a questi uomini ormai disumani
 son schiavo di tutte le cose che porta la sera
 la radio continua a dipinger Bologna la nera

 Finestra di tempo, lo starter ha dato l'inizio
 ed ogni momento di fuga mi sembra propizio
 potranno scalciarmi e buttarmi di nuovo in galera
 ma non alzerò mai le mani a Bologna la nera.

BLUES UBRIACO
(parlando delle strade di Maggio)

(red)

Notte brada, vado fuori a pascolare
rido in faccia alle mie rughe premature
e sono libero di odiare questa gente
scorgo il cielo un po' annacquato dietro il monte
berrò caffè, forse anche birre scure
fissa in testa quella voglia di volare.

Metto in moto e mi saluta una gioconda
dove e' nata? O era il sogno di un mattino?
Entro al bar e saluto il mio Caronte;
o quale gioia! Bevo vino, vedo niente
invito lei a venirmi più vicino
ma mi dice che ha una paralisi tremenda.

Bacio in bocca il dolce nettare cubano
mi decido troppo tardi ad andar via
verso mari occidentali e grappe in fila
delle mie bislacche angosce sto facendo la trafila
forse poi mi fermerà la polizia
o magari è solo un sogno, ma sarebbe alquanto strano.

 Bevi e doma quel motore
 lascia stare i soldi e il cuore
 solo dentro a questo viola paradiso
 vedo sul retrovisore il tuo sorriso.

Smonto ed entro infervorato dalla porta
già mi squadrano i pretori del bicchiere
come stai? Nevrosi antica e quotidiana
quella meta di granito oggi è meno lontana
aspettate, padri tristi, vado a prendere da bere
la mia anima è scappata a capofitto da una porta.

Questa sera sempre sola, sera senza pomeriggio
corre un cane, c'è un pagliaccio sul balcone
non mi guardo più allo specchio, mi vergogno
sera anarchica, senza quel vituperato sogno
come un vecchio che insegnava il concetto e la ragione
sembra estate per noi vinti, invece è Maggio.

E' finita questa fiaba,  penso a lei senza sorriso
la mia macchina è rimasta ad invocare la benzina
tutti i bar stanno chiudendo, mi ricordo solo il vino
vedo John Belushi magro che mi parla da vicino
e mi narra dei colori da cui nasce la mattina
fata morgana in giacca blu che richiede il nostro avviso.

 Sono solo li davanti
non sorridono gli amanti
 romba piano il mio motore
 niente soldi niente amore

 Non ho donne, non ho pianto
 neanche quattro birre al banco
 sera sola, sera nera
 brucia lenta primavera.

 Piace al gufo il mio lamento
 ora sono più contento
 nel retrovisore il viso
nella notte il tuo sorriso

Nel retrovisore il viso
nella notte il tuo sorriso.