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Crollano Ideali, Miti,
Uomini e Torri.
Crolla il mondo
non appena ci voltiamo.
Abbiamo paura
di strade nuove
e cerchiamo noi stessi
in un'ombra
sempre più inquietante.
Siamo stanchi, provati,
ma siamo sempre qui.
Perche' una canzone,
perche' Bielle?
Perche' in una chitarra,
nelle "nostre" note,
nei versi che naufragano nel cuore
e si addormentano
nel cervello
possiamo ancora riuscire
a dare un volto
ai nostri sogni.
E Bielle vuol dire musica,
ma vuol dire soprattutto resistenza.
Resistenza ad una società
che non vogliamo accettare,
in cui non ci riconosciamo,
che viene cantata
e raccontata
da tantissime voci
semi nascoste,
deboli e oscurate,
ma pronte
a graffiare ancora,
nonostante tutto.
Claudio,
e come lui tanti altri,
ci aiuta a sopravvivere
in un mondo che ostacola
tutto ciò che non è
capitale o guerra.
Questo spazio
e' per le loro voci
e le nostre parole.
Portiamo avanti
questa stella
con la speranza che la scia
possa arrivare lontano.
Lontano da qui,
fra le nuvole e il sole,
fra le braccia di Utopia.
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Massimo Bubola
"Ballate di terra & d'acque"

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| Ci
si chiedeva come sarebbe stata la vita artistica di Massimo Bubola
ora che era finito il suo sodalizio con Michele Gazich. Bubola riparte
dal rock, o meglio dalla rock ballad e lo fa con grande dignità.
"Ballate di terra & d'acqua" ha un suono robusto e deciso
e contiene almeno quattro grandi canzoni e una serie di buoni pezzi.
Imperdibile? Sì. No. Con qualche riserva. Ma un grande esempio
di come si debbano fare i dischi di ballate. (segue) |
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Luca
Barbarossa:" Via delle storie infinite"
È
un disco di sano artigianato, dove le canzoni sono tutte suonate
e da musicisti veri, un disco che suona acustico e gentile e dotato
di guizzi in grado di interessare anche l’ascolto più
distratto.
D'altra parte cosa ci si può aspettare da un musicista nato
al suono della west coast, che ama i suoni "biologici"
e l'approccio gentile? Un
disco che non dovreste mancare di ascoltare.(segue) |
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| Vasco
Rossi: "Il mondo che vorrei" |
E'
evidente che il Vasco degli esordi era un altra cosa, ma gli esordi
sono passati (e anche da tanto) i tempi sono cambiati (e pure di parecchio)
e il Vasco (miliardo più miliardo meno) è quasi sempre
lo stesso. Una sorta di assicurazione contro l'invecchiamento. Quelle
sane buone e vecchie cose di un tempo che ritornano anno dopo anno.
Come il Natale. |
| Sulutumana:"Arimo" |
Un
pianoforte, un violino, un contrabbasso, una voce. Una musica che
sembra venire da lontano, dalle
sponde del lago, da quella cucina con l'acqua sul fuoco, dove la radio
a valvole irradia melodie per l'aria. Che non si spegneranno presto.
Musica per giorni di pioggia. Se non fate attenzione
potrebbe farvi scivolare via sulle onde dei rigagnoli.
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| Riccardo
Tesi: "Presente remoto" |
Più
che un disco, un happening. Un gioco di specchi tra passato da rievocare,
il presente che è frutto di quel cammino e il futuro, che sarà
figlio di tutto quel che si è costruito sinora. Un gioco di
piani temporali scoperto fin dal titolo del disco. Un album che ha
nella varietà la sua dote principale, perché vario e
pieno di incontri importanti è stato il percorso del suo autore
e protagonista. |
| Massimiliano
Larocca: "La breve estate" |
Sotto
questo bel titolo letterario, che ricorda da vicino Cesare Pavese,
Massimilano Larocca allinea una serie di ballate dal profondo profumo
americano. Un disco con ospiti eccellenti per far sognare che tra
cielo di Toscana e cieli del Messico non passino che poche note di
chitarra. L'abuso di rime non limita il piacere di un album che girerà
a lungo sul lettore. Imperdibile.
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| I
Luf: "So nahit in Val Camonega" |
Dodici
brani in dialetto camuno per i Luf. Sono 50 minuti di emozioni, di
danze, di attimi per pensare, di impegno politico e sociale, di attenzione
per le piccole cose del mondo. Vogliamo farci male? Continuiamo a
ignorare che in Italia ci siano gruppi che fanno seria e autentica
musica popolare! In caso contrario ascoltiamo e facciamo ascoltare
i Luf: una boccata d'aria fresca. |
| Caparezza:
"Le dimensioni del mio caos" |
Michele
Salvemini inventa il "fonoromanzo" e vince la sua sfida.
Un album che va oltre il concept e che mira all'opera rock. Una ricca
trama che si richiama al sessantotto per virare sulla critica puntuale
dell'attuale, in un tripudio di giochi di parole (tra cui quello del
titolo) e di stili musicali che ri rincorrono. Con una risata vi seppellirà. |
| Carlo
Muratori: "La padrona del giardino" |
Un'opera
mediterranea, di pietre e di calcina, di olive e di braci, di vento
e di sole. "La padrona del giardino" è
un album all'aria aperta, che si porta dentro, nel bene e nel male,
le luci e le ombre che dall'aranceto di Muratori in Sicilia si allungano
sul mondo. |
| Eugenio
Bennato: "Grande sud" |
Un
mix adeguato di passato prossimo e remoto e novità, confluite
in un disco che suona comunque unitario.La
dignità dei dischi di Eugenio Bennato si respira da lontano,
dalla copertina austera, alle scelte senza compromesso, alla personalità
verticale che emerge dalle storie raccontare e dal modo scelto per
cantarle. |
| Cristina
Donà: "Piccola faccia" |
Cristina
Donà cerca l'essenziale e lo trova. Un disco minimo più
che minimalista: un lavoro da camera, ma che la camera la riempie
benissimo, di buoni suoni e buone parole. Gran merito al lavoro chitarristico
di Francesco Garolfi. Altrettanto al produttore Peter Walsh. E la
maggior parte del merito al coraggio di Cristina e di quella "riconoscibilità
pulita". |
| OfflagaDiscoPax:
"Bachelite" |
Sono
altri nove racconti che si dipanano su un tappeto di elettronica assortita,
con pochissimi altri strumenti, e che narrano la vita in provincia,
ora e qualche anno fa, in Emilia (rossa), ma anche in ogni altro dove.
Max Collini ha la struttura del romanziere, anche se preferisce, per
ora, limitarsi ai racconti. |
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Patty Pravo:
"Spero ti piaccia ... pour toi" |
E' l'ultimo
album di Patty Pravo, un omaggio sentito e sincero nei confronti
di Dalida, ripercorrendo alcuni dei classici senza tempo della cantante
italo-egiziana. Pattry Pravo ha il merito principale di non rifare
Dalida, ma di fornire una propria versione di quelle canzoni. Non
sono le stesse. Sono altre, come altra è l'artista.
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| Ligabue:
"Primo tempo" |
E'
il miglior Ligabue degli ultimi dieci anni. Per forza! E' il Ligabue
di dieci anni fa! La ricetta è presto fatta. Prendi un artista
sulla cresta dell'onda, fagli incidere un album retrospettivo che
racconti tutta la sua storia in musica. E faglielo dividere in due
parti: dalle origini al 1995 e dal '95 a oggi. Il risultato è
una bellissima operazione, commerciale quanto si vuole, ma destinata
restare. |
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La fontana e la domenica
di Massimo Bubola
Ti ho incontrata una mattina
mentre andavi alla fontana
con il vento che girava a tramontana.
Il mio cuore è andato a pezzi
come un calice di ghiaccio
che si stacca e cade giù da una grondaia.
Dimmi
se ti posso dire,
se ti posso accompagnare,
la tua cesta di lenzuola da portare.
E
se posso poi sperare
di vederti sola sola
senza gli occhi di tua madre sulla schiena.
Ma
il lunedì ho da pulire
martedì devo cucire
mercoledì ho tre fratelli d'accudire
giovedì ho da lavare
venerdì devo stirare
mentre sabato ho i capelli da tagliare
E
la domenica, domenica
la domenica mi devo riposare.
E la domenica, domenica
la domenica mi devo riposare.
Alla
messa in terza fila
dalla parte delle donne
c'era un angelo con le ali e con le gonne.
Di
profilo la vedevo
che cantava sotto il velo
non riuscivo più a seguire né a pregare.
Dimmi
se ti posso dire,
se ti posso accompagnare
verso casa in bicicletta lungo il fiume.
E
se posso poi sperare
di poterti rivedere
in un posto che si possa ragionare.
Ma il lunedì ho da pulire
martedì devo cucire
mercoledì ho tre fratelli d'accudire
giovedì ho da lavare
venerdì devo stirare
mentre sabato ho i capelli da tagliare.
E
la domenica, domenica
la domenica mi devo riposare.
E la domenica, domenica
la domenica mi devo riposare.
Ti
ho incontrata una mattina
mentre andavi alla fontana
con il vento che girava a tramontana.
I
capelli color rame
i tuoi occhi fiordalisi
e la bocca da Madonna dei Ciliegi.
Ma
il lunedì ho da pulire
martedì devo cucire
mercoledì ho tre fratelli d'accudire
giovedì ho da lavare
venerdì devo stirare
mentre sabato ho i capelli da tagliare.
E
la domenica, domenica
la domenica mi devo maritare.
E poi domenica, domenica
poi domenica mi devo maritare.
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