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Archivio dischi 2008 
















Crollano Ideali, Miti,
Uomini e Torri.
Crolla il mondo
non appena ci voltiamo.
Abbiamo paura
di strade nuove
e cerchiamo noi stessi
in un'ombra
sempre più inquietante.
Siamo stanchi, provati,
ma siamo sempre qui.
Perche' una canzone,
perche' Bielle?
Perche' in una chitarra,
nelle "nostre" note,
nei versi che naufragano nel cuore
e si addormentano
nel cervello
possiamo ancora riuscire
a dare un volto
ai nostri sogni.
E Bielle vuol dire musica,
ma vuol dire soprattutto resistenza.
Resistenza ad una società
che non vogliamo accettare,
in cui non ci riconosciamo,
che viene cantata
e raccontata
da tantissime voci
semi nascoste,
deboli e oscurate,
ma pronte
a graffiare ancora,
nonostante tutto.
Claudio,
e come lui tanti altri,
ci aiuta a sopravvivere
in un mondo che ostacola
tutto ciò che non è
capitale o guerra.
Questo spazio
e' per le loro voci
e le nostre parole.
Portiamo avanti
questa stella
con la speranza che la scia
possa arrivare lontano.
Lontano da qui,
fra le nuvole e il sole,
fra le braccia di Utopia.

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Massimo Bubola
"Ballate di terra & d'acque"

Ci si chiedeva come sarebbe stata la vita artistica di Massimo Bubola ora che era finito il suo sodalizio con Michele Gazich. Bubola riparte dal rock, o meglio dalla rock ballad e lo fa con grande dignità. "Ballate di terra & d'acqua" ha un suono robusto e deciso e contiene almeno quattro grandi canzoni e una serie di buoni pezzi. Imperdibile? Sì. No. Con qualche riserva. Ma un grande esempio di come si debbano fare i dischi di ballate.  (segue)

Ci sono piaciuti
Banda Putiferio: "Attenzione, uscita operai"
Levia Gravia: "Il contributo"
Davide Vietto: "Nivoro"
Luca Serio Bertolini: "Manca la polvere da sparo"
Taranteana: "Sacc' na canzuncella alla ruvescia"
AAVV:"L'accolita dei rancorosi"
Stefano Giaccone e altri:"Come un fiore"
Lautari:"Arrè"
Ratti della Sabina:"Sotto il cielo del tendone"
Gianna Nannini:"Pia, come la canto io"
Ottavo Richter:"Molly Malone's"
Morrigan's wake: "Back to Fireland"
Matteo Castellano:"Funghi velenosi"
laMalareputazione:"L'arena instabile"
Luca Lo Bianco:"La scomparsa di Majorana"
Apres la classe: "Luna Park"
Spasulati Band: "Pirati nei Mhz"
Furlan Shop Orchestra: "Banda di masnadieri"
Mario Castelnuovo: "... le ciliegie del '42"
Enrico Terragnoli Orchestra Vertical : L'anniversaire"
Monjoie: "Il bacio di Polifemo"
Antonio Mainenti: "Don Luiggi ..."
Marco Fabi: "La scelta"
Giancarlo Spadaccini: "Millemani"
Milagro Acustico: "I Storie o Cafè di lu Furestiero novo"
Fragil Vida: "E così noi"
Franchi Giorgetti Talamo: "Buongiorno felicità ..."
Daunbailò: "Daunbailò"
Harduo: "Ovest Hardita Est"
Gai Saber: "La fabrica occitana"
I Gitanes: "La catena"
I Lautari: "Anima antica"
Stefano Scala: "Unsai. Il sentiero dei bambù "
Simone Meneghello: "La canzone di settembre"
I Luf: "Fiore del Sambuco/2"

Ci sono piaciuti ... un po' meno
Antonio De Rose: "Con Grazia"
Giuliano Dottori: "Lucida"
Canzoniere delle sette lune: "Verranno donne con proteso il cuore"
I Nuovi Trovieri: "Gira ra rova"
Antonella Ruggiero: "Stralunato Recital Live"
Marlene Kuntz "S-low"
Enzo Avitabile : "Sacro Sud"
Lucilla Galeazzi : "Amore e acciaio"
Alberto Morselli: "Da un'altra parte"
Indovinatoduo: "Indovinatoduo"
Dinamo: "Profili profani"
Giancarlo Velliscig: "Obsoleti"
Silvia Dainese: "Demo 2002/2005"
Marcella Garuzzo: "Demo"

e decine di altri.
Bielle è aperta alle collaborazioni
 



Ci sono dischi, film e libri che, per un motivo o per l'altro, non dovremmo mai perdere e a volte ci passano davanti così velocemente che non ce ne ricordiamo neanche. Questa rubrica vuole porre un freno ai guasti della memoria. Secondo noi gli imperdibili del 2007 sono:
Teresa De Sio: "Sacco e fuoco"
Luigi Maieron: "Une primavere"
John De Leo: "Vago svanendo"
Gian Gilberto Monti: "Ce n'est qu'un dèbut"
Giua: "Giua"
Massimo Priviero: "Rock & poems"
Bonaveri: "Magnifico"
Gerardo Balestrieri: "I nasi buffi e la scrittura musicale"
Morgan: "Da A ad A"
Lega: "Zollette"
I luf: "Paradis del Diaol"
Patrizia Laquidara: "Funambola"
Cristina Donà: "La quinta stagione"
Mattia Donna: "Sul fianco della strada"
Simone Cristicchi: "Dall'altra parte del cancello"
Rudy Marra: "Sono un genio ma non lo dimostro"
Eugenio Bennato: "Sponda sud"
Tetes de Bois: "Avanti Pop"
Mauro Ermanno Giovanardi: "Cuore a nudo"
Piccola Bottega Baltazar: "Il disco dei miracoli"
Alessio Lega: "Sotto il pavé la spiaggia"
Leandro Barsotti: "Il jazz nel burrone"
Avion Travel: "Danson Metropoli"
Priska: "Le fureur du Papavoine"
Lucia Lombardo: "Il passo dei lupi"
Ma'aria: "Sugnari"

Film
"Come l'ombra" di Marina Spada

Libri
"Sgt Pepper la vera storia" di Bertoncelli e Zanetti

Luca Barbarossa:" Via delle storie infinite"
È un disco di sano artigianato, dove le canzoni sono tutte suonate e da musicisti veri, un disco che suona acustico e gentile e dotato di guizzi in grado di interessare anche l’ascolto più distratto. D'altra parte cosa ci si può aspettare da un musicista nato al suono della west coast, che ama i suoni "biologici" e l'approccio gentile? Un disco che non dovreste mancare di ascoltare.(segue)
Vasco Rossi: "Il mondo che vorrei"
E' evidente che il Vasco degli esordi era un altra cosa, ma gli esordi sono passati (e anche da tanto) i tempi sono cambiati (e pure di parecchio) e il Vasco (miliardo più miliardo meno) è quasi sempre lo stesso. Una sorta di assicurazione contro l'invecchiamento. Quelle sane buone e vecchie cose di un tempo che ritornano anno dopo anno. Come il Natale.
Sulutumana:"Arimo"
Un pianoforte, un violino, un contrabbasso, una voce. Una musica che sembra venire da lontano, dalle sponde del lago, da quella cucina con l'acqua sul fuoco, dove la radio a valvole irradia melodie per l'aria. Che non si spegneranno presto. Musica per giorni di pioggia. Se non fate attenzione potrebbe farvi scivolare via sulle onde dei rigagnoli.
Riccardo Tesi: "Presente remoto"
Più che un disco, un happening. Un gioco di specchi tra passato da rievocare, il presente che è frutto di quel cammino e il futuro, che sarà figlio di tutto quel che si è costruito sinora. Un gioco di piani temporali scoperto fin dal titolo del disco. Un album che ha nella varietà la sua dote principale, perché vario e pieno di incontri importanti è stato il percorso del suo autore e protagonista.
Massimiliano Larocca: "La breve estate"
Sotto questo bel titolo letterario, che ricorda da vicino Cesare Pavese, Massimilano Larocca allinea una serie di ballate dal profondo profumo americano. Un disco con ospiti eccellenti per far sognare che tra cielo di Toscana e cieli del Messico non passino che poche note di chitarra. L'abuso di rime non limita il piacere di un album che girerà a lungo sul lettore. Imperdibile.
I Luf: "So nahit in Val Camonega"
Dodici brani in dialetto camuno per i Luf. Sono 50 minuti di emozioni, di danze, di attimi per pensare, di impegno politico e sociale, di attenzione per le piccole cose del mondo. Vogliamo farci male? Continuiamo a ignorare che in Italia ci siano gruppi che fanno seria e autentica musica popolare! In caso contrario ascoltiamo e facciamo ascoltare i Luf: una boccata d'aria fresca.
Caparezza: "Le dimensioni del mio caos"
Michele Salvemini inventa il "fonoromanzo" e vince la sua sfida. Un album che va oltre il concept e che mira all'opera rock. Una ricca trama che si richiama al sessantotto per virare sulla critica puntuale dell'attuale, in un tripudio di giochi di parole (tra cui quello del titolo) e di stili musicali che ri rincorrono. Con una risata vi seppellirà.
Carlo Muratori: "La padrona del giardino"
Un'opera mediterranea, di pietre e di calcina, di olive e di braci, di vento e di sole. "La padrona del giardino" è un album all'aria aperta, che si porta dentro, nel bene e nel male, le luci e le ombre che dall'aranceto di Muratori in Sicilia si allungano sul mondo.
Eugenio Bennato: "Grande sud"
Un mix adeguato di passato prossimo e remoto e novità, confluite in un disco che suona comunque unitario.La dignità dei dischi di Eugenio Bennato si respira da lontano, dalla copertina austera, alle scelte senza compromesso, alla personalità verticale che emerge dalle storie raccontare e dal modo scelto per cantarle.
Cristina Donà: "Piccola faccia"
Cristina Donà cerca l'essenziale e lo trova. Un disco minimo più che minimalista: un lavoro da camera, ma che la camera la riempie benissimo, di buoni suoni e buone parole. Gran merito al lavoro chitarristico di Francesco Garolfi. Altrettanto al produttore Peter Walsh. E la maggior parte del merito al coraggio di Cristina e di quella "riconoscibilità pulita".  
OfflagaDiscoPax: "Bachelite"
Sono altri nove racconti che si dipanano su un tappeto di elettronica assortita, con pochissimi altri strumenti, e che narrano la vita in provincia, ora e qualche anno fa, in Emilia (rossa), ma anche in ogni altro dove. Max Collini ha la struttura del romanziere, anche se preferisce, per ora, limitarsi ai racconti.
Patty Pravo: "Spero ti piaccia ... pour toi"
E' l'ultimo album di Patty Pravo, un omaggio sentito e sincero nei confronti di Dalida, ripercorrendo alcuni dei classici senza tempo della cantante italo-egiziana. Pattry Pravo ha il merito principale di non rifare Dalida, ma di fornire una propria versione di quelle canzoni. Non sono le stesse. Sono altre, come altra è l'artista.
Ligabue: "Primo tempo"
E' il miglior Ligabue degli ultimi dieci anni. Per forza! E' il Ligabue di dieci anni fa! La ricetta è presto fatta. Prendi un artista sulla cresta dell'onda, fagli incidere un album retrospettivo che racconti tutta la sua storia in musica. E faglielo dividere in due parti: dalle origini al 1995 e dal '95 a oggi. Il risultato è una bellissima operazione, commerciale quanto si vuole, ma destinata restare.


La fontana e la domenica
di Massimo Bubola

Ti ho incontrata una mattina
mentre andavi alla fontana
con il vento che girava a tramontana.
Il mio cuore è andato a pezzi
come un calice di ghiaccio
che si stacca e cade giù da una grondaia.

Dimmi se ti posso dire,
se ti posso accompagnare,
la tua cesta di lenzuola da portare.

E se posso poi sperare
di vederti sola sola
senza gli occhi di tua madre sulla schiena.

Ma il lunedì ho da pulire
martedì devo cucire
mercoledì ho tre fratelli d'accudire
giovedì ho da lavare
venerdì devo stirare
mentre sabato ho i capelli da tagliare

E la domenica, domenica
la domenica mi devo riposare.
E la domenica, domenica
la domenica mi devo riposare.

Alla messa in terza fila
dalla parte delle donne
c'era un angelo con le ali e con le gonne.

Di profilo la vedevo
che cantava sotto il velo
non riuscivo più a seguire né a pregare.

Dimmi se ti posso dire,
se ti posso accompagnare
verso casa in bicicletta lungo il fiume.

E se posso poi sperare
di poterti rivedere
in un posto che si possa ragionare.


Ma il lunedì ho da pulire
martedì devo cucire
mercoledì ho tre fratelli d'accudire
giovedì ho da lavare
venerdì devo stirare
mentre sabato ho i capelli da tagliare.

E la domenica, domenica
la domenica mi devo riposare.
E la domenica, domenica
la domenica mi devo riposare.

Ti ho incontrata una mattina
mentre andavi alla fontana
con il vento che girava a tramontana.

I capelli color rame
i tuoi occhi fiordalisi
e la bocca da Madonna dei Ciliegi.

Ma il lunedì ho da pulire
martedì devo cucire
mercoledì ho tre fratelli d'accudire
giovedì ho da lavare
venerdì devo stirare
mentre sabato ho i capelli da tagliare.

E la domenica, domenica
la domenica mi devo maritare.
E poi domenica, domenica
poi domenica mi devo maritare.