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Le
BiELLE RECENSIONI |
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| Modena
City Ramblers: sì, ce n'è bisogno! |
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| "Viva
la vida, muera la muerte!" e il ritorno a casa “Ebano” è un gioiellino acustico di grande intensità che percorre sentieri affini a quelli della “Princesa” deandreiana (ma, come vedremo, non è l’unico aggancio con Fabrizio), “Stella sul mare” e “Lontano” si collocano sulle onde di una meravigliosa deriva melodica, formando un trittico centrale nel disco (sono la sesta, la settima e l’ottava canzone) di pura oasi e godimento da sensi rilassati, ma, a essere sinceri, il tono del disco non sale quasi mai ai colori accesi, se togliamo i due brani iniziali, “Mira Nino” e “I cento passi”. Ma il bello del disco è che non arrivano mai gli attesi punti deboli. Se “Viva la vida” può essere un po’ come ce la si aspetta e “El presidente” è un motivetto allegro che diverte perché prende per il culo Berlusconi, già con “Ramblers Blues” il tono generale si fa più pensoso, più riflessivo: “C’è bisogno di aguzzare la vista/ per capire chi sono gli amici /bisognerebbe restare svegli / per scoprire tutti i nemici / ci vorrebbe un paio di scarpe nuove / per partire, scappare lontano / … / Non c’è bisogno di una foto ingiallita / per vedere quanto siamo cambiati / Bisognerebbe fermarsi in tempo / non aver fretta, ma rallentare”. E forse questa potrebbe essere letta un po’ come la poetica del disco. Un disco del ripensamento, del ritorno a casa, dopo le scorribande nei vari sud del mondo, come stanno a testimoniare oltre al blues del Ramblers, anche le tre-canzoni-tre in dialetto emiliano e la riscoperta di un “mantra delle radici” come “Il testamento di Tito” (ecco l’altro legame con De André). Tutto il disco, dalla copertina in poi, dal libretto alle singole canzoni, ha un odore e un colore autunnale, ma non un autunno triste: una stagione calda, fatta di fuoco e castagne, di sentimenti profondi e di ideali giusti. Un clima che mi ricorda quello che si respira nei libri di Valerio Varesi come “Il fiume delle Nebbie”, ambientato a Parma, da Modena distanza in chilometri pochina.. E una delle canzoni di questo cd dei MCR è proprio “Al fiomm” (Il fiume): “Questa è la nostra terra/ o quello che ne è rimasto / Il fiume nella pianura / Mi raccomando, abbiatene cura / L’acqua che passa lenta / e porta via i pensieri / I coppi di terracotta / che diventano paese / Gli argini bagnati nella stagione del freddo / si seccano d’estate col sole”. “Riportando tutto a casa” si intitolava il primo e ormai mitico disco dei Modena, ma “riportando tutta a casa” potrebbe anche essere la sigla sotto questo nuovo lavoro. Ricco di spezie raccolte nei viaggi, ma zeppo di storia della provincia padana: un disco buono e che sa di buono. E per restare nel campo della bontà per ogni disco venduto i Modena devolveranno un euro ai progetti di solidarietà della campagna “Acqua per la pace”. “C’è bisogno di stare attenti / nell’osservare
la nostra storia / guardarsi indietro e poi capire / che c’è
bisogno di più memoria / Ci vorrebbe una muta di corde nuove /
per suonare sempre scordati / c’è bisogno di nuove canzoni
/ con parole per sognare più forte / bisognerebbe fare sogni grandiosi
/ oltre la noia e le nevrosi / Avere cura, aver pazienza / di tutta quanta
l’intelligenza / si c’è bisogno / c’è
bisogno! Sì, c’è bisogno!” (Ramblers blues).
Eccome se ce n’è bisogno! Modena
City Ramblers |
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aggiornamento: 28-01-2004 |
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