|
|
Le
BiELLE RECENSIONI |
|||
| Lorenzo
Riccardi:
"Tra fiamma e candela" |
|||
| Sogni
e visioni tra cultura rock e amore per le parole Già Premio Città di Recanati, Riccardi conferma con questo Cd di avere tutte le carte in regola e di meritare più attenzione dal pubblico. Alla base del suo lavoro c’è una solida cultura rock accompagnata da un amore per le parole, amore probabilmente nato dall’aver letto molto ed aver ascoltato i testi di tante buone canzoni. E così ecco Pettirosso, con i suoi riferimenti a De André e a Maggiani e L’angelo della palude, che ricalca quell’oscuro Swamp Angel di Melville. Per quanto riguarda la parte musicale, Lorenzo continua sulla strada aperta da Bob Dylan, ma lì non si ferma, spingendosi al largo verso un rock con contaminazioni etnofolk e strizzando l'occhio al sudamerica con un riadattamento di Cielito Lindo. Il tappeto sonoro è ben intrecciato e anche il missaggio è molto curato – è realizzato alle Officine Meccaniche, e si sente. I testi sono interessanti, a volte sconfinano nel visionario e nel surreale, e mescolano frammenti autobiografici a spezzoni di sociale, uscendo con una lettura del mondo personale, ironica e disincantata.
“Tentenna la sveglia, il sogno s’imbroglia/ ti siedi e disimballi
il giornale./ la prima impressione di bassa tensione/ si attenua all’inserto
speciale. /C’è la mano di un nano un morto nell’orto/
e una tibia sepolta in cantina. /E nessuno si è accorto che il
cianuro era aperto/ sul Danubio di prima mattina”. E ancora “E
tu che passi sotto il cielo terso/su questo mare di nessuno/ e cerchi
l’orizzonte perso/ tra le nuvole di fumo/ascolta il vento occidentale
sta spingendo via il levante per ogni notte carica di sogni una barca
carica di gente”. Lorenzo
Riccardi : "Tra fiamma e candela" |
|||
| Vai alla pagina di Lorenzo Riccardi | |||
Ultimo
aggiornamento: 20-01-2004 |
|||