|
|
Le
BiELLE RECENSIONI |
|||
| Carlo
Fava: da Gaber in poi |
|||
| "Sono
un bambino da pollaio e ho ricordi da fienile" "Sono
un bambino da pollaio e ho ricordi da fienile, / ingabbiato e felice,
gioco al centro del cortile. / La mia memoria e' una cantilena, "Il
nostro amore portiamolo fuori, Eccolo! E' li'. Al centro del palco che palco non e'. Meglio, un'arena, di legno e moquette. Non di sabbia e di sassi. Ma sarebbero stati bene, i sassi. E la sabbia. Ma anche il legno. Senno' non si sarebbero sentiti i passi nel buio. E' li': davanti a un microfono. Dietro di lui batteria, chitarra, basso, pianoforte (si aggiungeranno dei fiati). Di fianco una pianola. Vestito di nero. Di aspetto normale. Chissa' chi e'? Chissa che ci tira fuori? "Mi ricordo
del tempo in cui Cono di luce. Inizia a parlare: "Sono curioso". E inizia una lunga e strana storia, dove sono coinvolti Cesare Lombroso e Andre' Gide, Michel Foucault e Adriano Celentano e che richiama, stranamente, le atmosfere delle "Murder Ballads" di Nick Cave. "Personaggi criminali è uno spettacolo imprevedibile, di difficile definizione, un originale e curioso insieme di teatro canzone e canzone d'autore, un racconto di follie, devianze disagi e amori. Narratore è uno psichiatra dai cui ricordi, che fanno da trait d'union a tutto lo spettacolo, emergono via via le voci dei personaggi che narrano in prima persona la loro storia. A una prima parte in cui si susseguono i racconti e le confessioni di assassini per caso ... "Il Verzieni
entra nella stanza ... segue una seconda parte dove si alternano storie diverse ma legate tra loro da disagio. e nostalgia: così incontriamo "un tuffatore" metafora di quello che abbiamo disimparato a fare, "un mnemonista" condannato da una memoria prodigiosa a non dimenticare niente, e ancora storie di amori in debito di felicità. "Il rumore,
il rumore del mio pianto, "Ideato e scritto da Carlo Fava e Gianluca Martinelli lo spettacolo si avvale della presenza sul palco di una band di straordinari musicisti che, sotto la raffinata regia musicale di Beppe Quirici, permettono a Carlo Fava di muoversi tra vari generi musicali in territori originali e nuovi". Ma non e' pubblicita'.
L'omino al centro del palco canta, parla, recita e si muove (balla?),
canta canzoni di Celentano e canzoni sue. Tira fuori una voce, una grande
voce. Una voce alla Tim Buckley, in grado di muoversi tra bassi profondi
e "falsetti d'autore". Una voce che puo' svisare dai toni nasali
alla Battiato, alla cantilena di un Umberto Bindi anni'50 o di un Luigi
Tenco alle prime armi (soprattutto negli "a solo" al piano),
ricordare la grinta del miglior Renato Zero (o della Berte', per intenderci),
la profondita' di un Fossati o di un Conte, l'incoscienza di un Capossela
o appoggiarsi ai sogni di chansonnier di un Leo Ferre'. E intanto recita.
E tiene il palco con spavalderia l'omino nero. Non un ragazzino. Carlo
Fava |
|||
Ultimo
aggiornamento: 16-02-2001 |
|||