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Le BiELLE RECENSIONI
 
Luigi Grechi: Pastore di Nuvole

Cieli a pecorelle tra l'Umbria e il West
di Giorgio Maimone

Un solido, sano disco di country. Potrebbe essere stato registrato a Nashville e invece viene da vicino Perugia, zona di scorribande dei fratelli De Gregori, uno dei quali, in arte Grechi, è il titolare di quest'album a stelle e strisce fin nell'anima, ma più che altro "a deserti e cowboys".

Il fratellino scrisse "I cowboys vanno a cavallo/ nell'Arizona dei nostri cuori" e il fratellone invece il cowboy lo fa e da tempo. Cappellaccio Stetson in testa, cravatta a cordino di cuoio, immancabili stivali, Luigi Grechi percorre l'Arizona dei nostri cuori donandoci esattamente il fondale sonoro ideale per i film western che non si girano più.

E questa volta l'obiettivo è centrato in pieno, con una carica e un'energia che non gli si riconosceva più da molto tempo. Per tutti gli anni '90, tranne il colpo de "Il bandito e il campione", che però è stato fatto sostanzialmente dal fratello, Luigi Grechi non era più riuscito a issarsi stabilmente su quel livello di qualità che i lavori precedenti avevano lasciato intendere e che, ancora qua e là, emergeva dai suoi lavori intermedi.

"Pastore di nuvole" parte invece con il piede giusto e non lo alza più dall'acceleratore che ci proietta sulle assolate strade bianche per cui Grechi ci conduce e su cui noi ci facciamo più che volentieri portare.

Sono 10 canzoni, 9 nuove più la ripresa di "Supergatto", un brano originariamente inserito in "Dromomania" del 1987. Il problema è che molte canzoni sembrano cover di noti motivi americani, ma se poi si leggono i credits vi si trova solo il nome dello stesso Grechi e la cover è una sola: "What do you want" di Tom Russell. Chiude l'unica canzone a quattro mani: "Pastore di nuvole" scritta con Guido Guglielminetti.

E qui sta la seconda buona novità proposta dal disco. La sezione ritmica Guglielminetti/Rivagli, ereditata dal fratellino di "Amore nel pomeriggio" è un treno che non conosce sbandamenti, così come ottimi sono gli interventi di Paolo Giovenchi alle chitarre e Daiana Scapichetti alla fisarmonica e armonica.

Guglielminetti regge con maestria il bastone di produttore e infiora il disco dei pregiati interventi di Francesco De Gregori, armonica in "Ma che vuoi da me" e clavietta nella bellissima "Venti gradi sotto zero" che ha tutta il passo di una canzone popolare italiana, ma che nei crediti risulta invece del solito Grechi. Su "Pastore di nuvole", altra canzone clou del disco, compaiono anche Greg Cohen al basso e Alessandro Arianti al pianoforte.

Insomma, un disco non lungo (40 minuti e pochi) che si beve di un fiato, ma che non stanca neanche a lungo andare. Un ritorno gradito, un piacere intenso e una manciata di ottime canzoni con "Venti gradi sotto zero" (dal bizzarro incipit in dialetto veneto) e "Pastore di nuvole", con la sua lunga coda strumentale, sopra tutte. Ps: nonostante sia un disco Sony (come il fratello) costa poco: 15 euro. Ben spesi.

Luigi Grechi
Pastore di nuvole

Sony, 2003
Nei negozi di dischi

   
Ultimo aggiornamento: 05-05-2003
 
   
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