Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.


Scarica le canzoni per la pace
 














 
Le BiELLE RECENSIONI
 
Fabrizio De André: Mille papaveri rossi

All'improvviso, un'estate, De André
di Giorgio Maimone

All'improvviso, un'estate, l'Italia riscoprì Fabrizio De André. E questa volta senza nessuna ricorrenza in ballo. La pubblicistica su Fabrizio De André, tra dischi, libri, tributi vari, manifestazione in onore, subisce poche pause. Quest'estate però, nel giro di poco più di un mese sono usciti tre lavori in grado di ricordarlo. Primo tra tutti il Dvd+libretto "Ma la divisa di un altro colore", realizzato dalla rivista anarchica "A", che raccoglie il documentario Faber (56'), di Bruno Bigoni e Romano Giuffrida e due interpretazioni originali ed efficaci di Moni Ovadia e Lella Costa, assieme a Mauro Pagani. Il secondo omaggio è "Non più i cadaveri dei soldati", un Cd- tributo al De André, pubblicato da "il Mucchio", e allegato al "Mucchio Extra" dell'estate 2003, a cui hanno partecipato alcuni tra gli artisti più interessanti del panorama musicale indipendente italiano, dagli Afterhours agli Yo-Yo Mundi passando per Gang e Claudio Lolli. Terza delle iniziative, uscita quasi per caso in contemporanea alle altre due - la pubblicazione era infatti prevista per il 1° maggio, ma è stata ritardata da una serie quasi infinita di problemi - è un altro Cd-tributo dal titolo "Mille papaveri rossi", un'iniziativa a sostegno di A/Rivista Anarchica curata ed organizzata da Marco Pandin.

Si tratta di un Cd doppio che raccoglie contributi di musicisti estranei e/o marginali rispetto al mercato discografico, dai Mercanti di Liquore a La Rosa tatuata, da Alessio Lega a Stefano Giaccone, da Andrea Parodi a Franco Fabbri.

Così recita la presentazione: "Qui trovate le canzoni di Fabrizio de Andrè così come le vediamo noi, i musicisti col nome piccolo piccolo oppure senza nome. Se le nostre chitarre sono suonate male, non importa: a tanti di noi manca la scuola, ma non il cuore. Se la nostra voce è sporca, non importa: è quella che abbiamo, non l'abbiamo educata né nascosta sotto cosmetici elettronici".

"Queste voci sono i mille papaveri rossi che abbiamo da offrire: fiori fragili, impossibili a nascondere in mezzo al grano, i petali pronti a volare via appena s'alza il vento, visibilissimi e sempre presenti ad ogni appuntamento che danno le rondini e il maggio".

Che dire? Iniziative simili non si prestano granché a un esame critico. L’importante, forse, è che ci sia chi ha voglia ancora di raccogliere materiale su De André e chi ha sempre voglia, anche tra i suoi “colleghi” di cantarne le canzoni, in modo da non fare mai tacere una delle voci più importanti del secolo ormai morto. Ma c’è poi chi questi dischi li va a comprare e spende amati soldini (o meglio li investe) per cercare qualcosa da ascoltare. Il dovere critico spinge allora a mettere in guardia da questi Cd, perché la delusione è dietro l’angolo. In alcuni casi siamo alla parodia, purtroppo involontaria. In altri casi a un fraintendimento totale del messaggio di Fabrizio e, nella maggioranza dei casi, siamo all’inutilità più spinta: brani che nulla aggiungono alla fama o alla possibilità interpretativa di un De André che anzi, semmai, ne esce sminuito.

Ogni tanto, in questo mare magno si affaccia qualche perla, ma non può essere un valore assoluto. Da una piccola indagine condotta sul campo (sulla ML Fabrizio o su Bielle) non c’è un ascoltatore che la pensi come l’altro. Chi ama Lalli e chi la detesta, chi non sopporta gli Afterhours e chi trova la Canzone di Marinella svecchiata e più ascoltabile. Chi, in linea di massima, propende per la trasgressione, ossia rifare De Andrè secondo i propri canoni di espressione consueta e chi cerca di proporlo pari pari. Fino ad arrivare ai Gang e ad Andrea Parodi che celebrano Fabrizio cantando separatamente due cover che lui ha tratto da Cohen (Giovanna d’arco e Suzanne), scelta quantomeno bizzarra, ma canzoni ascoltabili.

Tra i due dischi, quello di Marco Pandin e di A/rivista anarchica è il più interessante, soprattutto per il contributo di un pugno di artisti friulani (zona in cui il disco è stato assemblato) che provano a dare una chiave di lettura personale: gli Flk su tutti con una straniante Kohorakanè in friulano o Lino Straulino che rifà nella sua lingua (ma modificando anche il tema musicale) Verranno a chiederti del nostro amore. C’è poi da aggiungere una convincente Un giudice del per me sconosciuto Mideando String Quartet, di grosso fascino, trasformato quasi in un brano dixieland e una vibrante Canzone del Maggio di Alberto Cesa e Cantovivo. Interessanti anche gli Arbe Garbe, gli Ensemble Laborintus e L’Estorio Drolo. In totale 37 canzoni per due ore e mezzo di musica di cui solo due ripetute (Pescatore e Canzone del maggio) per fornire un’ampia panoramica del lavoro di Faber. Completamente trascurato il De André degregoriano, poco frequentato il buboliano, saccheggiato Creuza de Ma (4 brani).

Il disco del Mucchio invece allinea 18 brani in un solo cd, oltre 80 minuti di musica, di cui solo la canzone dei Gang e quella di Lalli (Ave Maria), sono presenti anche negli altri cd. Gli intrecci tra i due lavori però non si fermano qui: Gatto Ciliegia è presente in tutti e due i dischi (Ho visto Nina volare su Mille papaveri rossi e Nell’acqua della chiara fontana sul cd del Mucchio), ma Ho visto Nina sul cd del Mucchio la canta Marco Parente. I Mercanti di Liquore hanno a loro volta due presenze: Bocca di rosa di Mille papaveri e Canzone per l’estate sul Mucchio (meglio la prima). Creuza de Ma è cantata dai Marmaja su Mille papaveri (ahi ahi, che errore cantare in genovese!) e dagli Yo Yo Mundi sul Mucchio (meglio, ma col genovese non ci siamo neanche qui). Claudio Lolli, peraltro, fa Claudio Lolli su “Via del campo” anzi su “Ah, via del campo” come canta lui sul cd del Mucchio. Accanto a Lolli, alla chitarra Paolo Capodacqua che sull’altro lavoro presenta due canzoni a nome proprio le convincenti Morire per delle idee e Un malato di cuore.

"Ma la divisa di un altro colore" è invece un’opera multimediale che ricorda le forti convinzioni antimilitariste di De André. Il dvd si apre con il documentario "Faber", realizzato dai registi Bruno Bigoni e Romano Giuffrida nel 1999.

Nel mediometraggio, girato in Sardegna, a Genova e a Milano (i tre luoghi principali di De André), sono intervistati una quindicina di amici non famosi del cantautore, dal prete che fece da tramite durante il rapimento al rom che lo aiutò per realizzare la canzone "Khorakhane". Fanno da colonna sonora le sue canzoni.

Accanto a Faber, i già ricordati tributi di.Moni Ovadia, accompagnandosi alla chitarra, interpreta La guerra di Piero e di Lella Costa che interpreta Girotondo, accompagnata da Mauro Pagani al flauto traverso, da due chitarristi e da un coro di voci bianche composto da 18 bambine.

Più corposo il libretto che contiene, tra le altre cose, il diario della realizzazione di Faber di Bigoni, un'intervista rilasciata nel 1991 da De André a un periodico antimilitarista e un saggio comparativo dei testi antimilitaristi di Leonard Cohen e del cantautore.

Metà dell'utile di "Ma la divisa di un altro colore" - che dopo il dossier "Signora libertà, signorina anarchia", e il Cd+libretto "ed avevamo gli occhi troppo belli", completa la trilogia dedicata da "A" al cantautore genovese - sarà devoluto al Centro chirurgico di Goderich, in Sierra Leone, che fa capo a Emergency.

Mille Papaveri Rossi
A/Rivista anarchica

"Non più i cadaveri dei soldati" - tributo a De André
Supplemento al Mucchio Extra estate 2003

“Ma la divisa di un altro colore” (Dvd+libretto)
A/Rivista anarchica

Come procurarsi i materiali in qusstione? Per ottenere una copia di Mille papaveri rossi è sufficiente versare – tramite bonifico bancario o versamento su c/c postale- una sottoscrizione di almeno 15 € (spese postali incluse) a favore di A/Rivista Anarchica Per i dati : e-mail: arivista@tin.it • sito web: www.anarca-bolo.ch/a-rivista . E gli stessi dati valgono anche per "Ma la divisa di un altro colore".

Per il cd del Mucchio Extra l'unica è chiderlo a loro con l'arretrato della rivista.

       
   
Ultimo aggiornamento: 09-01-2004
 
   
Archivio recensioni
 

HOME