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Le BiELLE RECENSIONI
 
Fiorella Mannoia: "Concerti"

Il nuovo miracolo di Nostra Signora dei Cantautori
di Leon Ravasi

Non è solo un disco dal vivo. E’ a tutti gli effetti il nuovo disco di Fiorella Mannoia. Che poi sia registrato dal vivo è quasi secondario. Così pure come il fatto che venga dopo un altro disco dal vivo a distanza di un solo anno (“In tour”, il doppio con De Gregori, Ron e Pino Daniele). E’ completamente diverso il clima e anche, diciamolo, il risultato. “Concerti” è un lavoro di gran classe che allinea sul piatto (o meglio sul palco) 23 canzoni per un totale di poco meno di due ore di musica tutta da vedere. Non a caso di Concerti sarà messo in vendita tra poco anche l’apposito Dvd, anticipato dalle belle foto di Fiorella disponibili nel booklet senza parole all’interno della copertina.

Il parco-autori mobilitato, come sempre per Nostra Signora dei Cantautori è di prima scelta: Caetano Veloso, Ivano Fossati, Paolo Conte, Francesco De Gregari, Enrico Ruggeri, Manu Chao, Ligabue, Pino Daniele, Dalla, Ron, Bob Marley e il consueto Pietro Fabrizi che, per non essere un cantautore, ne veste spesso adeguatamente i panni.

Ma l’interesse maggiore è data dal numero di brani che Fiorella canta per la prima volta e che può fare affermare che, a tutti gli effetti, questo sia il suo nuovo disco: salvo errori sono 13 i brani che non compaiono in nessun altro cd di Nostra Signora vestita di rosso a miracol mostrare.

La “fetta maggiore” spetta a Ivano Fossati (4 brani e mezzo, tra cui le inedite per Fiorella “Mio fratello che guardi il mondo” “Panama” e “Buontempo”) e Paolo Conte (3 canzoni con 2 pezzi mai ascoltati dalla “roscia”: “Boogie” e “Messico e nuvole”). Ed è proprio nelle canzoni di Paolo Conte che Fiorella convince come non era riuscita a fare il precedenza con “Come mi vuoi” presente su “Fragile” e anche su “Concerti”, ma in una versione un po’ più sanguigna. Boogie viene quasi fusa con “Moi, mon ame et ma conscience” dei Paris Combo con cui si apre il concerto e Fiorella tira fuori la frusta per domare una canzone brusca, ispida e poco mansueta che “Nostra Signora dei Cantautori” trasforma in un pezzo di teatro per mattatrice e voce. Mentre “Messico e nuvole” viene dilatata nel tempo e nella cadenza per dare conto dell’indolenza che si impossessa del set di un film western girato in Messico a mezzogiorno di Ferragosto. L’arrangiamento dei fiati vagamente “Mariachi” che Piero Fabrizi ha scelto per l’occasione è perfetto.

Dovessi proprio scegliere la mia preferenza andrebbe tutta al primo disco dei due di “Concerti”, per la presenza dei tre pezzi di Conte, per i due di Paris Combo e per Buontempo e Panama, ma soprattutto per la mancanza di punti deboli. Il secondo cd è peraltro interessante, ma fa un po’ troppo greatest hits e soprattutto manca di brani decisamente sopra la media. Ma in realtà scegliere non si deve (i dischi sono venduti insieme ed indissolubili). Vorrà dire che il primo sarà solo soggetto a più usura da lettore.

Ho già detto quanto è bella Fiorella nel booklet interno? Amo appassionatamente Fiorella da tempo, la ritengo dotata di una personalità magnetica che trascende il palco, ma nelle foto di scena (di Giovanni Canitano, lode a lui) e nei magnifici abiti di Romeo Gigli la bellezza di Fiorella tracima, evade dalla carta ed entra nella vita. Degna cornice per una sontuosa messa in scena di “canzoni in abito lungo, canzoni da sera”.

Fiorella Mannoia
"Concerti'"
Sonymusic - 2004
Disco doppio
In tutti i negozi di dischi

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Ultimo aggiornamento: 03-02-2004
 
   
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