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Le BiELLE RECENSIONI
 
Avion Travel: Poco mossi gli altri bacini

di Giorgio Maimone


Non riuscivo a capire cosa non mi piacesse negli Avion Travel. In fin dei conti il loro tipo di musica, acustica con reminiscenze classiche, a me piace, la chitarra di Fausto Mesolella disegna arabeschi con cui, in linea di principio, è difficile non essere d'accordo. Pure col progetto Avion in generale mi trovo abbastanza d'accordo: rivisitare la musica "Bassa", utilizzando alcuni degli stilemi della musica "Alta". E così di volta in volta si fanno rivivere con assoluta civiltà "Storia d'amore" di Celentano, "Ma che freddo fa" di Nada, "Insieme a te non ci sto più" della Caselli" e altro. E allora? Cosa non funziona? La voce! La tanto decantata voce teatrale di Peppe Servillo io non la posso soffrire!

Sono più di vent'anni che ascoltiamo questo manierato modo di proporre la canzone, da fine dicitore, da Odoardo Spadaro del nostro tempo. Le prime volte si plaudiva alla teatralità, all'innovazione di chi portava elementi di teatro in mezzo alla musica d'autore (dimenticando peraltro l'esistenza di un grande come Domenico Modugno che l’aveva già fatto molto prima). Dopo vent'anni della stessa solfa, il modo di porgere il cantato di Peppe Servillo non può risultare altro che quello che è: puro manierismo, inutile e sterile forma, insincero e non vissuto. Se dalla canzone si cerca vita, si cerca anima, si cercano corde strappate e brandelli di emozioni, ecco allora bisogna rifuggire dagli Avion Travel. Che fanno tutto per benino, beninteso!

Così tanto per benino da poter vincere anche i festival di Sanremo, accontentando tutti. Ecco, quello che sento sotto gli Avion Travel è una tremenda puzza di bluff. E l'ultimo disco lo conferma. Canzoni nuove in questo "Poco mossi gli altri bacini" (bel titolo), e tutto funziona bene finché non esce la voce finta di Servillo. Dio Santo non si può cantare allo stesso modo "Ma che freddo fa" e "Hanno ammazzato compare Turiddu"! Se proprio si vuole fare teatro bisogna ricordarsi che esistono scalettature tra le emozioni. Pigiare sempre il pedale sul massimo annulla il sentire. Poi, all'improvviso, mentre il disco si avvia alla conclusione, il miracolo. L'emozione entra a piene mani, il livello sale, sale, sale con una progressione vertiginosa. Dalle prime note si riconosce già il capolavoro: è "Insieme a te non ci sto più" di Paolo Conte. Ma gli Avion l'hanno già fatta in una versione "media" in "Storie d'amore" nel 2000. Questa volta c'è di più. C'è la "voce"! Non di Servillo. Di Caterina Caselli. E si capisce di colpo cosa può fare una grande voce, una grande interprete. Da sentire ad esaurimento. Per il resto … c'è Servillo. Non per niente il secondo momento più alto del disco è il duetto con Elisa in "Vivere forte". Belli gli arrangiamenti di Pasquale Minieri.

Piccola orchestra Avion Travel
Poco mossi gli altri bacini

Sugarmusic, 2003
Nei negozi di dischi

   
Ultimo aggiornamento: 05-05-2003
 
   
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