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Le
BiELLE RECENSIONI |
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Yo Mundi: "54" |
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un libro, ma suona e sembra un film. Ora la domanda che mi si pone è: sono geniali loro o il libro era già così bello e pronto all’uso che bastavano solo pochi tocchi di musica per arrivare a segno? Da qui la necessità di comprarsi il libro. Ma la domanda è ancora una volta retorica. Gli Yo Yo Mundi avevano già dimostrato con la sonorizzazione di “Sciopero”, il film di Sergej Ejzenstejn cosa sono in grado di fare. E la maestria in questo caso è accentuata dalla relativa libertà di cui hanno goduto (meno vincolante un libro di un film, anche perché si lavora per piccoli estratti). “54” deve il suo nome all’anno 1954, che è il periodo in cui si svolge la vicenda, una vicenda corale, a più voci, frantumata in diversi episodi: si passa da Cary Grant (“Il sopracciglio inarcato di Cary Grant”) fino a Kruscev, fino all’arrivo della televisione in Italia (appunto nel ’54). Un romanzo strutturato e difficile da affrontare … a meno che gli stessi autori non arrivino a darti una mano. E così è stato Yo Yo Mundi e Wu Ming hanno lavorato insieme, ognuno per le proprie competenze, a selezionare il materiale, a rimontarlo in 21 quadri. Ventuno tracce sul lettore cd per un totale di 1 ora e 3 minuti di suoni e parole, che solo in alcuni casi diventano canzoni : “Non c’è nessun dopoguerra”, la finale “Tema di 54, i sogni di oggi, i sogni di ieri”, “Napoletania”. Il cd è registrato tutto il presa diretta ed esiste uno spettacolo omonimo e pare che sia di grande resa scenica, stando ai fortunati che l’hanno potuto vedere. Nello spettacolo il materiale sonoro è proposto, corredato con i lavori fotografici selezionati da Dario Berveglieri, fotografo ferrarese recentemente scomparso a soli 43 anni e a cui il disco è stato dedicato. Foto di grande valore, dei bianco e neri senza tempo, aureolati o sfumati che corredano il ricco libretto del cd e commentano il procedere dei brani. Tutte foto raccolte e selezionate da Berveglieri, tranne una: i personaggi raffigurati sono la mamma e il papà di Paolo archetti Maestri in un’immagine del 1954. La cosa strana è
che si tratta di un disco quasi interamente senza canzoni, solo musica
e testi recitati e ciononostante la voglia di continuare ad ascoltarlo
è tanta. Dal punto di vista musicale è molto Yo Yo Mundi
che, vale la pena di ricordare sono (e suonano) Paolo Enrico Archetti
Maestri (chitarra e voce), Eugenio Merito (batteria), Fabio Martino (fisarmonica,
pianoforte, programmazioni), Andrea Cavalieri (basso, contrabbasso, voce)
e Fabrizio barale (chitarre). E mi sembra un ottimo risultato,
forse il miglior risultato che si possa ottenere con un cd. Se poi aggiungiamo
ancora che costa solo 8 euro, perché è un cd del Manifesto,
che si farà fatica a trovarlo, perché la distribuzione procede
abbastanza a singhiozzo, che si farà fatica anche a vedere lo spettacolo
perché uno spettacolo costa e non si trova quasi nessuno che voglia
assumersi il carico e il rischio, e che poi, essendo una cosa bella, non
si può sperare negli aiuti degli enti locali o statali, non resta
che comprare il cd e ascoltarselo nel pomeriggio tardi di questi giorni
che tirano allo sfumare dell’inverno immaginandosi i personaggi
e le situazioni: Angela e Pierre che ballano leggeri sul ritmo del valzer
a loro dedicato, Ettore che grida “Stella rossa vince”, Bao
Dao che riflette sul modo imperiale di accettare una sconfitta e poi Bottone,
Odoacre, gli altri del bar Aurora e perfino “Totore a’ maronna”.
E’ come un film. Solo che le immagini dovete metterle voi. Un bello
sforzo per un epoca asfittica!
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Ultimo
aggiornamento: 12-03-2004 |
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