Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.




LeBiELLE Primi Ascolti
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Archivio dischi 2008 
















Crollano Ideali, Miti,
Uomini e Torri.
Crolla il mondo
non appena ci voltiamo.
Abbiamo paura
di strade nuove
e cerchiamo noi stessi
in un'ombra
sempre più inquietante.
Siamo stanchi, provati,
ma siamo sempre qui.
Perche' una canzone,
perche' Bielle?
Perche' in una chitarra,
nelle "nostre" note,
nei versi che naufragano nel cuore
e si addormentano
nel cervello
possiamo ancora riuscire
a dare un volto
ai nostri sogni.
E Bielle vuol dire musica,
ma vuol dire soprattutto resistenza.
Resistenza ad una società
che non vogliamo accettare,
in cui non ci riconosciamo,
che viene cantata
e raccontata
da tantissime voci
semi nascoste,
deboli e oscurate,
ma pronte
a graffiare ancora,
nonostante tutto.
Claudio,
e come lui tanti altri,
ci aiuta a sopravvivere
in un mondo che ostacola
tutto ciò che non è
capitale o guerra.
Questo spazio
e' per le loro voci
e le nostre parole.
Portiamo avanti
questa stella
con la speranza che la scia
possa arrivare lontano.
Lontano da qui,
fra le nuvole e il sole,
fra le braccia di Utopia.

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Fabularasa: "En plein air"

Fabularasa è più che una promessa. Nel passaggio dal demo all'album, il gruppo pugliese conferma tutto quello di buono che aveva lasciato intuire. "En plein air" è un disco che si stacca di una spanna sul panorama degli emergenti, per i valori letterari dei testi, per la complessità delle trame musicali, per le molte letture che consente. E poi contiene "Fiorile", una canzone che è un inno alla gioia di vivere e due sentiti omaggi alla migliore tradizione cantautorale: Vecchio frac di Domenico Modugno e Giovanni telegrafista di Enzo Jannacci. Un'opera prima che è una consacrazione.(segue)


Ci sono piaciuti
AAVV:"L'accolita dei rancorosi"
Stefano Giaccone e altri:"Come un fiore"
Lautari:"Arrè"
Ratti della Sabina:"Sotto il cielo del tendone"
Gianna Nannini:"Pia, come la canto io"
Ottavo Richter:"Molly Malone's"
Morrigan's wake: "Back to Fireland"
Matteo Castellano:"Funghi velenosi"
laMalareputazione:"L'arena instabile"
Luca Lo Bianco:"La scomparsa di Majorana"
Apres la classe: "Luna Park"
Spasulati Band: "Pirati nei Mhz"
Furlan Shop Orchestra: "Banda di masnadieri"
Mario Castelnuovo: "... le ciliegie del '42"
Enrico Terragnoli Orchestra Vertical : L'anniversaire"
Monjoie: "Il bacio di Polifemo"
Antonio Mainenti: "Don Luiggi ..."
Marco Fabi: "La scelta"
Giancarlo Spadaccini: "Millemani"
Milagro Acustico: "I Storie o Cafè di lu Furestiero novo"
Fragil Vida: "E così noi"
Franchi Giorgetti Talamo: "Buongiorno felicità ..."
Daunbailò: "Daunbailò"
Harduo: "Ovest Hardita Est"
Gai Saber: "La fabrica occitana"
I Gitanes: "La catena"
I Lautari: "Anima antica"
Stefano Scala: "Unsai. Il sentiero dei bambù "
Simone Meneghello: "La canzone di settembre"
I Luf: "Fiore del Sambuco/2"

Ci sono piaciuti ... un po' meno
Antonio De Rose: "Con Grazia"
Giuliano Dottori: "Lucida"
Canzoniere delle sette lune: "Verranno donne con proteso il cuore"
I Nuovi Trovieri: "Gira ra rova"
Antonella Ruggiero: "Stralunato Recital Live"
Marlene Kuntz "S-low"
Enzo Avitabile : "Sacro Sud"
Lucilla Galeazzi : "Amore e acciaio"
Alberto Morselli: "Da un'altra parte"
Indovinatoduo: "Indovinatoduo"
Dinamo: "Profili profani"
Giancarlo Velliscig: "Obsoleti"
Silvia Dainese: "Demo 2002/2005"
Marcella Garuzzo: "Demo"

e decine di altri.
Bielle è aperta alle collaborazioni
 



Ci sono dischi, film e libri che, per un motivo o per l'altro, non dovremmo mai perdere e a volte ci passano davanti così velocemente che non ce ne ricordiamo neanche. Questa rubrica vuole porre un freno ai guasti della memoria. Secondo noi gli imperdibili del 2007 sono:
Teresa De Sio: "Sacco e fuoco"
Luigi Maieron: "Une primavere"
John De Leo: "Vago svanendo"
Gian Gilberto Monti: "Ce n'est qu'un dèbut"
Giua: "Giua"
Massimo Priviero: "Rock & poems"
Bonaveri: "Magnifico"
Gerardo Balestrieri: "I nasi buffi e la scrittura musicale"
Morgan: "Da A ad A"
Lega: "Zollette"
I luf: "Paradis del Diaol"
Patrizia Laquidara: "Funambola"
Cristina Donà: "La quinta stagione"
Mattia Donna: "Sul fianco della strada"
Simone Cristicchi: "Dall'altra parte del cancello"
Rudy Marra: "Sono un genio ma non lo dimostro"
Eugenio Bennato: "Sponda sud"
Tetes de Bois: "Avanti Pop"
Mauro Ermanno Giovanardi: "Cuore a nudo"
Piccola Bottega Baltazar: "Il disco dei miracoli"
Alessio Lega: "Sotto il pavé la spiaggia"
Leandro Barsotti: "Il jazz nel burrone"
Avion Travel: "Danson Metropoli"
Priska: "Le fureur du Papavoine"
Lucia Lombardo: "Il passo dei lupi"
Ma'aria: "Sugnari"

Film
"Come l'ombra" di Marina Spada

Libri
"Sgt Pepper la vera storia" di Bertoncelli e Zanetti

Antonio Lombardi: "L'uomo che ascolta le formiche"
Non sono canzoni popolari in senso stretto. Nel senso che sono tutte di pugno dell'autore, ma sono canzoni che parlano di campi al sole, di ciliegi, peschi, meli e neccioli, di minestroni, di reti tirate a riva. Non sprecheremo iperboli o paroloni. Non c'è il capolavoro, ma un ottimo lavoro, serio, ben suonato, scritto e cantat e vale la pena di essere ascoltato, anche per uscire dalla pigrizia dei soliti ascolti. Volete cambiare? Provate con Antonio Lombardi. (segue)
Giua: "Giua (dopo Sanremo)"
Giua a Sanremo è molto meglio del precedente Giua. Contiene le stesse canzoni, più quattro brani e tutti e quattro volano ben oltre la sufficienza. Forse Giua è ancora un po' acerba, certamente può migliorare, ma Gianluca Martinelli e Beppe Quirici accanto a lei offrono buone garanzie sul piano dei testi e della musica rispettivamente. Nella speranza che il terzo disco non si chiami "Giua di Giua" ...  
Giuseppe Righini: "Spettri sospetti"
Noir, sghembo, onirico e dai forti contenuti teatrali. Un disco che da un lato culla, dall'altro fa venire i brividi. C'è molta fantasia, molta infanzia, lo stesso clima tetro e dolce consacrato dal mondo delle favole. Un Walt Disney degli esordi, reinterpretato con la fantasia oscura di un Tim Burton. 
Scraps Orchestra: "Nero seppia"
Nel precedente disco la Scraps Orchestra aveva mostrato l’impasto biologico del talento che si conserva con le idee, senza scorciatoie issate fra i neuroni e le orecchie. In quest’ultimo, oltre a confermare il buono che già si conosceva, ha strafatto e perfino bene. Mantenendosi alla lontana dalle secche, hanno mescolato musica popolare, jazz, ballate prettamente italiane a echi dei Balcani e stratagemmi elettronici.  
Enzo Maolucci: "De-Liberata-Mente"
Un disco imperdibile, fondamentale, per la bellezza dei testi- irriverenti, dissacranti, rabbiosi, ma anche teneri e malinconici- per la voce sguaiata e incazzata di Maolucci,che sa anche cullare l’ascoltatore quando narra della felicità di esser padre. Un lavoro necessario, urgente come il rock’n’roll sa essere.  
Banda Elastica Pellizza: "La parola che consola"
Un disco o un acquarello? “La parola che consola”, esordio ufficiale su disco di Banda Elastica Pellizza è come un quadro di Folon, ironico ed etereo. I temi sono molteplici, ma il filo che lega tutto, che apre e che chiude il lavoro, è sicuramente quello del potere taumaturgico della parola. Come dice molto esplicitamente il titolo. 
Andrea Parodi: "Soldati"
Il disco, è una sorta di concept album sulla guerra e sulla lotta quotidiana per l'affermazione di sogni e passioni personali. Sedici storie scritte con grande sincerità e cura compositiva, dense di suggestioni reali e metaforiche che Parodi usa per esaltare il valore della Memoria sia come valore umano ma anche dal punto di vista storico e politico. Le storie di "Soldati" hanno una memoria profonda che viene dal passato
Ned Ludd: "Lavoro e dignità"
Lavoro e dignità, sono stati valori per i quali è stato versato molto sangue, in tanti hanno combattuto, in molti li hanno difesi strenuamente. E’ questo il tema cardine di Lavoro e Dignità, il nuovo disco dei romani Ned Ludd, ensamble musicale che ruota intorno al duo composto da Gianluca Spirito e Gianni Di Folco. Se qualcuno ha dichiarato il combat folk morto e sepolto, i Ned Ludd ci dicono che invece è vivo e vegeto 
Museo Kabikoff: "Brilliant Cagnara"
Il Museo Kabikoff fa rock. E un rock vintage privo di aggettivi. Non è alternativo, non è proto-rock, non è rock & roll e nemmeno progressive. C'è qualche spunto hard, ci sono le voci alla Robert Plant degli Zeppelin dei momenti d'oro (brava Chiara Castello, ma i cori sono a livello) e c'è tanto buon rock. Un gruppo che "pesta duro" sulla base ritmica, ma che sa anche fare musica. Cagnara di sicuro, ma anche Brilliant. Due doti da non sottovalutare. 
Ma'arìa: "Sugnari"
Il risultato è di esplosiva beltà. Sapete? Quando la bellezza vi coglie impreparati e tutti vi inonda. Quando il senso sembra solo la ricerca della malia della musica che si miscela con il piacere delle storie raccontate. Un album per sognare, facendosi trasportare sulle ali del fascino delle voci, della poesia dei testi, dei ricami chitarristici e degli inserti percussivi. Ma quanto è bella a musica popolare! Anche quando è nuova e d'autore, come in questo caso. Imperdibile.
Vincenzo Gaccione: "Chorearum"
Disco di mandolini, di mandolini e voci, acustico fino al midollo, popolare senza essere popolaresco. Abitato da una cascata di suoni argentini che si rincorrono scivolando rapidissimi dalle dita di Angelo Vincenzo Gaccione. Canzoni di grande dignità, con la schiena dritta, ottima musicalità, radici profonde nel passato e testi che non sono immemori della società e della storia
Espanta Bruixas: "Canti di fortuna"
Gli Espanta Bruixas non sono un gruppo formatosi per caso. Sono più che bravi, sanno di cosa vogliono cantare e come vogliono suonare e lo fanno nel migliore dei modi. Senza dubbio uno dei migliori dischi che abbia sentito quest'anno. E non sto parlando solo di dischi d'esordio o di "primi ascolti"! Ottima musica, lunghe fughe strumentali, testi perfetti. Un altro nome da non lasciarsi sfuggire.
Ettore Giuradei & Malacompagine: "Panciastorie"
E' una delle migliori sorprese del 2006 ed è la dimostrazione di come si possano affrontare discorsi profondi e intimamente politici, preservando sempre e comunque il piacere dell'ascolto. "Panciastorie", ossia storie di pancia, viscerali e vissute, uscirà in aprile per i tipi della Audioglobe. Rischiate anche di trovarlo in giro. Nel caso, pensateci bene prima di farvelo scappare!


Mago Tiraca
di Luigi Maieron

Vuê mi sint come un anel di frêt
atôr dal dêt come un anel di frêt
domandantmi cemôt ti intivi tal pensîr
maestri e fantasim zuet

Bortul dal Negro ostîr a Povolâr
famôs induvinacul titulâr da privativa
al puest da gjamba gjestra sfracheada fra dôs taias
‘l ti veva un palut lustri come un mani di pala
ma va là mago-tiraca gjamba-di-fau Corsaro-nero

Sot i arcs da l’ostaria
cu la sô gjamba pît di cjadrea
al profetava si proiôt ploia
al mi dôl ches dedon dal so boia
ma va là mago-tiraca gjamba-di-fau Corsaro-nero
cemôt podel un dêt fraidessût pal forest cemôt podel previodi slavins?

e vuê i sint come un anel di frêt
atôr dal dêt come un anel di fret
là che agns indevour al era il gîr da vera
là che agns indevour al era il gîr da vera
Cemôt podel un dêt fraidessût pal forest cemôt podel previodi slavins?

Cjalant atôr dal det
chel cercli nût di frêt
lu iôt vignî indevant mago tiraca
cui siei gners cerpîts e il poleâr di len
ch’a j doloravin come a un frutut
ma va là mago-tiraca gjamba-di-fau Corsaro-nero

Mago Tiracca
di Luigi Maieron

Oggi mi sento come un anello di freddo/attorno al dito come un anello di freddo/chiedendomi il perché/ mi vieni in mente/maestro e fantasma zoppo/Bortolo del Negro oste a Povolaro/famoso indovino titolare della rivendita alimentare/al posto della gamba destra maciulata tra due tronchi/aveva un paletto lustro come un manico di pala/Ma va la mago tiraca, gamba di faggio, corsaro nero./Sotto gli archi/dell’osteria/con la sua gamba piede di sedia/profetava: si prevede pioggia/mi duole questo pomicione boia/Ma va la mago tiraca, gamba di faggio, corsaro nero/Come può un dito marcito all’estero prevedere pioggia a secchi?/E oggi risento come un anello di freddo/attorno al dito come un anello di freddo/dove anni addietro c’era il giro della fede/dove anni addietro c’era il giro della fede/Come può un dito marcito all’estero prevedere pioggia a secchi?/Guardando attorno al dito quel cerchio nudo di freddo/lo vedo venire avanti zoppicando mago tiraca/con i siei nervi tagliati e l’alluce di legno/che gli facevano male come ad un bambino/Ma va la mago tiracca, gamba di faggio, corsaro nero./