Pippo Pollina

Una vita all'estero, a girovagare per l'Europa centrale, guadagnando la stima e i consensi degli addetti ai lavori, mentre in Italia il suo nome è semisconosciuto. E' questa, a grandissime linee, la storia di Pippo Pollina, cantautore palermitano residente in svizzera. “Rossocuore” è il suo settimo album, il secondo pubblicato in Italia, in cui si avvale della collaborazione di Battiato e di Nada, e ogni canzone prende spunto da un classico della letteratura internazionale come Finnegan's Wake (il singolo in programmazione in molte radio italiane) di Joyce, La Luna e i Falò di Pavese e I Fiori del Male di Baudelaire. Testi intelligenti, colti, accompagnati da una musica che lascia trasparire la lezione della tradizione cantautorale italiana (Fossati e Battiato su tutti) arricchita di suoni tipicamente europei.
Dopo aver partecipato, nel 1979, alla fondazione degli Agricantus, apprezzato gruppo che propone musica etnica africana, a metà degli anni ottanta Pippo decide di girare l'Europa: “Lasciare l'Italia per altri paesi - spiega Pollina - era una curiosità, era una mia necessità dello spirito, dell'intelletto, più che una necessità legata al mio contesto privato e sociale, che era la Sicilia, negli anni '80: un periodo difficile per Palermo, io mi occupavo di criminalità, e iniziavo a desiderare altre situazioni in cui io non dovevo continuamente esser costretto a pensare, vorrei fare questo ma non lo posso fare, vorrei avere questo ma non lo posso avere”.
Un emigrante atipico, dunque, anche perché, da artista il punto di osservazione di Pippo “è più privilegiato, nel senso che la mia esperienza di emigrante chiaramente non può essere paragonata a quella di qualsiasi altro che, per motivi di mancanza di lavoro, dal paese di provenienza decide di andare in un altro cercando di guadagnarsi da vivere così come capita”.
Inizialmente Pippo si esibisce nelle piazze e nelle strade, poi viene notato dal cantautore svizzero Linard Bardill, che lo invita a partecipare alla registrazione di un suo disco. Poco dopo vede la luce il primo album, “Aspettando che sia mattino” (1987), accolto con grande clamore dalla critica europea. Da lì a stabilirsi definitivamente in Svizzera, il passo è breve. L'Italia degli anni ottanta, specialmente per quanto riguarda l'espressione musicale, non riesce a offrire grandi occasioni a chi propone qualcosa di diverso: “La musica in centro Europa è più libera e per questo mi interessava di più, è più facile fare musica così come ti piace senza trovare quella massa di preclusioni, sia dal punto di vista strutturale che dal punto di vista delle scarse occasioni di farti conoscere. In centro Europa non è così, per cui un artista che propone un certo tipo di discorso se la può giocare, magari ti va anche male, però sei almeno invitato al gioco. In Italia, invece, non ti fanno nemmeno entrare quando sei davanti alla porta…”.
Poi arriva il 2000 e Pippo decide di affrontare il pubblico italiano: “E' arrivato il tempo di provarci - ammette Pippo - e devo dire che tra mille difficoltà sto notando che c'è comunque gente che apprezza questo disco, la mia musica, le mie canzoni a testimonianza del fatto che nonostante i grandi mezzi di comunicazione di massa tendano ad omologare il pensiero, e non soltanto quello, c'è anche spazio per chi fa scelte individuali diverse”.

Il sito ufficiale di Pippo Pollina (in cui trovare alcuni mp3):
http://www.pippopollina.com

 

Una biografia - di Andrea Tremonte

La storia artistica di Pippo Pollina inizia nel 1979 a Palermo, città dove nasce e si forma, frequentando la facoltà di giurisprudenza e l'accademia musicale "Amici della musica" con studi di chitarra classica e teoria musicale. A quel tempo risale la fondazione di una realtà culturale e musicale che andrà sotto il nome di "Agricantus", gruppo di ricerca popolare in primo luogo legata alle tradizioni dell'America latina e conseguentemente a quelle siciliane e più in generale del sud-italia. Con gli Agricantus Pippo Pollina muoverà le sue prime esperienze concertistiche in Italia e all'estero in sei anni intensi di viaggi, conoscenze, ed esperienze nelle scuole medie e superiori. Formativa e importante per il personaggio è anche la breve ma profonda esperienza giornalistica in seno al mensile "I siciliani", dissacratorio e innovativo periodico diretto dallo scrittore Giuseppe Fava che per le sue coraggiose indagini su mafia e politica viene assassinato a Catania nel 1984. Il clima fortemente repressivo e corrotto degli anni 80 e la mancanza di orizzonti più rosei nel panorama politico nazionale, uniti ad una profonda curiosità per tutto ciò che è nuovo e avventuroso, inducono improvvisamente Pippo Pollina a interrompere i suoi studi e a lasciare l'Italia alla fine del 1985. Comincia così una fase libera e transitoria dell'artista che soggiorna per circa due anni, in un viaggio senza una meta precisa, in quasi tutti i paesi Europei: dall'Ungheria e la ex DDR all'Inghilterra e la Francia, dall'Austria all'Olanda passando per la Germania e la Svizzera fino alla Scandinavia. Tutto ciò suonando in strada, nei metrò, nei ristoranti. Ovunque sia possibile raccontare delle storie e raccoglierne altre. La musica è il grande ponte comunicativo che rompe barriere, distrugge i pregiudizi e costruisce nuovi linguaggi inesplorati. Notato per caso da Linard Bardill, celebre cantautore svizzero tedesco, durante una delle sue esibizioni di strada a Lucerna, Pollina viene invitato dallo stesso a partecipare ad un progetto discografico e concertistico nel 1987 in lingua ladina. La tournée promozionale toccherà in circa 60 concerti la Svizzera e saltuariamente il Belgio e la Germania. Il CD si intitolerà "I nu passaran". A questo punto Pollina incide il suo primo album personale dal titolo "Aspettando che sia mattino" e con l'etichetta svizzera Zytglogge inaugura una stagione artistica che lo vede presente ininterrottamente nel panorama elvetico dall'inizio del 1988, data in cui va in tournée con il primo programma da solo in Svizzera e in Austria. Nel 1989 riceve un premio dalla Radiotelevisione svizzera DRS 1 e con la stessa produce il suo secondo CD dal titolo "Sulle orme del re Minosse" . Va in tournée fino alla fine del 1990 in quartetto azzardando le pime date anche in Germania oltre che in Austria e la Svizzera.

E' del 1991 l'uscita del suo terzo album "Nuovi giorni di settembre" che presenterà fino alla fine del 1992 oltre che nei tradizionali paesi di madrelingua tedesca anche in Svezia in diversi teatri e all'università di Stoccolma. In quell'anno Pollina si esibirà in importanti festival Svizzeri quali l'Open air di St. Gallen e quello di Lugano al fianco di personaggi internazionali come Van Morrison e Tracy Chapman. A quel periodo risale la conoscenza con Konstantin Wecker, storico cantautore tedesco. Il lavoro è fruttuoso e nell'album del 1993 "Le pietre di Montsegur " Wecker canta "Terra" mentre Pollina ricambia nell'album "Uferlos" del bavarese con "Questa nuova realtà". E' un grande successo discografico. Wecker convince Pollina a cambiare i suoi piani e a partecipare al suo show "Uferlos" in 100 grandi città tedesche e austriache. Il grande pubblico tedesco impara a conoscere quindi Pollina durante l'intero 1993 e adotterà negli anni a venire il siciliano, come un referente di una autentica e moderna italianità. Il 1994 è un anno di intenso lavoro concertistico in duo con il violinista Salvo Costumati in Austria, Belgio, Svizzera e Germania e di innumerevoli festivals in cui fioriscono nuove amicizie e collaborazioni. Nel 1995 Pollina incide e pubblica "Dodici lettere d'amore" con la collaborazione straordinaria di Georges Moustaki nella stesura del brano "Leo" dedicata al grande cantautore scomparso Leo Ferré, dal sassofonista americano Charlie Mariano, una delle ultime leggende viventi del Jazz, e del gruppo Berlinese d'avanguardia L'art du passage. Ne segue una lunga tournée fino a metà del 1996 lungo Austria, Svizzera, Germania e per la prima volta Francia e Egitto, culminata con la partecipazione ai Troubadur festival, una rassegna itinerante con Moustaki, Wecker, José Feliciano e Angelo Branduardi. Nel 1996 riceve a Ravensburg, in Germania, il premio "Kupferle Kleikunsreis" come miglior artista della stagione e quello "Forderpreis" a Zurigo. Nel 1997 incide e pubblica "Il giorno del falco" album dedicato al cantautore cileno Victor Jara scomparso durante il golpe militare del 1973. Assieme alla partecipazione dei Migliori sessionman elvetici è da ricordare la rinnovata presenza del suo amico wecker in una moderna versione di "Questa nuova realtà". Il tour si snoda lungo un centinaio di date con un quartetto consolidato.

Alla fine del 1997 viene pubblicato in Germania e in Svizzera dalla casa editrice facteon di Stoccarda il volume "Camminando camminando", una lunga introspezione in forma di intervista dal critico musicale del Tages Anzeiger di Zurigo Benedetto Vigne, sulla parabola umana e artistica di Pollina. Dal fatto viene a conoscenza durante un soggiorno a Bruxelles, in qualità di europarlamentare, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, politico celebre per la sua opera rinnovatrice e per il suo impegno contro la criminalità organizzata. Perché Pollina è sconosciuto in patria? Perché nessuno in Italia e a Palermo conosce la sua strana vicenda artistica? Perché Pollina dal 1985 ha fatto perdere le sue tracce artistiche nel suo paese d'origine? Di questo i due parleranno in quella notte di Bruxelles nell'autunno del 1997, data in cui Pollina decide che è il momento di ritornare a suonare in Italia, o meglio di ricominciare da capo.

Orlando presiede una conferenza stampa a Palermo nella prestigiosa Villa Niscemi in Presenza di Bardill (primo scopritore di Pollina), dell'assessore alla cultura di Zurigo, Nicolas Barlocher; degli editori tedeschi della Facteon, del giornalista autore di "Camminando camminando" Vigne e di uno stuolo di giornalisti della carta stampata e della TV della Germania, della Svizzera e stavolta dell'Italia. "La repubblica" prestigioso quotidiano e la radiotelevisione RAI 1 riprendono l'evento con interesse. Segue una minitournée quasi improvvisata con tappe a Roma, Napoli, Caserta e naturalmente Palermo.

Nel 1998 il CD "Il giorno del falco" esce finalmente anche in Italia distribuito dalla SONY international.
In quell'anno Pollina si divide fra due progetti. Uno invernale nei teatri in Austria, Svizzera e Germania con la lettura di "Camminando camminando" in duo con il chitarrista argentino Pablo Miguez, e l'altro estivo in Italia con la presenza in importanti Festival insieme a un quartetto e al sassofonista americano Charlie Mariano in veste di ospite d'onore. Nei primi mesi del 1999 viene pubblicato in Italia (Einaudi editore) un volume dal titolo "Storie eretiche di cittadini per bene" scritto dal sociologo e parlamentare Nando Dalla Chiesa in cui un intero capitolo è dedicato alla vicenda umana e artistica di Pollina. Nel gennaio del 1999 pubblica in italia il singolo "Ken" con la splendida copertina realizzata dal disegnatore di fumetti Ivo Milazzo. E' un lavoro esclusivamente promozionale per recuperare il tempo perduto. Ken viene suonato nelle radio italiane per due mesi accompagnando la prima vera tournée teatrale di Pollina nel gennaio-febbraio 1999 in quindici prestigiose piazze d'Italia. Con una finale d'eccezione: la magica platea del teatro Biondo a Palermo.

A fine estate del 1999 Pollina pubblica "Rossocuore" settimo album del siciliano che esce in contemporanea in Austria, Svizzera, Germania e Italia. La partecipazione di oltre 35 musicisti, di alcuni elementi dell'orchestra filarmonica di Zurigo, dell'Organo Hammond di Matt Clifford (Rolling Stones), della ritmica di Saturnino e Pier Foschi (Jovanotti), di quella di Walter Keiser (Vollenweider) e soprattutto delle voci di Jose Saves (Intillimani) e di Franco Battiato e Nada, fanno di Rossocuore una delle produzioni più interessanti registrate in Svizzera nel 1999. La tournée in sestetto toccherà le principali città nei paesi dove esce il CD in 100 concerti. Il videoclip "Finnegan's wake" interpretato insieme al celebre Franco Battiato guadagna l'alta rotazione in tutti i Network video in Italia e in Svizzera. Nella metà del 2000 incide e pubblica "Elementare Watson" ottavo album con due brani d'eccezione registrati a Londra nei leggendari Abby Road Studios con la celebre London Sinphony Orchestra. Il singolo "Weg vo Zuri" diventa un clip trasmesso con frequenza dei canali specializzati. Nel settembre del 2000 inizia la gigantesca tournée dal titolo "20 anni di musica senza frontiere" che lo porterà in concerto da solo per oltre 200 date in giro per Germania, Austria e Svizzera. In Italia Pippo Pollina tonra nel febbraio 2001 per una nuova, ma breve tournèe in quintetto. Rimarchevoli le presenze di pubblico che raggiungono livelli eccelsi a Roma e a Verona. Durant l'estate del 2001 Pippo Pollina incide una nuova versione del suo brano "Il giorno del falco" con degli ospiti d'eccezione: gli Inti Illimani. Questi ultimi invitano Pollina a partecipare ad appuntamenti concertistici di rilievo in Itlia. Frattanto il cantauotre siciliano incide la celebre "amesterdam" di Jaques Brel adattando il testo maledetto del poeta belga con una versione struggente e graffiante in lingua italiana. Per far ciò si avvale della collaborazione musicale di Ambrogio Sparagna agli organetti. Quinai a dicembre 2001 pubblica il suo non album, stavolta solo per l'Italia, dal titpolo "Versi per la libertà". L'album viene salutato dalla critica italiana con grande entusiasmo e sia le riviste specializzate (Rockstar, Mucchio Selvaggio, Rockerilla) che le pagine della cultura di prestigiosi quotidiani (Corriere della Sera, Il Messaggero) segnalano Pollina come erede della grande canzone d'autore italiana. La tournèe del 2002 con la sua nuova "Palermo Acoustic Band" suggella qaunto di buono sia stato seminato negli anni precedenti. Ma qualcosa di inaspettato avviene ancora nel 2002. Pippo Pollina e Linard Bardill decidono di festeggiare per una breve serie di concerti la loro amicizia sul palco. La tournèe "insieme" si rivela un successo inaspettato. Le repliche si raddoppiano e i due incidono un CD live per regalare al pubblico i più bei momenti dello spettacolo. Le poche migliaia di copie stampate volutamente a tiratura limitata vengono esaurite in 3 settimane. L'album "Insieme" di Pollina eBardill sarà destinato a rimanere quindi un piccolo oggetto di culto per gli affezionati ascoltatori che seguono i due amici cantautori dall'inizio della loro storia artistica.

E siamo alle ultime notizie di questa bella avventura artistica. Esce a gennaio 2003 il nuovo album "RACCONTI BREVI", album che verrà distribuito in Italia da giugno. E' un album molto intenso, con musiche ancora più evocative (se possibile) rispetto ai dischi precedenti. Un lavoro molto maturo che spazia da orchestrazioni classiche mescolate a strumenti etnici, da ballate voce chitarra o voce pianoforte ad altre in robusto rock. I testi sono sempre intensi, con una sapiente miscela di poesia e impegno civile.

Un'intervista

- Parlaci un po' della tua esperienza di musicista emigrante.
Chiaramente il mio osservatorio è più privilegiato, nel senso che la mia esperienza di emigrante chiaramente non può essere paragonata a quella di qualsiasi altro che, per motivi di mancanza di lavoro, dal paese di provenienza decide di andare in un altro cercando di guadagnarsi da vivere così come capita. Questo fatto evidentemente ha creato un retroterra differente, quindi anche il mio punto di osservazione è stato diverso. Quindi andare in altri paesi, per me, era una curiosità, era una necessità dello spirito, dell'intelletto, più che una necessità legata al mio contesto privato e sociale che era quello di uno normale, che studiava, di una famigli normalissima, in una città come Palermo, che magari è una città particolare, soprattutto in un periodo particolare degli anni ottanta. La mia non è una famiglia di emigranti, quindi bisogna partire da questo punto per capire la mia storia. La vita di un emigrante di seconda generazione, che a 10 anni parte con la famiglia è molto diversa. Di conseguenza è stato diverso anche il rapporto che io ho mantenuto con l'Italia, e il rapporto che io ho instaurato con la Svizzera e con gli altri paesi che io frequento molto spesso, come la Germania, l'Austria, il Belgio, l'Olanda, il Lussemburgo eccetera, sono rapporti di scambio culturale. A me non interessa solo far vedere cosa c'è nel mio bagaglio ma mi piace vedere anche cosa c'è nel bagaglio altrui, e questa secondo me è la condizione fondamentale per poter interagire con le persone nel pieno spirito di nazionalità (e non di nazionalismo) che è molto importante per costruire un'Europa delle regioni, unita ma con ogni nazione che abbia la propria peculiarità culturale.

- Quanto ha contribuito la mancanza di spazi culturali in Italia nella tua decisione di lasciare l'Italia?
La musica è un aspetto dell'antropologia, un aspetto della vita di un uomo. Io ho trovato che questa difficoltà di espressione in Italia esisteva a tutti i livelli, almeno dal mio osservatorio che era la Sicilia, negli anni '80, in un periodo difficile per Palermo, io in particolare mi occupavo di criminalità, quindi tutta una mia situazione personale che mi faceva desiderare altre situazioni in cui io non dovevo stare tutto il giorno a pensare “vorrei fare questo ma non lo posso fare, vorrei avere questo ma non lo posso avere”. La musica non faceva eccezione. La musica in centro-europa è una cosa più sganciata da sistemi, quindi era più libera e per questo mi interessava di più, anche perché è più facile fare musica con libertà, nel senso che è più facile farla così come ti piace senza trovare quella massa di preclusioni, sia dal punto di vista strutturale, ad esempio la mancanza di spazi per la musica, il prezzo troppo elevato dei Cd, la grande offerta che si scontra con la scarsa domanda, che dal punto di vista delle occasioni di farti conoscere, visto che le case discografiche promuovono i soliti dieci e del resto non gliene frega niente. In centro-europa non è così, per cui uno che fa un certo tipo di discorso se la può giocare, poi non si sa dove arrivi, però senti che sei almeno invitato al gioco. In Italia, invece, non ti fanno nemmeno entrare quando sei davanti alla porta…

- Come spieghi il fatto che all'estero sei un'autore culto mentre in Italia se i quasi sconosciuto?
Bisogna considerare il fatto chei io finora non ho fatto quasi nulla in Italia. Un musucista può farsi conoscere nel momento in cui porta le cose che fa in un paese, ti esibisci dal vivo, ci provi, metti i dischi in distribuzione. Io ho fatto sette dichi senza distribuirli e senza fare un concerto in 15 anni, quindi sarebbe stato difficile far conoscere la propria musica in Italia, senza nemmeno provarci. E' arrivato il tempo di provarci e quindi eccomi qui e devo dire che tra mille difficoltà sto notando chec'è comunque gente che si è rotta le palle e che vorrebbe cambiare un po' la situazione, e c'è anche gente che apprezza questo disco, la mia musica, le mie canzoni a testimonianza del fatto che nonostante i grandi mezzi di comunicazione di massa tendano ad omologare il pensiero, e non soltanto quello, c'è anche spazio per chi fa scelte individuali diverse.

- C'è un filo conduttore che lega i tuoi esordi con gli Agricantus con le tue esperienze attuali?
Innanzitutto devo dire che la musica degli Agricantus di oggi è molto cambiata da quella che si faceva quando io insieme ad altri quattro fondammo il gruppo nel '79 fino a quando la mia esperienza finì nell'85. Allora noi non eravamo molto conosciuti, il grande paaso lo hanno fatto da 5 o 6 anni, prima ci si barcamenava nell'anonimato. Credo che per tutti noi fu molto importante quell'èesperienza, perché ci diede le basi disciplinari per poter fare poi un lavoro successivo che fu coltivare la fantasia… gli strumenti tecnici li imparammo tutti allora, ognuno nel suo specifico, e credo che queste prime esperienze furono, per me come per loro, molto importanti. Dal punto di vista puramente musicale, tranne un approccio a livello tecnico, rimane non troppo, forse rimane qualcosa di più in me, mentre loro hanno cambiato tutto.

FINNEGAN'S WAKE

Alfa beta gamma delta
Sotto il ponte di Eraclito
dove passava il fiume
mi bagnai le mani e l'abito

Ein zwei drier fier
Ascriverò il mio nome
nell'albo d'oro dei pazzi
sul palcoscenico dell'errore

Perché tutto si dice e perché tutto si fa
senza sapere il perché, senza sapere come
Perché a tutto si crede
e perché a nulla si crede mai
barcolliamo tra falsi miti e uomini in malafede

James tell me what do you want to say
with your book Finnegan's Wake
James tell me what do you want to say
with your book Finnegan's Wake

Così in basso come in alto
La legge di Trismegisto
l'Ermete che dall'Egitto
segnava le stelle sul registro

Più diviso meno per
Io amo la matematica
perché lei non giudica
i miei pensieri sulla genetica

Perché viviamo nell'era della divina apparenza
della ferita profonda sul sole della coscienza
Perché tutto ci piace e tutto ci assottiglia
e ci riduce al prezzo incollato sul tappo della bottiglia
Perché viviamo al guinzaglio dell'indifferenza,
dei tabulati dei grafici in borsa e dei capricci della scienza

James tell me what do you want to say
with your book Finnegan's Wake
James tell me what do you want to say
with your book Finnegan's Wake

 

CENT'ANNI DI SOLITUDINE

Tutto il respiro di un continente su di me
le bestemmie e il cuore della gente sui perchè
Del giorno e della notte del peccato e le virtù
sulle coste gli svolazzi d'un giallo malibù

Qui non scende acqua che non sia terra o cielo
e non piove amore nè disgelo
esiste il grande freddo sui rami della vita
come l'oceano bagna l'infinita
voglia di restare immobili per anni
e accontentarti solitudine davvero
Ti sarò vicino e ti sarò lontano
amore che trascini il tuo bagaglio a mano

E tutto attorno un riverbero di storie
d'aliti di voci di dolori e gioie
Treni che ripartono e si incrociano sui mari
navi che deragliano su incroci di binari

Qui ci sono nato e ho vissuto per cent'anni
ma in un minuto solo ti ho riconosciuta
amica mia che aspetti compiaciuta
leggimi le carte l'incompiuta
Svelami il segreto che mi nascondi ancora
comprami un biglietto buono per l'aurora
Ti sarò vicino e ti sarò lontano
amore che trascini il tuo bagaglio a mano
Ti sarò vicino e ti sarò lontano
amore che aspetti ancora il tuo destino



DUE DI DUE

Ti ricordi Giovanni
gli ossi di seppia al porticciolo
i versi di Leopardi e quelli di Prevert
trascinati dal vento sul punto della boa
come barchette nella bassa marea

Ne me quitte pas grand mon amis Jacques
ne me quitte pas

Ti ricordi Giovanni
le parole della zagara
le ombre di Segesta e gli spari sulle piazze
Io non ho mai dimenticato l'odore della terra
quando d'improvviso piove e noi muti al riparo

Despabilate amor que mucho te he querido
despabilate

Ti ricordi Giovanni
gli amori e le passioni
brucia ancora la ferita
Le mani le braccia nessuna mai nessuno
qualunque cosa accada mai ci lasceremo

Ich weiss es ist eine lange Zeit
mai ci lasceremo

Ti ricordi Giovanni
il treno la stazione il sole a mezzogiorno
aspettami che arrivo
il mondo è così grande
e grande è la speranza
è piccolo il mio cuore
è piccola la stanza

L'albero è cresciuto ha un cuore vagabondo
le mani da studente e dell'aquila gli occhi
parole senza accenti e nei ricordi il sale
di un giorno appena nato
l'eredità del mare

Chi sono io?
Chi ero io chissà?
Chi sarò e cosa mai farò?
I don't know my dear I don't know
chi sarai e cosa mai farai?

I FIORI DEL MALE

La primavera del mio amore.
Il crogiuolo il volto i miei sensi al sole.
L'altra stagione del mio viaggio
apri i tuoi occhi apri le braccia apri le ali.
Il vento ti porterà lontano
laddove poso soltanto immaginarti.
Navigare avvolto fra le fitte nebbie di corsare ebbrezze
nulla mi sfiora dentro
soltanto il respiro incerto della vita.
Che la notte mi colga nel suo ventre antico
mentre fuori il silenzio e piove...
E venne l'estate del sorriso
e sulla mia pelle vidi brillare il mare
e il tempo consumare i giorni
guardavo il mondo pian piano allontanarsi.
Il cielo mi sfiora il fiore sfiorisce
la bora e i monsoni un sogno svanisce
il verde e il vermiglio la rosa ed il tiglio
ti cerco e ti voglio fra i rami smeriglio
qualcuno mi aspetta è la giusta strada
qualcuno mi vuole qualcuno mi chiama...
Sentii la neve dell'inverno
pensai che mai che non finisse mai
soffrir le pene dell'inferno
but I know that I love you so.
Dimmi dove sei dimmi cosa fai
dimmi come stai dimmi cosa vuoi
dimmi se ci sei dimmi se mi vuoi
dimmi parla ascolta guarda sogna sogna.
Fra i fragori della vita e i tremori ti ho sentita
fra astrolabi e ritornelli e lo strider di cancelli
solo mi sento se non ci sei lo sai
e piove piove piove piove.
acqua dal cielo
un pò d'aria aperta
il cuore all'erta
d'amore un velo
acqua dal mare
orgia dei sensi
dimmi che pensi
che cosa fare.

 

LA LUNA E I FALO'

Madre coraggio padre pazienza
dammi la forza offrimi udienza
spezzami il pane porgimi il vino
apri le porte del mio destino

Mostrami ancora la giusta strada
la pioggio il vento e la rugiada
quante le frontiere da attraversare
i giorni e gli anni da ricordare

Padre coraggio madre pazienza
dammi la forza e la speranza
per questo tempo che mi rimane
ho poca sete e molta fame

Io che del mondo ho visto e sentito
anche se il cielo l'ho accarezzato
e l'ho toccato solo con le dita
madre coraggio sorella vita

Oh lontano me ne andrò
e mi ricorderò
la luna e i falò
il cielo e la poesia

Madre coraggio sorella terra
dammi la forza per questa guerra
dov'è la luce che mi hai indicato
fratello mio dimmi dove sei stato?

Io non ho fede non ho coscienza
non ho parole non ho speranza
ho solo le mani e una foto sbiadita
madre coraggio sorella vita

 

PRIMA CHE VI UCCIDANO

Capisca pure chi lo vuole
che i tempi cambiano sotto il sole
vola la sabbia sui portoni giace la rabbia sugli altari.
Capisca pure chi lo vuole
ma quanto sangue per le strade
quanti fratelli da ricordare in nome di cosa o di chi.
Capisca pure chi lo vuole
prima che arrivino
prima che vi uccidano
Capisca pure chi lo vuole
l'intenditore ha poche parole
da regalare ai larghi sorrisi ed alle intese scacciacrisi.
E dimmi da che parte stai tu intrepido aquilonista
che osservi placido dalla giostra
e non ti butti nella mischia?
Chi ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato
getti la maschera sul selciato
alzi il cappello dell'innominato
sputi sull'anima dei sanza fiato.
Capisca pure chi lo vuole
adesso prima che arrivino
prima che vi uccidano.
Perchè i maestri dell'inganno vivono sempre in alto
e vi vedono arrivare anche di notte o all'imbrunire
c'hanno il sorriso dell'attore
le parole giuste per salutare
una carezza per colpire una certezza per mentire.
E danno tempo per pensare
e tempo ancora per continuare
lo sguardo teso all'infinito hanno un coltello per amico
perchè i maestri dell'inganno
sanno capire e sanno comprare
laddove il cuore della gente
ha smesso di battere e levare
Capisca pure chi lo vuole
prima che arrivino
prima che vi uccidano

DISCOGRAFIA

1987 Collabora al disco "I Nu Passaran di Linard Bardill "
1987 Cd ASPETTANDO CHE SIA MATTINO
1988 Compilation Viva Natira con "La casa di Armon"
1989 Cd SULLE ORME DEL RE MINOSSE
1991 Cd NUOVI GIORNI DI SETTEMBRE
1993 Cd LE PIETRE DI MONTSEGUR con Konstantin Wecker
1995 Cd DODICI LETTERE D'AMORE con Charlie Mariano e Georges Moùstaki
1997 Cd IL GIORNO DEL FALCO
1998 Cd IL GIORNO DEL FALCO in edizione italiana (Sony)
1999 Cd Maxi single KEN (Concertopoli)
1999 Cd singolo "Finnegan's Wake" + cd rom
2000 Cd ROSSOCUORE (Storie di Note) con Franco Battiato e Nada
2000 Cd ELEMENTARE WATSON (non distribuito in Italia)
2001 Cd VERSI PER LA LIBERTÀ (Storie di Note) con Inti Illimani, Rita Marcotulli e Ambrogio Sparagna
2001 Cd INSIEME (live) con Linard Bardill
2003 CD RACCONTI BREVI (in edizione standard ed edizione limitata che contiene due bonus tracks)

 

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