Carlo Pestelli

 

Chi e' Carlo Pestelli? Forse non lo sa bene nemmeno lui :)). Cantautore emergente, impegnato sul versante dell'ironia militante, lo si vede spesso suonare a Torino e dintorni, da solo o con Mario Congiu alla chitarra, Vito Miccolis dei Tribà alle percussioni, Giorgio Li Calzi alla tromba e Gianni Coscia alla fisarmonica. A volte sconfina anche fuori regione.
Dopo le prime esperienze a base di rock, Carlo scopre le musica folk, rimanendo affascinato dalle esperienze dei cantacronache come Michele Straniero e Fausto Amodei. Così, tenendo ben presente il percoso dei cantautori italiani, tra cui Lolli, De Andrè e Ciampi inventa uno stile tutto suo fatto di ballate cantautorali e canzoni intelligentemente ironiche che diventano le due facce di una stessa medaglia. Lui questo lo spiega con il fatto che la sua casa "è situata su uno strano meridiano taurinensis, a metà strada tra la casa natale di Fred Buscaglione e quella di Umberto Tozzi"
Nel 1993 registra il suo primo demo, "Buon umore", seguito 4 anni più tardi da "Tarabas, ieri sera". Nel frattempo partecipa a festival italiani ed esteri collaborando con personalità del calibro di Paolo Hendel, Luciano Berio e lo stesso Fausto Amodei con il quale divide spesso il palco in uno strabiliante confronto di due generazioni di canzone d'autore.
Il suo demo autoprodotto si è appena trasformato in un "vero" CD dal titolo "Zeus ti vede", acquistabile su Vitaminic . Al lavoro collaborano vecchie e nuove conoscenze della scena musicale torinese, come Mario Congiu, Elvin Betti, già batterista dei Fratelli di Soledad, e il chitarrista Slep. La title track dell'album è un divertente collage di frasi e slogan copiate dai muri di Torino, città protagonista anche di altri pezzi, come la divertente "Filomena".
Recentemente è stato direttore artistico della rassegna "Chansonnier Torino ", edizione 2002.

 

due canzoni

 

Il mio nome e' uccello

Il mio nome e' uccello
E il mio volo rassomiglia a un disco volante
Il volto di mia madre non l'ho mai saputo
Mio padre lo ricordo appena
Perché a sette anni mi ha venduto
Ma prima mi ha insegnato l'abc dell'advertising
E con un depliant mi ha illustrato
Che il restyling una volta supportato dal franchising
E' una questione di merchandising
Le mie scarpe costan care, poco meno di un milione
E gli occhiali sono firmati Valentino
Ma se vado in un salotto della televisione
ho le lenti a contatto per fare meglio l'occhiolino;
al mio pubblico che occhieggia fiducioso in prima fila
vendero' buona ogni scoreggia
Tanto i miei peti non subiscono censure o veti e per contratto
Sono tutti pubblicati sui libri patinati
Il mio nome e' uccello
E come ogni volatile che si rispetti
Cambio spesso ramo, cambio molto in fretta
Oggi sono al premio Strega e domani andro' al Campiello,
ma se domenica non so che fare mi candido al Mugello
Ieri eloquenteggiavo in un salotto televisivo,
oggi scrivero' un sonetto per lo spot del detersivo.
Ieri poi gigioneggiavo a un dibattito della radio,
oggi scrivero' due righe per la curva dello stadio.
Sono un tipo today,
vivo just-in-time
io Tarzan tu Jane
Marijuana legalize
Ma il mio nome e' uccello
E il mio compito e' riempire gli spazi lasciati vuoti dalla fantasia
Il mio volo e' per ogni stagione e in questo mondo senza più sete
Mi basta un portatile, una ventiquattrore, un portamonete
Io riscrivo la storia in poco meno di un baleno
tanto il pubblico muove la coda come il cane più scemo
anche scodinzola: "si' padrone" e mi lecca la mano
quando scrivo la mia prefazione assieme a Sergio Romano
Sono un tipo today,
vivo just-in-time
io Tarzan tu Jane
Marijuana legalize

 

Filomena

Avete mai sentito parlar di Filomena?
Non era un granche' bella, appena carina
Vendeva frutta e fiori in Piazza Carlina
e io la spiavo dalla saracinesca
del mio esercizio di caccia e pesca
Quand'ecco che un bel di', coraggio nelle mani
le dico "Filomena che tu fai domani?"
Le si sfoglia il calendario degli impegni suoi
e mi risponde "fatti tre forchettate di cazzi tuoi!"
Filomena, why do you believe to my heart?
"Andiamo a mangiare un riso cantonese
Non temere, bado io alle spese",
ma lei molto più audace dice: "vieni da me"
e tutto tace... tace!
Filomena son le quattro del mattino
ora basta, ora si spegne il lumicino;
chiotti chiotti isoliamoci in un guscio:
tu ed io e il mondo al di la del guscio.
E se dolcemente mordo il tuo lobo appena appena
poco dopo inizieremo una fantastica altalena
questa sera m'hai promesso il fuoco dei tuoi vent'anni
questa sera saro' il tuo piccolo Mastroianni.
Invece lei mi vuol parlare del sociale
e di come la politica oggidi' funziona male
usa termini come "deregulation"
e se parla dell' America dice "gentrification";
questa sera ho gia capito che va in bianco:
Filomena passera in rassegna cielo, mare e terra:
se comincia con il buco dell' ozono tra due ore ma la smena con l'effetto serra.
Quindi continua coi progressi della scienza
nella mia piu' completa e assonnata indifferenza
e se parla dell' aumento della popolazione ancora piu' totale
la mia disattenzione; che ti frega se l'umanita' aumenta di miliardi,
al confronto le nostre due esistenze, non son che due minuscoli petardi
facciamoli bruciare e gia molto tardi.
Ma lei niente, lei continua a spron battuto
io annuisco con sapienza pensando: sara' questo il tributo?
Da pagare alla figliola un po' ciarliera che anche questa sera
m'ha ficcato nell'imbuto; ogni tanto provo a metterla un po' suI ridanciano
"Uh! Carino questo film con Verdone, Montesano..."
Ma lei con dito fermo spegne la televisione e riprende con la
globalizzazione.
Filomena son le sette del mattino se mi scappa uno sbadiglio
non ti offendere ti prego; nella mente avevo pronto uno scenario tutto
nostro
qualcosa di molto simile a un filmino tailandese,
ma tu invece di recitarci assieme a me mi leggi l'editoriale di Sabino
Cassese.
Filomena son le dieci del mattino se non chiudi la boccuccia
dovro' premere il grilletto. Se non altro questa notte m'e servita
a capire un po' le donne e i segreti della vita:
ora grazie a Filomena anche io parlo complesso
chiamo sempre vespasiano quello che ieri era il cesso
dove adesso mi rintano con riviste letterate
e non piu' con giornaletti di tope spalancate.
Filomena, amore mio, con i tuoi insegnamenti ora ho anche riscoperto la fede in Dio
alla messa prefestiva vado sempre coi signori e con le loro mogli coperte d'ori
cosi presto andremo a cena con il sindaco e signora
per parlar tutta la sera del degrado della Dora
oppure, ancora meglio, con Piero Angela e sua moglie
che ci spiegheranno bene come trombano le sogliole.

 

Grazie a Carlo per la sua grande simpatia e ad Enzo di www.ilcielosutorino.org per le "spigolature"

 

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