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| I mari del Sudamerica, teatro di scontri tra
uomini veri (di Alfredo Ranavolo) |
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"Master and commander" si svolge all'epoca delle guerre napoleoniche, quando essere capitani della marina poteva voler dire davvero passare una vita intera in mare, vivere una vita intera consacrata a questo misterioso e magico elemento, senza spazio per l'amore, per le donne, per porre fine a questo eterno nomadismo fra le acque. Al massimo, come Aubrey, ci si può consentire una pausa nel chiuso della propria cabina con in spalla il proprio violino. Portarne i segni sul viso, sul corpo. Cominciando sin da piccoli, ché da allievi ufficiali ancora bambini si può perdere un braccio (succede, quasi all'inizio, tanto per far capire subito che aria tira). E in mezzo al mare comandare è (ancora) più difficile. Ché a sbagliare si fa presto, a tornare indietro, manovrando un vascello di svariate tonnellate, quasi sempre no. In mezzo ai mari del sud si susseguono gli episodi e se a dominare la scena e Russel Crowe, un po' rigido ma perfettamente in ruolo, si fa notare anche Paul Bettany, che interpreta Stephen Maturin, medico di bordo. Fra i due c'è un'amicizia che è roba da uomini veri, che in nessun caso possono farsi trovare impreparati (Maturin si estrae da solo una pallottola nel fianco), ma sanno esattamente qual è la priorità dei valori (Aubrey sembra costretto a rinunciare al suo inseguimento al nemico per salvare la vita al dottore). Le due ore e un quarto scivolano via come la chiglia della "Surprise" (la nave di Aubrey), fra battaglie, bonacce, le superstizioni della ciurma. Il mondo di O'Brian ("Master and commander" è ispirato an un suo libro) viene riprodotto in tutta la sua epicità da Peter Weir, che in mare aperto ha gli spazi per mostrare tutte le sue abilità. Un film quasi perfetto, che ha, forse, l'unico difetto nel far sembrare gli inglesi troppo buoni e i francesi (lontani e misteriosi per quasi tutto il film) troppo cattivi. Ma, in fondo, anche Weir sa e ci vuol mostrare che la verità non è (quasi) mai da una parte sola.
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