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L'America ai tempi delle televendite? A qualcuno sembra quella dei bastimenti

Solo tanta confusione e cialtroneria nel film d'esordio della Borrelli
di Alfredo Ranavolo

L'interrogativo più inquietante è come Ilaria Borrelli sia stata in grado di convincere la Cristaldi e (soprattutto) la Medusa a produrre questo pasticcio. Come ci siano, poi, finite dentro star o presunte tali. Dispiace un po' per Pierfrancesco Favino, che un po' di talento lo ha dimostrato. Ma è giovane e avrà occasione di rifarsi, mica facile non sbagliare mai un film.

"Mariti in affitto" è un film veramente duro da mandar giù. Non fa ridere, si accartoccia piuttosto pietosamente sul suo tentativo di avere ritmo, propone una serie di macchiette definite con l'accetta che è veramente duro chiamare personaggi.

A cominciare da Maria Scocozza (Maria grazia Cucinotta), che già dal cognome appare consegnata agli annali del più becero pseudofolklore. Vive a Procida, è una donna piuttosto rozza, ma è un "genio del sandalo". Li fa tutti da sola e ci campa in attesa del ritorno di un marito, Vincenzo (Pierfrancesco Favino), partito per gli Usa in cerca di fortuna come scultore.

Oppressa dai debiti, Maria decide con gli ultimi soldi di partire per andare a riprendersi il consorte. Dopo svariate peripezie, lo troverà risposato con Charlene (Brooke Shields), che ha messo anche incinta.

Tutto sembra andare per il peggio, ma l'incontro con l'imbonitore televisivo Paul Parmesan (Chevy Chase), anche qui il nome grida vendetta, farà la fortuna di Maria (e non solo), sotto forma di sandalo.

Dell'esordio alla direzione di un lungometraggio della Borrelli, finora impegnata in sceneggiature e corti e come attrice, non si sentiva certo la mancanza. Difficile sarà dimenticare, invece, di aver assistito a una pellicola tanto carica di luoghi comuni ritriti e qui sparati, senza imbarazzo alcuno, all'ennesima potenza. Ci manca solo che la Cucinotta si metta a suonare il mandolino con una maschera di Pulcinella sul viso.

Non funziona niente, soprattutto l'artificioso rapporto che nasce tra le due donne divise dal'amore per lo stesso uomo. Per sovramercato, il titolo riguarda un aspetto piuttosto marginale della vicenda. A Hollywood della Shields e di Chase già si conservavano solo ricordi antichi, dopo questo è il caso non si facciano troppo vedere in giro.

La frase: mi faccio uno una volta in tre anni e rimango incinta. Ma che hanno gli uomini italiani nello sperma?

Da vedere: per simpatia e stima verso Favino? Decisamente troppo poco.


       
   
Ultimo aggiornamento: 04-04-2004
 
   
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