Gianluca Lo Presti

Attivo nel panorama musicale italiano da circa 10 anni con una continua ricerca musicale che spazia tra la new age, il rock, la world music e la canzone d'autore. Nel 1992 pubblica "I suoni dell'inconscio", album strumentale improntato a fondere musica etnica e tappeti elettronici. Nel 1996 collabora alla produzione artistica di due brani del disco di Lucio Dalla "Mons. Milingo". Del 1997 il mini cd "I frammenti del mio io", una sorta di viaggio a ritroso nel tempo attraverso l'infanzia, utilizzando le registrazioni originali di colloqui e racconti tra Gianluca e il padre. In questo lustro scrive colonne sonore e (partecipa) a numerosi concerti. Nel 1998 vince il premio Citta' di Recanati con il brano "Il Barone Nero". Nel giugno 1999 esce, per l'etichetta Zoopop di Faenza, "Cent'anni di solitudine", album contenente 11 nuovi brani inediti. Nel settembre 1999 vince il premio Feedback, rassegna nazionale di musica indipendente. Nell'aprile 2000 risulta essere uno dei migliori dieci cantautori emergenti secondo la giuria del Premio Recanati, arrivato alla sua decima edizione. E' in preparazione il suo terzo album, "3 volte 11", la cui uscita e' prevista per il 2001.

Alcuni siti dedicati:

http://www.matchmusic.it/programmi/terrindinlove/terr_indinlove.php3?laricerca=3D25

http://stage.vitaminic.it/lo_presti_gianluca/
(Dove si possono trovare alcune sue canzoni complete in .mp3)

http://www.musicultura.it/09ed/lopresti.htm

Un ringraziamento di cuore a Gianluca per tutto il materiale inviatoci

www.rockol.it di Giamma

« GIANLUCA LO PRESTI - Cent'anni di solitudine »

E' sicurmanente un lavoro di qualita' quello che Gianluca Lo Presti, livornese di Ravenna, affida al pubblico con il titolo di Cent'anni di solitudine. Il nuovo album giunge dopo numerosi impegni e collaborazioni anche prestigiose, come quella presentata nell'album di mons. Milingo curato da Lucio Dalla, e si colloca senza dubbio nel filone della musica d'autore. La sua e' sicuramente un'opera ricercata che non si appiattisce in melodie facili "in ritmi di quattro quarti" come lui stesso dice, senza pero' volerle necessariamente snobbare. Il percorso artistico e musicale e' felicemente contaminato dalle numerose influenze che vanno dalla musica etnica, alla elettronica, alla new wave e in generale a tutti i grandi cantautori italiani alla Fossati, De Andre', Battiato ed il risultato  e' una composizione che certo non puo' essere descritta come facile ma piuttosto come elaborata e molto interessante. Con questo non si vuole dire che sia una musica di difficile ascolto o noiosa, tutt'altro Gianluca Lo Presti e' un artista che vuole comunicare e comunica temi ed emozioni non necessariamente facili ma lo fa con rispetto verso il pubblico senza per questo snaturare la sua indole di musicista che propone melodie e stili molto vari: da una "musica vagamente minimale" dove a farla da padrone sono i temi intimisti a melodie piu' orecchiabili.
Il Resto del Carlino, 3 settembre 1999, di Andrea Degidi

«Cantautori  Il nuovo Gianluca Lo Presti
- Ho chiuso in un cd i miei cent'anni di solitudine»

Gabriel Garcia Marquez non se lo immagina neanche, ma in Romagna c'e' un giovanotto che ha deciso di intitolare un suo disco esattamente come il libro di maggior successo dello scrittore colombiano. Cent'anni di solitudine. « L'ho fatto perche' m'intriga lo star solo: e' una situazione che stimola a seguire strade difficili e soprattutto poco battute. Io ho cercato di trasporre tutte queste sensazioni in musica ».

Musica firmata Gianluca Lo Presti, 32 anni, nato a Livorno, ma adottato da una vita da Ravenna, dove giorno dopo giorno lavora pazientemente al suo mosaico di testi e note. Il cantautore ormai romagnolo e' animato da una fortissima voglia di arrivare, e anche se la via e' lunga, anzi lunghissima da percorrere, ha comunque gia' raccolto qualche soddisfazione: la vittoria nel '98 al festival di Recanati, con la canzone Il barone nero, bissata quest'anno dal successo di "feedback", una kermesse in programma a Eboli, in provincia di Salerno, dove Lo Presti si esibira' con il suo gruppo domani sera.

- Com'e' nata la sua vventura musicale?

« Suono la chitarra e scrivo canzoni da quando avevo 17 anni. Ho creduto sempre talmente tanto alla musica che nel 1993 ho realizzato uno studio di registrazione tutto per me, il Lotostudio ».

- Quando ha capito che la musica poteva essere la sua strada?

« Nel 1996. Lucio Dalla mi chiamo', domandandomi se potevo aiutarlo a trovare un sound giusto per l'album di monsignor Milingo. Ho scritto la musica di due brani. Una vera emozione ».

- E quando ha prodotto il suo primo album?

« E' stato nel 1997. Si trattava di un mini-cd battezzato I frammenti del mio io ed era un lavoro sulla memoria del passato. Come flashback nelle canzoni ho anche impiegato delle registrazioni della mia voce da bambino».

- A che tipo di musica si ispira?

« Mi considero un cantautore, quindi amo Fossati e De Andre', comunque mi piacciono anche i CSI e Battiato, servono a incoraggiare il mio rock d'autore, che io farcisco di testi intimisti ».

- Quali sono i suoi progetti?

« Nei prossimi giorni partecipero' ad uno stage dell'Accademia della canzone di Sanremo. Se saro' scelto partecipero' a Sanremo Giovani, che e' l'anticamera del festival vero e proprio. Sarebbe un sogno... ».

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