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"C'era
una volta la Rca"
Conversazioni con Lilli Greco
di Maurizio Becker
Uno
di quei bei libroni grandi che dà soddisfazione
tenere in mano. Uno di quei bei libroni per leggere
i quali ci vuole molto tempo davanti. Sono 350 pagine
di grande formato, ricche di immagini ma anche di testimonianze.
Un lavoro che deve essere costato parecchia fatica e
parecchio tempo all'autore e curatore Maurizio Becker:
dall'idea alla realizzazione tre anni di lavoro, come
spiega nell'introduzione. Anche perché quello
che sembra un libro di agiografia aziendale (la Rca,
ora come quasi tutte le case discrografiche inglobata
nella Sony) è in realtà un'agiografia
personale, tutta rivolta alla figura di Lilli Greco,
celebre nel mondo della canzone d'autore per la frase
di Francesco De Gregori: "Lilli Greco non capisce
/ ma che iddio lo benedica / tra un bicchiere e una
bistecca mi diverte" ("Marianna al bivio"
da "Alice non lo sa").
E chi è Lilli Greco e perché
merita un libro di 350 pagine king size? Lilli è
stato uno dei produttori principi della Rca negli anni
in cui la casa discgrafica americana, o meglio la sua
filiale romana, era al centro della politica culturale
italiana, in particolare per quanto riguarda i cantautori.
Da lì sono passati in tanti: se la storia del
cantautorato italiano muove i primi passi (quelli storici)
da Milano con Nanni Ricordi che era riuscito a conoscere
il talento di Gino Paoli, Luigi Tenco, Giorgio Gaber,
Bruno Lauzi, Fabrizio De André, i passi successivi,
ossia la seconda ondata dei cantautori, viene fuori
da Roma, dalla Rca, dalla triade Micocci, Melis, Lilli
Greco, rispettivamente dierettore artistico, big boss
e produttore della Rca. Vogliamo fare dei nomi? Paolo
Conte, Lucio Dalla, Piero Ciampi, Francesco De Gregori,
Antonello Venditti. Vai
all'articolo
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| Il
Buscadero - Mensile di informazione rock |
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Su
questo numero il Buscadero festeggia i 300 numeri. E lo
fa parlando dei Rolling Stones e del film di Martin Scorsese
su di loro. Ma anche dei Whiskeytown, i R.e.m, Steve Wynn,
Brad Meldhau e, tra i nomi di casa nostra, Massimo Bubola
e Massimiliano Larocca. |
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| "Bla
bla bla" - Conversazioni con Patty Pravo di Massimo
Cotto |
"Ero
nel deserto e dico a Jimmy Page dei Led Zeppelin ... Stavo
passeggiando per Parigi con Mick Jagger ... Avevamo inventato
le luci psichedeliche. Viene uno e dice: ci avete copiato
le luci. Era Roger Waters dei Pink Floyd ... Da piccola
il primo concerto l'ho fatto davanti a Toti Dal Monte, Cesco
Baseggio e il cardinale Roncalli. Forse per Patty Pravo
andrebbe mutuata quella famose frase di Woody Allen: "Frequenta
qualche scemo ogni tanto, ti farà bene!" Il
problema è che, dicono gli esperti, potrebbe anche
essere tutto vero. O almeno una parte. |
| "Il
mio mitra è il contrabbasso" di Fabrizio
Canciani |
Fabrizio
Canciani, eclettico scrittore, cabarettista e artista del
teatro-canzone, qui lavora sulla memoria di un patrimonio
di eventi condivisi, sulle diverse crescite personali, sui
sensi di colpa e le motivazioni, sulle ambiguità
e i vicoli ciechi della politica e sulla molteplicità
delle interpretazioni della verità, che sia storia,
cronaca o prospettiva individuale.
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| "Come
un killer sotto il sole" a cura di Leonardo Colombati |
Volevo
fare un libro che potesse essere letto anche da persone
che non amano il rock che non amano Springsteen, ma che
magari volevano scoprire che in America esiste un grande
e misconosciuto scrittore, quale secondo me Springsteen
è.Ho cercato di guardare tutto quello che era uscito
in Italia per quanto riguarda le traduzioni, poi ho cercato
di dimenticarmelo, perché volevo dare delle traduzioni
che fossero nuove e che fossero mie. |
"Dizionario
completo della canzone italiana"
a cura di Enrico Deregibus |
Mi
piacciono i libri di Deregibus: lo apprezzo e lo stimo come
critico discografico tra i più equilibrati. Ma non
mi piace questo "Dizionario completo della canzone
italiana" per la prosopopea del titolo, per l'impostazione
più pettegola che attenta ai dati musicali, per la
sostanziale inutilità di fondo, per le esclusioni
e le inclusioni che non condivido, per la copertina e per
una sorta di ecumenismo di facciata che continua a non convincermi. |
| "100
dischi ideali per capire il rock" di Ezio Guaitamacchi |
Il
bello di questi volumi che ti spingono a ripensare alla
musica, a rimettere in discussione idee e concetti e soprattutto
a riascoltare quella musica che è stata parte della
tua vita e che, per mille motivi diversi, ne era uscita.
Tra
i dischi selezionati se mi metto d'impegno ne salvo 20.
Se proprio mi sforzo posso arrivare a 50/60, ma a 100 proprio
no. E' vero che libri simili si prestano a tutte le critiche
del caso e non possono quindi essere che scelte soggettive
e giustificate dalla soggettività, ma proprio per
questo un libro così non può essere "a
cura". |
"Ballarono
una sola estate" - 70 meteore della canzone italiana
di Alberto Tonti |
Ogni
anno c'è bisogno di un libretto estivo di scarso
peso e di pronta beva che ripercorra le storie musicali
dell'Italia del boom. Tra i vari boom c'è stato anche
quello canzonettistico. Alberto Tonti con leggerezza di
tatto lo riporta ai nomi di Ghigo, Piero Focaccia, Nico
e i Gabbiani, Franco I e Franco IV, Giuliano e i Notturni
o Mario Tessuto: tutti personaggi autori di un unico hit
a 45 giri a cui è seguito il silenzio. Corredato
di apposito cd. |
"A
day in the life" - La storia del rock minuto per minuto
di Enzo Gentile |
Compratelo
solo se vi sentite malati per il rock. Altrimenti sono soldi
sprecati. Contiene tutto, ma proprio tutto quello che è
successo in campo internazionale dal 1954 ai giorni nostri
(agosto 2006). Fatti fondamentali e molte (troppe?) stronzate.
Pietre miliari e sonore cazzate. Ma se si vuole essere enciclopedici
questo è il limite che si deve affrontare. Enzo Gentile
ha corso il rischio e, per noi malati, ha fatto un lavoro
fondamentale. |
| "Sgt
Pepper - La vera storia" di Riccardo Bertoncelli e
Franco Zanetti |
Ottimo
lavoro. Tutto su un disco solo, ma efficace, ben raccontato,
documentato e corredato. Forse un po' troppo incentrato
sull'Italia. Però questo è anche un merito.
Insomma, un libro da leggere senza starci a pensare molto.
Rispetto al lavoro che c'è dietro, anche iconografico,
non è nemmeno caro. Tirando le fila: soldi ben spesi,
libro ben scritto e divertente. Distante quel tanto che
basta dall'evento per evitare toni elegiaci. Scritto con
un sorriso e letto abbondando in sorrisi. Ne vale la pena.
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| "A
canzoni far rivoluzioni e far poesia?" di Antonio Gelsomino
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Un'opera
come questa risulta interessante, visti e considerati gli
intenti e il metodo. Si tratta di una raccolta di saggi
brevi e scritti, elegantemente edita dalle Edizioni San
Marco dei Giustiniani e curata da Antonio Gelsomino, che
ospita giornalisti e studiosi come Marzio Angiolani, Cesare
Bermani, Paolo Jachia, Annino La Posta, Gianni Mura, Beppe
Montresor e altri |
| "Centro
di igiene mentale" di Simone Cristicchi |
E'
un libro serio. Non è certo il libro di un cantautore.
Si parla pochissimo di musica e poco di canzoni. Si parla
(come volevasi dimostrare) di matti. Simone Cristicchi ha
un progetto e lo persegue con tutta la orza dei suoi mezzi,
che, in questo momento è notevole. |
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| Giorgio
Gaber: "Gli anni '60" |
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"100
dischi ideali per capire la nuova canzone italiana"
a cura di Mauro Ronconi |
C'è
anche un libro. Ma è soprattutto un dvd, anzi due. I primi
dvd di una serie che, divisa per decenni, curata dalla Fondazione
Giorgio Gaber, proporrà tutti i lavori del Signor G. in
video, così come in precedenza sono stati presentati in
audio. E' un documento molto interessante, che ci ricorda quanto
bravo fosse Gaber, qui ripreso soprattutto in televisione, anche
prima della svolta teatrale. Una conferma, un tuffo nella nostalgia.
Una mirabile operazione. Attendiamo con ansia le prossime puntate. |
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Contestabile
ed apprezzabile allo stesso tempo, raduna in una "compilation"
organizzata solo in ordine cronologico, 100 dischi che dovrebbero
avere avuto uno spazio speciale nella storia della canzone italiana.
Il gioco un po' riesce ed un poco no, come sempre in quesi casi.
Utile. Non indispensabile.
In primo piano, come sempre, il gochetto delle esclusioni e delle
inclusioni. Perché è dentro Bocelli? E perché
è fuori Davide Van De Sfroos? |
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