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Vendetta e amore, temi eterni che in "Kill Bill 2" sembrano nuovissimi

Finalmente l'attesa è finita. Il melodramma tarantiniano si completa. Ed è sempre grande cinema
di Alfredo Ranavolo

Dunque, dove eravamo rimasti? Avevamo giusto fatto in tempo a innamorarci di una donna dalla quale, visto quello che è capace di fare, sarebbe piuttosto il caso di stare il più possibile lontani.

E poi? Ci avevano tolto il giocattolo di mano, grazie a una scelta della produzione ineccepibile sotto il profilo del marketing, scellerata per gli spettatori. "Tarantiniani" doc in testa.

La scelta di montaggio è di ripartire da quel massacro dal quale tutto ebbe origine. Scopriamo, così, come è successo che Bill (David Carradine) si sia presentato a sorpresa al matrimonio della sposa (Uma Thurman) e abbia fatto fuori tutti i convenuti, promesso sposo compreso.

Si riparte con la vendetta, ma gli episodi di violenza si diradano a favore di una maggiore presenza di dialoghi e di inserti dal passato della bella rediviva. Tutto in funzione dell'obiettivo di Tarantino: condensare in quattro ore gli elementi tipici delle saghe giapponesi viste più che altro in cartoni animati a fumetti, di quelle che un pezzetto alla volta ti restituiscono il puzzle completo.

E, come la vita, anche se qui si tratta decisamente di vite "esagerate", Tarantino cambia più e più volte registro, continuando ad alternare comicità, crudezze e melodramma dalle tinte più fosche a quelle più rosa.

Merita una citazione il capitolo dell'iniziazione della sposa a certe tecniche di combattimento grazie all'addestramento del monaco Pei Mei (Gordon Liu Chia-hui, già presente tra i "Crazy 88" della prima parte).

Il racconto dà l'impressione di sfilacciarsi solo un po' nel momento in cui si avvicina la resa dei conti finale. Ma si riprende alla grande nel finale. Chi si attende un acme che raggiunga e superi il ridondante combattimento della "fine primo tempo", rimarrà ancora una volta spiazzato.

Una volta di fronte a Bill e alla "sorpresa" (chi ben ricorda la prima parte avrà intuito di che si tratta), viene fuori in pieno l'ambivalenza deisentimenti della sposa (della quale nei titoli di coda si scoprirà il nome) nei confronti di quello che, in fin dei conti, è l'unico uomo che abbia mai amato.

Mettendo tutto assieme, "Kill Bill" è un film a cui poco manca per essere perfetto. Fatto da un maniaco del cinema per i maniaci del cinema.

La frase: come tutte le donne yankee sai solo ordinare al ristorante e spendere i soldi di un uomo

Da vedere perché, con soli quattro film all'attivo, Tarantino è da considerare un maestro di cinema


       
   
Ultimo aggiornamento: 23-04-2004
 
   
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