GIANGILBERTO MONTI

Ingegnere ed attore oltre che cantautore. Brani molto curati dal punto di vista musicale e testi in bilico tra tristezza ed ironia. Ai suoi dischi hanno partecipato Gianfranco Manfredi, Anna Oxa, Francesco di Giacomo (Banco), Flavio Premoli (PFM), Bernardo Lanzetti, Alberto Camerini.

Discografia 33 giri

L'ordine è pubblico? (1978)
Il giro del giorno (1979)
E domani? (1981)
Guardie e ladri (1982)
Il re del musical (1986)
Le canzoni di Boris Vian (2000)

Algeri 1954
(1978)

Algeri Algeri Algeri ci sono i fiori c'è il mare
Algeri Algeri Algeri c'è anche un albero vicino al mare

I francesi sbarcavano e portavano vino mischiato alla sabbia
In fila per tre in uno sporco mattino e due occhi di rabbia
La gente guardava non riusciva a capire quanto potesse pesare un fucile

Viali pieni di folla scalza e frettolosa i venditori ambulanti
I viaggiatori accaldati le donne velate con gli sguardi pesanti
Nei vicoli del porto si contratta la fame solo venti franchi per queste puttane

Algeri Algeri Algeri…
Algeri Algeri Algeri quanta strada fa un bambino per toccare il suo mare

Chi semina odio raccoglie il suo odio che resta col tempo
Ed anche il deserto può cambiar di colore diventar più violento
La mano di un bimbo si trasforma in pugnale
L'orgoglio di Francia comincia a tremare

Dentro al pozzo una bomba nel cortile c'è il terrore
Tra gli odori della Casbah c'è più fumo meno sole
Cento martiri una piazza dal palazzo fanno fuoco
Un cecchino una vedova stan morendo a poco a poco

Algeri…
Algeri Algeri Algeri le bombe coprono il rumore del mare

Il vecchio Charles ha parlato dal balcone ed ha detto vi abbiamo capiti
La folla ascoltava pensando agli spari pensando ai feriti
La sera le donne urlavano più forte
Alì la Point aspettava la morte rinchiuso nel pozzo aspettava

L'odor di terriccio delle scarpe straniere bestemmia lontano
L'argot se n'è andato lasciando le croci a scavar nel pantano
La gente guardava il leone cadere
Qualcuno che piange levando il bicchiere

Algeri…
Algeri Algeri Algeri un albero cresce sul rumore del mare

Storia di periferia
(1978)

Per le tue vene vorresti una storia da raccontare
Alle tue vene vorresti una vita da regalare
E la speranza di poter dare un'altra versione
Non per pietà ma per spiegare una delusione

A quel signore addetto alla cura della tua mente
Vorresti spiegare un passato che continua a tornarti presente
Vorresti dire di una strada di un lavoro da manovali
Della nebbia di un juke-box di una moto pagata a cambiali

La prima volta che hai cominciato ti sentivi tranquillo
Per oggi il cinema non vale una puntura di spillo
I primi tempi sembra tutto un po' più normale
Anche se i soldi in tasca cominciano a non bastare

Dopo la moto ti sei venduto anche il coraggio
Quel porco fottuto ti aveva convinto a spacciare un assaggio
A prima vista poteva essere una soluzione
Farti missionario della tua stessa condizione

Un gabinetto si sa non è un posto per signori
Ed è un brutto e sporco posto per andarci a morire da soli
Alla gente bisogna dare una spiegazione
Una carta d'identità un articolo di comprensione

La prima volta che si sta male vorresti non capire
Poi ci ripensi com'erano belli quei giorni d'aprile
Fuori dal giro gli sguardi son duri persino cattivi
Vagli a spiegare cosa provavi perché non finivi

Radio Tv un bel concerto di luoghi comuni
Inchieste interviste servizi speciali per stare sicuri
C'è il libro di moda e l'antidivo ti fa una canzone
L'argomento è attuale ma non cambierà la situazione

Hai smesso tre volte ma chi si fida dell'ospedale
Le leggi son fatte per chi riesce a non farsi ammazzare
Poi trovi sempre il poliziotto che vuol far carriera
I pesci piccoli non danno mai noia specialmente in galera

Vent'anni d'accordo son troppi son pochi a seconda dei casi
Tua madre racconta ricorda benissimo che non le parlavi
Crepare in un cesso non l'ho mai pensato però a quel cronista
Da come l'ha scritto gli direi quasi che l'ho fatto apposta

Un grazie a Donato!!

 

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