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BiELLE
Film |
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| Dove ricostruirsi la vita se non |
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| Storia di quanto possono essere difficili gli agognati States
per una famiglia irlandese, targata Jim Sheridan Johnny (Paddy Considine) vuole sfondare come attore. Gira e rigira Manhattan in cerca di scritture che non arrivano. A mandare avanti la baracca (e in altro modo non si può definirla), dunque, ci deve pensare Sarah (Samantha Morton). Quella in cui arrivano a tentare di costruire il loro sogno non è una bella casa, non è una bella zona, non è un bell'ambiente. Nemmeno sembra il posto ideale per mandare in giro due bambine, le figlie di Johnny e Sarah, Christy (Sarah Bolger) e Ariel (Emma Bolger), a giocare a "giochetto o scherzetto" per Halloween. Forse è una fortuna che tutte le porte rimangano chiuse. Tutte meno una, quella di Mateo (Djimon Hounsou), che sembra un orco e invece è buono che più buono non si può. Mateo è molto malato, ma avrà tempo (e modo) per farsi amare (da chi prima, da chi dopo) da tutti i membri della famiglia. Soprattutto quando più sembra in crisi e torna ad aleggiare il fantasma del figlio perduto qualche anno prima. Jim Sheridan, spulciando in parte nella propria biografia, realizza un film profondamente sincero. È questo che lo "salva" anche dai suoi momenti più lagnosi (qualcuno c'è). C'è un profondo senso di vissuto nell'intera storia, intrisa di sentimenti e sensazioni forti, ma non a buon mercato. Steinbeck (in "salsa modernizzata") echeggia ovunque. Sheridan riduce al minimo gli esterni e ci porta il più possibile vicini (con tanti primi piani) al volto dei personaggi per esplorarne gli occhi. Fra tutti i modi di stare al mondo suscita grande tenerezza la dignità di queste persone nel loro onesto e ostinato credere nel sogno, pure a costo di ridimensionarlo. |
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aggiornamento: 05-02-2004 |
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