Herbert Pagani

Herbert Avraham Haggiag Pagani - Tripoli 1944/Palm Beach1988

In viaggio per l'Europa dall'età di 2 anni a causa del costante conflitto fra i genitori divorziati, Pagani inizia l'attività artistica come disegnatore già durante il periodo scolastico. Quella per il disegno (immagini surreali derivate da sogni e visioni) è una passione che non abbandonerà mai e che avrà sempre uno stretto legame con la sua esperienza musicale. Ed è proprio questo l'aspetto che vogliamo cercare di far conoscere, aspetto che potrà essere usato come chiave d'accesso per capire le mille facce di un artista poliedrico e quantomai vario: viaggiatore, disegnatore, musicista, cantante, poeta, attore, ma anche "disk jokey" in anticipo sui tempi e politico impegnato. E il punto in comune tra tutte le sue produzioni è sempre stato quello dell'abbattimento del modello dominante, dell'apertura mentale a nuovi schemi e possibilità.

Il 17 novembre del 1965 pubblica il suo primo 45 giri "Lombardia/Testamento all'italiana". Si tratta di due traduzioni da Jacques Brel anzi, di adattamenti del testo, come Pagani stesso ha precisato più volte. La copertina del 45 giri è disegnata dallo stesso Pagani. Nel dicembre dello stesso anno autoproduce il suo primo lp "Una sera con Herbert Pagani", accompagnato dal solo pianoforte del maestro Saluzzi dove interpreta canzoni da lui "tradotte" di Brel, Barbara, Moloudji ed altri. A questo punto Pagani è un nome noto nell'ambiente, sia in Italia che in Francia, e molti artisti stranieri si affidano a lui per le traduzioni dei loro brani in italiano (pratica molto in voga all'epoca). Ma il successo di pubblico stenta ad arrivare.
Nel 1969 viene pubblicato per la Mama Records (etichetta da lui fondata e dedicata a Giulia, sua madre) l'album "Amicizia". Nel frattempo è stato impegnato con la nascente Radio Montecarlo nella briosa e sfacciata trasmissione Fumorama ed ha partecipato al fortunato sceneggiato televisivo Marco Visconti, imponendosi come attore di successo.
"Amicizia" fa vincere a Pagani il Premio della Critica per il 1969 e diventa una trasposizione teatrale per il Piccolo Teatro di Trieste. Il disco è assolutamente strabiliante. Un vero concept-album come non ne giravano molti in Italia in quel periodo. Pagani esprime una sensazione di malessere, disagio, abbandono, attraverso la descrizione di personaggi e situazioni del quotidiano. Sensi di frustrazione, voglia di riscatto del popolo: quello della strada, delle valige, del traffico, delle case chiuse, della città, della campagna, delle fabbriche. Una giornata qualunque (ma fortemente italiana) dal mattino alla sera vista dall'alto, una panoramica dei sensi che si svegliano dal sonno e si librano in volo. Ma quello che c'è da percepire è ancora giù, a terra, in strada , tra la gente. Quello da cogliere e preservare sono gli umori, buoni e cattivi, belli e brutti, le parole delle borgate, dei mercati, dei vigili, dei passanti e degli emigranti come quelle delle radio o dei bambini e delle signore in fila da qualche parte. Pagani si mette dalla parte della verità cantando quello che vede. E vede la Vita. Cerca l'amicizia. Lascia fuori i mass-media, la politica la religione. Se c'è un punto di vista in quest'album è quello dei personaggi descritti e interpretati dall'autore. Dirà Gino Paoli quando interpreterà Albergo a ore:"In fondo le storie non sono mai belle o brutte, straordinarie o ordinarie, lo diventano negli occhi di chi le guarda". Ed ecco che è negli occhi di un semplice portiere che una coppia come tante altre diventa straordinaria. Entra e non è squallida, se ne va "in silenzio perfetto" in maniera mai vista. Vengono trovati morti. E che vuol dire per quel portiere? Ne vede ogni giorno di coppie che vanno e vengono. Dà le chiavi a tutte e da tutte le riprende. Ma per quella coppia no. "Come San Pietro" dona le chiavi di "quel Paradiso". E ora, invece, è forse deluso, certo sbigottito, forse spaventato. Non è importante che siano morti o come. Per l'ispettore sarà solo un fastidio in più. Per chi farà l'autopsia sarà certo una routine, poi andrà a casa. Per i barellieri sarà guadagnarsi lo stipendio. Per il giovane poliziotto sarà mettere un pò di nastro e non far avvicinare nessuno. Ma per chi lavora al bar di un albergo a ore è diverso. È lo stupore davanti al nuovo, allo scandaloso forse, all' inconsueto, al tragico. è il SUO punto di vista. Èlo shock subito che lo ha fatto crescere, è il fatto che ci rimane "come un cretino" davanti a un episodio ,e sarà anche un cretino ma chissà perchè non gli va più di dare la chiave del tre. Ed ecco che tutto questo diventa il nostro stupore. Lo Stupore della Vita, della gente "comune", diventa una "presa di coscienza", un trovarsi ogni giorno di fronte a una nuova alba e a un nuovo tramonto. A mettere ogni volta uno spirito diverso nei gesti consueti, a guardare con occhi più maturi quello che ci circonda. La scoperta della vita come viaggio da condividere. Che riserva fatica. Che deve riservare sorpresa. Ecco perchè le categorie di persone sono quelle della strada. Che scoprono, che vedono gli effetti dei meccanismi che essi stessi scatenano forse involontariamente e si intersecano all' infinito. Ecco che la panoramica è dall'alto e guarda verso il basso. Guarda alla strada, E chi è uscito di casa incontra gli altri, crea e subisce la vita la gioia e il dolore. Chi è rimasto dentro non si vede. Il tetto lo protegge, forse, ma certo lo copre, lo chiude. Non vive. Non ci sono categorie che sanno, che credono di sapere, di conoscere, di poter gestire, al punto da poter insegnare agli altri come vivere. Non ci sono politici, avvocati, religiosi e similari. C'è solo una lunghissima strada percorsa dall'alto. E chi c'è entrato potrà incontrare cose, persone e situazioni. E si stupirà. E arriverà alla fine e morirà ma avrà vissuto e sarà stato felice pur avendo sofferto. E certamente porterà con se il ricordo del sollievo di qualche grande Amicizia.
Pagani ci mette in guardia sul fatto che questo tipo di percezione della vita, libera e non condizionata da pregiudizi, innocente, quasi infantile, e per questo sincera nell' esprimere ciò che sente appartiene a un mondo che forse sta scomparendo, schiacciato dall' economia, dal pensiero del profitto, dalla politica corrotta, sradicato dall'emigrazione di massa, reciso dallo sfruttamento degli operai, distrutto da tutto quello che non è cantato nel disco. Perchè il disco è una speranza, è un messaggio positivo, fatto anche di momenti esilaranti, un' invocazione, una preghiera e un' apologia rivolte al bene, alla salvezza, all' amicizia, affinchè la sincerità non scompaia. Ai posteri decidere se le sue erano preoccupazioni fondate...

Sempre nel '69 Pagani vince una lunga battaglia con la RAI, che aveva censurato e osteggiato molte delle sue canzoni tra le quali la stessa Albergo a ore, che il musicista tradusse dal testo francese di Marguerite Monnot, una tra le autrici predilette di Edith Piaf. Può così cantare in radio e televisione le sue canzoni "proibite". In un clima che finalmente sembra volgere a suo favore e la critica che lo osanna, Pagani sceglie a sorpresa di trasferirsi in Francia, sostenendo che in Italia i discografici continuano a richiedergli canzoni di sicura presa sul pubblico come i precedenti "peccati di gioventù", come lui stesso li ha definiti, "Ahi le Haway" e "Cin Cin con gli occhiali". Il periodo francese è molto fecondo e segna una svolta nella sua carriera, facendogli conoscere oltralpe un successo inaspettato e travolgente. A Parigi porta con sè una raccolta musicale, "Concerto d'Italia": dieci canzoni reportage che trattano di emigranti, di donne vestite di nero e di una Venezia che potrebbe diventare "un ricordo che nuota". Lo spettacolo è presentato nel '71 da Leo Ferrè al Theatre de la Ville di Parigi ed è un trionfo. Il poeta Louis Aragon scrive: "Ho la sensazione che Pagani abbia inventato un genere nuovo di canzone e questo non succede tutti i giorni. È impossibile, secondo me, parlare di canzone contemporanea senza tenere conto della sua esistenza. La sua comparsa è analoga all'apparizione dei più grandi". Nel '72 pubblica il doppio Megalopolis, un "romanzo a 33 giri" come lo definisce Le Monde, proiettato in un futuro fantascientifico, ma scientificamente plausibile. Seppure in un solo album, il lavoro esce anche in Italia. L'opera, ispirata dal libro di Roberto Vacca "Medioevo prossimo venturo", viene rappresentata nel '75 al Palais de Chaillot di Parigi e viene definita "il primo romanzo stereofonico nella storia della musica leggera". Riceve anche il Grand Prix International du Disque de l'Academie Charles Cros (per la prima volta a un cantautore italiano). Il successo lo fa tornare provvisoriamente in Italia. Romolo Valli lo invita al Festival di Spoleto dove presenta una versione tradotta e ridotta di Megalopolis. Sempre nel '75 esce "Palcoscenico", ultimo lp italiano della sua discografia e nel '79, decide di ritirarsi dalle scene La sua attività canora termina anche a causa di eventi privati come matrimonio e nascita del figlio Marcos. Comincia ad occuparsi di altro, poesie, impegno politico, lotta per il raggiungimento della pace tra israeliani e palestinesi; si ricordino Arringa per la mia terra e Lettera al colonello (Gheddafi). Scrive poi un'autobiografia tuttora inedita, si impegna nella scultura di opere costruite coi materiali più disparati e di opere di legno definite dai critici francesi "canzoni di legno". Prepara una mostra a New York. Non resta dunque inattivo. Non era nel suo carattere. Lo fermerà soltanto la morte. Colpito da una forma di leucemia fulminante, a soli 44 anni, Herbert Pagani ci ha abbandonato il 16 agosto 1988.

Chiunque non conosca la sua opera (canzoni e non solo) dovrebbe avere il privilegio di poterlo fare, ma purtroppo la reperibilità del materiale è scarsissima. In ogni caso quello che Herbert Pagani ci lascia è un' idea forte e chiara, che attraversa tutto ciò che ha fatto detto e cantato. Un messaggio di umanità, fratellanza, amicizia, mai scontato, sempre sincero. L' amore come unico mezzo, unica arma, per il riscatto, per la lotta, per la sopravvivenza delle idee che, saltando oltre l'abisso dell'inutilità della cattiveria, restituiscono dignità e senso alla vita di ognuno.

Pierpaolo Pucciarelli

 

Qualora foste interessati a maggiori notizie, vi consigliamo i seguenti link:

http://www.hp.org.il/

http://web.tiscali.it/paganiherbert/

http://hpagani.free.fr/
(in lingua francese)

Cinque testi di Herbert Pagani
Albergo a ore

Io lavoro al bar d'un albergo a ore
porto su il caffè a chi fa l'amore.
Vanno su e giù coppie tutte uguali,
non le vedo più manco con gli occhiali...

Ma sono rimasto là come un cretino
vedendo quei due arrivare un mattino:
puliti, educati, sembravano finti
sembravano proprio due santi dipinti !

M ' han chiesto una stanza, gli ho fatto vedere
la meno schifosa, la numero tre...

E ho messo nel letto i lenzuoli più nuovi
poi, come San Pietro gli ho dato le chiavi
gli ho dato le chiavi di quel paradiso
e ho chiuso la stanza, sul loro sorriso !

lo lavoro al bar di un albergo a ore
porto su il caffè a chi fa l'amore.
Vanno su e giù coppie tutte uguali
non le vedo più manco con gli occhiali !

Ma sono rimasto là come un cretino
aprendo la porta in quel grigio mattino,
se n'erano andati, in silenzio perfetto,
lasciando soltanto i due corpi nel letto .

Lo so, che non c'entro, però non è giusto,
morire a vent'anni e poi, proprio qui !
Me Ii hanno incartati nei bianchi lenzuoli
e l'ultimo viaggio l ' han fatto da soli:
né fiori né gente, soltanto un furgone,
ma là dove stanno, staranno benone !

lo lavoro al bar d'un albergo ad ore
portò su il caffè a chi fa l'amore...
lo sarò un cretino ma chissà perché
non mi va di dare a nessuno la chiave del tre !

Teorema

Prendi una donna, dille che l'ami,
scrivile canzoni d'amore
mandale rose e poesie,
dalle anche spremute di cuore
Falla sempre sentire importante
dalle il meglio del meglio che hai
cerca di essere un tenero amante
sii sempre presente e risolvile i guai
E sta' sicuro che ti lascera'
chi è troppo amato amore non da'
e sta' sicuro che ti lascerà
chi meno ama è il più forte si sa ...

Prendi una donna, trattala male,
lascia che ti aspetti per ore
non farti vivo e quando la chiami
fallo come fosse un favore
fa sentire che e' poco importante
dosa bene amore e crudeltà
cerca di essere un tenero amante
ma fuori dal letto nessuna pietà
E allora si vedrai che t'amerà
chi è meno amato più amore ti da'
e allora si vedrai che t'amerà
chi meno ama è il più forte si sa ...

No caro amico, non sono d'accordo, parli da uomo ferito
pezzo di pane lei se n'è andata, e tu non hai resistito
... non esistono leggi in amore
basta essere quello che sei
lascia aperta la porta del cuore
vedrai che una donna è già in cerca di te.

Senza l'amore un uomo che cos'è
su questo sarai d'accordo con me
senza l'amore un uomo che cos'è
è questa l'unica legge che c'è.

 

Sai che basta l'amore
(Pagani - Brel)

Sai che basta l'amore
per alzarti al mattino
e inventare un giardino
la' dove non c'e' un fiore

Sai che basta l'amore
per ricominciare
quando tutti i tuoi sogni
se li e' bevuti il mare

Sai che basta l'amore
per trovare parole
che convincano il sole
a venire in citta'

Sai che basta l'amore
per avere ragione
e piantare in prigione
fiori di liberta'

Sai che basta l'amore
quando non hai bandiera
quando non hai speranza
quando non hai preghiera

Se ti basta l'amore
dai mettiamoci in viaggio
con un po' di coraggio
troveremo l'amore

E vedrai con l'amore
se mi resti vicino
forzeremo il destino
a cambiare colore

Perche' solo l'amore
fa d'un porco un poeta
fa d'un vecchio un atleta
d'un barbone un signore

Perche' solo l'amore
fa nel buio una luce
fa salire una voce
anche in mezzo al rumore

E noi due con l'amore
canteremo canzoni
per far battere i cuori
e tacere i cannoni

E l'amore sara'
per noi due la ricchezza
e la sola certezza
l'unica verita'

 

Lombardia
(Pagani - Brel)

Qui l'arpa della pioggia per mesi suonera'
ed un'infinita' di nebbia scendera'
e vedrai coprira' tutto intorno a noi
e anneghera' il tuo cuore anche se non vuoi
perche' d'autunno piove qui e non smette mai
se vieni su da me vedrai ti abituerai
in Lombardia che e' casa mia

Vedrai la cattedrale che sembra una montagna
con mille guglie bianche che la luna bagna
e dei diavoli in pietra che sputano alle stelle
e che graffiano il cielo con gesti di zitelle
son secoli che fanno le stesse smorfie ormai
se vieni su da me vedrai ti abituerai
in Lombardia che e' casa mia

Qui il cielo e' cosi' grigio che sembra venga giu'
qui il cielo e' cosi' basso che insegna l'umilta'
e' cosi' grigio che il naviglio anneghera'
e' cosi' basso che il naviglio non c'e' piu'
il vento qui si invita ai funerali sai
se vieni su da me vedrai ti abituerai
in Lombardia che e' casa mia

Ma quando il primo fiore dal fango nascera'
e fra le ciminiere il pioppo cantera'
capirai che a novembre noi dobbiamo pagare
quel che maggio promette e giugno ci puo' dare
fra i grattacieli e i tram l'estate scoppiera'
se vieni su da me vedrai ti piecera'
la Lombardia che e' casa mia

 

Signori Presidenti
H. Pagani - A. Limentani - M. Totaro
(1976)


Per quella schiuma bianca che copre i nostri fiumi
Per tutti i nostri pesci che vanno a pancia in su
E per la primavera che cede i suoi profumi
Al superdetersivo con i granelli blu.


E per i panni sporchi lavati troppo tardi
In certe lavatrici intorno al Quirinale
Che puzzano d'inganni di sangue e di miliardi
Mentre la lira scende ed il terrore sale.


Per tutta la violenza che scende nelle case
Dai cieli crocefissi da antenne di tivù
Quando non è di turno tra Cirio e Belpaese
Il papa che consiglia: votate per Gesù.


Per l'urlo del pallone che vomita la radio
Coprendo altre urla nei vostri mattatoi
Prima che ci stendiate sull'erba di uno stadio
Signori Presidenti grazie da tutti noi.


E bravi per le belle centrali nucleari
Che tutti già paghiamo e che nessuno vuole
E che circonderete di mille militari
Finché non metterete un contatore al sole.


Bravi per la giustizia, che se non tace, giace
Per la rivoluzione che ha i piedi gonfi e siede
E per aver ridotto la libertà e la pace
A tristi prostitute che fanno il marciapiede


Bravi per le colombe costrette a fare i falchi
Perché vendete armi al meglio compratore
E per i vostri amori imposti ai rotocalchi
Perché la gente creda che voi c'avete un cuore


io vi ringrazio ancora e me ne vado adesso
La musica era bella e le parole no
Ma il mondo è bello e voi ne avete fatto un cesso
E finché ci sarete, così io canterò.

Discografia italiana

 

45 giri
Album
1965 Testamento all'italiana/Lombardia
1966 La mia porta/Fermati!
1966 Sai che basta l'amore/Un capretto
1967 Canta che ti passa la paura/Bastava che
1968 Cin cin cin gli occhiali/Signor Caruso
1969 Ahi, le Haway/L'amicizia
1969 Cento scalini/Albergo a ore
1970 Lo specchietto/Fuoco bianco
1970 La mia generazione/Gli emigranti
1972 Oh nostalgia/Porta via
1973 Le tapis roulants/Da noi
1975 Cavalli ricamati/Le donne dei signori
1976 Palcoscenico/Concerto per un cane
1977 Il ragionier Noe'/Cosa faro' non so
1965 UNA SERA CON HERBERT PAGANI
1969 AMICIZIA
1973 MEGALOPOLIS
1975 BALLATE DAL MARCO VISCONTI
1976 PALCOSCENICO

Partecipazioni

1968 VIP MIO FRATELLO SUPERUOMO
(nella colonna sonora del film omonimo a cartone animato di Bruno Bozzetto, Pagani canta due brani: Vip e Metti un tigre nel doppio brodo)

 

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