Ricky Gianco

 

Ricky Gianco, lodigiano di nascita, e' tra i primi in Italia ad avventurarsi sul terreno del rocn'n'roll.
Nel 1959 incide i suoi primi dischi ("Ciao ti diro'", "Precipito") e nel 1961 entra nel Clan di Celentano,
scrivendo "Il vento dell'est" con Pieretti, "Ora sei rimasta sola" e "Preghero'" (versione italiana di Stand
by me), per poi uscirne l'anno successivo. Per tuti gli anni Sessanta e' attivo come profuttore di musiche
e testi, rimanendo in ombra come solista nonostante la continua e regolare pubblicazione discografica.
Negli anni successivi continuando le sue attivita' primarie (di autore e cantautore), affianca quella di
produttore, la colonna sonora di Liquirizia di Sampieri (1979) e anche un'attivita'pubblicitaria.
L'album del 1993, dal titolo "E' rock'n'roll", riporta alle origini Ricky Gianco. Nel 2000 e' stata pubblicata
una raccolta, intitolata "Tandem", in cui sono contenuti tutti i duetti che l'aritsta ha prodotto negli anni
con altri artisti (come Navigare, con Fabrizio De Andre').

Alcuni testi, nella pagina Audio alcune tracce.

Esiste anche un sito ufficiale. Lo trovate all'indirizzo:
www.rickygianco.it

Arcimboldo

Eran belle le strade con il vento tagliente, e noi
coi turisti Maria Teresa girava Schonbrunn, e noi
comandati da un cicerone colonnello
che amava i pavimenti del castello
e la carrozza cancellava la realtà.

I cavalli bianchi della scuola spagnola, e noi
e' vero danzano ma sopra hanno un cavaliere, e noi
anche un grande ballerino può cadere
anche un marito può picchiare il sedere
abitava qui Beethoven e sordo morira'.

Come un male che non puoi curare
come una cancrena, hai deciso tu
amputare e' meglio e razionale
un taglio netto certo bastera' forse a salvare  la sua e la tua felicita'
e' facile morire
e' piu' difficile capire.

Sai pregare in tedesco in una chiesa a Vienna e buffa ridi, e noi
il mercato delle pulci, una torta al cioccolato,  i mostri e noi
suona falso un violino in ungherese
il goulasch e' obbligatorio ma e' viennese
e il Bristolone la tua spilla rendera'.

Arcimboldo dipingera' la mia testa per te, e noi
nei miei occhi il tuo amore, sulla fronte la tua lealta, e noi
sulle labbra il tuo fiato desiderato
nella mia gola il tuo palato
tra le mie rughe la tua sincerita' .

Come un male...
La tua tosse del mattino, uno spazzolino in due, e noi
fra i miei denti la tua gengivite, una sola in due, e noi
il tuo corpo che io amo e tu non conosci
e il tuo dolore che mi nascondi
la mia disperazione e mi fai fare l'amore.

Io mi sento bene, sono pronto, e' Natale ormai, e noi
come un albero coi palloncini sorridero' per noi
non preoccuparti poi se il sette gennaio
senza piu'  luci ne' radici
finiro', giu' in cortile o sul solaio.

Come un male che non puoi curare
come una cancrena, hai deciso tu,
amputare e' meglio, e' razionale
un taglio netto certo bastera'
forse a salvare, un'altra volta
la sua e la tua felicita'
non lasciarmi morire
io voglio ancora capire.

 

Un amore (una giovane signora)

Una giovane signora , un'amica affascinante
Una donna strana, con un viso interessante
Un po' per aiutarmi, un po' per essere tranquilla,
con la propria coscienza casalinga progressista
che e' sensibile all'amore, all'amore di un bel fiore,
che non vuole sapere
quando muore il tuo dolore ,
che non vuole sapere quando nasce in te la vita,
tanto tutto finisce, basta crederla finita
mi ha detto: "Vuoi un consiglio, vuoi conoscere il tuo destino?
Vai in via Arzaga a mio nome, c'e' un bravissimo indovino,
pesera' il tuo dolore, ti sentirai sicuro,
guardera' tra le tue chiappe e leggera' nel tuo futuro".

Un amore che non sai,
forse non hai saputo mai,
il dolore che mi dai
quando ti guardo e non lo sai.

Certo insistendo presso amici a Busto Arsizio
Potrei conoscere il suo nome, il suo indirizzo
E pagando molto il tuo dentista gentilmente
Mi potrebbe dare una foto di un tuo dente
E per riuscire a sapere cosa senti nel tuo cuore
Potrei andare a Firenze da quell'altro tuo dottore,
dal magnifico Ghigo farmi dare tra le piu' belle
un ingrandimento delle tue sane mammelle
ma per conoscerti veramente proprio a fondo
potrei corrompere quel dietologo tuo stronzo
a lasciarmi dare un'occhiata solamente
per vederti pagare nuda centomila seriamente.

Un amore che non hai,
o forse non hai avuto mai,
il dolore che mi dai
quando ti stringo e non lo sai.

Forse io sono un volgare pervertito
quando ti fisso con lo sguardo un po' smarrito
quando guardo quelle gambe, quelle gambe tue non belle
irrequiete e tonde proprio come due gemelle
quando io accarezzo la tua pelle profumata
e tu mi guardi attenta quasi un poco spaventata
e poi stringi la mia mano e io sento un gran calore
stai tranquilla credo sia un difetto di circolazione
quando io guardo da affamato le tue labbra
come un gorilla tra le sbarre chiuso in gabbia
no, no, non ci badare c'è chi nasce fortunato
c'è chi nasce sociologo e chi bischero malato.

Un amore che non sai
forse non hai saputo mai
il dolore che mi dai
quando ti tocco e non lo sai.

E' imbarazzante ritornare a casa a sera
con in mano un fiore se ti vede la portiera
forse lontano dalla mamma, dai nipoti e dalla zia
e dalla nonna e dai tuoi suoceri, dagli amici e da casa tua,
dici: "Se ti avessi incontrato per i giochi senza frontiera
oltre cortina, quando è buio verso sera."
Se non avessi questo ruolo così importante
da intellettuale borghese con la testa sulle spalle
forse se non avessi paura che un paio d'ore
diventassero magari giornate senza più amore
o se un giorno mi amassi e dicessi di non amarmi
o forse solamente con un altro, insomma basta.

Un amore che non hai
o forse non hai avuto mai
il sorriso che tu hai
che forse non ho avuto mai.

Quello che volevi, forse io non l'ho capito
un incontro a scacchi con di fronte tuo marito
per vederlo vincere e scoprire il suo sorriso
e sentirmi dire con un tono caldo e preciso:
"Qui non c'è fortuna è uno scontro di cervelli"
e potere guardare i tuoi occhi freddi e belli.

Un amore che non sai
forse non hai saputo mai
il dolore che mi dai
quando ti amo e non lo sai.

Celeste
(
Ricky Gianco e Gian Pieretti)

Io mi guardo nei tuoi occhi,
celesti come il mare più profondo dell'Africa,
come il cielo prima del diluvio universale,
come le nuvole nel primo giorno di primavera
e come le ali di una piccola farfalla celeste.

Celeste e' il mio primo pensiero alla mattina
quando mi sveglio e so che per tutto il giorno
potro' tenerti vicino.
Il giorno in cui e' nato il Paradiso
era un giorno celeste.
Il giorno che e' nata la luna era un giorno celeste
e il giorno che sei nata tu, era un giorno meraviglioso
e celeste...

E come: i poeti, i pittori, gli scrittori hanno parlato di te,
oggi ne ho parlato anch'io:
Celeste
Amo le cose che
mi hanno visto insieme a le.
Amo la musica che accompagna te nei sogni miei.
Muoio per vivere un minuto accanto a te
Amo le cose che
mi hanno visto insieme a le.
Amo la musica che accompagna te nei sogni miei.
Muoio per vivere un minuto accanto a te

 

Navigare

Nel futuro che cosa c'è
zucchero mischiato a caffè
come un'onda che viene e va
la musica non passerà

Nuvole sulla città
sogni nello smog
ma la mia patria è sempre qua
e il passato che se ne va

E tu che sorridi
sei sempre più lontana
poi di colpo il cielo è blu
sono solo, non ci sei più.

Ma le illusioni non vanno via
nuotano nella mia scia
camminare non basta più
senza una speranza, un'idea

Navigare, navigare dove arriverò
ma quante offerte d'occasione
non rinuncerò mai

Navigare, navigare poi mi fermerò
ad ascoltare un piccolo cuore
che non capirò
e continuerò

Nel futuro che cosa c'è
un bambino beve un caffè
fà una smorfia e lo butta giù
tanto zucchero non ce n'è più

Ho finito le lacrime
son contento così
ho bruciato i miei dollari
e ho liberato le pecore

E lei che mungeva
piangeva piangeva piangeva
un amore che se ne va
può ridarti la libertà

Nel futuro qualunque sia
non c'è niente da perdere
meglio un sogno da vivere
meglio una speranza un'idea

Navigare, navigare dove arriverò
ma quante offerte d'occasione
non rinuncerò mai

Navigare, navigare poi mi fermerò
ad ascoltare un piccolo cuore
che non capirò.

 

A Nervi nel '92

Un cappello un po' bizzarro
ed un sigaro toscano,
un bastone nella mano, era lei,
qualche anno sulla pelle
occhi dolci e luminosi
una smorfia e un sorriso, era lei,
e un omino un po' pelato
rosso in viso, alcolizzato
col cappotto un po' scucito: era lui,
a guardava un po' incantato
e in silenzio si sedeva,
ma parlava, ma, parlava solo lui.

A Nervi nel '92
su una panchina scolorita,
a Nervi nel '92
le raccontava Ia sua vita,
le raccontava Ia sua vita.
Lentamente ricordava,
una storia di una donna,
che giocava e non rischiava quasi mai,
che il telefono scopriva
anche se poi lei mentiva,
camminando sopra ii filo in su e in giu',
in un circo coi leoni,
coi pagliacci mattacchioni,
lavorava e lavorava solo lei
ma di colpo si fermava
e diceva che l'amava,
lei rideva ma ascoltava ferma li'.

A Nervi nel '92
su una panchina scolorita,
a Nervi nel '92
le raccontava Ia sua vita,
le raccontava Ia sua vita.
Le sue mani affusolate
un po' timide e delicate,
lui stringeva e lei stringeva sempre più,
oramai da molti anni
il 18 era passato,
ma non si era mai stancato insieme a lei,
mordicchiandosi le dita
non diceva una parola,
ma i suoi occhi Ia tradivano sempre più,
e cosi una sigaretta
con amore ciancicata
gli accendeva e lui fumava insieme a lei.

A Nervi nel '92
su una panchina scolorita,
a Nervi nel '92
le raccontava Ia sua vita,
le raccontava Ia sua vita.

 

Uomini non parlate più

uomini santi
martiti stanchi
lasciate i banchi
vittime serie
senza miserie
andate in ferie
non parlate più
forse è buono il sapore del vostro dolore
che vi salverà
senza un cuore d'argento
si sa che la grazia non c'è
uomini astanti
la vostra icona
non è più buona
uomini eroi
la vostra gloria
succhia la storia
non parlate più
l'egoismo è rinchiuso nel vostro podere
l'eden non c'è più
le medaglie le vendono
anche alle fiere
uomini forti
il vostro terrore
non ha colore
fini diversi
scopi perversi
vi siete persi
non parlate più
riprendete il bastone del grasso padrone
vedo delle spranghe
sento puzza di forza
di vecchie mutande

Il Fiume Po

Il fiume po che nasce dal Monviso
e dai ghiacciai trascina piombo e pesticidi
discende a valle e poi si abbraccia col Tanaro
e porta l'ammoniaca verso nuovi lidi
un po' più a valle il Po si incontra col Ticino
e corre ancora giù verso il Panaro
così si trova dentro il letto anche l'arsenico
il Sesia e l'Oglio aggiungono il mercurio

il fiume Po il fiume Po
è un fiume chimico ma senza l'H2O
senza l'acca due o
il fiume Po il fiume Po
è parte di quel corpo vivo che non ho
che io non ho

sembra che sia nel Po che kafka ha fatto il bagno
prima di trasformarsi in uomo-ragno
e pare ci sia anche un testimone
che ha visto Achille metterci il tallone
e son venuti degli esperti americani
che sanno tutto e se ne lavano le mani
ma per errore le han lavate dentro il fiume
e sulle dita già gli spuntano le squame...

il fiume......

però si tratta di sicuro di leggende
e la regione lombardia non se la prende
e la regione è sana e ci si può fidare
e sta approvando in fretta il piano nucleare

il fiume.....

Compagno sì, compagno no, compagno un caz

sto facendo il notiziario cambogiano
da una radio libera, per chi?
il microfono è un po' fallico però
il potere non ce l'ho no no
circondato dai mass media sulla sedia
io lavoro sempre gratis ma
c'è Antonietta che mi ama e che mi aspetta
tutta notte lei mi ascolterà
compagno sì, compagno no, compagno un caz
compagno sì, compagno no, compagno un caz
io c'ho il profugo cileno a casa mia
è arrivato nel '73
e da allora lui non è più andato via
Antonietta fammi star da te
passa un giorno, passa un mese, passa un anno
l'unità sconfiggerà il padrone
ma Antonietta mi ha buttato per la strada
vuoi vedere che sono io il coglione
compagno sì, compagno no, compagno un caz
compagno sì, compagno no, compagno un caz
vado a prendere un po' d'erba da un amico
ad Antonietta la regalerò
io la lascio chiusa in macchina un secondo
per anadare a bere un buon caffè
quando esco mi han spaccato il finestrino
e un ragazzo sta saltando il muro
come fai a mandare uno a San Vittore
poi finisce che gli fanno il culo
si avvicina un tizio con cravatta e giacca
tira fuori il fototesserino
e mi dice "tu sei uno di sinistra
sta tranquillo sono un celerino
son pulotto sì, ma son del sindacato
forza dimmi cosa ti han rubato"
io gli dico: "lascia perdere compagno
è un problema troppo delicato!"
compagno sì, compagno no. compagno un caz
compagno sì, compagno no, compagno un caz

Ironia

è incatenata è legata, non vola via
è vietata, sigillata, la chiamano ironia
non sorride mai, sta in un circo lavora
si deve esibire
presto la vedrai
e se paghi l'ingresso la fanno saltare
e di qua e di la
oi oi
si chiama ironia
oi oi
c'è chi non la vede proprio neanche ad occhi aperti
oi oi
per piccina ch'ella sia
oi oi
è inseguita dalla polizia

è programmata la serata dell'ironia
sulla faccia la risata come una malattia
guardala lassù
come vola impazzita cercando l'uscita
ora viene giù
e ci passa nel corpo
una strana allegria
vola via vola via
oi oi
si chiama ironia

gnomi dell'universo
gnomi di questo mondo
unitevi per bene
e fate un girotondo
cercate almeno nella voce una giuta altezza
poi per comodo od ossequienza
per una sana militanza
distruggete per sempre la pallacanestro
oi oi
si chiama ironia

Obrigado obrigadinho

ferma la realtà
un po' prima del vecchio sonno
anche se parli non ti sente
non facciamo gli spartani della mente
e il cielo era blu
a volte di un triste blu
blu polizia è la verità
proprio come l'hai chiamato tu
sempre e solamente tu

diciotto, sessantotto e tu
nei cerchi dell'Otto-volante
la militanza sulla tua panchina
barricata anche se non parigina
e non ingannarti più
hai cercato di liofilizzarti
e fumiamo e il tavolo dici si sposta
e con la sigaretta accesa giochi e spegni
il pisello di un insetto

non sono pazzo e vojo
la tua allegria, l'intelligenza, l'ironia
e ricordiamo poi
"la figlia del padrone" e come ridi tu
e per un pelo non ti senti un carillon

e l'agopuntura buca
non cucire le tue colpe assurde
alla donna del "samai"
abbiamo visto con una mano svestire una pesca
tu ed io, domani ancora, vestita de blanco
tum che somatizzi un trattore
cammello, tombino, pisello
sai dirle solamente tu

un uomo che ti vive e canta
ed un altro che ti disegnava
mentre tu inventavi Sherloch "Oulmes"
e le mosche le hanno chiuse solo in uno zoo
e lo so sio
e lo sai soltanto tu
e poi trentun, trentunm trentuno
il chitarrin de-Piano, mistero?
obrigado, obrigadinho

Non si puo' smettere di fumare

Non dirmi ancora che non è più tempo di cantare
non dirmi che le lucciole non sanno dove andare
e non parlarmi sempre delle mei chiusure
io non ti parlerò più delle tue paure.

E se non sappiamo proprio dove andare
se siamo una pagliuzza persa sopra il mare
se non vediamo più il disegno dei confini
saremo più leggeri e forse più vicini.

Non dirmi ancora che non ti realizzi nel lavoro
che non riesci a vincere su te e su di loro
che non ricordi più le tue fotografie
e quando le ritrovi non sembran tue.

E non si può smettere di fumare
e non si può smettere di sognare
e non rinunceremo a vivere gli errori
E non si può smettere di fumare
e non si può smettere di sognare
e non possiamo smettere di uscire fuori.

Forse se intorno tutto sembra un pò invecchiato
se quello che cerchiamo non l'abbiamo mai trovato
se trovi qualche buco nella tua coperta
forse non è uno strappo, è una finestra aperta.

E non si può smettere di fumare
e non si può smettere di sognare
e non rinunceremo a fare nuovi errori.

Il mare sta arrivando verso il continente
il mare sta cantando il canto della gente
allenerò l'udito per sentire ancora
il suono del silenzio prima dell'aurora.

E non si può smettere di fumare
e non si può smettere di cercare
la prima sensazione l'ultima scoperta

E non si può smettere di fumare
e non si può smettere di cercare
il gusto di provare ancora un'altra volta.

E non possiamo smettere di fumare
e non possiamo smettere di cercare.

 

Il deserto è pulito

hanno fatto un giardino nel deserto
poi ci hanno messo un cinema all'aperto
un'autostrada fino alla città
ed un'azienda di pubblicità
è c'hanno aperto una casa da gioco
un luna park la pista per le moto
nove ragazze nove tutte nude
sauna, massaggi e fango di palude

ma il deserto è pulito e non fa rumore
il deserto è vivo e pieno di colore
e il deserto è bello non lo puoi fermare
e non c'è giardino che lo può inghiottire

ma la sabbia l'hanno fatta livellare
c'hanno messo una centrale nucleare
nell'oasi hanno piantato un gran traliccio
e la sabbia è nera, sporca di terriccio

ma il deserto è pulito e non fa rumore
il deserto è amico ti ci puoi incontrare
e nel tuo miraggio la tua nuova testa
sarà come sabbia mossa da tempesta
e il deserto è grande non si può fermare
il deserto avanza ancora giunge fino al mare
il deserto presto spazzerà i confini
il suo vento teso coprirà i giardini

Il vento dell'est
(Gian Pieretti/Ricky Gianco)

Quando il vento dell'est
mi portera'
il profumo dei capelli suoi,
io guardero'
verso il vento dell'est
e mi ricordero'
che lei e' andata di la'.

E fa che i suoi capelli
siano sempre piu' lunghi,
perche' solo cosi'
e' piu' bella che mai.

Quando il vento dell'est
mi portera'
il profumo dei capelli suoi
...........................

E fa che i suoi capelli
siano sempre piu' lunghi,
perche' solo cosi'
e' piu' bella che mai.

Io piangero'
e guardero' verso il vento dell'est
per vederla tornare.

 

Vita, morte e miracoli

se sono paralitico
non è poi una rovina
io non ci credo più
all'alzati e cammina
miracolo! d'un tratto
mi trovo in movimento
ma poi mi sento vivere
paralizzato dentro
sì dentro

non trovo più il mio corpo
non trovo più le parti
se poi penso all'insieme
roba da grandi sarti
roba da fili elttrici
cuciti nelle vene
roba che quando invecchia
comparlarla non conviene
no, non coviene

e mi fa molto ridere
il fremito di quello
che grida già al miracolo
se gli tira l'uccello
se tira, dove tira?
e cosa tira a fare?
e poi quanta fatica
sembra di lavorare
sì di lavorare

chi viene troppo presto
chi viene lentamente
chi viene senza invito
e chi non viene per niente
veniamo tutti quanti
e ora di finirla
la storia è in movimento
movimento di pirla
sì di pirla

se sono paralitico
non è chi sia contento
se il fuoco sembra fioco
non è che si sia spento
la cenere riscalda
ben più di una fiammata
è meglio il tuo sorriso
di questa mia risata
risata


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