Giuliano Contardo

 

auna presentazione in prima persona


Nasco a Torino nel 1969 e da bambino vivo tutta la stagione del folk revival degli anni '70 seguendo concerti e spostamenti del gruppo di mio padre: i Cantambanchi. Così imparo a stare su di un palco e ad esibirmi di fronte ad un pubblico. E non solo, nella mia testa entra tutto un patrimonio di canti popolari italiani. Imparo anche i primi rudimenti di chitarra e al liceo, seguendo l'onda del periodo, elettrifico i miei suoni in una serie di gruppi punk.
Dopo il diploma parto per un giro dell'Europa "on the road": prende così forma il mio approccio alla musica folk-punk-stradaiolo.
Nel 1991 fondo il gruppo di animazione musicale ABESIBE'
, gruppo che va su e giù per l'Italia con i suoi interventi teatral-musicali di strada o con veri e propri concerti in locali, festival e centri sociali.
Nel 1994 lascio gli Abesibe e formo Le Masche , gruppo di folk urbano-selvatico con cui inizio un'attività semi-professionale suonando più di 100 concerti in Italia e all'estero, collaborando con gli Yo-Yo Mundi alla realizzazione del loro cd Bande Rumorose, partecipando a due compilation per l'etichetta Aria/Zion e componendo le musiche della compagnia teatrale Assemblea Torino.
Sciolte Le Masche, nel 1998 inizio la mia attività solistica realizzando il cd Avete messo Radici? con Stefano Risso, Lucio Graziano e Sergio Caputo. Da lì in poi ho preso parte alla compilation Combat-Folk, ho suonato in diversi festival e rassegne come "Tavagnasco Rock" e "Chansonnier" e continuo ad insegnare i "miei" canti popolari nelle scuole elementari e medie della provincia di Torino.
Inoltre ho scritto una canzone (in inglese, titolo "Song for the unborn") per la cantautrice-poetessa norvegese di etnia Sami MARI BOINE, canzone uscita sul suo ultimo cd "Eight seasons" (Lean/Universal) e mi preparo ad entrare in studio per
la registrazione del mio secondo cd.

   
adiscografia

AVETE MESSO RADICI?

01 - Lupa
02 - La parola come il fuoco
03 - Panecarne
04 - Fuori
05 - Buco nero
06 - La vita in affitto
07 - Rosa
08 - Come una valigia
09 - Io e mio nonno
10 - Cavia
11 - Ciarlatani

 

 

Parole e musica di Giuliano Contardo
Prodotto da Giuliano Contardo

Giuliano Contardo: voce, chitarre acustiche, percussioni
Sergio Caputo: violini, piano Rhodes, mandolino, percussioni
Stefano Risso : contrabbasso
Lucio Graziano: batteria, percussioni
Luca Naretto: loops ed elaborazioni elettroniche
Mario Congiu: chitarre elettriche in 1 e 4
Daniele Contardo: fisarmonica in 11

Registrato e mixato al Combostudio (TO) da Luca Naretto , ago/sett 1998

Il Cd è in vendita su Vitaminic

 

La vita sull'amaca/Ora di andare
Demo

"La vita sull'amaca" è scaricabile da mp3italia.com, ed e votabile
per il concorso "Storie d'autore" che si terrà al Mei
di Faenza a novembre

 

aaalcuni testi sparsi

 

IO E MIO NONNO


Fino in Francia in bicicletta
per fare il panettiere
a nove anni
un uomo è un uomo
già così presto
spine nella carne
e sangue fin troppo bollente
Con gli altri in ginocchio
nel ventre della terra
a strappare con le unghie
la luce dalla pietra
Bestemmiando il padre e gli antenati
e una sorte accettata in dote
Con gli altri in ginocchio
nel ventre della terra
a strappare con le unghie
la luce dalla pietra
Ho una vecchia foto
in bianco e nero
Bianco il cielo
nera la faccia
Nonno
è solo un dialogo a distanza
tra le tue vecchie pagine
e i miei denti
Stesso giallo incrostato
stesse tarme
Stesso vomito del mondo
Poche parole
e una calda intelligenza
Più di un ricordo
un pezzo di me stesso
E mani forti col lusso di scegliere
di che lama finire
E’ un progresso eccezionale
vivere cent’anni
e maledire il padre e gli antenati
sbavando senza denti per schivare
il vaffanculo dei nipoti
Nonno
è solo un dialogo a distanza...
Nonno
dacci il tempo di imparare
a non scodinzolare
stesso scherzo genetico
da tramandare
stesso vomito del mondo

 

VITA IN AFFITTO


Buona fata dei sentimenti alti
noi si fa quel che si può
Tu ci vedi chini a lavorare
ma questo è il nostro modo di giocare
Buona fata dal velo color cielo
noi si fa quel che si può
Tu ci senti spesso bestemmiare
ma questo è il nostro modo di
pregare
Intanto aspetto il colpo di fortuna
quando non sarò più costretto
a vendere il tempo
La mia vita in affitto
un tanto all’ora
e il poco tempo che resta
tornare a viverla io
Che bella idea la vita in affitto
lo stile di vita che fa per me
Come una barca
o un appartamento
E il tempo che resta
tornare ad essere io
Buona fata dei sentimenti alti
noi si fa quel che si può
Tu ci vedi spesso litigare
ma questo è il nostro modo di
parlare
E poi
Buona fata dal velo color cielo
non siamo più bambini
Scusa, non ho tempo di giocare
domani forse, forse potrò
Aspetto ancora il colpo di fortuna
quando non sarò più costretto
a vendere il tempo
La mia vita in affitto
un tanto all’ora
e il poco tempo che resta
tornare a viverla io
Che bella idea la vita in affitto...

 

LUPA


Sei la luce rossa al tramonto
vortice ventoso del cielo in fiamme
tizzoni ardenti tra braci dormienti
I tuoi occhi anche il sole accecano
Lupa il tuo canto
passa i muri e i vetri
il tuo sguardo
entra e mi scalda la pelle
ghiacciata si gira e poi danza
Lupa il tuo canto
è di poche parole
il tuo sguardo
scolpito d’avorio e d’argento
è mano calda
che mi riempie la notte
Sei la pagina bianca da scrivere
sei il disegno nascosto nel foglio
il sogno di ogni poeta fallito
la storia che si racconta da sola
Lupa il tuo canto
passa i muri e i vetri
il tuo sguardo
entra e mi scalda la pelle
ghiacciata si gira e poi danza
Lupa il tuo canto
il tuo caldo fiato d’assenzio
è un gioco astuto e innocente
Il gioco che sogno da sempre

 

 

Per contatti:
giconta@yahoo.it

 

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