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Le BiELLE RECENSIONI
 


Armando Corsi
Duende

Un disco di cui è d'obbligo parlar bene

di Leon

Di Armando Cosi ho amato tantissimo "Itinerari" ('95) e meno "Milonga secondo Matteo" ('96).

Ora "Duende" e' un altro disco di cui e' d'obbligo parlare bene. Innanzitutto perche' e' schierata al completo la "gioiosa macchina da guerra" che sta dietro a Fossati (Beppe Quirici e soci), poi perche' sono coinvolti anche Javier Girotto, Martina Marchiori e Elio Rivagli e infine perche' Armando Corsi e' bravo e serio.

Tutto vero. Ma non posso non notare che arrivo a fine disco con stanchezza e che la pur bella versione di "Mio fratello che guardi il mondo" da Fossati non solo non aggiunge niente a un brano dove pregnante e' il testo, ma, sostanzialmente fornisce uno splendido tappeto acustico per un gabinetto dentistico o una sala d'attesa.

Dove e' il valore aggiunto, nonostante la piacevolezza del tutto? Va meglio in brani originali, come nella bella "Anita"dal caldo cuore percussivo, ma buona e' anche la resa della liquida "Poinciana", gustose anche "Gliding" e "Milonga for trio". Molto piu' di maniera "Sarabanda" e "Waiting for".

"Duende", invece, proprio non la reggo. Grande maestria strumentale, ma anche calore in un disco con luci e qualche ombra.

Armando Corsi
"Duende"
Officinae artis, 2002
su www.lisolachenoncera.it

   
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