La
classe precaria
va in paradiso

Eccola
la nuova classe lavoratrice,
eccola questa bizzarra
e ingestibile classe operaia
del 2000. Li trovate con
la loro divisa di marca
e gentilezza imposta di
sorrisi per i clienti
scassa palle, annoiati
caronti che vi porteranno
a visitare i più
reconditi spazi di consumo
e felicità. Questa,cara
signora mia, non è
un negozio o un tempio
di promesse. No. Questa
è una fabbrica:
di futilità, di
sconti, di “solo
da noi è possibile
acquistare”, di
finanziamenti a tasso
zero, di “una grande
famiglia al vostro servizio”,
di imposizione mafiosa
e fascista del sorriso
e cortesia. La catena
montaggio del benessere,
di robe da avere subito,
di soldi. Un tempio di
banalità che richiama
come zombi l’umanità
senza più luoghi
di incontro e di scambio
– scontro di idee.
Nokia 95, Motorola V3,
Sony Ericson W 300 I,
tutte cose che sembrano
il centro della felicità
comune. Segnale che viviamo
sotto la più fetida
delle dittature:quella
del consumo e del mercato.
Spazzati via i sogni,
la rabbia, la gioia e
rivoluzione, trasformato
un paese in un posto di
bestie affamate di mediocrità.
Convinti che sia un Partito
Democratico a salvarci
dalla fine, l’appiattimento
che suicida la sinistra.
La cancella.
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| "Il
Tè nel deserto" di Daria |
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Partiamo
di prima mattina dal Cairo, Un fuoristrada, un autista,
un geologo, un navigatore, una bussola. Quando non hai
più segni di riferimento ecco che il deserto entra
dentro di te, non parliamo più, c'è solo
il rumore della macchina, e un paesaggio che ti fa girare
la testa. |
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Storia
di "Storia di un impiegato"
(Giorgio, Red, Franco) |
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Buio
in scena. Parte la musica. Al primo colpo orchestrale
luce. Una stanza. Un uomo in un angolo, nell'angolo sinistro
per chi guarda, seduto a un tavolino. Luce accesa sul
tavolino. Una piccola luce, lampada da tavolo. Sul tavolo
una collezione di francobolli. Alle sue spalle, sullo
sfondo, si accendono diapositive di immagini note del
maggio francese e/o italiano. |
| "Musica
da stiro" di Riccardo Venturi |
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'A
iurnata comincia con una montagna di panni da stirare che
occhieggiano minacciosi sopra il tavolo; e stavolta non
si sfugge, Riccardo. O li stiri, o continueranno a trascinarsi
per il vastissimo appartamento (monolocale di una quarantina
di metri quadri), scaglionandosi strategicamente nei punti
piu' impensati ed occupando militarmente luoghi di importanza
vitale. Datti una mossa, su. Il dovere ti chiama. |
| "Le
sensazioni di un telefonista e della luna che la rockstar
nascose ai sette" di Andso |
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I
blateranti corvi. Chissà perché non perdono
mai le piume. Per fortuna. Preferisco la scagazzata precisa
di un piccione sul vetro della macchina ad una piuma di
una cornacchia davanti alla porta. Darebbe una sintomatica
asincronia alla giornata. Insomma, forse non uscirei.
Verrebbe quasi da cercare il lato oscuro di quella luna,
the dark side. |
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Alcuni
articoli sono liberamente tratti dalle
Mailing List.
Chiunque volesse inviarci materiale
non ha che da scriverci |
| "Ciao
Caterina" di Riccardo Venturi |
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La
terra, per Caterina, non sarà
certo lieve con i cordogli dei politicanti,
e nemmeno con la fondamentale notizia
che era iscritta alla SIAE. E la terra,
comunque, non è mai lieve.
E' sempre pesante. Ne ha saputo qualcosa
lei per tutta la sua vita, passata
a cercare e a scavare canzoni dal
fondo della terra. Dal fondo della
terra e delle lotte. |
| "Cantautore.
Ora dico fosse un poeta" di Antonio
Piccolo |
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Vecchia
ed annosa questione, noiosa quantomeno,
inutile per di più. Però,
mi gira di fermarmi un attimo, perché
io – ebbene sì –
sono uno di quelli che, a qualche
cantautore, ogni tanto gli viene da
dire: «accidenti, sei un poeta».
Le elettriche impazziscono, cantautori,
critici e studiosi si mettono sugli
attenti: e no, e no, attenzione, che
poeta e poeta. |
| "Dicono
che le notti... " di Davide Nixon |
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Dicon
che le notti qui sian tutte uguali,
e forse è vero. Come sempre
Suicide Sally cerca di annegare le
sue disperazioni con mr Daniel's e
ci chiede per l'ennesima volta come
ha fatto ad addormentarsi femminista
e svegliarsi carrierista, dice che
vorrebbe tornar a dormire e pretende
che il buon Daniel's se la porti con
se... |
| "Ascoltando
Paolo Conte" di Paolo Talanca |
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“E
ti offro l'intelligenza degli elettricisti
cosi almeno un po' di luce avrà
la nostra stanza negli alberghi tristi
dove la notte calda ci scioglierà"
E' un passo di una canzone maledettamente
bella di Paolo Conte, che si intitola
Un gelato al limon. |
| "Les
Ondes Martenot" di Riccardo Venturi |
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Tra
le canzoni che non ho potuto ascoltare
la sera del 30 marzo 2002, ci sono
quelle de Les Ondes Martenot. Le Onde
Martenot sono uno stranissimo strumento
musicale simile al theremin; e Les
Ondes Martenot sono il gruppo musicale
più stralunato che mi sia stato
dato di conoscere.
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| Il
dibattito è aperto: chi è
Ivano oggi? di Cosimo Pacciani |
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Il
dibattito e' aperto. Chi e' Ivano
a meta' ed oltre del primo decennio
del nuovo millennio (o un anno attorno
al 1400 quasi 1500 per i mussulmani
ed i Benigni fra noi)? Chi e' Ivano
Fossati e come e' possibile che ancora
oggi ci siano persone che vanno ai
suoi concerti, che diventano eccitate
ad ogni puzzetta in forma di musica
che emette? |
| Fasta
e nefasta 2005? di Cosimo Pacciani |
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Quando
gli uomini e gli dei muoiono, ci sono
sempre centurioni romani a spartirsi
le vesti. Sotto la croce di Cristo
e nelle banche gestite da Fiorani
Y Su Cricca. L'energia, la fatica,
il sudore delle persone che soffrono
e che contano gli scatti del telefono,
un conto alle Poste ed uno alla Cassa
di Risparmio locale. Muori e tutto
sparisce. |
| "Un
sito per Fanigliulo?" di
Alessio Lega |
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Piace
alla gente il cantante che si prende
sul serio, il “postino”
che consegna “messaggi”
di fine corsa; non piace chi riflette
sui buchi della comunicazione con
l’inevitabile arma dell’ironia.
In questa trappola cadde (e non si
risollevò manco con la scomparsa)
uno dei più interessanti provocatori
che abbia mai attraversato so “Show-Biz”
italico: lo spezzino Franco Fanigliulo |
| "Musica
pesante" di Cosimo Pacciani |
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La
musica che ascolto sta diventando
sempre più pesante.
Architettonicamente complessa. Non
nel senso di un ritorno alle inefficienze
sonore del mio periodo gotico. O di
quello italo-cantautorale. Ma cerco
la lunghezza, la durata. L'estensione
lapalissiana di suoni ed emozioni.
Come se un assolo di cinque minuti
da manuale in qualsiasi record funk
dei primi anni Settanta od una cavalcata
elettrica à la Neil Young diventassero
un'esigenza di prolungare quell'attimo
unico ed assoluto della canzone rock. |
| "La
mano del mercato strozza la musica"
di A. Piccolo |
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Ora:
parlare di cultura nel 2005, in occidente,
è un po’ come parlare
di sesso nel 1500, in Vaticano. Non
che manchi del tutto il materiale
culturale ma, a quanto pare, non si
riesce a fare a meno di spacciarlo
per semplice merce. Da questa parte,
ossia dalla parte di chi crede che
la musica sia cultura, è una
vita dura quella di oggi. |
| "Londra,
07/07/2005 - Bloody Thurdsday"
di Cosimo Pacciani |
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C'è
un disco dei God Machine, "A last
laugh in a place of dying". Un disco
incredibile su vita e morte, scritto
e registrato mentre il bassista del
gruppo moriva di cancro al cervello.
Un'opera indimenticabile di rara bellezza.
Lo sto ascoltando ora. Mentre dalla
mia finestra sfilano le ambulanze,
i pompieri e migliaia di persone.
Una processione carnale e spirituale
da quadro di Bosch. A ship of fools,
sembriamo. Gli occhi sgomenti e le
mani che tremano. |
| "Il
fiore del Sambuco" - Ancora
Luf |
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Dario
Canossi e i Luf soffrono di irrequietezza.
E' troppo poco avere un nuovo disco
da promuovere e presentare, nuove
canzoni da fare in concerto, nuovi
concerti per riempire un'estate. Evidentemente
non basta. E così ci tocca
ancora parlare di loro! Maledizione!
E noi che pensavamo di essercela sfangata:
e invece no. Perché c'è
una nuova iniziativa e in questa iniziativa
un cd e in questo cd quattro canzoni,
di cui tre nuove. |
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