Roberta D'Angelo

Cantautrice nata a Marsala il 22 ottobre 1955. Dopo aver studiato pianoforte, decide di fare la cantante per puro divertimento. A meta' degli anni settanta entra in contatto con la "It" che la coinvolge nel progetto di un album collettivo di cantautrici.
Il disco viene pubblicato con il curioso titolo di "Le Cantautori" e presentato al teatro centrale di Roma con le esibizioni delle quattro cantanti che hanno partecipato all'incisione. La particolare grinta della D'Angelo, il suo stile pianistico forsennato e libero, le sue composizioni un poco "raccontate" - recitate talvolta - piacciono. In particolare il suo brano "I soliti sassi" viene
trasmesso frequentemente dalla radio.
Dopo il primo album che porta il suo nome, incide "Cinecittà", dedicato al quartiere romano sulla via tuscolana, dov'è cresciuta, con cui ottiene un lusinghiero successo. Qualche anno dopo, la Ricordi cerca di farle realizzare, con la produzione di Roberto Cacciapaglia, un album sperimentale. Il progetto è molto coraggioso ma non ottiene buoni risultati di vendita.
In seguito inizia la professione di insegnamento della musica nella scuola media F. Petrarca di Roma.


Discografia:
LP/CD
Musica dal pianeta donna - Le cantautori (con Nicoletta Bauce, Simo e Susi e Silvia Draghi) (RCA 1975)
Roberta D'angelo
- RCA 1976
....abitare a Cinecittà - (RCA 1978)
Casablanca - (1980)

45 giri:
I soliti sassi/E' inutile morire (RCA 1975)
Marylin/Maria (RCA 1976)
Eva/C'era una volta...una canzone da vendere (RCA 1977)
Cinecittà/Mimì (RCA 1978)
Casablanca/Nuovo astro cine
(Ricordi 1980)
Lulù/Orologio digitale (Ricordi 1982)
Noce di cocco/L'ascensore funziona? (Suono Records 1983)

Grazie a Marco per i suggerimenti

I soliti sassi

Seduta in un angolo quasi nascosto
a guardare la gente che passa
bambini che strillano,
ragazzi che leggono,
un disoccupato,
il vecchio che prima piangeva
parlano parlano e dicono
le solite cose sui soliti sassi.
Un ragazzo innamorato,
un poliziotto in borghese,
un agente segreto,
capita di tutto
a sentire la gente che passa,
i preti con i santi,
la signora con i guanti,
un cane sperduto,
un signore ubriaco,
un giornale strappato.
E' solo un vicolo cieco,
un signore un po' sbieco
che domanda "chi e' stato?"
E' stato lo stato,
ma no, cosa dice
e' stata Euridice!
E' sempre la solita storia
da imparare a memoria.
E parlano parlano senza capire,
niente di nuovo,
le solite cose i soliti sassi,
i soliti uomini, i soliti ignoti,
il vecchio che prima piangeva
parlano parlano e dicono
le solite cose sui soliti sassi.

 

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