Pierangelo Bertoli

 



DALLA FINESTRA (1984), CGD
1.Dalla finestra
2.Cose del passato
3.Nel 2000
4.Maddalena
5.Varsavia
6.L'orizzonte
7.Una fotografia
8.La nostra canzone d'amore
9.Il treno
10.Passeggiata sudamericana
11.Credi in te

Dalla finestra
(P.A.Bertoli-A.Bigarelli)


Il fondo del viale
Raccolgo la mente
E guardo da sopra un balcone isolato
Le case e la gente
Il fondo del viale, le tracce del fiato
Disegno insicuro una faccia di donna sul vetro appannato
La mia voce è stanca
Cosa mi manca?

Un sogno la mattina
E non rido come prima
Il fondo del viale, le parti le pose
Al centro persone che mietono scempio di vite preziose
Il fondo del viale e dietro alle imposte
Con forza caparbia ricerco da sempre domande e risposte
La mia voce è stanca
Cosa mi manca?

Un sogno la mattina
E non rido come prima
Il fondo del viale, i rami più bassi
Da sotto le foglie mi arriva fin dentro il rumore dei passi
Il fondo del viale di là dal confine
Un canto gioioso rincorre ragazze vestite di trine
La mia voce manca
Sempre più stanca
Ferite da sanare
Ma vorrei ricominciare.


Cose del passato
(P.A.Bertoli-G.Monti)


Cose del passato come fragili poesie
Innocenti ammassi di bugie
Ho trovato i resti di un eterno che non è detto e consumato
In tanti giorni con te
Fuori dal ricordo sulle sedie di un caffè
Tu sorridi incerta accanto a me
Mentre sulle strade scende un po' d'oscurità
Imiti tua madre tanto lei non lo sa
Mi salta in mente vorrei vederti adesso
Sapere dove sei e poi cos'è successo
Vorrei vederti ma in fondo fa lo stesso
Ma poi chissà che tu magari non ricordi più
Tutto ripulito, teso come un baccalà
Come in un racconto di papà
Sfioro il tuo vestito piano piano viene via
Oggi finalmente sono tuo, tu sei mia
Cose del passato recuperate in un comò
Pezzi di una festa che passò
Fatti del mio tempo ricamati di perché
Tanta tenerezza che mi porto con me
Mi salta in mente vorrei vederti adesso
Sapere dove sei e poi cos'è successo
Vorrei vederti ma in fondo fa lo stesso
Ma poi chissà che tu magari non ricordi
Mi salta in mente adesso che non posso
E tanto tempo ormai ma in fondo fa lo stesso
Mi salta in mente chissà cos'è successo
E poi lo so che tu…o forse non ricordo più.
Nel 2000
(P.A.Bertoli-G.Brandolini)

Nel 2000 tante idee saranno diventate una parentesi
superate dal progresso, annullate dal processo della sintesi
nel 2000 cambieremo le cambiali che saranno spiritose e digitali
il 2000 è il risultato di un innesto combinato già da adesso
è un curioso esperimento coronato da immancabile successo
è l'insieme di una scelta post-moderna
è un filosofo privato dalla lanterna
nel 2000 l'osservanza sarà il metro per vedere tutti uguali
sia davanti alla famiglia che nel cuore delle leggi universali
Nel 2000 sarai stata inseminata da una roba radio-telecomandata
Sei miliardi di persone come tante mignottone
Saran pronte ad accettare ogni ordine speciale
E saremo più leggeri, liberati dai pensieri
Incapaci di protesta, senza grilli per la testa
Non più magri, non più grassi, niente alti, niente bassi
Tutti seri ed impettiti, sei miliardi di partiti
Luccicanti canne vuote di strumenti senza note
Sempre intenti a funzionare se uno schema razionale
Nel 2000 non si troverà opposizione
Nel 2000 avremo una unica opinione
Nel 2000 le risate saran solo programmate e generali
Con il giusto sovrapprezzo passeranno perversioni personali
Nel 2000 avremo un cambio di cultura e una genesi contraria alla natura
Un computer di quartiere porterà direttamente dentro casa, sia la spesa giornaliera
Che i concetti elaborati dalla NASA
Nel 2000 sarà tutto uniformato, pertinente, freddo, asettico, mondato
Scaricate le tensioni, abbattute le emozioni, imbottiti di calmanti
Psicofarmaci ambulanti
Voleremo senza pesi verso esotici paesi
In un Eden straperfetto finchè durerà l'affetto
Scivolando sul pianeta in un'estasi completa
Chi lontano, chi vicino
A seconda del quattrino
Nuova stirpe di guaudenti
Psico-pillol-dipendenti
Si godranno lo splendore di una stirpe superiore
Nel 2000 tu mi parlerai in giapponese
Nel 2000 non avremo più pretese.



Varsavia
(P.A.Bertoli-G.Brandolini)

Mentre è notte a Varsavia piove forte
lampi e tuoni che spaccano il cielo
che è più nero del velo che copre la morte
a Varsavia hanno chiuso le porte

dentro casa qualcuno sta piangendo
qualcun'altro vorrebbe far l'amore
come posso tesoro tenerti sul cuore
se stanotte a Varsavia si muore

Hanno ucciso il ragazzo di vent'anni
l'hanno ucciso per rabbia o per paura
perchè aveva negli occhi quell'aria sincera
perchè era una forza futura

sulla piazza ho visto tanti fiori calpestati e dispersi con furore
da chi usa la legge e si serve del bastone
e sugli altri ha pretese di padrone
Da chi usa la legge e si serve del bastone
e sugli altri ha pretese di padrone

Sull'altare c'è una madonna nera ma è la mano del minatore bianco
che ha firmato cambiali alla fede di un mondo
sulla pelle di un popolo già stanco
stanco marcio di chiese e di profeti
da una parte e dall'altra tutti uguali
perchè a stare in trincea sono gli uomini normali
non i capi di Stato o i generali

Perchè a stare in trincea sono gli uomini normali
non i vescovi e neanche i cardinali

Ci han traditi e lo han fatto molte volte con cinismo e determinazione
han portato fratelli e compagni in prigione
e hanno messo un guinzaglio all'illusione
non esiste un popolo padrone
non esiste ancora un popolo vincente
ma soltanto una massa di povera gente
da umiliare e da rendere impotente

Ma soltanto una massa di povera gente
da piegare e da rendere ubbidiente

E per tutti oggi è un giorno brutto troppe code di paglia stan bruciando
troppa rabbia per chi vive ancora sperando
in un mondo che vedi sta crollando
è una notte e a Varsavia piove forte
una pioggia che scende sul dolore
come posso tesoro tenerti sul cuore
se stanotte a Varsavia si muore

Come posso tesoro tenerti sul cuore
se stanotte a Varsavia si muore.

Maddalena
(P.A.Bertoli-M.Dieci)


Maddalena sopra ai viali
Quando è buia la città
Con la barba ben nascosta e una gonna di taffettà
Maddalena si trascina tra i profumi di Chanel
Protettori e delinquenti e le stanze di un motel
Maddalena è un bastimento che non porta marinai
È un assurdo calendario dove il sole non c'è mai
Maddalena può fermarsi percorrendo la sua via
Tra lo scherno della gente per un po' di compagnia
Maddalena riformato
Non è uomo che a metà
Definito, rifiutato per sessuale ambiguità
Maddalena fuori posto tra i normali non ci sta
È una specie di contorno, paradisi non ne ha
Maddalena a Casablanca come al monte di pietà
Per cambiare le sue carni alterando la realtà
Maddalena mascherata punta al largo la sua prua
Ha provato a fermarsi quasi fosse colpa sua.

 

L'orizzonte
(P.A.Bertoli-G.Borrelli)


Stravaccato nell'ombra di una quercia antica
Col cuore ancora smosso dall'utile fatica
Con la faccia sudata nella calura
Arrivato sopra il colle osservava la pianura

Lo sguardo si confonde ad un palmo della fronte
A volte solo a volte si vede l'orizzonte
Quando stava nel mucchio si sentiva al sicuro
E l'unico nemico lo aveva nel futuro

Bastava conservare e non cambiare niente
Né compiti, né strade, né facce della gente
Lo sguardo si confonde ad un palmo della fronte
A volte solo a volte si vede l'orizzonte

Proprio mentre guardava diradò la foschia
Rischiò di farsi prendere da un colpo di pazzia
Per non dire a nessuno ciò che aveva veduto
Divenne un giornalista stimato e conosciuto

Lo sguardo si confonde ad un palmo dalla fronte
A volte senza colpa si vede l'orizzonte
Lo sguardo si confonde ad un palmo dalla fronte
A volte, solo a volte si vede l'orizzonte.

Una fotografia
(P.A.Bertoli-G.Monti)


Una nuvola discreta prende vento e vola via
Ed il sole va ad accendere i colori della fantasia
Brilla l'aria tra le case e la gente appena può per le strade
Scende a grappoli, si riversa fuori dai metrò
Si può sentire ridere di vita
Che festa, che festa che c'è
E dentro al cuore musica infinita
Chi balla con me?
Vorrei portarmi via questa fotografia
Questa nebbia di dicembre tra le mani e gli occhi tuoi
È una cosa insopportabile che ti porti appresso come puoi
I tuoi giorni senza tempo di mortale serietà
Fuggirebbero incolpevoli sgominati dalla libertà
Si può sentire ridere di vita
Che festa, che festa che c'è
E dentro al cuore musica infinita
Chi balla con me?
Vorrei portarmi via questa fotografia
Porto a casa quel che sento mentre il giorno se ne va
Esplorando nuovi oceani tra montagne di curiosità
Si può sentire ridere di vita
Che festa, che festa che c'è
E dentro al cuore musica infinita
Chi balla con me?
Un poco di follia, una fotografia.
La nostra canzone d'amore
(P.A.Bertoli-G.Monti)


Chiama pure se lo vuoi dalle spiagge dove sei
Dai tanti momenti quando stai da sola
Sarà lì che io verrò trascinando fino a te la nostra canzone d'amore
Quando stanca cercherai di scaldarti accanto a me
Tra le tante splendenti verità di un'ora
Sarà lì che crescerà galoppando insieme a noi
Questa nostra canzone d'amore
Dentro ad un giorno che ascolta
La nostra canzone d'amore con semplicità
Resti ad attendermi sempre con la porta socchiusa
Nei miei attimi con te quando ascolto la città
E a volte mi trovo per un po' da solo
Poi ti sento ancora qui che trasporti verso me la nostra canzone d'amore
Dentro ad un giorno che ascolta la nostra canzone d'amore con semplicità
Resti ad attendermi sempre con la porta socchiusa
Quando mi cerchi diversa con mille speranze di vita di felicità
Sono ad accoglierti sveglio con la luce già accesa
Chiama pure se lo vuoi quando ascolto la città
E in tutti i momenti dove tu…lo vorrai
Passeggiata sudamericana
(P.A.Bertoli-Orialo-E.Vallicelli)


L'indio vive di zanzare, è contento di ballare
Imbottito di tequila ma fedele a San Josè
Canteranno per un mese alla fiesta del paese
Sono un'orda di cicale come dicono per la T.V.
Nell'America Latina gemellata all'Indocina
Dove il dollaro è sovrano dove il libero è tabù
Pablo ascolta chitarre e fanfare, ha un governo militare
Sostenuto certamente dai fucili dei marines
Sud America che stai lì davanti con le tue tante virtù sulfamidiche
Come tutte le tribù sottostanti
Hai un torto sei lo schiavo di zio Sam
Se ti viene la voglia di cambiare butta pure tutto a mare
Il Pentagono ha deciso che rimani questo qui
Passeggiando nel carnevale sanno tutti dove andare
Non sarebbero felici se non fosse più così
Il cattolico e l'azteca in una grande discoteca
Col futuro pilotato dai potenti di New York
Sud America che stai lì davanti con le tue tante virtù sulfamidiche
Come tutte le tribù sottostanti
Hai un torto sei lo schiavo di zio Sam
Con un volto razziale di forma agraria e la croce missionaria
Inchiodato alle pareti fai figura pure tu.
Il treno
(P.A.Bertoli-F.Urzino)


Quando partì con l'ordine di leva la madre lo pregò di riguardarsi
Salì sul treno come un condannato
Piegò le spalle e finse di adattarsi
Sentiva freddo e aveva un po' paura
E poi si rifiutava di accettare che un pezzo della vita dovesse regalarlo
Per divertire qualche generale
Così arrivò, trovò la sua divisa
Gli diedero un assetto militare
La disciplina, l'indottrinamento, rispondere di sì senza pensare
S'armò di gloria, di sacre convinzioni
Qualcosa che ti cambia, ti snatura
Un corpo senza mente che spara, spara e uccide per procura
Un treno è passato una volta e non è più ritornato
Da noi son rimasti un bambino ed un vecchio soldato
Che resta lì tutto il suo tempo e narra giorni migliori
Racconta una guerra perduta e la chiama valori
Si ritroverà tra ignoti contendenti portando con le armi la sua pace
Sapremo poco dei combattenti dal fronte quasi sempre tutto tace
E dietro al fronte dovremo adoperarci
Installeremo missili a milioni
E quindi scopriremo che in fondo siamo solo dei ciglioni
Avremo ancora fulgidi ideali, un capo senza macchia da seguire
Un angelo di morte che corre, corre e uccide l'avvenire
Un treno è passato una volta e non è più ritornato
Un treno è passato una volta e non è più ritornato
Da noi son rimasti un bambino ed un vecchio soldato
Che resta lì tutto il suo tempo e narra giorni migliori
Racconta una guerra perduta e la chiama valori
Il vecchio da dentro il cancello non vede nessuno
Ignora le tracce di sangue coperte dal fumo
Racconta di nobili gesta di patrie guerriere
Risveglia fantasmi passati per farne bandiere.

Credi in te
(P.A.Bertoli-F.Urzino)


Non rischierò di sembrare uno di quelli che sa
Non ho potere da adoperare solo la mia volontà
Anche se molto lontano verrà un futuro per noi
Che non possiamo mollare i dubbi li vedremo poi
L'eredità di mia madre e di altri prima di lei
Aveva un sogno da consegnarmi che sta rinchiuso nei miei
Per costruire una storia che sappia rischiarare la via
Un mondo d'uomini veri una vita per chiunque sia

Credi in te
Negli anni che vivrai, nelle cose che farai, nell'odiata verità
Nella vita che sarà
Solo se credi in te, nato senza ipocrisia
Nel tuo posto ovunque sia un po' allegro, un po' chissà in una nuova dignità
Se mi riamane un sorriso vorrei portarlo da te
A te che vieni più tardi e sfidi il vento con me
Per i tuoi molti domani per tutte le cose che avrai
Vorrei vederti felice come un cielo che non piange mai
Ma forse non ci vedremo o meglio non ci sarò
Come una stella cadente un giorno mi spegnerò
Ma tu rimani al tuo tempo e vivi nella vita che hai
Ed il mio sogno splendente sono certo che lo troverai

Credi in te
Negli anni che vivrai, nelle cose che farai, nell'odiata verità
Nella vita che sarà
Solo se credi in te, nato senza ipocrisia
Nel tuo posto ovunque sia un po' allegro, un po' chissà in una nuova dignità
Solo se credi in te.


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