Pierangelo Bertoli


 
 
 
CANZONE D'AUTORE (1987), CGD

 

Mamma Lisa (di G. Brandolini) - (Ed.: Di Lazzaro)
Bartali (di Paolo Conte) - (Ed.: RCA9)
La nebbia (di P. Bertoli / M. Negri) - (Ed.: Di Lazzaro/Calycanthus)
Ottantasette (di P. Bertoli) - (Ed.: Di Lazzaro)
Vedrai vedrai (di L. Tenco) - (Ed.: Radio Record/RCA)
Casual soppiatt swing (di C. Sanfilippo) - (Ed.: Di Lazzaro)
Io ti voglio come sei (di M. Negri) - (Ed.: Di Lazzaro/Calycanthus)
Così diversa (di G. Brandolini) - (Ed.: Di Lazzaro)
Un giudice (di F. De Andrè/N. Piovani/G. Bentivoglio) - (Ed.: Associati)
Sfiorisci bel fiore (di Enzo Jannacci) - (Ed.: Redi / Radio Record)
Barbablu (di L. Bonaffini) - (Ed.: Di Lazzaro)


 

Così diversa
(G.Brandolini)


Quasi fossi un marinaio, raccolgo quel che resta
Solo quando il vento caldo ha spazzato la tempesta
E la mano è ancora stretta in un pugno d'assassino
Sono pronto e ben disposto a darlo in faccia al mio destino
Poi tu appari dalla porta, sei serena come sempre
Io capisco che hai capito anche se non dici niente
E la rabbia si distende, più ti sento qui vicino
Era buio, tanto buio, ma ora è uno splendido mattino
Perché sei così diversa che sai farmi trovare la voglia di tornare a vivere
La forza per lottare
E se poi con tono critico tu scrivi a un brigatista
Non posso più pretendere che un altro ti capisca
Perché sei così diversa, davvero un po' speciale
Tu sei tu, punto e basta e non voglio continuare
Ma con te ci sto a dividere ogni gioia, ogni dolore
Con te così diversa ma tanto simile all'amore
Con te così diversa
Ogni volta come sempre come chi non se l'aspetta
Di trovarsi ancora in tasca una sperduta sigaretta
E la gioia di quel poco che del tanto se ne frega
Che ti fa sembrare un mare dentro al quale non si annega
Perché sei così diversa, davvero un po' speciale
Tu sei tu, punto e basta e non voglio continuare
Ma con te ci sto a dividere ogni gioia, ogni dolore
Con te così diversa ma tanto simile all'amore…

Io ti voglio come sei
(M.Negri)

Questa notte dove sei
Questa notte dimmi cosa fai
Non so se posso stare senza te
Tu stanotte dove sei
Tu questa notte non mi cercherai
Se avesse senso, credo ti odierei
Timidi sogni tuoi che non penso siano i miei
Non freni, non c'è cosa che non vuoi
Libera come sei
Ancor più libera ritornerai
Come vuoi tu, tu che non ti arrendi mai
Ma io ti voglio adesso vicina
Io ti voglio vicina
In questa notte in rovina che cerca di rubarmi te
Ma io ti voglio adesso vicina, ancora molto vicina
Fino a che giunga mattina contenta di trovarti mia
Io ti voglio come sei
Io ti voglio dentro ai fatti miei
Libera di starci come vuoi
Libera come sei
Ancor più libera ti renderei dalle paure che tu ancora in fondo hai
Ma io ti voglio adesso vicina
Io ti voglio vicina
In questa notte in rovina che cerca di rubarmi te
Ma io ti voglio adesso vicina, ancora molto vicina
Fino a che giunga mattina contenta di trovarti mia.

Mamma Lisa
(G.Brandolini)


Ho conosciuto Mamma Lisa ad una marcia di protesta
Avevo fango sulle scarpe, confusione nella testa
Com'era bella Mamma Lisa in quel suo abito da sera
Aperto proprio al punto giusto per far pensare a quel che c'era
Sotto la bandiera di una vita dura
Sotto la bandiera di una vita vera
Quando parlava Mamma Lisa diceva poco e troppo in fretta
Concetti chiari da puttana bruciati quasi per vendetta
Quando ti amava Mamma Lisa sembrava sempre più sincera
Faceva parte del suo gioco farti vedere quel che c'era
Sotto la bandiera di una vita amara
Sotto la bandiera di una vita
Sotto le bandiere tuonano i cannoni
Sparano le mitraglie o volano gli aquiloni
Sotto le bandiere cadono gli eroi
Sotto le bandiere che abbiamo scelto noi
La suora corse a ripararsi dentro un portone di un convento
L'uomo sfacciato la seguiva ripeteva il suo lamento
Da qualche parte ti ho incontrata
Ma non ricordo il dove e il quando
E la risposta si perdeva sotto a quel lungo velo bianco
Non ho più visto Mamma Lisa, non ne ho sentito più parlare
Sarà finita in qualche posto con una pena da scontare
Ma io rivedo Mamma Lisa in quel suo abito da sera
Aperto proprio al punto giusto per far pensare a quel che c'era
Sotto la bandiera di una vita nera
Sotto la bandiera di una vita
Sotto le bandiere tuonano i cannoni
Sparano le mitraglie o volano gli aquiloni
Sotto le bandiere cadono gli eroi
Sotto le bandiere che abbiamo scelto noi.

La nebbia
(P.Bertoli-M.Negri)

Ed è la nebbia che ti porta via
Sì, questa nebbia la mia sola compagnia
Del suo silenzio io mi vestirò
E con la mente poi ti seguirò ovunque tu sia
Ed è la nebbia che mi bagna il viso
Sì, questa nebbia che accarezza il tuo sorriso
Che apre un vuoto immenso dentro me
Ed è la voglia di rivedere te che ho in fondo all'anima
Questa nebbia che copre la città quasi fosse una malattia
Che mi segue e mi parla di te
Questa nebbia che ti nasconderà
Che viene a portarti via e vuole restare con me
Mentre fuori la luce del giorno se ne va
Ed è la nebbia che ti porta via
Sì questa nebbia con la sua malinconia nasconde tante immagini di te
E sceglie di restare accanto a me in fondo all'anima
Questa nebbia che copre la città quasi fosse una malattia
Che mi segue e mi parla di te
Questa nebbia che ti nasconderà
Che viene a portarti via e vuole restare con me
Mentre fuori la luce del giorno se ne va…

 

Casual soppiatt swing
(C. Sanfilippo)


Un'esitation può sconvolgermi la mente
nel pomeriggio che si annuncia indifferente,
ma questo swing è benvenuto come il vino,
come un bagno a mezzanotte come il sole del mattino;
lasciami scrivere parole fino al sonno,
parole sole che non sanno dove vanno,
hanno le mani da flamenco, gli occhi neri,
si ricordano del mondo fin da quando tu non c'eri.

Bella signora che mi guardi come un poster,
ho appena espulso per proteste il pater noster
e siamo noi che stiamo respirando il cielo azzurro
appiccicato all'universo con lo scotch.

A un certo punto il contrabbasso si è stonato
e la chitarra coi tamburi ha litigato,
il pianoforte aveva un'aria di vacanza,
ho creduto in un momento d'aver perso ogni speranza,
ma questo swing ci ha riportati chissà dove,
verso il paese che c'è il sole quando piove,
dove la musica diventa arcobaleno,
non ci sono le autostrade, non ci passa neanche un treno.

Giovane donna che mi guardi come un poster,
ho appena espulso per proteste il pater noster
e siamo noi che stiamo respirando il cielo azzurro
appiccicato all'universo con lo scotch.

Dentro alle note c'è una specie di premura,
un treno in corsa che attraversa la pianura,
un reggimento di formiche nelle mani,
un futuro di presente, un passato di domani.

Donna matura che mi guardi come un poster,
ho appena espulso per proteste il pater noster
e siamo noi che stiamo respirando il cielo azzurro
appiccicato all'universo con lo scotch,
...e siamo noi, che stiamo respirando il cielo azzurro
appiccicato all'universo con lo scotch.

Barbablu
(L. Bonaffini)


Dicono che sia storto di pensiero,
ma la verità è che mostra un viso da straniero;
dentro la città scorre un fiume pazzo,
ha il cuore di un ragazzo di vent'anni o poco più,
ha il cuore di un ragazzo di vent'anni o poco più.

Fiero come un re, vive per la vita,
la sua barba può sembrare un'ombra divertita;
la sua voce sa graffiare indisponente,
è un treno per la gente di vent'anni o poco più,
è un treno per la gente di vent'anni o poco più.

Canta canta, Barbablù,
canta i mondi che vuoi tu,
canta canta, se ti senti un poco giù.

Fatto a modo suo, nacque dalla strada,
figlio della terra e delle gocce di rugiada;
mangia libertà e se la divora,
lui ride e piange ancora da vent'anni o poco più,
lui ride e piange ancora da vent'anni o poco più.
Solo Barbablù, nessun altro nome,
vive dove vuole e non gli va di dirti come;
forse non ha età e sorge dal pensiero,
è il solito mistero di vent'anni o poco più,
è il solito mistero di vent'anni o poco più.

Canta canta, Barbablù,
canta i mondi che vuoi tu,
canta canta, se ti senti un poco giù.

Quindi crescerà, poi verrà domato
e sarà un signore conseguente e ben oliato;
ma forse invece no, non ne sapremo niente,
ci resterà la gente di vent'anni o poco più,
ci resterà la gente di vent'anni o poco più.

Canta canta, Barbablù,
canta i mondi che vuoi tu,
canta canta, se ti senti un poco giù.

Ottantasette
(P.Bertoli)
E venne un tempo di tempesta, gelò il sorriso ai timidi,
cambiò l’attesa della festa nei cittadini increduli,
portò una serie di paure dentro alla folla pavida,
mandò i pensieri sulle alture, la fantasia fu arida.
Adesso scendo in confusione per un pensiero singolo,
perché ogni suono, ogni colore dev’esser vuoto e frivolo
e se c’è un moto di protesta rimane in fondo all’ugola
e resta muto ad accettare un’altra nota stridula.
Un’emozione inesistente colpisce l’occhio vitreo
ed il messaggio va alla mente per un canale libero
e lentamente tutto cambia dentro alla testa immobile,
sofisticati inconsciamente da un sedimento video.
E le promesse di speranza di una città più consona
sono perdute in una danza di un’energia economica
e se il giudizio incompetente è una realtà politica
sarà il domani solamente un’entità fantastica.
Il combattente esistenziale cantò poemi d’Africa,
sognò di mondi visionari, di sazietà romantica,
posò le mani sul futuro, pensò che l’uomo fosse là,
come che avesse qualche senso la leggendaria umanità.
E che fatica andare avanti e non sapersi arrendere,
fingendo d’essere fra i tanti che fanno vuoto a perdere,
poi sostenere un’altra volta che l’uomo può anche vivere,
trovare il tempo per giocarmi la vita che ho da spendere.
ssNOTE TECNICHE

Canzone d'autore (1987)

- Casa discografica: CGD SPA
- Distribuzione: CGD SPA
- N. Catalogo: 20626 - CDS 6063
- Supporto/i: 2

- Produzione esecutiva: Angelo Carrara
- Arrangiamenti e produzione artistica: Marco Dieci
- Foto Studio: F.F.
- Registrato negli studi Sweet Valley da Enrico Landi
- Mixato negli studi Idea Mix da Samuele Baracchetti
- Mauro Gherardi: batteria
- Glauco Borrelli: basso
- Gabriele Monti: chitarre acustiche ed elettriche
- Marco Dieci: pianoforte, tastiere, chitarra acustica, armonica
- Luca Orioli: tastiere
- Claudio Ughetti. fisarmonica
- Un grazie particolare all'amico Hengel Gualdi per la sua preziosa collaborazione
- Cori: Naimy Kackett / Moreno Ferrara / Silvio Pozzoli / Lola Feghaly
- In "Casual Soppiatt Swing" / "Così diversa" / "Sfiorisci bel fiore", Hengel Gualdi suona il clarino
- In "Io ti voglio come sei", Marco Negri vocals 2° voce
- In "Sfiorisci bel fiore", cori: Anselmo Caselli / Gabriele Monti / Marco Dieci / Luca Bonaffini

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