Massimo Bubola

Veronese, classe 1954, Massimo Bubola ha dovuto fare una lunghissima gavetta prima di arrivare ad un minimo di meritata notorietà.
Scoperto ventunenne da Fabrizio De Andrè, ha collaborato con il cantautore genovese in tre dischi, scrivendo assieme a lui alcuni dei brani più noti della produzione più recente del grande Faber (Fiume Sand Creek, Andrea, Sally).

E' sempre con l'aiuto di De Andrè e della FADO (l'etichetta di Fabrizio e Dori Ghezzi), che Bubola pubblica due dei suoi primi cinque dischi, "Tre Rose" e "Massimo Bubola", purtroppo attualmente quasi introvabili. Ma e' solo con il bellissimo "Doppio lungo addio" del 1994 che Bubola comincia a farsi conoscere da un numero più ampio di persone.

Massimo Bubola è sicuramente un cantautore particolare: nelle sue canzoni sono frequenti i riferimenti storici e letterari (Pavese, Garibaldi, Dino Campana, Dostoevskij), ma non mancano l'amore, la poesia e le storie di vita quotidiana e di politica italiana.
Difficile trovare un genere musicale che possa definirlo: Bubola rappresenta con la stessa naturalezza sia il folk che il rock che la musica d'autore italiana, e vista la sua età ancora giovane ed il suo indiscutibile talento, è un autore su cui è giusto riporre molte aspettative.

Bubola ha anche collaborato, oltre che con De Andrè, con i Gang nell'album "Storie d'Italia", ed ha "prestato" a Fiorella Mannoia alcunoi dei suoi brani, tra cui quello che è poi diventato forse il più conosciuto, "Il cielo d'Irlanda". Nel 1999 è stato finalmente invitato anche al Premio Tenco, dove per molti anni era stato ingiustamente ignorato.

 

Un'intervista

- Il tuo percorso artistico è caratterizzato da una forte contaminazione delle radici popolari con il rock, senza cadere negli stereotipi. Hai qualcosa da dire in proposito?
Io ho cultura contadina, ed il rock è come una koinè, una sorta di lingua comune dell'occidente, un po' come l'arte romanica. Per dare dignità al rock bisognava contaminarla con le proprie radici popolari, com'è successo in Irlanda dove la forte tradizione popolare ha saputo indirizzare il rock in direzioni diverse. Basta guardare a cosa hanno fatto gruppi come gli U2, i Pogues o i Chieftains e tanti altri. Io ho cercato di dare al rock una valenza letteraria, perché ai miei tempi il rock era qualcosa di adolescenziale, senza pretese. In un certo senso ho cercato di dare un contributo italiano a questa grande musica che il rock.

- Una profondità letteraria che andasse a contrastare con il rock 'urlato'?
Il rock in Italia è una musica molto fraintesa; é una musica che ha pochi accordi e che nasce da tre filoni che sono: il blues, la musica celtica e quella anglosassone. Ecco allora che se uno fa rock in portoghese, non è che urlando diventa francese. Da noi tutto quello che è fracasso viene etichettato con rock. Io trovo invece che lo si possa suonare, sia con la chitarra elettrica sia quella classica, poi il tutto si sposa bene con la nostra musica popolare, anch'essa fatta di pochi accordi e con la stessa struttura armonica. Se, come sembra, verrà assegnato il premio Nobel a Bob Dylan, al rock verrà riconosciuta la valenza letteraria, perché è stato un grande veicolo di promozione della poesia, nel secondo novecento.

- Qual è l'idea di base che ti ha spinto a pubblicare i tre capitoli de "Il cavaliere elettrico"? Un momento di riflessione o un ridare dignità rock ai molti brani famosi incisi con De Andrè o la Mannoia?
Sì, la motivazione di fondo è questa. Quando io ho lavorato insieme a Fabrizio De Andrè, non avendo lui una cultura rock, le canzoni venivano mediate con il suo mondo. Con questi dischi registrati dal vivo io li ho riportati alla mia visione delle cose.
Poi c'è anche l'aspetto di ridare visibilità ad alcune delle mie canzoni, presenti su alcuni dischi che non vengono più ristampati, per cui mi sembrava giusto farle conoscere alle giovani generazioni.

- Questo Cavaliere Elettrico cos'è? Un Don Chisciotte o un Robin Hood?
Questa definizione la devo al giornalista Massimo Cotto che ha riassunto così i miei due aspetti: 'elettrico' per la parte rock, e 'cavaliere' per quella letteraria. In questo senso possiamo dire che sono un po' un Don Chisciotte che coltiva dei sogni e non si rassegna. Amare i perdenti ma non le sconfitte.

- Hai lavorato con gruppi come i Gang e gli Estra in passato, continui ad osservare la scena rock italiana?
In verità non la seguo poi tanto, anzi secondo me manca di qualità nei testi per definirsi 'scena rock'. Se guardiamo all'estero a gruppi come i Pearl Jam o ad uno degli ultimi rocker come Mark Lanegan, noti come questi abbiamo dei grandi testi. Io non so se sono più sfortunato di altri, ma mi pare di avvertire questa mancanza di qualità letteraria in Italia. Abbiamo delle buone band ma lacunose dal punto di vista dei testi, ed il rock non può prescindere da essi.

- Hai citato Mark Lanegan, mia grande passione musicale. Come giudichi il suo modo di porsi, ombroso, quasi ostile?
Facciamo un paragone con la storia dell'arte: ci sono delle zone del bergamasco che nel '600 avevano ancora una pittura giottesca. Noi in Italia è come se, a volte, ignorassimo che il rock ha avuto una sua evoluzione.
Mark Lanegan è uno che risente molto del fenomeno di Seattle, che lo ha visto e vissuto anche protagonista con gli Screaming Trees. Mentre se ascolti i nostri cantautori, sembra che non sia successo niente da quarant'anni a questa parte: continuano imperterriti per la loro strada, è come se non ascoltassero ciò che succede. I Nirvana sono stati un po' come Caravaggio: dopo di loro è cambiato tutto!
Lanegan ed altri risentono di questo cambiamento, suonano una musica che è più sporca, più dolorosa. Non suonano più un folk rock o un rock acustico pulito, ma suonano un rock che risente di questa sorta di bomba atomica che c'è stata.

- Di cosa tratterà il quarto volume della quadrilogia live?
Manca il volume dei "Ritratti", un'altra visione delle ballate che ho scritto ispirandomi appunto a dei ritratti, anche se credo che verrà posticipato di un anno perché ho voglia di pubblicare delle canzoni nuove, visto che sono passati oramai tre anni dall'ultimo lavoro in studio. Penso sia giunto il momento di far sentire che c'è bisogno di nuove canzoni, perché dopo la morte di De Andrè, mi pare sia calato un grosso vuoto. Credo che i giovani debbano scoprire la tradizione della canzone d'autore e visto che io sono anche un cantautore, devo continuare a parlare alle coscienze.

- Una tradizione dalla quale non si può prescindere.
No, anche se i network radiofonici l'ignorano volutamente, anzi la sfuggono come il veleno. E' un'opera di disinformazione che fanno i media, perché non è vero che non piace alla gente, e che loro voglio imporre il loro modello consumistico. Quando scrissi "Il cielo d'Irlanda" per Fiorella Mannoia, mi ricordo che i produttori faticarono ad imporlo come singolo nelle radio, perché non rientrava nei loro canoni. Quando la casa discografica s'impose, si scoprì che la canzone piaceva molto e vendette quasi un milione di copie. Quindi non è vero che l'ascoltatore non gradisce certe canzoni, solo non ne conosce l'esistenza. In un mercato libero tutto deve essere ugualmente visibile: accanto alla musica d'evasione ci vuole quella di riflessione, di profondità ed anche musica di sperimentazione. I danni poi sono sotto gli occhi di tutti, visto che questa sorta di mercato uni direzionato va molto male. C'è un'ideologia che guarda all'individuo come ad un portafoglio da svuotare, ed una alla quale sento di appartenere, che guarda all'individuo come una persona da informare. Poi a questi si lascia libertà di scelta. Se gli si fanno conoscere solo due prodotti la gente si disaffeziona.

Eliseno Sposato 04-07-2002 - RockIT


Discografia

1976 - Nastro Giallo
1979 - Marabel
1981 - Tre rose
1982 - Massimo Bubola
1989 - Vita, morte & miracoli
1994 - Doppio lungo addio
1996 - Amore & guerra
1997 - Mon tresor
1999 - Diavoli e farfalle


"DOPPIO LUNGO ADDIO"
1994, Polygram

1. Un sogno di più
2. Doppio lungo addio

3. Un uomo ridicolo

4. Ali Zazà

5. Niente passa invano

6. Gaeltarra
(strumentale)
7. Il cielo d'Irlanda

8. Cento volte

9. Dostojevskij

10. Tutti assolti

UN SOGNO DI PIU'
(M.Bubola)

In un altro tempo e un'altra vita ero fuggiasco e disertore
e la mia anima era in piena ma vuoto era il mio cuore

c'era una jena e c'era un falco ai bordi della strada

e c'era un uomo senza ombra in fondo che aspettava

E' solo un sogno di più
una commedia senza senso

è un libro oscuro, un flusso di volti e luoghi scekerati dal vento

E' un sogno in più

un salto, un lungo smarrimento

è una paralisi del cuore

un caleidoscopico spavento

Li avevo visti bene in faccia, questo mi condannava
avevo visto il tuono e il lampo e l'auto che saltava

cambiai il mio nome cambiai il mio segno, braccato e senza gloria

avevo un giudice o un sicario sulla mia traiettoria

E' solo un sogno di più
o un tipo di presentimento

è un incidente della memoria o un labirintico tormento

E' un sogno in più

che non va a ritmo e non va a tempo

è una caduta in volo, una serie di immagini senza collegamento

E benvenuta tu l'Aurora, che accende tutte le candele
e questa stanza nuvolosa, trasformi in cattedrale

E' solo un sogno, è solo un sogno di più
una commedia senza senso

è un libro oscuro, un flusso di volti e luoghi scekerati dal vento

E' un sogno in più

un salto, un lungo smarrimento

è una paralisi del cuore

un caleidoscopico spavento

E' un sogno in più, è solo un sogno, è solo un sogno di più
è solo un sogno, solo un sogno di più

DOPPIO LUNGO ADDIO
(testo di M.Bubola - musica di M.Bubola, P.Fabrizi)

Io disegnavo ali, tu volavi
io costruivo chitarre, tu le suonavi

io mischiavo le carte, tu le giocavi

io annegavo nell'acqua, tu ci camminavi

Io ero il braccio, tu la mente
io ero lo stagno, tu la corrente

tu andavi verso l'Ovest, io rimanevo all'Est

io ero tu, tu eri me

Io e te, tu ed io
nella stessa lacrima di Dio

io e te, tu ed io

un doppio sguardo un doppio lungo addio

un doppio salto un doppio lungo addio

Io ero dalla parte di chi ha sempre saputo
tu eri dalla parte di chi non ha mai taciuto

io tentato dal demonio e tu da Cristo re

io ero tu tu eri me

Tu eri il santo, io l'assassino
io ero il mercante, tu l'indovino

io avevo novant'anni, tu sempre ventitrè

io ero tu, tu eri me

Io e te, tu ed io
nella stessa lacrima di Dio

io e te, tu ed io

un doppio abbraccio un doppio lungo addio

un doppio salto un doppio lungo addio

Ho sognato che stavi sognando di me
ho sognato che stavo sognando di te

e lo specchio infinito continuava perchè

io ero tu, tu eri me

io ero tu, tu eri me

Io e te, tu ed io
nello stesso specchio in mano a Dio

io e te, tu ed io

un doppio bacio, un doppio lungo addio

un doppio salto, un doppio lungo addio

Io e te, tu ed io
nella stessa lacrima di Dio

io e te, tu ed io

un doppio sguardo, un doppio lungo addio

un doppio salto, un doppio lungo addio

un doppio sparo, un doppio lungo addio

UN UOMO RIDICOLO
(testo di M.Bubola - musica di M.Bubola, P.Fabrizi)

Sei solo un uomo ridicolo
un uomo che non sa

immaginarsi un miracolo

o una perplessità

Vivi di piccoli calcoli
e grandi vanità

non hai amici ma complici

della tua infedeltà

Sei solo un uomo ridicolo
un uomo che non va

allo sbaraglio di un attimo

un attimo di verità

Sai rifugiarti negli angoli
se sei in difficoltà

difenderti attaccando è

la tua specialità

- Hai mai amato qualcuno? -

- Hai mai difeso qualcosa? -

Sei solo un uomo ridicolo
un uomo senza qualità

che parla troppo per credere

a quello che dirà

che dirà

che dirà

a quello che dirà

che dirà

ALI ZAZA'
(testo di M.Bubola - musica di M.Bubola, P.Fabrizi)

A tredici anni, a tredici anni, lasciò il lavoro dal barbiere
a tredici anni, a tredici anni, un baby killer di mestiere

portava ordini e sentenze, portava pacchi ed altre essenze

col motorino e il suo cannone, girava come un'ape con il suo pungiglione

A quindici anni, a quindici anni, era già il boss del suo quartiere
a quindici anni, a quindici anni, nessuno gliela dava a bere

dai negozianti ai trafficanti, dai travestiti agli ambulanti

prendeva un reddito puntuale, chi non pagava allora si voleva male

Aveva un nome ed un cognome, ma lo chiamavano Ali Zazà
quaranta erano i suoi compagni, tutta la banda, tutta la banda Carità

A diciott'anni, a diciott'anni fece uno sgarro a un pezzo grosso
a diciott'anni, a diciott'anni, fu battezzato con il fuoco

venne attirato in un tranello, un chiarimento al vecchio macello

c'era un garante ed un ostaggio, non gli bastò solo il suo coraggio

Aveva un nome ed un cognome, ma lo chiamavano Ali Zazà
quaranta erano i suoi compagni, tutta la banda, tutta la banda Carità

Dopo tre anni, dopo tre anni, chi scommetteva d'averlo visto
al Casinò di Montecarlo o in un bordello a San Domingo

non c'era il corpo non fu mai trovato, nell'imboscata, in quel massacro

ma anche questo, io ve lo giuro, non lo darei mai per sicuro

Aveva un nome ed un cognome, ma lo chiamavano Ali Zazà
quaranta erano i suoi compagni, tutta la banda, tutta la banda Carità

NIENTE PASSA INVANO
(M.Bubola)

Ogni volta che ti ricordo mi si annebbiano gli occhi e il cuore
ogni volta che ti ripenso vedo immagini al rallentatore

tu in bicicletta col tuo cappotto mentre ritorni da lavorare

tu in bicicletta sotto il mantello che segui il fiume per dimenticare

la distanza infinita fra i tuoi capelli e la mia mano

...e amore niente niente, amore niente passa invano
nessun dolore, amore, amore niente passa invano

Ogni volta che alzo gli occhi non ho il coraggio di domandare
ogni volta che provo a scriverti mi si confondono le parole

rileggo tutto e mi sembra cenere contrabbandata per poesia

sono montagne russe i nostri cuori, la tua anima e la mia

sono cessati spari e grida, questo è il silenzio che volevamo?

...e amore niente niente, amore niente passa invano
nessun dolore, amore, amore niente passa invano

Oggi ho ripreso quelle tue pagine, ho ripercorso tutte le stazioni
mi son seduto nelle tue stanze, mentre cambiavano le stagioni

ho aperto gli occhi e ho visto luci, macchine in fila al distributore

gente che ha freddo, gente che ha fretta di ripartire o di rincasare

in questa sera di pioggia sporca e infinita su Milano

nessun dolore amore, amore niente passa invano

IL CIELO D'IRLANDA
(M.Bubola)

Il cielo d'Irlanda è un oceano di nuvole e luce
il cielo d'Irlanda è un tappeto che corre veloce

il cielo d'Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù

ti annega di verde e ti copre di blu

ti copre di verde e ti annega di blu

Il cielo d'Irlanda si sfama di muschio e di lana
il cielo d'Irlanda si spulcia i capelli alla luna

il cielo d'Irlanda è un gregge che pascola in cielo

si ubriaca di stelle di notte e il mattino è leggero

si ubriaca di stelle e il mattino è leggero

Dal Donegal alle isole Aran
e da Dublino fino al Connemara

dovunque tu stia viaggiando con zingari o re

il cielo d'Irlanda si muove con te

il cielo d'Irlanda è dentro di te

Il cielo d'Irlanda è un enorme cappello di pioggia
il cielo d'Irlanda è un bambino che dorme sulla spiaggia

il cielo d'Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero

ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero

ma dopo un momento li fa brillare più del vero

Dal Donegal alle isole Aran
e da Dublino fino al Connemara

dovunque tu stia viaggiando con zingari o re

il cielo d'Irlanda si muove con te

il cielo d'Irlanda è dentro di te

Il cielo d'Irlanda è una donna che cambia spesso d'umore
il cielo d'Irlanda è una gonna che gira nel sole

il cielo d'Irlanda è Dio che suona la fisarmonica

si apre e si chiude col ritmo della musica

si apre e si chiude col ritmo della musica

Dal Donegal alle isole Aran
e da Dublino fino al Connemara

dovunque tu stia viaggiando con zingari o re

il cielo d'Irlanda si muove con te

il cielo d'Irlanda è dentro di te

il cielo d'Irlanda si muove con te

il cielo d'Irlanda è dentro di te

il cielo d'Irlanda si muove con te

il cielo d'Irlanda è dentro di te

CENTO VOLTE
(M.Bubola)

Ti ha già cambiato cento volte il nome e tu lo segui
ti ha rinnegata e spergiurata e ancora tu gli credi

chi alzerà quella bandiera nera sopra il tuo cuore

chi alzerà quella bandiera lo chiamerai amore

Ti ha crocifisso cento volte e ancora tu lo preghi
ti ha già bruciato gli occhi coi suoi occhi e ancora tu lo vedi

chi poserà quel fiore nero-nero sul davanzale

chi poserà quel fiore nero lo chiamerai amore

C'è un pozzo di desideri pieno di terra
diamanti seppelliti nella miniera

ci sono dodici rose rosse di sangue

che fanno una corona sulla tua fronte

Ha già passato cento notti alla tua porta sotto la neve
ha già bussato cento volte e ancora non vieni ad aprire

chi canterà quella canzone nuova al tuo passare

chi canterà questa canzone lo chiamerai amore

C'è un pozzo di desideri pieno di terra
diamanti seppelliti nella miniera

ci sono dodici rose rosso-porporine

che fanno una corona, corona di spine

Io canterò quella canzone nuova al tuo balcone
se canterò questa canzone, chiamami amore

DOSTOEVSKIJ
(testo di M.Bubola - musica di M.Bubola, P.Fabrizi)

Avrei voluto diventare Dostoevskij per curvare le parole
per ogni piega ogni distanza, ogni riflesso che ci scardinava il cuore

avrei voluto insieme a te rubare l'acqua della luna

ma come Orlando ho perso il senno e ho perso anche la fortuna

Avrei voluto cancellare dai tuoi occhi quella noia e quella solitudine
ma allora davo troppe cose per scontate e non ti seguivo più

come la pioggia anche l'amore rinfresca una stagione ostile

come la pioggia anche l'amore è destinato poi a finire

Le cose più importanti come sempre noi le diciamo senza voce
basta guardarsi dietro il vetro di un perdono o sotto un battito di luce

e il pianto vero non ha lacrime, nè spettatori, nè rifugio

ci siamo persi dentro a un bicchiere e ritrovati in un naufragio

Avrei voluto diventare Dostoevskij per curvare le parole
per ogni piega, ogni distanza, ogni riflesso che ci scombinava il cuore

avrei voluto insieme a te rubare l'acqua della luna

ma come tanti ho perso il tempo e ho perso anche la fortuna

TUTTI ASSOLTI
(M.Bubola)

Dal cerchio del mistero tutti assolti
dagli orfani del cielo tutti assolti

dagli angeli del mare tutti assolti

dal principe del buio tutti assolti

Dal piombo e dal cemento tutti assolti
dal sangue degli innocenti tutti assolti

le spazzerà via il vento

le cancellerà la pioggia

le tracce del serpente e delle volpi

Tutti assolti
noi li vediamo andare tutti assolti

eppure conosciamo bene i loro nomi e i loro volti

ma li vediamo andare tutti assolti

Dal Giubileo d'Oriente tutti assolti
dall'urna al Santo Uffizio tutti assolti

da Galileo a Cartesio tutti assolti

dal tessitore occulto tutti assolti

Tutti assolti
noi li vediamo andare tutti assolti

eppure conosciamo bene i loro nomi e i loro volti

ma li vediamo andare tutti assolti

Nel vasto labirinto tutti assolti
dal macabro banchetto tutti assolti

coi nostri sguardi dritti e i cuori capovolti

noi li vediamo andare tutti assolti

Tutti assolti
noi li vediamo andare tutti assolti

eppure conosciamo bene i loro nomi e i loro volti

ma li vediamo andare tutti assolti

Tutti assolti
noi li vediamo andare tutti assolti

eppure li sappiamo partecipi e coinvolti

ma li vediamo andare tutti assolti

"AMORE & GUERRA"
1996, CGD

1. Marabel
2. Johnny lo zingaro

3. Fiume Sand Creek

4. Quello che non ho

5. Un angelo in meno

6. Sally

7. Spezzacuori

8. Andrea

9. Eurialo e Niso

10. Camicie rosse

11. Tre rose

12. Don Raffaè

MARABEL (traccia audio)
(M.Bubola)

Cade il sole a piedi nudi sulla strada del coraggio
dietro al mare ha gli occhi d'oro e di cobalto
e Rachele ha il ventre scuro al mistero dilatato
nasce un figlio con il naso insanguinato
e io ho visto quasi tutto, anche quello che non c'è
ma ogni lacrima ha una storia, ogni lacrima è una storia, Marabel

Il dolore e la paura fanno scure le monete
che Isacco sta stringendo fra le dita
spezza rami nella notte e la luna è sull'altare
ha la gola sotto l'ascia di suo padre
quasi tutto ha una ragione, la ragione è quel che è
Ma ogni lacrima ha una storia, ogni lacrima è una storia Marabel

Dio ha una crepa in mezzo agli occhi e l'orgoglio sulle stelle
manda un angelo travestito da teppista
e il profilo della notte vede un santo ed un bambino
che discendono dal monte derubati
nella notte il pianto e il vino hanno un gusto che non c'è
mentre scende lungo il fiume, mentre cade lungo il fiume Marabel

Gabriele è un cigno nero, oppio e muco sull'asfalto
e violenta una bambina al primo bacio
sale al cielo senza occhi come il fiume scende al mare
e ora dorme nudo accanto al suo signore
se verrai dalle mie parti porta gli occhi insieme a te
puoi vedere nel tramonto, puoi toccare nel tramonto Marabel

JOHNNY LO ZINGARO
(testo di M.Bubola, M.Severini  - musica di S.Severini)

Johnny lo zingaro scarpe di serpente, con quel suo sguardo lontano
Virna la bruna, cuore di vetro, sette anelli d'oro scuro per mano

li hanno visti danzare alla luna, verso l'alba in quel vecchio luna park

la' dove i cani disegnano le strade, dove il vento piega le spade

Venderà cara la pelle, Johnny non si arrenderà
senza tetto, nè legge, nè stelle

nè uomo, nè donna, nè terra lo catturerà

Strade di fango, gomme di fuoco, urlano le sirene
presero Johnny e Virna la Bruna, c'è chi li vide in catene

tutta la notte dentro in questura con la mascella spezzata

e poi il mattino dritto in pretura, vent'anni come una pisciata

Venderà cara la pelle, Johnny non si arrenderà
senza tetto, nè legge, nè stelle

nè uomo, nè donna, nè terra lo catturerà

Io sono un ladro, ho imparato a rubare, come ho imparato a suonare
io sono un ladro, ho imparato a rubare, come mio nonno e mio padre

io sono un ladro e non un assassino, e dell'inferno ho paura

non è la legge dei gagi e dei "giusti" che chiuderà l'avventura

Venderà cara la pelle, Johnny non si arrenderà
senza tetto, nè legge, nè stelle

nè uomo, nè donna, nè terra lo catturerà

FIUME SAND CREEK
(testo e musica di M.Bubola - F. De Andrè)

Si sono presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura

fu un generale di vent'anni occhi turchini e giacca uguale

fu un generale di vent'anni figlio di un temporale

c'è un dollaro d'argento sul fondo del Sand Creek

I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte
e quella musica distante diventò sempre più forte

chiusi gli occhi per tre volte mi ritrovai ancora lì

chiesi a mio nonno è solo un sogno mio nonno disse sì

a volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek

Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso
il lampo in un orecchio e nell'altro il paradiso

le lacrime più piccole, le lacrime più grosse

quando l'albero della neve fiorì di stelle rosse

ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek

Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte
c'eran solo cani e fumo e tende capovolte

tirai una freccia in cielo per farlo respirare

tirai una freccia al vento per farlo sanguinare

la terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek

Si sono presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura

fu un generale di vent'anni occhi turchini e giacca uguale

fu un generale di vent'anni figlio di un temporale

ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek

QUELLO CHE NON HO
(testo e musica di M.Bubola - F.De Andrè)

Quello che non ho è una camicia bianca
quello che non ho è un segreto in banca

quello che non ho sono le tue pistole

per conquistarmi il cielo per guadagnarmi il sole

Quello che non ho è di farla franca
quello che non ho è quel che non mi manca

quello che non ho sono le tue parole

per guadagnarmi il cielo per conquistarmi il sole

Quello che non ho è un orologio avanti
per correre più in fretta e avervi più distanti

quello che non ho è un treno arrugginito

che mi riporti indietro da dove son partito

Quello che non ho sono i tuoi denti d'oro
quello che non ho è un pranzo di lavoro

quello che non ho è questa prateria

per correre più forte della malinconia

Quello che non ho sono le mani in pasta
quello che non ho è un indirizzo in tasca

quello che non ho sei tu dalla mia parte

quello che non ho è di fregarti a carte

Quello che non ho è una camicia bianca
quello che non ho è di farla franca

quello che non ho sono le tue pistole

per conquistarmi il cielo per guadagnarmi il sole

UN ANGELO IN MENO
(M.Bubola)

Oggi c'è un angelo in meno su questa terra
oggi c'è un angelo in eno che non ha terra

nevicherà dentro il mio cuore tutto l'inverno

nevicherà sopra quel pane, su quest'inferno

Oggi c'è un angelo in guerra
oggi c'è un angelo in meno e nemmeno una stella

Ed oggi sono due anni che non ho pace
ed oggi avresti dieci anni piccola voce

e ghiacceranno le parole dentro il quaderno

e copriranno il mio dolore come neve d'inverno

Oggi c'è un angelo in croce
oggi c'è un angelo in meno e nemmeno una luce

E saliremo le nuvole su ascensori di lacrime
vedremo questo tempo

che ci sbianca le pagine

ci bombarda di grandine

ci scortica di vento

Oggi c'è un angelo in croce
oggi c'è un angelo in meno e nemmeno una luce

SALLY
(testo e musica di M.Bubola - F.De Andrè)

Mia madre mi disse - Non devi giocare
con gli zingari nel bosco.

Mia madre mi disse - Non devi giocare

con gli zingari nel bosco.

Ma il bosco era scuro l'erba già verde
lì venne Sally con un tamburello

ma il bosco era scuro l'erba già alta

dite a mia madre che non tornerò.

Andai verso il mare senza barche per traversare
spesi cento lire per un pesciolino d'oro.

Andai verso il mare senza barche per traversare

spesi cento lire per un pesciolino cieco.

Gli montai sulla groppa sparii in un baleno
andate a dire a Sally che non tornerò.

Gli montai sulla groppa sparii in un momento

dite a mia madre che non tornerò.

SPEZZACUORI
(M.Bubola)

Le parole son finite, le ferite son guarite e ti vedo andare giù
dai miei occhi fino al buio, tra le lacrime e il diluvio io ti vedo andare giù

spezza un angelo la notte piena di bottiglie vuote e di cuori truffatori

e le donne danno pace, e le donne danno amore alle mie canzoni vuote

Spezzacuori hai già deciso, col tuo ultimo sorriso vuoi vedermi andare giù
Spezzacuori batti il tempo del tuo strano marchingegno, puoi vedermi andare giù

Dentro al cinema fa freddo e l'attrice dice - E' tutto - poi comincia a scender giù
tra i ragazzi c'è qualcuno che conosce il suo profumo e la prende per la mano

dietro al bar lei si inginocchia e lo copre con la bocca, lui comincia ad andar giù

Dama bianca inconsolata, Dama bianca addormentata vuoi vedermi andare giù

Spezzacuori hai già deciso, col tuo ultimo sorriso vuoi vedermi andare giù
Spezzacuori batti il tempo del tuo strano marchingegno, puoi vedermi andare giù

ANDREA
(testo e musica di M.Bubola - F.De Andrè)

Andrea s'è perso s'è perso e non sa tornare
Andrea s'è perso s'è perso e non sarà tornare

Andrea aveva un amore Riccioli neri

Andrea aveva un dolore Riccioli neri.

C'era scritto sul foglio ch'era morto sulla bandiera
c'era scritto e la firma era d'oro era firma di re

ucciso sui monti di Trento dalla mitraglia.

ucciso sui monti di Trento dalla mitraglia.

Occhi di bosco contadino del regno profilo francese
Occhi di bosco soldato del regno profilo francese

e Andrea l'ha perso ha perso l'amore la perla più rara

e Andrea ha in bocca, ha in bocca un dolore la perla più scura.

Andrea raccoglieva violette ai bordi del pozzo
Andrea gettava riccioli neri nel cerchio del pozzo

il secchio gli disse - Signore il pozzo è profondo

più fondo del fondo degli occhi della Notte del Pianto.

Lui disse - Mi basta mi basta che sia più profondo di me.
lui disse - Mi basta mi basta che sia più profondo di me.

EURIALO E NISO
(testo di M.Bubola, musica di S.Severini)

La notte era chiara, la luna un grande lume
Eurialo e Niso uscirono dal campo verso il fiume

e scesero dal monte, lo zaino sulle spalle

dovevan far saltare il ponte a Serravalle

Eurialo era un fornaio e Niso uno studente
scapparono in montagna all'8 di Settembre

i boschi già dormivano, ma un gufo li avvisava

c'era un posto di blocco in fondo a quella strada

Eurialo fece a Niso asciugandosi la fronte
- Ci sono due tedeschi di guardia sopra il ponte -

la neve era caduta e il freddo la induriva

ma avevan scarpe di feltro e nessuno li sentiva

Le sentinelle erano incantate dalla luna
fu facile sorprenderle tagliandogli la fortuna

una di loro aveva una spilla sul mantello

Eurialo la raccolse e se la mise sul cappello

La spilla era d'argento, un'aquila imperiale
brillava nella notte più d'un aurora boreale

fu così che li videro i cani e gli aguzzini

che volevan vendicare i camerati uccisi

Eurialo fu sorpreso in mezzo a una radura
Niso stava nascosto spiando di paura

Eurialo circondarono coprendolo di sputo

a lungo ci giocarono come fa il gatto col topo

Ma quando vide l'amico legato intorno a un ramo
trafitto dai coltelli come un San Sebastiano

Niso dovette uscire, troppo era il furore

quattro ne fece fuori prima di cadere

E cadde sulla neve ai piedi dell'amico
e cadde anche la luna nel bosco insanguinato

due alberi fiorirono vicno al cimitero

i fiori erano rossi, sbocciavano d'inverno

La notte era chiara, la luna un grande lume
Eurialo e Niso uscirono dal campo verso il fiume

dal campo verso il fiume

dal campo verso il fiume

CAMICIE ROSSE
(M.Bubola)

Quando la luna arriva a Genova
e la mia lettera da te
li sarà quasi estate mentre qui l'inverno arriverà
e con l'inverno un altro anno passerà

A Torino si dice che sei un bandito
che stai andando alla deriva
sopra un battello a difendere il confine uruguaiano
con un esercito che parla in italiano

Camicie rosse alla ventura in una nuvola di bandiere
camicie rosse così nessuna delle ferite si può vedere

A volte il coraggio è come la fame
che parti randagio per terre lontane
e mangi pane e lacrime e le lacrime sono acqua salata
che più ne bevi e meno ti disseta

E a volte il coraggio è di ritornare
senza aver fatto fortuna dall'altra parte del mare
per inseguire una stella che gira e gira ti riporterà
a menare le mani per la libertà

Camicie rosse alla ventura in una nuvola di bandiere
camicie rosse così nessuna delle ferite si può vedere

C'è chi ti ha visto a Milano tra fiori e parate
o sulle mura di Roma con divise stracciate
c'è chi ti ha visto a cavallo con gli occhi azzurri per salutare
però li avevi marrone se dovevi scappare

Braccato in palude da sbirri e zanzare
o in un bordello di Tangeri a dimenticare
o a faticare a New York in una fabbrica di candele
a riparare il tuo cuore a ricucirne le vele

Camicie rosse alla ventura in una nuvola di bandiere
camicie rosse così nessuna delle ferite si può vedere

Signora fortuna che brilli di notte
che ci prendi per mano e che ci mostri le rotte
proteggi questa flotta di studenti e di sognatori
aggiungi al firmamento i nostri mille cuori

TRE ROSE
(M.Bubola)

Tre rose son sedute al davanzale
tre rose, tre sartine da sposare

una cuce i ricordi, l'altra fila l'allegria

una ricama la mia nostalgia

una ricama la mia nostalgia

Tre rondini che vengono dal mare
tre rondini che vengono dal mare

una è color dei sogni, una è color del vento

ma l'ultima ha il colore del mio pianto

ma l'ultima ha il colore del mio pianto

Sei tu che hai messo un amo nel mio cuore
sei tu che hai messo un amo nel mio cuore

che cosa aspetti allora per venirmelo a levare

o forse vuoi vedermi sanguinare

o forse vuoi vedermi sanguinare

Tre rose son cresciute al davanzale
tre rose che nessuno può rubare

una andrà sposa a un ricco

l'altra cadrà di malattia

ma l'ultima sarà soltanto mia

ma l'ultima sarà soltanto mia.

DON RAFFAE'
(testo di M.Bubola, F.De Andrè - musica di F.De Andrè, M.Pagani)

Io mi chiamo Pasquale Cafiero
e son brigadiere del carcere oinè
io mi chiamo Cafiero Pasquale
sto a Poggio Reale dal ’53
e al centesimo catenaccio
alla sera mi sento uno straccio
per fortuna che al braccio speciale
c’è un uomo geniale che parla co’ me
Tutto il giorno con quattro infamoni
briganti , papponi , cornuti e lacchè
tutte l’ore co’ ‘sta fetenzia
che sputa minaccia e s’à piglia co’ me
ma alla fine m’assetto papale
mi sbottono e mi leggo ‘o giornale
mi consiglio con don Raffae’
mi spiega che penso e bevimm’ò cafè
A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà
Prima pagina venti notizie
ventun ingiustizie e lo Stato che fa
si costerna , s’indigna , s’impegna
poi getta la spugna con gran dignità
mi scervello e mi asciugo la fronte
per fortuna c’è chi mi risponde
a quell’uomo sceltissimo immenso
io chiedo consenso a don Raffaè
Un galantuomo che tiene sei figli
ha chiesto una casa e ci danno consigli
mentre ‘o assessore che Dio lo perdoni
‘ndrento a ‘e roullotte ci tiene i visoni
voi vi basta una mossa una voce
c’ha ‘sto Cristo ci levano ‘a croce
con rispetto s’è fatto le tre
volte ‘a spremuta o volite ‘o cafè
A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà
A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà
Qui ci stà l’inflazione, la svalutazione
e la borsa ce l’ha chi ce l’ha
io non tengo compendio che chillo stipendio
e un ambo se sogno ‘a papà
aggiungete mia figlia Innocenza
vuo’ marito non tiene pazienza
non chiedo la grazia pe’ me
vi faccio la barba o la fate da sé
Voi tenete un cappotto cammello
che al maxi processo eravate ‘o chiù bello
un vestito gessato marrone
così ci è sembrato alla televisione
pe’ ‘ste nozze vi prego Eccellenza
m’i prestasse pe’ fare presenza
io già tengo le scarpe e ‘o gillè
gradite ‘o Campari o volite ‘o cafè
A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà
A che bell’ò cafè
pure in carcere ‘o sanno fa
co’ à ricetta ch’à Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà
Qui non c’è più decoro le carceri d’oro
ma chi l’ha mi viste chissà
chiste so’ fatiscienti pe’ chisto i fetienti
se tengono l’immunità
don Raffaè voi politicamente
io ve lo giuro sarebbe ‘no santo
ma ‘ca dinto voi state a pagà
e fora chiss’atre se stanno a spassà
A proposito tengo ‘no frate
che da quindici anni sta disoccupato
chill’ha fatto quaranta concorsi
novanta domande e duecento ricorsi
voi che date conforto e lavoro
Eminenza vi baciov’imploro
chillo duorme co’ mamma e co’ me
che crema d’Arabia ch’è chisto cafè

"DIAVOLI E FARFALLE"
1999 - EMI

1. La ballata dei luminosi giorni
2. Emmylou

3. Capelli rossi

4. E una tirata d'orecchi

5. Innocente

6. Mister Vertigo

7. Il patto con il diavolo

8. Tina

9. Blues di Re Teodorico

10. Lettere mai spedite

11. L'albero di Giuda

12. Malinconie nascoste

13. Se questo è un uomo

LA BALLATA DEI LUMINOSI GIORNI
(M.Bubola)

Ho visto vecchie foto portarmi nuovi sogni
e case addormentate riempirsi delle voci

cadere stelle in fiamme splendenti di ricordi

cantare la ballata dei luminosi giorni

la lunga ballata dei luminosi giorni

Ho visto messer Prospero e mister Calibano
Eloisa ed Abelardo, Isotta con Tristano

difendere l'amore, gli eterni suoi ritorni

cantare la ballata dei luminosi giorni

la lunga ballata dei luminosi giorni

Oracoli e vampiri, demoni, streghe, volpi
civette, geni, satiri, maghi, sibille, astronomi

osservano incantati il cielo, leggendone gli accordi

cantando la ballata dei luminosi giorni

la lunga ballata dei luminosi giorni

E tu ridammi gli occhi e quel bizzarro cuore
coperto di fuliggine, sepolto da parole

che il tempo ci consoli nel tempo ci riporti

la lunga ballata dei luminosi giorni

la lunga ballata dei luminosi giorni

Si può perdere tutto senza aver mai rischiato niente
si può morire mille volte per vivere per sempre

ma prima che sia tardi vorrei cantare ai sordi

la lunga ballata dei luminosi giorni

la lunga ballata dei luminosi giorni

Io brindo a quelle antiche sere, alla musica lontana
io brindo al figliol prodigo, alla mia moglie gitana

io alzo il mio bicchiere d'oro col vino da due soldi

cantando la ballata dei luminosi giorni

la lunga ballata dei luminosi giorni

EMMYLOU
(M.Bubola)

Neve sporca dentro il cortile
fango sul mio povero nome

mentre dietro si chiude la porta

della triste vecchia prigione

Avevo una moglie dolcissima
il suo nome era Emmylou

avevo una moglie bellissima

perchè l'ho uccisa non ricordo più

Ci sposammo il 15 Marzo
lungo un viale di tigli e mimose

la sua luce accecava i miei occhi

la sua voce addolciva il mio cuore

Per tre anni la vita fu semplice
un bambino, il lavoro, la casa

le stagioni scorrevano docili

annodate da un filo di lana

E' per me difficile signori
comprendere il perchè!

Chiedo agli uomini perdono

e a Dio pietà di me

E un giorno il diavolo bussò alla mia porta
sotto le vesti di uno studente

suonava il piano era così divertente

gli chiedemmo di fermarsi un po' qui

E fu così che da piccoli accordi
la loro intesa salì

fino al confine di tutti i rimorsi

io mi trovavo a passare di lì

Abbracciati come edera e quercia
distesi sulla riva del fiume

vidi l'erba macchiarsi di rosso

i loro corpi coprirsi di piume

Le misi due rose sul petto
una bianca, una rosso carminio

le misi due perle all'orecchio

e le scarpe color ciclamino

E' per me difficile signori
comprendere il perchè!

Chiedo agli uomini perdono

e a Dio pietà di me

Trovo sempre quello che perdo
perdo sempre quello che trovo

- Signor giudice, conosco il coltello

è senz'altro di mia proprietà -

Avevo una moglie dolcissima
il suo nome era Emmylou

avevo una moglie bellissima

perchè l'ho uccisa non ricordo più

CAPELLI ROSSI
(M.Bubola)

La luna aveva i capelli rossi
in quella sera d'Agosto

il gracidar delle rane nei fossi

poi s'interruppe di colpo

E la civetta girò allora il suo sguardo
fotografò il mio destino

io ritornavo dai campi in ritardo

e mi seguì l'assassino

Porto negli occhi i tuoi occhi
e nel sorriso il tuo sorriso

porto nei sogni i tuoi sogni

non dovevi lasciarmi così

non dovevi lasciarmi così

E fu lo zoppo che non trova pace
il mendicante di luce

e fu il sicario dei boschi d'estate

il cacciatore di fate

Porto negli occhi i tuoi occhi
e nel sorriso il tuo sorriso

porto nei sogni i tuoi sogni

non dovevi lasciarmi così

non dovevi lasciarmi così

E i vecchi salici piegati sul fiume
bisbigliano ancora il mio nome

se ti avvicini alla scura corrente

ne sentirai la canzone

E le campane rintoccano ancora
lo stesso giorno a quell'ora

e i cani abbaiano tutta la notte

e le cornacchie all'aurora

Porto negli occhi i tuoi occhi
e nel sorriso il tuo sorriso

porto nei sogni i tuoi sogni

non dovevi lasciarmi così

non dovevi lasciarmi così

Anche stanotte la luna ha i capelli
rossi di un rosso vermiglio

fuori in giardino ti sento cantare

dall'altalena sul tiglio

Porto negli occhi i tuoi occhi
e nel sorriso il tuo sorriso

porto nei sogni i tuoi sogni

non dovevi lasciarmi così

non dovevi lasciarmi così

E UNA TIRATA D'ORECCHIO
(M.Scott - traduz. di M.Bubola)

Linda fu la prima
stessa classe superiore

ero timido e imbranato

non riuscii a portarla fuori

così non le dissi mai

che l'amavo da parecchio

ma le mando il mio amore

e una tirata d'orecchio

Nora fu la mia ragazza
ai tempi della prima band

ancor oggi la rivedo

che prepara dolci e the

ora vive in Australia

vende quadri e libri vecchi

ma le mando il mio amore

e una tirata d'orecchi

Deborah mi ha rotto il cuore
son caduto proprio giù

era un giorno d'estate

andavamo a Liverpool

io credevo fosse eterno

ma finì in un batter d'occhio

ma le mando il mio amore

e una tirata d'orecchio

Io e Bella vivevamo
assieme nella stessa casa

ma l'abbiamo rovinata

coi litigi e con le accuse

di continuo picchiavamo

come mosche sopra il vetro

ma le mando il mio amore

e una tirata d'orecchio

Krista era giramondo
nata su nel Canada

ci incrociammo a San Francisco

ma vorrei che fosse qua

che darei per risentirla

ma non so dove sia adesso

ma le mando il mio amore

e una tirata d'orecchio

Tu che sei la mia regina
il mio porto di salvezza

sai che veglio su di te

con orgoglio e tenerezza

tu sei il sogno che si avvera

tutto quello che io cerco

a te dono il mio amore

e una tirata d'orecchio

INNOCENTE
(M.Bubola)

Se fossi anche innocente saresti un angelo
se ancor più seducente saresti il diavolo

se fossi ancora più splendente di questa splendida mattina

saresti la Gerusalemme della mia anima

Se fossi trasparente saresti un calice
un canocchiale più potente di mille lacrime

se fossi persa fra la gente saprei raggiungerti

seguendo l'oro la corrente di mille pagine

Se fossi un'aquila ferita ti ricucirei le ali
imparerei l'oscura lingua che parla ai temporali

se fossi ancora più perduta mi perderei di te

seguendoti nella caduta di tutti gli angeli

Ho camminato così a lungo seguendo il cuore a occidente
per giorni e notti dentro i luoghi più oscuri della mente

dove si incrociano sconfitte, luoghi, persone care

ed i ricordi che ti puntano una pistola al cuore

E un cuore e una pistola ho tatuati al petto
perchè l'amore mi ha sconfitto, sparandomi da dietro

e dopo questo non c'è niente che mi può far paura

nemmeno l'attimo lucente che chiude l'avventura

E quando ti ho incontrata ero già seppellito
in terra sconsacrata tra cespugli di rosmarino e mirto

mi hai tolto dalla fronte il sospetto ed il rancore

pulendomi la faccia da polvere e sudore

Se fossi anche innocente saresti un angelo
se ancor più seducente saresti il diavolo

se fossi ancora più splendente di questa splendida mattina

saresti la Gerusalemme della mia anima

MISTER VERTIGO
(M.Bubola)

Mr. Vertigo, insegnami a volare di nuovo
Mr. Vertigo, insegnami a salire nel cielo

nè come un falco, nè come un tuono

nè come un dio misterioso e buono

Mr. Vertigo, ridammi il blu

Mr. Vertigo, insegnami a volare davvero
Mr. Vertigo, insegnami a capire il mistero

toglimi il peso del mal d'amore

questa zavorra di un vecchio cuore

Mr. Vertigo, ridammi il blu

Lo sai che il vuoto spesso mi fa paura
librarmi in aria vorrei con te

uscire fuori da queste alte mura

guardar la vita sotto di me

Mr. Vertigo, insegnami a volare nel buio
Mr. Vertigo, insegnami a vedere nel diluvio

staccare i piedi, staccar la spina

passar radente sulla collina

Mr. Vertigo, ridammi il blu

Tu che frequenti la solitudine
quella del misero, quella del re

da questo diavolo dell'inquietudine

vorrei stanotte salvassi me

Mr. Vertigo, insegnami a volare davvero
Mr. Vertigo, insegnami a capire il mistero

conosci il trucco, tu sai il motivo

tu hai la mappa del paradiso

Mr. Vertigo, ridammi il blu

Mr. Vertigo, ridammi il blu

Mr. Vertigo, ridammi il blu

IL PATTO CON IL DIAVOLO
(M.Bubola)

Mi hai tolto il cielo dalla testa, la terra sotto i piedi
mi hai tolto l'anima nascosta, la mappa dei misteri

è un calice d'inchiostro quello che tu ora bevi

il patto con il diavolo riscrive i tuoi pensieri

Mi hai tolto i pomeriggi chiari, la gioia del presente
mi hai tolto il sonno alle chitarre, ed ora piangono continuamente

è un calice di sangue quello che tu sollevi

il patto con il diavolo cancella i desideri

E' un gioco dove vince il Grande Pretendente
è un gioco senza schemi, che cambia regole continuamente

è un gioco dove vince chi rimane indifferente

il patto con il divolo ti dannerà per sempre

Pretende pallide canzoni, da scrivere a più mani
pretende facili emozioni da vendere ai villani

è un calice d'inchiostro quello che tu ora bevi

il patto con il diavolo riscrive i tuoi pensieri

TINA
(M.Bubola)

Tina ti seguirò lungo quelle strade in Messico
Tina, ti scriverò quando a San Francisco arriverò

dimmi che luce c'è laggiù qui ormai non la ritrovo più

dimmi che luna guardi tu, quella che io vedo non lo è più

Tina, con te io ballerò su quelle terrazze in Messico
Tina, la musica e poi il vino rosso, i baci, il buio e noi

dimmi che sogni sogni tu

io da un po' lo sai non dormo più

dimmi, le foto che farai

che verità e bellezza fermerai

Tina, ti fisserò dentro quelle piazze in Messico
Tina, io non lo so se prima di Natale tornerò

dimmi che non mi aspetterai

che il tempo è sempre vivo e tu vivrai

dimmi che non ti sazierai

del mio cuore che è poco, poco ormai

BLUES DI RE TEODORICO
(M.Bubola)

Un giorno re Teodorico sentì suonare - bang! bang! -
era il segnale di caccia degli scudieri del re

il più bel cervo del mondo stava passando di lì

ma non aveva un cavallo per inseguirlo e così

- povero re, povero re, povero re Teodorico! -

E poi gli apparve un destriero nero più nero non c'è
aveva gli occhi di fuoco, gli disse - Vieni con me!

Cattureremo la bestia e le sue corna io ti darò

su svelto saltami in groppa e tieni forte sennò -

- povero re, povero re, povero re Teodorico! -

Tua moglie, i tuoi figli, tua madre
saluta bene perchè

i regni, i fiumi, le strade

ora appartengono a me!

- povero re, povero re, povero re Teodorico! -

E da Verona a Messina ci mise un attimo o poco più
capì quand'era ormai tardi che quel cavallo era Belzebù

dall'alto azzurro del cielo, dentro il vulcano si fiondò giù

dove comincia l'inferno e dove indietro non torni più

- povero re, povero re, povero re Teodorico! -

Tua moglie, i tuoi figli, tua madre
saluta bene perchè

i regni, i fiumi, le strade

ora appartengono a me!

- povero re, povero re, povero re Teodorico! -

- Povero re, povero re, povero re Teodorico! -

LETTERE MAI SPEDITE
(M.Bubola)

Lettere mai spedite
parole arrugginite

lasciate a barcollare

di fronte al mare dentro di te

Lettere mai arrivate

lettere già annunciate

le stiamo ad aspettare

salir le scale bussare qui

Tu che volevi dirti
che non volevi dirmi

tu che non vuoi tradirti

perchè tradirti così con me

tu che non vuoi scoprirti

tu come puoi scoprirmi

tu che non corri rischi

perchè ora rischi così con me

Lettere mai spedite
lettere scolorite

restate a macerare

in lente pioggie dentro di te

Lettere abbandonate

in piazze desolate

potevan consolare

le stanze chiare dentro di te

Tu che non sai chiarirti
tu come puoi chiarirmi

tu che mi avevi visto toccare

il fango prima di te

Tu che non vuoi smentirti

perchè ora vuoi mentirmi

tu che mi hai derubato

dei tuoi pensieri dicendo che

Son lettere smarrite
lettere mai spedite

lettere come prove

che il tempo passa malgrado noi

Tu che volevi dirti

che non volevi dirmi

tu che non vuoi tradirti

perchè tradirti così con me

Tu che non vuoi scoprirti
tu come puoi scoprirmi

tu che non corri rischi

perchè ora rischi così con me

L'ALBERO DI GIUDA
(M.Bubola)

Non puoi vendere tutti i tuoi ricordi
solo perchè qualcuno li comprerà

non puoi bruciare amici, amori e sogni

viaggiando tra menzogne e verità

Non potrai truccar le carte
e poi chiedere scusa

non puoi cambiar canzone

prima che sia già conclusa

- Guarda come stai pendendo
- Guarda come stai dondolando

- Guarda come stai rantolando

sotto l'albero di Giuda, Giuda! -

Un giorno eri capitano di navi corsare
un'apostolo di ribellione e carità

ti è bastato un po' di argento e quattro schiavi

per farti un maggiordomo di città

non pensavi fosse così facile
indossare i panni di Caino

non credevi fosse così semplice

bere sangue e chiamarlo vino

- Guarda come stai pendendo
- Guarda come stai dondolando

- Guarda come stai rantolando

sotto l'albero di Giuda, Giuda! -

Non hai mai avuto dubbi su chi scegliere
e su chi abbandonare dietro te

i giuramenti sono solo cenere

gettati sopra il piatto di un cachet

è cambiata la tua luce

si è fatta più soffusa

la tua silouette è apparsa all'aria

la tua ombra è così nuda

- Guarda come stai pendendo
- Guarda come stai dondolando

- Guarda come stai rantolando

sotto l'albero di Giuda, Giuda! -

- Guarda come stai pendendo
- Guarda come stai dondolando

- Guarda come stai rantolando

sotto l'albero di Giuda, Giuda! -

MALINCONIE NASCOSTE
(M.Bubola)

C'è ancora un nascondiglio dentro di me
un litorale tranquillo nel mio cuore ad est

dove raccolgo canzoni e conchiglie nuove

dove riposo le ossa asciugando al sole

E l'anima nascente riprende il volo
un segreto torrente riaffiora dal suolo

e lì rivedo mio padre con i suoi scolari

il sorriso che brilla nei suoi occhi chiari

Oh, malinconie nascoste
Oh, speranze malriposte

di quando tu mi volevi bene

di quando tu mi volevi bene

Ritrovo quegli odori di menta e di fieno
quel pallido rumore che lascia il treno

e tu lenta che avanti mi camminavi

tenendomi a distanza con i tuoi occhiali

E tutta la realtà era allagata dai sogni
arrotondavo il mio cuore, affilavo i miei legni

una fionda in tasca nella sagrestia

dieci Pater Noster, dieci Ave Maria

Oh, malinconie nascoste
Oh, speranze malriposte

di quando tu mi volevi bene

di quando tu mi volevi bene

Oh, malinconie nascoste
Oh, speranze malriposte

Oh, malinconie nascoste

Oh, speranze malriposte

SE QUESTO E' UN UOMO
(M.Bubola)

Dopo la peste e il diluvio
il grande esodo nel buio

dopo il passaggio del mare

dopo il deserto e la fame

Dopo il saccheggio del paradiso
dopo quel giglio reciso

dopo che il tempo ha cresciuto

il tuo dolore già così muto

di questo male tu perdonati

- Se questo è un uomo, dico sì! -

Dopo il rumore degli uomini
dopo il silenzio degli angeli

dopo domande senza sosta

dopo nessuna risposta

di questo male tu perdonati

- Se questo è un uomo, dico sì! -

Dopo le schiere dei diavoli
dopo il metallo degli ordini

dopo i bambini d'inverno

nelle prigioni all'aperto

di questo male tu perdonati

- Se questo è un uomo, dico sì! -


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