| Un'intervista |
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- Il tuo percorso
artistico è caratterizzato da una forte contaminazione delle radici
popolari con il rock, senza cadere negli stereotipi. Hai qualcosa da dire
in proposito?
Io ho cultura contadina, ed il rock è come una koinè, una
sorta di lingua comune dell'occidente, un po' come l'arte romanica. Per
dare dignità al rock bisognava contaminarla con le proprie radici
popolari, com'è successo in Irlanda dove la forte tradizione popolare
ha saputo indirizzare il rock in direzioni diverse. Basta guardare a cosa
hanno fatto gruppi come gli U2, i Pogues o i Chieftains e tanti altri.
Io ho cercato di dare al rock una valenza letteraria, perché ai
miei tempi il rock era qualcosa di adolescenziale, senza pretese. In un
certo senso ho cercato di dare un contributo italiano a questa grande
musica che il rock.
- Una profondità
letteraria che andasse a contrastare con il rock 'urlato'?
Il rock in Italia è una musica molto fraintesa; é una musica
che ha pochi accordi e che nasce da tre filoni che sono: il blues, la
musica celtica e quella anglosassone. Ecco allora che se uno fa rock in
portoghese, non è che urlando diventa francese. Da noi tutto quello
che è fracasso viene etichettato con rock. Io trovo invece che
lo si possa suonare, sia con la chitarra elettrica sia quella classica,
poi il tutto si sposa bene con la nostra musica popolare, anch'essa fatta
di pochi accordi e con la stessa struttura armonica. Se, come sembra,
verrà assegnato il premio Nobel a Bob Dylan, al rock verrà
riconosciuta la valenza letteraria, perché è stato un grande
veicolo di promozione della poesia, nel secondo novecento.
- Qual è
l'idea di base che ti ha spinto a pubblicare i tre capitoli de "Il
cavaliere elettrico"? Un momento di riflessione o un ridare dignità
rock ai molti brani famosi incisi con De Andrè o la Mannoia?
Sì, la motivazione di fondo è questa. Quando io ho lavorato
insieme a Fabrizio De Andrè, non avendo lui una cultura rock, le
canzoni venivano mediate con il suo mondo. Con questi dischi registrati
dal vivo io li ho riportati alla mia visione delle cose.
Poi c'è anche l'aspetto di ridare visibilità ad alcune delle
mie canzoni, presenti su alcuni dischi che non vengono più ristampati,
per cui mi sembrava giusto farle conoscere alle giovani generazioni.
- Questo Cavaliere
Elettrico cos'è? Un Don Chisciotte o un Robin Hood?
Questa definizione la devo al giornalista Massimo Cotto che ha riassunto
così i miei due aspetti: 'elettrico' per la parte rock, e 'cavaliere'
per quella letteraria. In questo senso possiamo dire che sono un po' un
Don Chisciotte che coltiva dei sogni e non si rassegna. Amare i perdenti
ma non le sconfitte.
- Hai lavorato
con gruppi come i Gang e gli Estra in passato, continui ad osservare la
scena rock italiana?
In verità non la seguo poi tanto, anzi secondo me manca di qualità
nei testi per definirsi 'scena rock'. Se guardiamo all'estero a gruppi
come i Pearl Jam o ad uno degli ultimi rocker come Mark Lanegan, noti
come questi abbiamo dei grandi testi. Io non so se sono più sfortunato
di altri, ma mi pare di avvertire questa mancanza di qualità letteraria
in Italia. Abbiamo delle buone band ma lacunose dal punto di vista dei
testi, ed il rock non può prescindere da essi.
- Hai citato Mark
Lanegan, mia grande passione musicale. Come giudichi il suo modo di porsi,
ombroso, quasi ostile?
Facciamo un paragone con la storia dell'arte: ci sono delle zone del bergamasco
che nel '600 avevano ancora una pittura giottesca. Noi in Italia è
come se, a volte, ignorassimo che il rock ha avuto una sua evoluzione.
Mark Lanegan è uno che risente molto del fenomeno di Seattle, che
lo ha visto e vissuto anche protagonista con gli Screaming Trees. Mentre
se ascolti i nostri cantautori, sembra che non sia successo niente da
quarant'anni a questa parte: continuano imperterriti per la loro strada,
è come se non ascoltassero ciò che succede. I Nirvana sono
stati un po' come Caravaggio: dopo di loro è cambiato tutto!
Lanegan ed altri risentono di questo cambiamento, suonano una musica che
è più sporca, più dolorosa. Non suonano più
un folk rock o un rock acustico pulito, ma suonano un rock che risente
di questa sorta di bomba atomica che c'è stata.
- Di cosa tratterà
il quarto volume della quadrilogia live?
Manca il volume dei "Ritratti", un'altra visione delle ballate
che ho scritto ispirandomi appunto a dei ritratti, anche se credo che
verrà posticipato di un anno perché ho voglia di pubblicare
delle canzoni nuove, visto che sono passati oramai tre anni dall'ultimo
lavoro in studio. Penso sia giunto il momento di far sentire che c'è
bisogno di nuove canzoni, perché dopo la morte di De Andrè,
mi pare sia calato un grosso vuoto. Credo che i giovani debbano scoprire
la tradizione della canzone d'autore e visto che io sono anche un cantautore,
devo continuare a parlare alle coscienze.
- Una tradizione
dalla quale non si può prescindere.
No, anche se i network radiofonici l'ignorano volutamente, anzi la sfuggono
come il veleno. E' un'opera di disinformazione che fanno i media, perché
non è vero che non piace alla gente, e che loro voglio imporre
il loro modello consumistico. Quando scrissi "Il cielo d'Irlanda"
per Fiorella Mannoia, mi ricordo che i produttori faticarono ad imporlo
come singolo nelle radio, perché non rientrava nei loro canoni.
Quando la casa discografica s'impose, si scoprì che la canzone
piaceva molto e vendette quasi un milione di copie. Quindi non è
vero che l'ascoltatore non gradisce certe canzoni, solo non ne conosce
l'esistenza. In un mercato libero tutto deve essere ugualmente visibile:
accanto alla musica d'evasione ci vuole quella di riflessione, di profondità
ed anche musica di sperimentazione. I danni poi sono sotto gli occhi di
tutti, visto che questa sorta di mercato uni direzionato va molto male.
C'è un'ideologia che guarda all'individuo come ad un portafoglio
da svuotare, ed una alla quale sento di appartenere, che guarda all'individuo
come una persona da informare. Poi a questi si lascia libertà di
scelta. Se gli si fanno conoscere solo due prodotti la gente si disaffeziona.
Eliseno
Sposato 04-07-2002 - RockIT
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"DOPPIO
LUNGO ADDIO"
1994, Polygram
1. Un sogno di più
2. Doppio lungo addio
3. Un uomo ridicolo
4. Ali Zazà
5. Niente passa invano
6. Gaeltarra (strumentale)
7. Il cielo d'Irlanda
8. Cento volte
9. Dostojevskij
10. Tutti assolti
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UN SOGNO DI PIU'
(M.Bubola)
In un altro tempo e un'altra vita
ero fuggiasco e disertore
e la mia anima era in piena ma vuoto era il mio cuore
c'era una jena e c'era un falco ai bordi della strada
e c'era un uomo senza ombra in fondo che aspettava
E' solo un sogno di più
una commedia senza senso
è un libro oscuro, un flusso di volti e luoghi
scekerati dal vento
E' un sogno in più
un salto, un lungo smarrimento
è una paralisi del cuore
un caleidoscopico spavento
Li avevo visti bene in faccia, questo
mi condannava
avevo visto il tuono e il lampo e l'auto che saltava
cambiai il mio nome cambiai il mio segno, braccato e senza
gloria
avevo un giudice o un sicario sulla mia traiettoria
E' solo un sogno di più
o un tipo di presentimento
è un incidente della memoria o un labirintico tormento
E' un sogno in più
che non va a ritmo e non va a tempo
è una caduta in volo, una serie di immagini senza
collegamento
E benvenuta tu l'Aurora, che accende
tutte le candele
e questa stanza nuvolosa, trasformi in cattedrale
E' solo un sogno, è solo un
sogno di più
una commedia senza senso
è un libro oscuro, un flusso di volti e luoghi
scekerati dal vento
E' un sogno in più
un salto, un lungo smarrimento
è una paralisi del cuore
un caleidoscopico spavento
E' un sogno in più, è
solo un sogno, è solo un sogno di più
è solo un sogno, solo un sogno di più
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DOPPIO LUNGO ADDIO
(testo di M.Bubola - musica di M.Bubola, P.Fabrizi)
Io disegnavo ali, tu volavi
io costruivo chitarre, tu le suonavi
io mischiavo le carte, tu le giocavi
io annegavo nell'acqua, tu ci camminavi
Io ero il braccio, tu la mente
io ero lo stagno, tu la corrente
tu andavi verso l'Ovest, io rimanevo all'Est
io ero tu, tu eri me
Io e te, tu ed io
nella stessa lacrima di Dio
io e te, tu ed io
un doppio sguardo un doppio lungo addio
un doppio salto un doppio lungo addio
Io ero dalla parte di chi ha sempre
saputo
tu eri dalla parte di chi non ha mai taciuto
io tentato dal demonio e tu da Cristo re
io ero tu tu eri me
Tu eri il santo, io l'assassino
io ero il mercante, tu l'indovino
io avevo novant'anni, tu sempre ventitrè
io ero tu, tu eri me
Io e te, tu ed io
nella stessa lacrima di Dio
io e te, tu ed io
un doppio abbraccio un doppio lungo addio
un doppio salto un doppio lungo addio
Ho sognato che stavi sognando di me
ho sognato che stavo sognando di te
e lo specchio infinito continuava perchè
io ero tu, tu eri me
io ero tu, tu eri me
Io e te, tu ed io
nello stesso specchio in mano a Dio
io e te, tu ed io
un doppio bacio, un doppio lungo addio
un doppio salto, un doppio lungo addio
Io e te, tu ed io
nella stessa lacrima di Dio
io e te, tu ed io
un doppio sguardo, un doppio lungo addio
un doppio salto, un doppio lungo addio
un doppio sparo, un doppio lungo addio
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UN UOMO RIDICOLO
(testo di M.Bubola - musica di M.Bubola, P.Fabrizi)
Sei solo un uomo ridicolo
un uomo che non sa
immaginarsi un miracolo
o una perplessità
Vivi di piccoli calcoli
e grandi vanità
non hai amici ma complici
della tua infedeltà
Sei solo un uomo ridicolo
un uomo che non va
allo sbaraglio di un attimo
un attimo di verità
Sai rifugiarti negli angoli
se sei in difficoltà
difenderti attaccando è
la tua specialità
- Hai mai amato qualcuno? -
- Hai mai difeso qualcosa? -
Sei solo un uomo ridicolo
un uomo senza qualità
che parla troppo per credere
a quello che dirà
che dirà
che dirà
a quello che dirà
che dirà
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ALI ZAZA'
(testo di M.Bubola - musica di M.Bubola, P.Fabrizi)
A tredici anni, a tredici anni, lasciò
il lavoro dal barbiere
a tredici anni, a tredici anni, un baby killer di mestiere
portava ordini e sentenze, portava pacchi ed altre essenze
col motorino e il suo cannone, girava come un'ape con
il suo pungiglione
A quindici anni, a quindici anni,
era già il boss del suo quartiere
a quindici anni, a quindici anni, nessuno gliela dava
a bere
dai negozianti ai trafficanti, dai travestiti agli ambulanti
prendeva un reddito puntuale, chi non pagava allora si
voleva male
Aveva un nome ed un cognome, ma lo
chiamavano Ali Zazà
quaranta erano i suoi compagni, tutta la banda, tutta
la banda Carità
A diciott'anni, a diciott'anni fece
uno sgarro a un pezzo grosso
a diciott'anni, a diciott'anni, fu battezzato con il fuoco
venne attirato in un tranello, un chiarimento al vecchio
macello
c'era un garante ed un ostaggio, non gli bastò
solo il suo coraggio
Aveva un nome ed un cognome, ma lo
chiamavano Ali Zazà
quaranta erano i suoi compagni, tutta la banda, tutta
la banda Carità
Dopo tre anni, dopo tre anni, chi
scommetteva d'averlo visto
al Casinò di Montecarlo o in un bordello a San
Domingo
non c'era il corpo non fu mai trovato, nell'imboscata,
in quel massacro
ma anche questo, io ve lo giuro, non lo darei mai per
sicuro
Aveva un nome ed un cognome, ma lo
chiamavano Ali Zazà
quaranta erano i suoi compagni, tutta la banda, tutta
la banda Carità
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NIENTE PASSA INVANO
(M.Bubola)
Ogni volta che ti ricordo mi si annebbiano
gli occhi e il cuore
ogni volta che ti ripenso vedo immagini al rallentatore
tu in bicicletta col tuo cappotto mentre ritorni da lavorare
tu in bicicletta sotto il mantello che segui il fiume
per dimenticare
la distanza infinita fra i tuoi capelli e la mia mano
...e amore niente niente, amore niente
passa invano
nessun dolore, amore, amore niente passa invano
Ogni volta che alzo gli occhi non
ho il coraggio di domandare
ogni volta che provo a scriverti mi si confondono le parole
rileggo tutto e mi sembra cenere contrabbandata per poesia
sono montagne russe i nostri cuori, la tua anima e la
mia
sono cessati spari e grida, questo è il silenzio
che volevamo?
...e amore niente niente, amore niente
passa invano
nessun dolore, amore, amore niente passa invano
Oggi ho ripreso quelle tue pagine,
ho ripercorso tutte le stazioni
mi son seduto nelle tue stanze, mentre cambiavano le stagioni
ho aperto gli occhi e ho visto luci, macchine in fila
al distributore
gente che ha freddo, gente che ha fretta di ripartire
o di rincasare
in questa sera di pioggia sporca e infinita su Milano
nessun dolore amore, amore niente
passa invano
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IL CIELO D'IRLANDA
(M.Bubola)
Il cielo d'Irlanda è un oceano
di nuvole e luce
il cielo d'Irlanda è un tappeto che corre veloce
il cielo d'Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù
ti annega di verde e ti copre di blu
ti copre di verde e ti annega di blu
Il cielo d'Irlanda si sfama di muschio
e di lana
il cielo d'Irlanda si spulcia i capelli alla luna
il cielo d'Irlanda è un gregge che pascola in cielo
si ubriaca di stelle di notte e il mattino è leggero
si ubriaca di stelle e il mattino è leggero
Dal Donegal alle isole Aran
e da Dublino fino al Connemara
dovunque tu stia viaggiando con zingari o re
il cielo d'Irlanda si muove con te
il cielo d'Irlanda è dentro di te
Il cielo d'Irlanda è un enorme
cappello di pioggia
il cielo d'Irlanda è un bambino che dorme sulla
spiaggia
il cielo d'Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero
ma dopo un momento i colori li fa brillare più
del vero
ma dopo un momento li fa brillare più del vero
Dal Donegal alle isole Aran
e da Dublino fino al Connemara
dovunque tu stia viaggiando con zingari o re
il cielo d'Irlanda si muove con te
il cielo d'Irlanda è dentro di te
Il cielo d'Irlanda è una donna
che cambia spesso d'umore
il cielo d'Irlanda è una gonna che gira nel sole
il cielo d'Irlanda è Dio che suona la fisarmonica
si apre e si chiude col ritmo della musica
si apre e si chiude col ritmo della musica
Dal Donegal alle isole Aran
e da Dublino fino al Connemara
dovunque tu stia viaggiando con zingari o re
il cielo d'Irlanda si muove con te
il cielo d'Irlanda è dentro di te
il cielo d'Irlanda si muove con te
il cielo d'Irlanda è dentro di te
il cielo d'Irlanda si muove con te
il cielo d'Irlanda è dentro di te
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CENTO VOLTE
(M.Bubola)
Ti ha già cambiato cento volte
il nome e tu lo segui
ti ha rinnegata e spergiurata e ancora tu gli credi
chi alzerà quella bandiera nera sopra il tuo cuore
chi alzerà quella bandiera lo chiamerai amore
Ti ha crocifisso cento volte e ancora
tu lo preghi
ti ha già bruciato gli occhi coi suoi occhi e ancora
tu lo vedi
chi poserà quel fiore nero-nero sul davanzale
chi poserà quel fiore nero lo chiamerai amore
C'è un pozzo di desideri pieno
di terra
diamanti seppelliti nella miniera
ci sono dodici rose rosse di sangue
che fanno una corona sulla tua fronte
Ha già passato cento notti
alla tua porta sotto la neve
ha già bussato cento volte e ancora non vieni ad
aprire
chi canterà quella canzone nuova al tuo passare
chi canterà questa canzone lo chiamerai amore
C'è un pozzo di desideri pieno
di terra
diamanti seppelliti nella miniera
ci sono dodici rose rosso-porporine
che fanno una corona, corona di spine
Io canterò quella canzone nuova
al tuo balcone
se canterò questa canzone, chiamami amore
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DOSTOEVSKIJ
(testo di M.Bubola - musica di M.Bubola, P.Fabrizi)
Avrei voluto diventare Dostoevskij
per curvare le parole
per ogni piega ogni distanza, ogni riflesso che ci scardinava
il cuore
avrei voluto insieme a te rubare l'acqua della luna
ma come Orlando ho perso il senno e ho perso anche la
fortuna
Avrei voluto cancellare dai tuoi occhi
quella noia e quella solitudine
ma allora davo troppe cose per scontate e non ti seguivo
più
come la pioggia anche l'amore rinfresca una stagione ostile
come la pioggia anche l'amore è destinato poi a
finire
Le cose più importanti come
sempre noi le diciamo senza voce
basta guardarsi dietro il vetro di un perdono o sotto
un battito di luce
e il pianto vero non ha lacrime, nè spettatori,
nè rifugio
ci siamo persi dentro a un bicchiere e ritrovati in un
naufragio
Avrei voluto diventare Dostoevskij
per curvare le parole
per ogni piega, ogni distanza, ogni riflesso che ci scombinava
il cuore
avrei voluto insieme a te rubare l'acqua della luna
ma come tanti ho perso il tempo e ho perso anche la fortuna
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TUTTI ASSOLTI
(M.Bubola)
Dal cerchio del mistero tutti assolti
dagli orfani del cielo tutti assolti
dagli angeli del mare tutti assolti
dal principe del buio tutti assolti
Dal piombo e dal cemento tutti assolti
dal sangue degli innocenti tutti assolti
le spazzerà via il vento
le cancellerà la pioggia
le tracce del serpente e delle volpi
Tutti assolti
noi li vediamo andare tutti assolti
eppure conosciamo bene i loro nomi e i loro volti
ma li vediamo andare tutti assolti
Dal Giubileo d'Oriente tutti assolti
dall'urna al Santo Uffizio tutti assolti
da Galileo a Cartesio tutti assolti
dal tessitore occulto tutti assolti
Tutti assolti
noi li vediamo andare tutti assolti
eppure conosciamo bene i loro nomi e i loro volti
ma li vediamo andare tutti assolti
Nel vasto labirinto tutti assolti
dal macabro banchetto tutti assolti
coi nostri sguardi dritti e i cuori capovolti
noi li vediamo andare tutti assolti
Tutti assolti
noi li vediamo andare tutti assolti
eppure conosciamo bene i loro nomi e i loro volti
ma li vediamo andare tutti assolti
Tutti assolti
noi li vediamo andare tutti assolti
eppure li sappiamo partecipi e coinvolti
ma li vediamo andare tutti assolti
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"AMORE
& GUERRA"
1996, CGD
1. Marabel
2. Johnny lo zingaro
3. Fiume Sand Creek
4. Quello che non ho
5. Un angelo in meno
6. Sally
7. Spezzacuori
8. Andrea
9. Eurialo e Niso
10. Camicie rosse
11. Tre rose
12. Don Raffaè
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MARABEL
(traccia
audio)
(M.Bubola)
Cade il sole a piedi nudi
sulla strada del coraggio
dietro al mare ha gli occhi d'oro e di cobalto
e Rachele ha il ventre scuro al mistero dilatato
nasce un figlio con il naso insanguinato
e io ho visto quasi tutto, anche quello che non c'è
ma ogni lacrima ha una storia, ogni lacrima è una storia, Marabel
Il dolore e la paura fanno
scure le monete
che Isacco sta stringendo fra le dita
spezza rami nella notte e la luna è sull'altare
ha la gola sotto l'ascia di suo padre
quasi tutto ha una ragione, la ragione è quel che è
Ma ogni lacrima ha una storia, ogni lacrima è una storia Marabel
Dio ha una crepa in mezzo
agli occhi e l'orgoglio sulle stelle
manda un angelo travestito da teppista
e il profilo della notte vede un santo ed un bambino
che discendono dal monte derubati
nella notte il pianto e il vino hanno un gusto che non c'è
mentre scende lungo il fiume, mentre cade lungo il fiume Marabel
Gabriele è un cigno
nero, oppio e muco sull'asfalto
e violenta una bambina al primo bacio
sale al cielo senza occhi come il fiume scende al mare
e ora dorme nudo accanto al suo signore
se verrai dalle mie parti porta gli occhi insieme a te
puoi vedere nel tramonto, puoi toccare nel tramonto Marabel
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JOHNNY LO ZINGARO
(testo di M.Bubola, M.Severini - musica di S.Severini)
Johnny lo zingaro scarpe di serpente,
con quel suo sguardo lontano
Virna la bruna, cuore di vetro, sette anelli d'oro scuro
per mano
li hanno visti danzare alla luna, verso l'alba in quel
vecchio luna park
la' dove i cani disegnano le strade, dove il vento piega
le spade
Venderà cara la pelle, Johnny
non si arrenderà
senza tetto, nè legge, nè stelle
nè uomo, nè donna, nè terra lo catturerà
Strade di fango, gomme di fuoco, urlano
le sirene
presero Johnny e Virna la Bruna, c'è chi li vide
in catene
tutta la notte dentro in questura con la mascella spezzata
e poi il mattino dritto in pretura, vent'anni come una
pisciata
Venderà cara la pelle, Johnny
non si arrenderà
senza tetto, nè legge, nè stelle
nè uomo, nè donna, nè terra lo catturerà
Io sono un ladro, ho imparato a rubare,
come ho imparato a suonare
io sono un ladro, ho imparato a rubare, come mio nonno
e mio padre
io sono un ladro e non un assassino, e dell'inferno ho
paura
non è la legge dei gagi e dei "giusti" che chiuderà
l'avventura
Venderà cara la pelle, Johnny
non si arrenderà
senza tetto, nè legge, nè stelle
nè uomo, nè donna, nè terra lo catturerà
|
FIUME SAND CREEK
(testo e musica di M.Bubola - F. De Andrè)
Si sono presi il nostro cuore sotto
una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent'anni occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent'anni figlio di un temporale
c'è un dollaro d'argento sul fondo del Sand Creek
I nostri guerrieri troppo lontani
sulla pista del bisonte
e quella musica distante diventò sempre più
forte
chiusi gli occhi per tre volte mi ritrovai ancora lì
chiesi a mio nonno è solo un sogno mio nonno disse
sì
a volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek
Sognai talmente forte che mi uscì
il sangue dal naso
il lampo in un orecchio e nell'altro il paradiso
le lacrime più piccole, le lacrime più grosse
quando l'albero della neve fiorì di stelle rosse
ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek
Quando il sole alzò la testa
tra le spalle della notte
c'eran solo cani e fumo e tende capovolte
tirai una freccia in cielo per farlo respirare
tirai una freccia al vento per farlo sanguinare
la terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek
Si sono presi il nostro cuore sotto
una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent'anni occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent'anni figlio di un temporale
ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek
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QUELLO CHE NON HO
(testo e musica di M.Bubola - F.De Andrè)
Quello che non ho è una camicia
bianca
quello che non ho è un segreto in banca
quello che non ho sono le tue pistole
per conquistarmi il cielo per guadagnarmi il sole
Quello che non ho è di farla
franca
quello che non ho è quel che non mi manca
quello che non ho sono le tue parole
per guadagnarmi il cielo per conquistarmi il sole
Quello che non ho è un orologio
avanti
per correre più in fretta e avervi più distanti
quello che non ho è un treno arrugginito
che mi riporti indietro da dove son partito
Quello che non ho sono i tuoi denti
d'oro
quello che non ho è un pranzo di lavoro
quello che non ho è questa prateria
per correre più forte della malinconia
Quello che non ho sono le mani in
pasta
quello che non ho è un indirizzo in tasca
quello che non ho sei tu dalla mia parte
quello che non ho è di fregarti a carte
Quello che non ho è una camicia
bianca
quello che non ho è di farla franca
quello che non ho sono le tue pistole
per conquistarmi il cielo per guadagnarmi il sole
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UN ANGELO IN MENO
(M.Bubola)
Oggi c'è un angelo in meno
su questa terra
oggi c'è un angelo in eno che non ha terra
nevicherà dentro il mio cuore tutto l'inverno
nevicherà sopra quel pane, su quest'inferno
Oggi c'è un angelo in guerra
oggi c'è un angelo in meno e nemmeno una stella
Ed oggi sono due anni che non ho pace
ed oggi avresti dieci anni piccola voce
e ghiacceranno le parole dentro il quaderno
e copriranno il mio dolore come neve d'inverno
Oggi c'è un angelo in croce
oggi c'è un angelo in meno e nemmeno una luce
E saliremo le nuvole su ascensori
di lacrime
vedremo questo tempo
che ci sbianca le pagine
ci bombarda di grandine
ci scortica di vento
Oggi c'è un angelo in croce
oggi c'è un angelo in meno e nemmeno una luce
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SALLY
(testo e musica di M.Bubola - F.De Andrè)
Mia madre mi disse - Non devi giocare
con gli zingari nel bosco.
Mia madre mi disse - Non devi giocare
con gli zingari nel bosco.
Ma il bosco era scuro l'erba già
verde
lì venne Sally con un tamburello
ma il bosco era scuro l'erba già alta
dite a mia madre che non tornerò.
Andai verso il mare senza barche per
traversare
spesi cento lire per un pesciolino d'oro.
Andai verso il mare senza barche per traversare
spesi cento lire per un pesciolino cieco.
Gli montai sulla groppa sparii in
un baleno
andate a dire a Sally che non tornerò.
Gli montai sulla groppa sparii in un momento
dite a mia madre che non tornerò.
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SPEZZACUORI
(M.Bubola)
Le parole son finite, le ferite son
guarite e ti vedo andare giù
dai miei occhi fino al buio, tra le lacrime e il diluvio
io ti vedo andare giù
spezza un angelo la notte piena di bottiglie vuote e di
cuori truffatori
e le donne danno pace, e le donne danno amore alle mie
canzoni vuote
Spezzacuori hai già deciso,
col tuo ultimo sorriso vuoi vedermi andare giù
Spezzacuori batti il tempo del tuo strano marchingegno,
puoi vedermi andare giù
Dentro al cinema fa freddo e l'attrice
dice - E' tutto - poi comincia a scender giù
tra i ragazzi c'è qualcuno che conosce il suo profumo
e la prende per la mano
dietro al bar lei si inginocchia e lo copre con la bocca,
lui comincia ad andar giù
Dama bianca inconsolata, Dama bianca addormentata vuoi
vedermi andare giù
Spezzacuori hai già deciso,
col tuo ultimo sorriso vuoi vedermi andare giù
Spezzacuori batti il tempo del tuo strano marchingegno,
puoi vedermi andare giù
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ANDREA
(testo e musica di M.Bubola - F.De Andrè)
Andrea s'è perso s'è
perso e non sa tornare
Andrea s'è perso s'è perso e non sarà
tornare
Andrea aveva un amore Riccioli neri
Andrea aveva un dolore Riccioli neri.
C'era scritto sul foglio ch'era morto
sulla bandiera
c'era scritto e la firma era d'oro era firma di re
ucciso sui monti di Trento dalla mitraglia.
ucciso sui monti di Trento dalla mitraglia.
Occhi di bosco contadino del regno
profilo francese
Occhi di bosco soldato del regno profilo francese
e Andrea l'ha perso ha perso l'amore la perla più
rara
e Andrea ha in bocca, ha in bocca un dolore la perla più
scura.
Andrea raccoglieva violette ai bordi
del pozzo
Andrea gettava riccioli neri nel cerchio del pozzo
il secchio gli disse - Signore il pozzo è profondo
più fondo del fondo degli occhi della Notte del
Pianto.
Lui disse - Mi basta mi basta che
sia più profondo di me.
lui disse - Mi basta mi basta che sia più profondo
di me.
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EURIALO E NISO
(testo di M.Bubola, musica di S.Severini)
La notte era chiara, la luna un grande
lume
Eurialo e Niso uscirono dal campo verso il fiume
e scesero dal monte, lo zaino sulle spalle
dovevan far saltare il ponte a Serravalle
Eurialo era un fornaio e Niso uno
studente
scapparono in montagna all'8 di Settembre
i boschi già dormivano, ma un gufo li avvisava
c'era un posto di blocco in fondo a quella strada
Eurialo fece a Niso asciugandosi la
fronte
- Ci sono due tedeschi di guardia sopra il ponte -
la neve era caduta e il freddo la induriva
ma avevan scarpe di feltro e nessuno li sentiva
Le sentinelle erano incantate dalla
luna
fu facile sorprenderle tagliandogli la fortuna
una di loro aveva una spilla sul mantello
Eurialo la raccolse e se la mise sul cappello
La spilla era d'argento, un'aquila
imperiale
brillava nella notte più d'un aurora boreale
fu così che li videro i cani e gli aguzzini
che volevan vendicare i camerati uccisi
Eurialo fu sorpreso in mezzo a una
radura
Niso stava nascosto spiando di paura
Eurialo circondarono coprendolo di sputo
a lungo ci giocarono come fa il gatto col topo
Ma quando vide l'amico legato intorno
a un ramo
trafitto dai coltelli come un San Sebastiano
Niso dovette uscire, troppo era il furore
quattro ne fece fuori prima di cadere
E cadde sulla neve ai piedi dell'amico
e cadde anche la luna nel bosco insanguinato
due alberi fiorirono vicno al cimitero
i fiori erano rossi, sbocciavano d'inverno
La notte era chiara, la luna un grande
lume
Eurialo e Niso uscirono dal campo verso il fiume
dal campo verso il fiume
dal campo verso il fiume
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CAMICIE ROSSE
(M.Bubola)
Quando la luna arriva a
Genova
e la mia lettera da te
li sarà quasi estate mentre qui l'inverno arriverà
e con l'inverno un altro anno passerà
A Torino si dice che sei
un bandito
che stai andando alla deriva
sopra un battello a difendere il confine uruguaiano
con un esercito che parla in italiano
Camicie rosse alla ventura
in una nuvola di bandiere
camicie rosse così nessuna delle ferite si può vedere
A volte il coraggio è
come la fame
che parti randagio per terre lontane
e mangi pane e lacrime e le lacrime sono acqua salata
che più ne bevi e meno ti disseta
E a volte il coraggio è
di ritornare
senza aver fatto fortuna dall'altra parte del mare
per inseguire una stella che gira e gira ti riporterà
a menare le mani per la libertà
Camicie rosse alla ventura
in una nuvola di bandiere
camicie rosse così nessuna delle ferite si può vedere
C'è chi ti ha visto
a Milano tra fiori e parate
o sulle mura di Roma con divise stracciate
c'è chi ti ha visto a cavallo con gli occhi azzurri per salutare
però li avevi marrone se dovevi scappare
Braccato in palude da sbirri
e zanzare
o in un bordello di Tangeri a dimenticare
o a faticare a New York in una fabbrica di candele
a riparare il tuo cuore a ricucirne le vele
Camicie rosse alla ventura
in una nuvola di bandiere
camicie rosse così nessuna delle ferite si può vedere
Signora fortuna che brilli
di notte
che ci prendi per mano e che ci mostri le rotte
proteggi questa flotta di studenti e di sognatori
aggiungi al firmamento i nostri mille cuori
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TRE ROSE
(M.Bubola)
Tre rose son sedute al davanzale
tre rose, tre sartine da sposare
una cuce i ricordi, l'altra fila l'allegria
una ricama la mia nostalgia
una ricama la mia nostalgia
Tre rondini che vengono dal mare
tre rondini che vengono dal mare
una è color dei sogni, una è color del vento
ma l'ultima ha il colore del mio pianto
ma l'ultima ha il colore del mio pianto
Sei tu che hai messo un amo nel mio
cuore
sei tu che hai messo un amo nel mio cuore
che cosa aspetti allora per venirmelo a levare
o forse vuoi vedermi sanguinare
o forse vuoi vedermi sanguinare
Tre rose son cresciute al davanzale
tre rose che nessuno può rubare
una andrà sposa a un ricco
l'altra cadrà di malattia
ma l'ultima sarà soltanto mia
ma l'ultima sarà soltanto mia.
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DON RAFFAE'
(testo di M.Bubola, F.De
Andrè - musica di F.De Andrè, M.Pagani)
Io mi chiamo Pasquale Cafiero
e son brigadiere del carcere oinè
io mi chiamo Cafiero Pasquale
sto a Poggio Reale dal 53
e al centesimo catenaccio
alla sera mi sento uno straccio
per fortuna che al braccio speciale
cè un uomo geniale che parla co me
Tutto il giorno con quattro infamoni
briganti , papponi , cornuti e lacchè
tutte lore co sta fetenzia
che sputa minaccia e sà piglia co me
ma alla fine massetto papale
mi sbottono e mi leggo o giornale
mi consiglio con don Raffae
mi spiega che penso e bevimmò cafè
A che bellò cafè
pure in carcere o sanno fa
co à ricetta chà Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà
Prima pagina venti notizie
ventun ingiustizie e lo Stato che fa
si costerna , sindigna , simpegna
poi getta la spugna con gran dignità
mi scervello e mi asciugo la fronte
per fortuna cè chi mi risponde
a quelluomo sceltissimo immenso
io chiedo consenso a don Raffaè
Un galantuomo che tiene sei figli
ha chiesto una casa e ci danno consigli
mentre o assessore che Dio lo perdoni
ndrento a e roullotte ci tiene i visoni
voi vi basta una mossa una voce
cha sto Cristo ci levano a croce
con rispetto sè fatto le tre
volte a spremuta o volite o cafè
A che bellò cafè
pure in carcere o sanno fa
co à ricetta chà Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà
A che bellò cafè
pure in carcere o sanno fa
co à ricetta chà Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà
Qui ci stà linflazione, la svalutazione
e la borsa ce lha chi ce lha
io non tengo compendio che chillo stipendio
e un ambo se sogno a papà
aggiungete mia figlia Innocenza
vuo marito non tiene pazienza
non chiedo la grazia pe me
vi faccio la barba o la fate da sé
Voi tenete un cappotto cammello
che al maxi processo eravate o chiù bello
un vestito gessato marrone
così ci è sembrato alla televisione
pe ste nozze vi prego Eccellenza
mi prestasse pe fare presenza
io già tengo le scarpe e o gillè
gradite o Campari o volite o cafè
A che bellò cafè
pure in carcere o sanno fa
co à ricetta chà Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà
A che bellò cafè
pure in carcere o sanno fa
co à ricetta chà Ciccirinella
compagno di cella
ci ha dato mammà
Qui non cè più decoro le carceri doro
ma chi lha mi viste chissà
chiste so fatiscienti pe chisto i fetienti
se tengono limmunità
don Raffaè voi politicamente
io ve lo giuro sarebbe no santo
ma ca dinto voi state a pagà
e fora chissatre se stanno a spassà
A proposito tengo no frate
che da quindici anni sta disoccupato
chillha fatto quaranta concorsi
novanta domande e duecento ricorsi
voi che date conforto e lavoro
Eminenza vi baciovimploro
chillo duorme co mamma e co me
che crema dArabia chè chisto cafè
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"DIAVOLI
E FARFALLE"
1999 - EMI
1. La ballata dei luminosi giorni
2. Emmylou
3. Capelli rossi
4. E una tirata d'orecchi
5. Innocente
6. Mister Vertigo
7. Il patto con il diavolo
8. Tina
9. Blues di Re Teodorico
10. Lettere mai spedite
11. L'albero di Giuda
12. Malinconie nascoste
13. Se questo è un uomo
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LA BALLATA DEI LUMINOSI
GIORNI
(M.Bubola)
Ho visto vecchie foto portarmi
nuovi sogni
e case addormentate riempirsi delle voci
cadere stelle in fiamme splendenti di ricordi
cantare la ballata dei luminosi giorni
la lunga ballata dei luminosi giorni
Ho visto messer Prospero
e mister Calibano
Eloisa ed Abelardo, Isotta con Tristano
difendere l'amore, gli eterni suoi ritorni
cantare la ballata dei luminosi giorni
la lunga ballata dei luminosi giorni
Oracoli e vampiri, demoni,
streghe, volpi
civette, geni, satiri, maghi, sibille, astronomi
osservano incantati il cielo, leggendone gli accordi
cantando la ballata dei luminosi giorni
la lunga ballata dei luminosi giorni
E tu ridammi gli occhi
e quel bizzarro cuore
coperto di fuliggine, sepolto da parole
che il tempo ci consoli nel tempo ci riporti
la lunga ballata dei luminosi giorni
la lunga ballata dei luminosi giorni
Si può perdere tutto
senza aver mai rischiato niente
si può morire mille volte per vivere per sempre
ma prima che sia tardi vorrei cantare ai sordi
la lunga ballata dei luminosi giorni
la lunga ballata dei luminosi giorni
Io brindo a quelle antiche
sere, alla musica lontana
io brindo al figliol prodigo, alla mia moglie gitana
io alzo il mio bicchiere d'oro col vino da due soldi
cantando la ballata dei luminosi giorni
la lunga ballata dei luminosi giorni
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EMMYLOU
(M.Bubola)
Neve sporca dentro il cortile
fango sul mio povero nome
mentre dietro si chiude la porta
della triste vecchia prigione
Avevo una moglie dolcissima
il suo nome era Emmylou
avevo una moglie bellissima
perchè l'ho uccisa non ricordo più
Ci sposammo il 15 Marzo
lungo un viale di tigli e mimose
la sua luce accecava i miei occhi
la sua voce addolciva il mio cuore
Per tre anni la vita fu
semplice
un bambino, il lavoro, la casa
le stagioni scorrevano docili
annodate da un filo di lana
E' per me difficile signori
comprendere il perchè!
Chiedo agli uomini perdono
e a Dio pietà di me
E un giorno il diavolo
bussò alla mia porta
sotto le vesti di uno studente
suonava il piano era così divertente
gli chiedemmo di fermarsi un po' qui
E fu così che da
piccoli accordi
la loro intesa salì
fino al confine di tutti i rimorsi
io mi trovavo a passare di lì
Abbracciati come edera
e quercia
distesi sulla riva del fiume
vidi l'erba macchiarsi di rosso
i loro corpi coprirsi di piume
Le misi due rose sul petto
una bianca, una rosso carminio
le misi due perle all'orecchio
e le scarpe color ciclamino
E' per me difficile signori
comprendere il perchè!
Chiedo agli uomini perdono
e a Dio pietà di me
Trovo sempre quello che
perdo
perdo sempre quello che trovo
- Signor giudice, conosco il coltello
è senz'altro di mia proprietà -
Avevo una moglie dolcissima
il suo nome era Emmylou
avevo una moglie bellissima
perchè l'ho uccisa non ricordo più
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CAPELLI ROSSI
(M.Bubola)
La luna aveva i capelli
rossi
in quella sera d'Agosto
il gracidar delle rane nei fossi
poi s'interruppe di colpo
E la civetta girò
allora il suo sguardo
fotografò il mio destino
io ritornavo dai campi in ritardo
e mi seguì l'assassino
Porto negli occhi i tuoi
occhi
e nel sorriso il tuo sorriso
porto nei sogni i tuoi sogni
non dovevi lasciarmi così
non dovevi lasciarmi così
E fu lo zoppo che non trova
pace
il mendicante di luce
e fu il sicario dei boschi d'estate
il cacciatore di fate
Porto negli occhi i tuoi
occhi
e nel sorriso il tuo sorriso
porto nei sogni i tuoi sogni
non dovevi lasciarmi così
non dovevi lasciarmi così
E i vecchi salici piegati
sul fiume
bisbigliano ancora il mio nome
se ti avvicini alla scura corrente
ne sentirai la canzone
E le campane rintoccano
ancora
lo stesso giorno a quell'ora
e i cani abbaiano tutta la notte
e le cornacchie all'aurora
Porto negli occhi i tuoi
occhi
e nel sorriso il tuo sorriso
porto nei sogni i tuoi sogni
non dovevi lasciarmi così
non dovevi lasciarmi così
Anche stanotte la luna
ha i capelli
rossi di un rosso vermiglio
fuori in giardino ti sento cantare
dall'altalena sul tiglio
Porto negli occhi i tuoi
occhi
e nel sorriso il tuo sorriso
porto nei sogni i tuoi sogni
non dovevi lasciarmi così
non dovevi lasciarmi così
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E UNA TIRATA D'ORECCHIO
(M.Scott - traduz. di M.Bubola)
Linda fu la prima
stessa classe superiore
ero timido e imbranato
non riuscii a portarla fuori
così non le dissi mai
che l'amavo da parecchio
ma le mando il mio amore
e una tirata d'orecchio
Nora fu la mia ragazza
ai tempi della prima band
ancor oggi la rivedo
che prepara dolci e the
ora vive in Australia
vende quadri e libri vecchi
ma le mando il mio amore
e una tirata d'orecchi
Deborah mi ha rotto il
cuore
son caduto proprio giù
era un giorno d'estate
andavamo a Liverpool
io credevo fosse eterno
ma finì in un batter d'occhio
ma le mando il mio amore
e una tirata d'orecchio
Io e Bella vivevamo
assieme nella stessa casa
ma l'abbiamo rovinata
coi litigi e con le accuse
di continuo picchiavamo
come mosche sopra il vetro
ma le mando il mio amore
e una tirata d'orecchio
Krista era giramondo
nata su nel Canada
ci incrociammo a San Francisco
ma vorrei che fosse qua
che darei per risentirla
ma non so dove sia adesso
ma le mando il mio amore
e una tirata d'orecchio
Tu che sei la mia regina
il mio porto di salvezza
sai che veglio su di te
con orgoglio e tenerezza
tu sei il sogno che si avvera
tutto quello che io cerco
a te dono il mio amore
e una tirata d'orecchio
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INNOCENTE
(M.Bubola)
Se fossi anche innocente
saresti un angelo
se ancor più seducente saresti il diavolo
se fossi ancora più splendente di questa splendida mattina
saresti la Gerusalemme della mia anima
Se fossi trasparente saresti
un calice
un canocchiale più potente di mille lacrime
se fossi persa fra la gente saprei raggiungerti
seguendo l'oro la corrente di mille pagine
Se fossi un'aquila ferita
ti ricucirei le ali
imparerei l'oscura lingua che parla ai temporali
se fossi ancora più perduta mi perderei di te
seguendoti nella caduta di tutti gli angeli
Ho camminato così
a lungo seguendo il cuore a occidente
per giorni e notti dentro i luoghi più oscuri della mente
dove si incrociano sconfitte, luoghi, persone care
ed i ricordi che ti puntano una pistola al cuore
E un cuore e una pistola
ho tatuati al petto
perchè l'amore mi ha sconfitto, sparandomi da dietro
e dopo questo non c'è niente che mi può far paura
nemmeno l'attimo lucente che chiude l'avventura
E quando ti ho incontrata
ero già seppellito
in terra sconsacrata tra cespugli di rosmarino e mirto
mi hai tolto dalla fronte il sospetto ed il rancore
pulendomi la faccia da polvere e sudore
Se fossi anche innocente
saresti un angelo
se ancor più seducente saresti il diavolo
se fossi ancora più splendente di questa splendida mattina
saresti la Gerusalemme della mia anima
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MISTER VERTIGO
(M.Bubola)
Mr. Vertigo, insegnami
a volare di nuovo
Mr. Vertigo, insegnami a salire nel cielo
nè come un falco, nè come un tuono
nè come un dio misterioso e buono
Mr. Vertigo, ridammi il blu
Mr. Vertigo, insegnami
a volare davvero
Mr. Vertigo, insegnami a capire il mistero
toglimi il peso del mal d'amore
questa zavorra di un vecchio cuore
Mr. Vertigo, ridammi il blu
Lo sai che il vuoto spesso
mi fa paura
librarmi in aria vorrei con te
uscire fuori da queste alte mura
guardar la vita sotto di me
Mr. Vertigo, insegnami
a volare nel buio
Mr. Vertigo, insegnami a vedere nel diluvio
staccare i piedi, staccar la spina
passar radente sulla collina
Mr. Vertigo, ridammi il blu
Tu che frequenti la solitudine
quella del misero, quella del re
da questo diavolo dell'inquietudine
vorrei stanotte salvassi me
Mr. Vertigo, insegnami
a volare davvero
Mr. Vertigo, insegnami a capire il mistero
conosci il trucco, tu sai il motivo
tu hai la mappa del paradiso
Mr. Vertigo, ridammi il blu
Mr. Vertigo, ridammi il blu
Mr. Vertigo, ridammi il blu
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IL PATTO CON IL DIAVOLO
(M.Bubola)
Mi hai tolto il cielo dalla
testa, la terra sotto i piedi
mi hai tolto l'anima nascosta, la mappa dei misteri
è un calice d'inchiostro quello che tu ora bevi
il patto con il diavolo riscrive i tuoi pensieri
Mi hai tolto i pomeriggi
chiari, la gioia del presente
mi hai tolto il sonno alle chitarre, ed ora piangono continuamente
è un calice di sangue quello che tu sollevi
il patto con il diavolo cancella i desideri
E' un gioco dove vince
il Grande Pretendente
è un gioco senza schemi, che cambia regole continuamente
è un gioco dove vince chi rimane indifferente
il patto con il divolo ti dannerà per sempre
Pretende pallide canzoni,
da scrivere a più mani
pretende facili emozioni da vendere ai villani
è un calice d'inchiostro quello che tu ora bevi
il patto con il diavolo riscrive i tuoi pensieri
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TINA
(M.Bubola)
Tina ti seguirò
lungo quelle strade in Messico
Tina, ti scriverò quando a San Francisco arriverò
dimmi che luce c'è laggiù qui ormai non la ritrovo più
dimmi che luna guardi tu, quella che io vedo non lo è più
Tina, con te io ballerò
su quelle terrazze in Messico
Tina, la musica e poi il vino rosso, i baci, il buio e noi
dimmi che sogni sogni tu
io da un po' lo sai non dormo più
dimmi, le foto che farai
che verità e bellezza fermerai
Tina, ti fisserò
dentro quelle piazze in Messico
Tina, io non lo so se prima di Natale tornerò
dimmi che non mi aspetterai
che il tempo è sempre vivo e tu vivrai
dimmi che non ti sazierai
del mio cuore che è poco, poco ormai
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BLUES DI RE TEODORICO
(M.Bubola)
Un giorno re Teodorico
sentì suonare - bang! bang! -
era il segnale di caccia degli scudieri del re
il più bel cervo del mondo stava passando di lì
ma non aveva un cavallo per inseguirlo e così
- povero re, povero re, povero re Teodorico! -
E poi gli apparve un destriero
nero più nero non c'è
aveva gli occhi di fuoco, gli disse - Vieni con me!
Cattureremo la bestia e le sue corna io ti darò
su svelto saltami in groppa e tieni forte sennò -
- povero re, povero re, povero re Teodorico! -
Tua moglie, i tuoi figli,
tua madre
saluta bene perchè
i regni, i fiumi, le strade
ora appartengono a me!
- povero re, povero re, povero re Teodorico! -
E da Verona a Messina ci
mise un attimo o poco più
capì quand'era ormai tardi che quel cavallo era Belzebù
dall'alto azzurro del cielo, dentro il vulcano si fiondò giù
dove comincia l'inferno e dove indietro non torni più
- povero re, povero re, povero re Teodorico! -
Tua moglie, i tuoi figli,
tua madre
saluta bene perchè
i regni, i fiumi, le strade
ora appartengono a me!
- povero re, povero re, povero re Teodorico! -
- Povero re, povero re,
povero re Teodorico! -
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LETTERE MAI SPEDITE
(M.Bubola)
Lettere mai spedite
parole arrugginite
lasciate a barcollare
di fronte al mare dentro di te
Lettere mai arrivate
lettere già annunciate
le stiamo ad aspettare
salir le scale bussare qui
Tu che volevi dirti
che non volevi dirmi
tu che non vuoi tradirti
perchè tradirti così con me
tu che non vuoi scoprirti
tu come puoi scoprirmi
tu che non corri rischi
perchè ora rischi così con me
Lettere mai spedite
lettere scolorite
restate a macerare
in lente pioggie dentro di te
Lettere abbandonate
in piazze desolate
potevan consolare
le stanze chiare dentro di te
Tu che non sai chiarirti
tu come puoi chiarirmi
tu che mi avevi visto toccare
il fango prima di te
Tu che non vuoi smentirti
perchè ora vuoi mentirmi
tu che mi hai derubato
dei tuoi pensieri dicendo che
Son lettere smarrite
lettere mai spedite
lettere come prove
che il tempo passa malgrado noi
Tu che volevi dirti
che non volevi dirmi
tu che non vuoi tradirti
perchè tradirti così con me
Tu che non vuoi scoprirti
tu come puoi scoprirmi
tu che non corri rischi
perchè ora rischi così con me
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L'ALBERO DI GIUDA
(M.Bubola)
Non puoi vendere tutti
i tuoi ricordi
solo perchè qualcuno li comprerà
non puoi bruciare amici, amori e sogni
viaggiando tra menzogne e verità
Non potrai truccar le carte
e poi chiedere scusa
non puoi cambiar canzone
prima che sia già conclusa
- Guarda come stai pendendo
- Guarda come stai dondolando
- Guarda come stai rantolando
sotto l'albero di Giuda, Giuda! -
Un giorno eri capitano
di navi corsare
un'apostolo di ribellione e carità
ti è bastato un po' di argento e quattro schiavi
per farti un maggiordomo di città
non pensavi fosse così
facile
indossare i panni di Caino
non credevi fosse così semplice
bere sangue e chiamarlo vino
- Guarda come stai pendendo
- Guarda come stai dondolando
- Guarda come stai rantolando
sotto l'albero di Giuda, Giuda! -
Non hai mai avuto dubbi
su chi scegliere
e su chi abbandonare dietro te
i giuramenti sono solo cenere
gettati sopra il piatto di un cachet
è cambiata la tua luce
si è fatta più soffusa
la tua silouette è apparsa all'aria
la tua ombra è così nuda
- Guarda come stai pendendo
- Guarda come stai dondolando
- Guarda come stai rantolando
sotto l'albero di Giuda, Giuda! -
- Guarda come stai pendendo
- Guarda come stai dondolando
- Guarda come stai rantolando
sotto l'albero di Giuda, Giuda! -
|
MALINCONIE NASCOSTE
(M.Bubola)
C'è ancora un nascondiglio
dentro di me
un litorale tranquillo nel mio cuore ad est
dove raccolgo canzoni e conchiglie nuove
dove riposo le ossa asciugando al sole
E l'anima nascente riprende
il volo
un segreto torrente riaffiora dal suolo
e lì rivedo mio padre con i suoi scolari
il sorriso che brilla nei suoi occhi chiari
Oh, malinconie nascoste
Oh, speranze malriposte
di quando tu mi volevi bene
di quando tu mi volevi bene
Ritrovo quegli odori di
menta e di fieno
quel pallido rumore che lascia il treno
e tu lenta che avanti mi camminavi
tenendomi a distanza con i tuoi occhiali
E tutta la realtà
era allagata dai sogni
arrotondavo il mio cuore, affilavo i miei legni
una fionda in tasca nella sagrestia
dieci Pater Noster, dieci Ave Maria
Oh, malinconie nascoste
Oh, speranze malriposte
di quando tu mi volevi bene
di quando tu mi volevi bene
Oh, malinconie nascoste
Oh, speranze malriposte
Oh, malinconie nascoste
Oh, speranze malriposte
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SE QUESTO E' UN UOMO
(M.Bubola)
Dopo la peste e il diluvio
il grande esodo nel buio
dopo il passaggio del mare
dopo il deserto e la fame
Dopo il saccheggio del
paradiso
dopo quel giglio reciso
dopo che il tempo ha cresciuto
il tuo dolore già così muto
di questo male tu perdonati
- Se questo è un uomo, dico sì! -
Dopo il rumore degli uomini
dopo il silenzio degli angeli
dopo domande senza sosta
dopo nessuna risposta
di questo male tu perdonati
- Se questo è un uomo, dico sì! -
Dopo le schiere dei diavoli
dopo il metallo degli ordini
dopo i bambini d'inverno
nelle prigioni all'aperto
di questo male tu perdonati
- Se questo è un uomo, dico sì! -
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