Baltabarèn

Baltaberèn. Il nome evoca nel ballo della memoria i vecchi locali di fumo e vino, di cabaret ed incontri (tabarin, di suono francese) dove pure si danzava (bal). Bagliori di luce che riflettono la realtà, il viaggio, i sogni, la memoria, il Mediterraneo, vita e morte dell’amore e del dolore. Incanto dei passanti, muri dei cortili e pezzi di cielo aperto che passano nello specchio magico dei sentimenti e delle emozioni. Immagini sempre più belle e dolorose del vero quotidiano Il centro della poetica del progetto Baltabarèn è nel crocevia dei sentieri musicali e letterari, è nell’insieme dei percorsi incrociati tra alcuni musicisti, sognatori o sonnambuli che attraversano da anni la città di Roma a ritmo di jazz, tango, ballate europee e musica popolare romana e mediterranea. Culture che in Baltabarèn si fondono per fare canzone italiana. Un incrocio che diventa allora anche letterario, da masticatori di bella scrittura, per ricercare arie lontane, il profumo musicale di un’epoca musicale immaginata, mescolando, come sempre, amore e odio, distacco e nostalgia, serietà e ironia. Una riflessione e un gioco semiserio sui rapporti tra finzione e realtà, arte e vita, musica e letteratura.
Un omaggio a due forme di teatro-canzone, quella nobile e seria e quella popolare e ironica.
E, per giochi a incastro e a ritroso, la memoria trascina fino a più lontane esperienze culturali, dove la musica e le parole sono, per allusioni e rievocazioni, chiaro rimando a immagini di viaggio, nel tempo e nello spazio. Sulle sponde del mare, anzitutto.
Perché forse è il mare che sa farsi cassa di risonanza della storia e sa essere complice in ascolto dei nostri segreti o sarà che la sua musica sa farsi sentire a grande distanza. Il nostro mare interno, il lusso di poter viaggiare, senza lasciare mai del tutto la propria casa.
Favoriti dal distacco che può darci il trovarci già fuori dalla partita, ormai imbarcati, o incamminati, altrove.

Arrivano da Roma e sono in sette. Capitano e compositore, Andrea Sellaro suona pianoforte e scacciapensieri. Dopo aver frequentato i corsi di arrangiamento per Big Band presso la Scuola Popolare di Musica del Testaccio, si è perfezionato ai seminari estivi di Siena Jazz, con G. Gazzani e B. Tommaso. Dopo anni di collaborazioni in organici jazzistici, si avvicina alla musica popolare e d’autore. Sellaro incontra Marco Zupi - autore dei testi, economista, professore all’Università Statale di Roskilde in Danimarca, masticatore di bella scrittura e poeta - e Alessandro Contini - voce e kazoo - che ha studiato tecnica vocale con la cantante Cinzia Spata e il tenore Carlo Di Giacomo, ha seguito seminari con Murk Murphy, Bob Stoloff, Roberto Laneri e fa parte dell’organico vocale “Kammerton”, che spazia dai madrigali, alla musica contemporanea, al jazz. I tre fondano i Baltabarén. Ma non basta. Ci vogliono Luca Caponi - batteria, percussioni, vibrafono, glockenspiel - Marcello Sirignano - violino e mandolino - Ermanno Dodaro - contrabbasso e chitarra e Antonio Trignani - fisarmonica a completare l'ensemble.

Discografia
Baltabarèn - 2002, autoprodotto

LE DESTIN

Ascoltando la tua voce
lontana continenti
sarà allegra sarai serena
Sentimi

Abbracciando il tuo corpo
lontana tra altre genti
risponderai al mio richiamo
Sentimi

Baciando le mie tue labbra
che rivedo a momenti
Aalli Soatak per un attimo
Sentimi

I tuoi occhi dolci ed il sorriso
oriente dei miei venti
a calmare le paure
e le ansie
Amore, sentimi

Starai a lungo assieme a me
a tenermi stretto a te
a dare pace con la dolcezza

A sussurrar parole nuove
a sussurrar le parole
che si perdono nella notte
Sentimi

Saprai ancora o bella,
arrossire
venuta al mondo con valigie

Stracolme
leggendo e fumando

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LINK:

http://members.xoom.virgilio.it/pagina348/baltabaren.html

 

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