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BiELLE ARTISTI
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In primo piano:
Lou Dalfin

I dischi dei Lou Dalfin sembrano sempre suonati dal vivo! Se si ascolta l’intera loro discografia in un'unica kermesse (mettetevi comodi, perché sono 9 dischi; è un’esperienza che può durare quasi un giorno) sembra di assistere a un enorme e continuata presa diretta. Le canzoni si susseguono con fluidità l’una dopo l’altra e in sottofondo (lo giuro) sembra di sentire gli applausi del pubblico e lo scalpiccio dei piedi che danzano. Forse può essere un’illusione indotta da eccessivo ascolto, ma la sensazione è tangibile. Non solo: il suono che i Lou restituiscono, tanto dal palco quanto su disco, è un suono “sporco”, grezzo, che dà sempre l’impressione di una session tra musicisti cont anta voglia di suonare. La carica del gruppo vi colpirà sempre, sia quando li vedete indemoniati in scena, sia quando tale “appartenenza col diavolo” vi viene restituita dai solchi.


Fabrizio De André: Il maestro è nell'anima
Una piccola biografia critica su Fabrizio De André? Non ci provo neanche! Fabrizio De André ha lasciato una traccia troppo profonda per provare a commentare la sua opera in una "piccola biografia", per quanto critica. Il rischio poi è che sia e resti sempre a-critica! Siamo orfani di Fabrizio De André e continueremo a esserlo per sempre.
Sergio Endrigo: malinconia austroungarica
Non soltanto perché è morto, ma perché è l'autore di "Mani bucate", "Teresa", "Nelle mie notti", "Era d'estate", "Io che amo solo te", "Canzone per te". Autore da 45 giri, più che da album. I consigli all'ascolto che ci sentiamo di darvi vertono infatti sulle raccolte (anche perché sono le uniche che troverete ancora sulla piazza). Raffinato, profondo e mai melenso, Endrigo è sempre stato un piacevole "a parte" nella storia della musica d'autore italiana.
Giorgio Conte: non solo "fratello"
Con il fratello Paolo condivide in gioventù sia gli studi in diritto che la passione per il jazz, la musica popolare e la canzone francese, trasmessa loro dai genitori. Il loro sodalizio artistico passa attraverso i primi gruppi musicali, che vedono Giorgio alla batteria e Paolo al vibrafono, fino ai contatti con il clan di Celentano e la stesura a quattro mani di brani celebri come "Una giornata al mare", "La topolino amaranto". Più tardi le loro strade si separano
Luigi Maieron: in attesa che le foglie facciano musica
Il tempo è una variabile non trascurabile nella vita e nella poetica di Luigi Maieron. Tempo e parole potrebbero essere i due cardini su cui si appoggia l'intera struttura poetica di Gigi. Che è una struttura poetica complessa. Un po' perché lavora a cavallo tra due lingue (italiano e friulano) e molto per i temi che tratta che non sono mai temi di "picciol momento".
Enzo Jannacci: Il volto e la maschera
Alzi la mano chi non ci ha pensato! Almeno una volta. Che la faccia di Enzo Jannacci assomiglia a quella di Clark Kent! Lo avete guardato bene? E avete visto la copertina di Discogreve? Quella dove Jannacci, in tutina a righe mostra bicipiti e pettorali in estensione e in piena sudorazione? Jannacci è Nembo Kid! E non ce n'eravamo mai accorti!
Max Manfredi: il giocoliere della parola
Max Manfredi è arrivato alla soglia dei 50 anni (li compirà nel dicembre 2006) senza essere riuscito a uscire dal ruolo di "giovane autore", di "nuovo esponente della scuola genovese". E' come "il giovane Holden", destinato a essere giovane per sempre. Fatto sta che si dice, si pensa e si sa da ormai parecchi anni che come Max ce ne sono pochi. E non solo per il vaticinio profetico di Mastro De André.
Ivano Fossati: la leggerezza della qualità (o la qualità della leggerezza)
Come definire un musicista poliedrico, un raffinato autore di canzoni e un interprete emozionante e originale? Per Ivano Fossati il termine “cantautore” non può che suonare riduttivo. Arrivato al ventiduesimo disco in 33 anni di attività (da "Dolce Acqua coi Delirium - 1971 a "Dal vivo 3 - Tour acustico - 2004) Ivano Fossati è da tempo nel Gotha del cantautorato italiano.

In primo piano:
Simone Cristicchi

Quella di Cristicchi non è un forma di pazzia transitoria. Ma un progetto strutturale. Portare a Sanremo una canzone sui matti è già una forma di follia strana, ma non pericolosa. In fin dei conti al Festival abbiamo visto Vita spericolata di Vasco Rossi e il debutto di Ivano Fossati giovane fricchettone con Jesahel. Già è diverso vincerlo un Festival con una canzone siffatta. Quando poi oltre alla canzone si arriva a un album dove i temi trattati oscillano tra l’eutanasia, il lavoro temporaneo, la poesia (e la pazzia) e oltre all’album si arriva a un dvd (in edizione limitata) che è un serissimo documentario sugli ex manicomi e oltre al dvd si passa a un libro che si intitola “Centro di igiene Mentale” (Un cantastorie tra i matti) e che è una prova letteraria di valore al limite tra il romanzo e l’indagine sociale ecco che in tutta questa follia inizia a emergere un metodo.


GianMaria Testa: diritto controvento
Gian Maria Testa persegue una sua strada e lo fa con estrema coerenza, anche a rischio di andare controvento e ricordare quello stesso Don Chisciotte che ha recitato-cantando a teatro a fianco di Erri De Luca. "Da questa parte del mare" è stata un po' la sua tesi di laurea verso una fama di grande della nostra epoca. Un artista che non si nega a contatti e a visioni più ampie. Imprescindibile.
Gianna Nannini: 50 ma non li dimostra
La carriera di Gianna Nannini è stata ricca di alti e bassi e anche di ripensamenti, capriole, salti mortali e ibridazioni, ma senza mai perdere di vista un anima rock che ne ha condizionato tutta la produzione e che, in fin dei conti, è il suo principale merito. Sotto il profilo delle vendite, una volta fattasi conoscere con "America", lo zoccolo fedele dei suoi fans non l'ha mai abbandonata
Paolo Conte: tra jazz, fumetti e cinema
Per girare intorno a Paolo Conte è inessenziale tracciarne i natali poiché è un cantautore che gode di chiara fama ed il fatto che lo chiamino “l’avvocato di Asti” basta ad immaginarne origini, ceto, studi etc... Del prossimo Conte si parla, per sua stessa ammissione, di una collaborazione con gli Avion Travel. Di conseguenza, noi ci fermiamo qui ad aspettiamo.
Vinicio Capossela: quando è genio è genioa
Su Vinicio Capossela, chissà perché si è scritto sempre molto poco. Ha scritto molto di più lui, aiutato, oltre che dai dischi, da un libro in forma di romanzo a racconti di più di 400 pagine di quanto si sia scritto su di lui. Eppure è innegabile che Capossela sia un grande della nostra canzone d'autore e l'uscita di "Ovunque proteggi", qualora ce ne fosse ancora bisogno, l'ha confermato.

Queste pagine
sono in continuo aggiornamento.
Chiunque volesse collaborare o inviarci materiale
non ha che da scriverci



NB I link soprastanti portano al sito di Gianni61, che ha fatto un lavoro talmente buono che non era proprio il caso lo rifacessimo noi. Grazie Gianni.